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giovedì 28 gennaio 2016

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Una società unisex in attesa del prossimo sacco islamista

lo sapevi che
-A cura di Floriana Castro-
La ragione per la quale il nostro paese si è devitalizzato nasce da una spinta sia economica che culturale. Manca il sangue del mercato, ossia: la moneta; abbiamo un prelievo fiscale che sta per esplodere e la deflazione imperversa. Questa situazione di stagno monetario ed economico -come abbiamo detto altre volte- è programmato dalla BCE, un fenomeno programmato a tavolino con i devastanti fenomeni di grande usura che ben conosciamo. Ma non solo nessuno denuncia questo sistema usuraio per fermare la trappola monetaria che ci ha spinti a correre come pazzi su questa dannata ruota per criceti: un ritmo alla cinese: dormi-lavora-consuma; versare sudore per pagare le banche che ci prestano i nostri stessi soldi che guadagniamo con il nostro lavoro ma addirittura vengono proposti degli stili di vita per allietare la schiavitù economica e spirituale nella quale ci troviamo. Gli anziani non trovano più posto in questa società; sempre più spesso abbandonati e dimenticati in case di riposo, -nel migliore dei casi, quando non si considera l’eutanasia- perchè coloro che sono ancora attivi per pagare il debito pubblico non hanno tempo per loro, dovranno, quindi fare a meno della loro esperienza e della loro saggezza. I giovani oggi si trovano nelle condizioni di non potere avere una ragionevole previsione del loro futuro economico, spesso annoiati, spesso pure depressi a causa dell’impossibilità di mettere radici vengono distratti da stili di vita sempre più frivoli e materialistici. Basti pensare ai reati che l’attuale governo di Renzi sta per depenalizzare la coltivazione di cannabis, che passa da illecito penale ad illecito amministrativo. Quindi in questo modo non si da ai cittadini in mano un ideale o una speranza, ma mezzi per poterlo manipolare sempre di più: gli si da la droga in mano, del resto quando la speranza e gli ideali scarseggiano la droga imperversa. (clicca qui)
Ma non solo droga ed immigrazione selvaggia per compensare al nostro devastante calo demografico, le nuove manovre prevedono anche la scandalosa e ripugnante maternità surrogata (uteri in affitto): uno sfruttamento della povertà, anzi peggio, della miseria del Terzo Mondo su cui una volta era “la sinistra” commuoversi e indignarsi.  Adesso il PD, gli sfruttati, li sfrutta. Per la Cirinnà la coppia ricca che torna col figlio deve essere immune dalle conseguenze penali che prevede la legge italiana per chi faccia la stessa cosa in Italia; E ciò, adesso, è progressista.
La Repubblica ci scrive sopra mielosi reportages: “Noi donne divenute madri grazie all’utero in affitto”. Dove una ricca italiana   racconta di quando ha visto l’utero che aveva pagato a Delhi: Non è sfruttamento dei ricchi sui poveri? -Osa chiedere il giornalista-, risposta di “LAURA”, l’italiana ricca: “Quello purtroppo c’è in tutto il mondo, basti pensare ai minorenni sfruttati nelle fabbriche, alle ragazzine vendute sulle strade senza che nessuno si scandalizzi. Qui almeno c’era un rapporto tra adulti consapevoli, una libera scelta. Io, se fossi stata al posto loro, nella loro situazione, probabilmente avrei fatto la stessa cosa”. Adesso, dunque, lo sfruttatore della miseria è progressista e illuminato se risponde: “Lo sfruttamento? C’è in tutto il mondo” (clicca qui) . La sinistra così getta la maschera e rivela la sua impressionante somiglianza con il suo fratello gemello IL CAPITALISMO
famiglia comunistaIl trafficante internazionale di bambini; Elton John, tempo fa dichiarò ridendo che uno dei suoi bambini, comprati e strappati alla nascita dal seno materno piangeva ininterrottamente sia di notte che di giorno e non ne capivano il motivo (continua a ridacchiare). Una mamma sa bene che quando i bambino piange e la causa sembra inesistente in realtà ha solo bisogno di sentire il calore materno. Provate a chiedere alle vostre mamme se è o non è la verità. Il bambino che ha comprato Elton John piange e nessuno potrà mai consolarlo. Un giorno crescerà, ma questa ferita rimarrà indelebile nella sua anima, non sappiamo come si manifesterà, ma questa violenza con molta probabilità non lo renderà un adulto sereno. Nemmeno per gli animali si usa tanta crudeltà: la legge italiana ha fissato un momento ben preciso per poter togliere i cuccioli dalla mamma, ovvero dopo i due mesi di età, ma gli animalisti consigliano di aspettare di più: almeno 3 mesi perchè sono i così detti mesi dell’Imprinting.

Ma non è finita qui abbiamo anche l’inodottrinamento al gender, matrimoni ed adozioni gay, depenalizzazione degli atti osceni in luogo pubblico e atti contrari alla pubblica decenza. Bisogna far presto ad approvare i matrimoni gay ” siamo al fanalino di coda” , ma anche sulla corruzione, anche sulla giustizia, sui costi della politica siamo al fanalino di coda… Cari sinistri, NEL 2015 SONO FALLITE “SOLO” 14.416 AZIENDE! (clicca qui)
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Qual’è l’unica ricompensa che i governi guidati dal governo ombra ci propongono come ricompensa al nostro misero vivere? Sesso, sesso libero, ovunque e con chi vuoi e del resto -ti dicono- l’omosessualità è vecchia quanto il mondo e il pregiudizio nei suoi confronti risale all’oscurantista civiltà cristiana. I Nostri, del resto sono da 400 anni al lavoro con piani intrighi e rivoluzioni per sostituirla con un culto pagano rivolto al dio-io dove chiunque potrà decidere da sè cosa è giusto e cosa è sbagliato. Il vizio contro-natura esiste da quando esiste il mondo, ma in quale società pagana si è mai considerato di equipararlo alla regolare unione tra uomo e donna? Quale storico ha mai riportato proposte di legge simili in una antica Roma, o in una lontana Civiltà Greca? Chiunque sentisse la necessità di trasgredire in quel modo si guardava bene dal rendere pubblica questa attitudine; sapeva benissimo che questo era un piacere fine a se stesso, anche prima dell’avvento della Societas Christiana.
Pier Paolo Pasolini nonostante le sue personali tendenze, si era apertamente schierato contro aborto, il decadimento culturale, e l’ideologizzazione della sessualitá. Il suo ultimo film “Saló o le 120 giornate di Sodoma”, descriveva il vero volto di lobby.Nel video potete vedere un matrimonio omosessuale di stampo satanico. Situazione lucidamente prevista in tempi in cui neanche se ne sarebbe mai parlato.(guarda il video)

E’ proprio il significato etimologico del termine “Matrimonio” che ha impedito ai nostri antenati qualsiasi equiparazione con la coppia composta da uomo-donna. matrimonium: mater, madre, emunus, compito, dovere; il matrimonium era, nel diritto romano, un “compito della madre”, per matrimonio si intendeva un legame che rendeva legittimi i figli nati dall’unione. Lo stato dovrebbe agevolare ed incentivare le famiglie vere in quanto sono produttrici di ricchezza: la prole; la forza lavoro.

cirinna11Comunque teniamo presente che non basta opporsi alle adozioni gay (anche se oggi questo e’ obiettivamente l’unico punto su cui ancora si riesce a far ragionare), bisogna opporsi anche alle unioni civili anche perché se passa la legge, anche senza le adozioni gay, sarà poi la magistratura a dire che se uno Stato riconosce un modello di famiglia alternativo non può poi negare ai partner gli stessi diritti degli sposati, cioè anche quello di avere dei figli.
Ma anche le coppie sterili (composte da uomo-donna) rappresentano una ricchezza in quanto svolgono un ruolo di compensazione. Oggi è in atto una vera e prorpria guerra nel rapporto uomo e donna, che si vogliono strumentalmente separati; senza alcun sentimento o affinità: è il piacere l’unico punto cardine del rapporto.
Che razza di uomo e donna hanno ridisegnato?
In un articolo intitolato Men – Design Your Perfect 10, Henry Macow ha descritto come a causa del lavaggio del cervello subito in gioventù si ritrovò a cercare il sesso al posto dell’amore, e come di conseguenza il suo matrimonio fosse naufragato. Il suo articolo (scritto nel 2001) descrive come questo lavaggio del cervello era di carattere omosessuale; parte dell’ingegneria sociale occulta è stata ideata per arruolare la società in un culto satanico e cabalistico (gli Illuminati).
“Egli è molto esigente circa il suo aspetto, la sua casa e le sue proprietà. Vuole più sesso possibile e sceglie le sue partner sessuali soprattutto in base alle apparenze. É molto concentrato su sé stesso e non vuole nessun coinvolgimento emotivo o assumersi alcun impegno. Pensa che una donna lo soffocherebbe e che i figli sarebbero un peso».
10987648_10206104487200449_1847887555474756967_nQuesto comportamento non assomiglia a quello di un omosessuale? Questo è anche l’ideale maschile propinato agli uomini dalla rivista Playboy fin dagli anni ’50. Alla fine del tempo, quando gli uomini apriranno la busta su cui è scritto: «Qual’è l’essenza della virilità»?, sospetto che troveranno questa risposta: «Prendersi cura delle donne e dei figli. Gli uomini si comportano come agenti di Dio, creando e sostenendo la nuova vita. La famiglia è l’unità cellulare della vita umana». Ma nel 1972, tre su quattro studenti universitari maschi idealizzavano la loro mascolinità partendo da Playboy, facendo così pagare un prezzo incalcolabile a sé stessi, alle donne, ai figli e alla società. La somiglianza tra Playboy e l’omosessuale ideale non è una coincidenza.(clicca qui)

11902331_164072620591684_7180905700746876832_n-copyPlayboy portò il suo messaggio di libertà sessuale al maschio americano che, negli anni ’50 e ’60, praticava ancora il sesso all’interno del matrimonio. Ma la libertà è ingannevole. Lo scopo di Playboy, lo scopo di tutti i pornografi, era di prendere all’amo gli uomini per mezzo di una sfavillante fantasia. Per fare questo, essi dovevano impedire all’uomo di trovare un vero appagamento nel matrimonio. La moralità eterosessuale pone il sesso nel contesto dell’amore e del matrimonio, i quali «umanizzano» l’appetito sessuale. Essa assicura che l’atto fisico più profondo e intimo tra due persone esprima un legame emotivo-spirituale commisurato.  Secondo la Reisman, «Playboy fu la prima rivista a sfruttare le paure degli uomini verso le donne e nei confronti degli impegni familiari. Playboy si offrì come un affidabile e confortevole sostituto dell’amore eterosessuale e monogamo» . In questo modo, «nemici giurati» come Playboy e le femministe trovarono un terreno comune nel loro odio per la sana eterosessualità espressa all’interno del nucleo familiare. A causa di questa rivoluzione (omo)sessuale, ora la società è colpita da continue epidemie di dissesti familiari, di pornografia, di impotenza, di abusi sessuali su minori, di violenza, ecc. Non è un caso che se una volta il sogno dell’uomo era quello di incontrare la donna giusta per metter su famiglia oggi spinto dalla “crisi economica” e dai valori perversi della società si ritrova a non essere più appagato da una sola partner- con la quale si unisce senza amore ma userà per il sesso-sperimentare così per trovarsi sempre maggiormente in un vortice di solitudine evuoto esistenziale, senza più romanticismo né amore, né spirito di sacrificio. La maggior parte dei gay ha da dieci a cento partner all’anno. In forma meno estrema, questo è il modello proposto anche agli eterosessuali. Non è forse il modello dell’amore omosessuale usa e getta? Non ha ragione Henry Macow a definire la pornografia “rivoluzione (omo)sessuale”?

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Nel 1973, i Rockefeller intimidirono l’American Psychological Association («Associazione Psicologica Americana»), obbligandola a proclamare che l’omosessualità è un comportamento normale. Insieme alle femministe (che credono che l’eterosessualità sia intrinsecamente oppressiva), i gay iniziarono a smantellare tutte le istituzioni eterosessuali: la virilità, la femminilità, il matrimonio, la famiglia, ecc. Usando il loro controllo esercitato dai media, i Rockefeller (i banchieri degli Illuminati) hanno influenzato pesantemente la nostra sensibilità culturale. Essi sono i responsabili dell’ossessione pornografica che pervade la televisione, i video musicali e Internet. Questo stato di sviluppo umano bloccato è una caratteristica degli omosessuali, i quali non riescono ad avere relazioni a lungo termine con il sesso opposto. Con le donne etero che si comportano come uomini e viceversa, con la tivù e le scuole che promuovono questi comportamenti, stiamo diventando tutti omosessuali.

img-_innerArt-_bro1_6Del resto se le lobbies miliardarie tra cui la Rockefeller Foundation si muovono in massa per finanziare abbondantemente questi due fenomeni un motivo ci sarà…e spero che sia noto a tutti, donne e uomini di quanto il femminismo- mi riferisco al femminismo della sfrenata libertà sessuale; il femminismo che tace davanti alla condizione della donna in medioriente; il femminismo che non interviene per denunciare l’infibulazione delle donne musulmane; il femmismo che non denuncia gli stupri di massa di Colonia; il femminismo che appoggia gli uteri in affitto- questo femminismo che ha gravemente danneggiato la donna stessa, portando un’ulteriore spaccatura tra i due sessi oltre a ridisegnare la figura maschile ormai svirilizzata, neutra. La donna “castratrice” creata a tavolino, ridotta ad un pezzo di carne da macello, sdradicata da quel nobile ruolo di regina della casa, angelo custode del marito e dei figli si ritrova pure lei a girare in questa dannata ruota per criceti, trovandosi spesso nella difficile condizione di mamma-moglie e lavoratrice allo stesso tempo; spesso portando su di sé il peso della famiglia; spesso perdendo la stima del marito “svirilizzato”, ormai una figura che non rappresenta più il pater familias,  cercando spesso di riempire quel vuoto esistenziale con silicone e boytoys. A ben vedere questo tipo di femmnismo non ha dato alla donna altro se non accollarsi non solo la sua condanna alla sofferenza: ossia“nel dolore metterai al mondo i tuoi figli e l’uomo ti dominerà”, ma anche la condanna impartita all’uomo “ col sudore della fronte ti guadagnerai da vivere”. Entrambe le figure sono ormai ambigue e vaghe: due esseri mascherati che non sanno più che ruolo giocare con l’altro sesso; impauriti come sono l’uno dall’altro, incapaci di capirsi, comunicare e perdonarsi.

urlIl che ne fa’ un’ancor più perfetta epitome dei “valori gender” che ci dominano: le donne coccolano i gay e vogliono uomini “neutri”, hanno svirilizzato non solo la cultura ma proprio i maschi europei, fino a renderli degli impotenti, degli eterni adolescenti-figli che fuggono le responsabilità, o dei masturbatori da video-porno; addomesticati e un po’ psichicamente castrati. Da che mondo è mondo il padre è la figura che protegge la famiglia dalle ostilità esterne. È colui che attraverso la propria esperienza guida il figlio nel mondo. Ecco come le società segrete con la strumetalizzazone dell’emancipazione femminile hanno reso l’Homo Aereopaeus per poter costruire una società donnesca, politicamente effemminata, priva della protezione maschile, dunque inerme.

12308700_436313683224771_98640686868757560_nDistanze che vengono ulteriormente marcate dal lancio del problema del femminicidio, cui signori della sovversisione gonfiano dati e statistiche per poter rendere chiaro il concetto di “uomo bestia” buono solo ad alzare violentemente le mani e qualcos’altro…Aggiungiamo il fatto che queste campagne hanno fra le loro testimonials alcune delle figure piu’ femminicide che siano mai esistite sulla faccia della terra come Louise Ciccone e Miley Cirus, due importantissime esponenti del porno-pop che hanno contribuito alla sovversione dei costumi e alla puttanizzazione della società.  Certo se lo dice la Ciccone che gli uomini sono pericolosi dovremmo darle ascolto, proprio lei, la castratrice per antonomasia, che ha avuto migliaia di uomini, abituata com’è ad accoppiarsi con uomini-fuchi che scompaiono dopo l’atto sessuale, pagati poi profumatamente per non rivendicare alcun diritto paterno sulla prole (vedi il caso di Carlos Leon, padre della sua primogenita Lourdes Maria).  
urlPer non parlare della Cyrus che si lamenta degli “animaleschi istinti degli uomini” beh, se gli struscia  il sedere nelle parti intime maschili, come ama fare nei suoi spettacoli non c’è da meravigliarsi se anche l’uomo castrato si imbestialisca sessualmente.  Che dire? testimonials più indicate i neocon non potevano proprio trovarle!
Allontanare l’uomo dalla donna per rendere ogni individuo più manipolabile depersonalizzando entrambe le figure. Una volta allontanati definitivamente i figli dalla figura materna e paterna, gli asili nido e le scuole diventano luoghi di manipolazione mentale (non è un caso se dal 1981 il plagio non costituisce più reato).Siamo già alla proposta di insegnare ai bambini dell’asilo la masturbazione. Per ottenere tale cambiamento è necessario plasmare la coscienza, livellando il popolo in un pensiero unico, eliminando i concetti di femmina e di maschio, madre e padre e, dunque, di famiglia. Aspirazioni poco originali, in quanto l’eliminazione della famiglia è una delle priorità dei fratelli massoni e del duo Marx-Engels.
12289655_413016682231037_8099170791122582972_nA differenza di qualunque animale e perfino della più bassa forma di vita sulla Terra, vi state facendo portar via il territorio senza reagire. E perché non capite che, se vi stanno già attaccando le donne dalle enormi masse di immigrati induriti da esperienze di guerra  con sanguinosi sbudellamenti di vicini di casa e parenti,   che vengono da società che è poco dire patriarcali, dove il maschio è tiranno e a femmina o va’ coperta da capo a piedi e accompagnata da parenti maschi, oppure viene “disciplinata” dallo stupro (con seguente lapidazione). Così, la Germania che riceveva 11 mila immigrai musulmani nel 2008, ne ha imbarcati mezzo milione nel 2014; nel 2015 la cifra si aggirerà sul milione. E nel 2016,se tanto ci dà tanto – 10 mila immigrati al giorno nelle ultime settimane del ’15 – farebbe, potenzialmente, 3,6 milioni di stranieri. 
Vengano tutti, aveva detto la Merkel. il volto maschio dell'europaLavoreranno alla Volkswagen,   disciplinati ed addestrati come cani da circo, e terranno le mani a posto; e l’erezione sotto controllo. (clicca qui)i violentatori islamici non hanno fatto che obbedire a quel che la loro “cultura” suggerisce a giovani maschi robusti, senza mogli, in terra di conquista e di infedeli, dove le donne si scoprono e sono prede, in un paese che disprezzano e deridono proprio perché li paga, veste e nutre in base ad una ideologia dell’accoglienza che non possono non deridere.
(clicca qui) Un fenomeno quello dell’immigrazione che collide col femminismo che stiamo pur certi sfuggirà di mano ai mondialisti che non riusciranno a far entrare nei ranghi l’uomo mediorietale: gli stupri di Colonia (ma anche degli altri di cui non se ne parla) dovrebbero far riflettere pidioti e progressisti. 

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Gli uomini musulmani, ancor oggi antropologicamente diversi degli uomini occidentali, sono convinti che conquisteranno l’Occidente, anche quelli fra loro che non sono jihadisti o estremisti. Gliel’ho sentito dire molte ai musulmani: “Conquisteremo l’Europa con la fede e con la fecondità”. Professare la fede per loro è il principio essenziale della vita, nessuno che appartenga a una religione può astenersene. quando vengono in Europa e vedono le chiese vuote, e constatano l’incredulità degli europei, immediatamente pensano che loro riempiranno quel vuoto culturale. Poi c’è la questione della natalità: per i musulmani il fatto che il matrimonio sia un’istituzione divina significa che la volontà di Dio è la procreazione. Ricordiamoci che il tasso di natalità dei musulmani si aggira intorno all’8,1 contro l’1,4 dei popoli europei, quindi non fanno male i loro calcoli e possiedono già in Germania e Inghilterra i tribunali islamici.

A voi bambolotti lisciati e pettinati, asessuati, metrosexual o sapiosexual, vi toccherà combattere come gli uomini di una volta e temo non vi piacerà, mi riferisco agli omosessuali e omosessualisti, in un mondo che cade a pezzi, con i saraceni alle porte che non aspettano altro che di lapidarvi o gettarvi dall’alto delle torri.
Ma chi cerca di spiegare che si sta tirando troppo la corda è oscurantista, cattolico reazionario, omofobo.Non durerà molto questa società castrata e robotizzata, priva di legami, di sentimenti, tassata fino al midollo, ipnotizzata e plagiata all’inverosimile che non ha più nemmeno il tempo per fermarsi e riflettere! Peccato che ci si sveglierà quando sarà troppo tardi e si comincerà a riflettere che il medioevo forse non era così malvagio!
-Floriana Castro-
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 http://antimassoneria.altervista.org/una-societa-unisex-in-attesa-del-prossimo-sacco-islamista/

sabato 23 gennaio 2016

S. Presa per i Fondelli dalla chiesa

Non vogliamo una Chiesa per ogni stagione 

(Il Giornale, 15/10/2014)



Che stucchevole demagogia la frase chiave del Sinodo sui gay: «Le persone omosessuali hanno doti e qualità da offrire alla comunità cristiana».

E che pia ipocrisia attaccarsi ai casi singoli, come ha fatto il card. Schönborn: «Ho conosciuto una coppia gay che era esemplare». È come dedurre la bontà del genere umano citando un caso positivo e trascurando il resto. C'è un salto fuori dalla logica e dalla realtà, prima che dalla teologia, nel dedurre da un caso particolare un giudizio universale. L'errore di fondo, che sconfina nella menzogna, è lo stesso del passato ma rovesciato di segno; si elogiano «doti e qualità» degli omosessuali quando la premessa dovrebbe essere realisticamente un'altra: le doti e le qualità umane non dipendono dall'orientamento sessuale, e dunque possono trovarsi o non trovarsi sia tra gli omosessuali che tra gli etero. Punto. Ci possono essere omosessuali o eterosessuali che affrontano la vita in modo esemplare e altri che non lo fanno. Ma questo la Chiesa lo sa benissimo: perciò appare una demagogica furbata quell'elogio alle doti dei gay (che ora spianerà la strada alle coppie gay in Parlamento).
Lo stesso elogio è stato pronunciato verso i divorziati, ma anche qui si copre la verità delle cose: le doti e le qualità umane non dipendono dallo stato civile. È ipocrita poi definire imperfette le unioni gay o le coppie non sposate, quasi che le unioni tradizionali siano perfette.
Evocare l'idea di perfezione mi pare un angelismo improprio e bugiardo. Parlate piuttosto di unioni consacrate, di famiglia come fondamento sociale e naturale, culturale e religioso dell'umanità e di ogni civiltà, ma lasciate stare il perfettismo, che il Rosmini già condannava sul piano storico-politico. Non si può compensare la vera o presunta omofobia del passato con l'astuta omofilia del presente: la Chiesa dovrebbe semplicemente dire che guarda all'uomo, indipendentemente dai suoi gusti sessuali e dalle sue scelte. E quando queste non combaciano con l'ordine naturale e soprannaturale non è la Chiesa a convertirsi a lui, ma se lui non si converte ai principi morali cristiani, la Chiesa lo accoglierà lo stesso, con indulgente misericordia. Perché gli uomini sono imperfetti, fallibili, ma l'uomo trascende le sue inclinazioni.
Non vogliamo una Chiesa mimetica, che assume la faccia del giorno che passa; proprio perché il mondo muta vorticosamente vorremmo che la Chiesa rappresentasse un punto di riferimento saldo, non volubile né volatile, come una banderuola esposta ai venti. Arriverà il giorno che la Chiesa si accorgerà che l'idea di Dio è diventata marginale, irrilevante e la fascia di coloro che non credono si è allargata enormemente: e allora che farà, la Chiesa che va incontro all'uomo, ci farà la sorpresa di dire che la santità e il paradiso si possono ottenere anche senza credere in Dio, in Gesù e nella Chiesa cattolica e apostolica? Certificherà l'inutilità della fede e la superfluità del suo magistero pur di essere al passo coi tempi e con l'umanità che cambia? Di troppa furbizia si può morire. Accogliete tutti nelle braccia di S. Madre Chiesa ma, vi prego, evitate la S. Presa per i Fondelli.
http://www.marcelloveneziani.com/non-vogliamo-una-chiesa-per-ogni-stagione-il-giornale-15102014.html

giovedì 9 luglio 2015

Tocca ai laici combattere

Card. Pell: «Tocca ai laici combattere». Sì ma ...



L'ultimo articolo di Marco Tosatti, riportato di seguito, si riferisce a recenti affermazioni del cardinale Pell in ordine a quanto si muove sul fronte politico-culturale attraverso le nuove derive innescate dalle scelte culturali e politiche ormai non più pro-vita.
Il Prefetto del Segretariato per l’Economia, il cardinale George Pell, ha dichiarato che l’esito del referendum irlandese e la decisione della Corte Suprema USA in tema di matrimoni fra persone dello stesso sesso dimostrano quanto la società occidentale stia abbandonando molte delle sue fondamenta legali. 

Nel suo discorso all’VIII Conferenza internazionale sulla Liturgia a Cork ha definito l’esito del referendum irlandese “una vittoria per John Stuart Mill e l’utilitarismo”. Ha aggiunto che le cosiddette “guerre culturali” “stanno entrando in una nuova fase di lotta politica che può essere combattuta solo dai laici”.

Ha citato la “Christifideles laici” del 1988 di Giovanni Paolo II per sottolineare l’importanza di rivalutare la missione dei laici, e ha detto che la battaglia verterà sulla salvaguardia delle libertà religiose e sul diritto di insegnare la dottrina cristiana pubblicamente nelle scuole e nelle parrocchie, in particolare nelle istituzioni che ricevono finanziamenti statali.

“Dovremo lottare pacificamente e democraticamente per assicurare che i nostri ospedali non siano forzati a offrire aborto e eutanasia”. Pell ha esortato i giovani a impegnarsi nella vita politica e ha ammonito i laici dal fuggire il mondo e invece di occuparsi dei servizi di chiesa e dei compiti dei preti. “Non abbiamo bisogno di preti annacquati e incerti, e non abbiamo bisogno di fedeli laici che sembrino determinati a riempire quei vuoti”.
Mi pare che si dimentichi, ma sia ineludibile, che abbiamo a che fare con diverse facce di una stessa medaglia. Infatti a queste degenerazioni se ne accompagnano altre: la teoria del gender, l'omofilia e le conseguenze antropologiche e sociali che ne derivano; nonché il pensiero unico dell'omogeneizzazione di popoli e religioni, mentre è proprio da parte dei ranghi più alti della gerarchia ecclesiale che la morale risulta sganciata dalla Verità perché è pervicacemente ignorata, quando non contraddetta, l'opera divino-umana del Signore, dalla quale soltanto scaturisce ogni autentica etica, veicolata solo da insegnamenti retti e vita sacramentale corrispondente e non da una pastorale aggiornata in dialogo col 'mondo' e intrisa di falsa misericordia senza giustizia.

Di conseguenza i laici, oggi, non sono (o dovrebbero essere) coinvolti solo sul fronte politico, che è il loro impegno civile più ovvio; ma anche su quello ecclesiale, per difendere, riaffermare e diffondere la vera Fede, insieme allo jus divinum al culto autentico - culmen et fons di tutto il resto - espresso mirabilmente dal Rito Romano Antiquior, che alcuni non hanno abbandonato e non abbandoneranno MAI, e che invece troppi sacerdoti (compresi vescovi e cardinali ) non insegnano né celebrano più, quando non lo disprezzano! Certo, sappiamo bene che nessun laico può riempire il vuoto di preti annacquati e incerti, ma chi li richiama alla loro funzione di alter Christus, così drammaticamente confluita e diluita nella orizzontale Presidenza dell'Assemblea celebrante che sostituisce, invece di lasciarsene assumere per poi viverla, l'Actio, Unica, di Cristo Signore?

Infatti, se è vero che “dovremo lottare pacificamente e democraticamente per assicurare che i nostri ospedali non siano forzati a offrire aborto e eutanasia”, chi lotterà per riaffermare il primato della Verità sull'azione, che è un discorso a monte che fonda ogni nostra scelta, anche politica? E, se nessun pastore se ne fa carico, non dovranno gridare anche le pietre? (Maria Guarini)

domenica 17 maggio 2015

Apostoli gay e Maddalena lesbo

Apostoli gay e Maddalena lesbo, un vescovo dice

di Lorenzo Bertocchi


«Non sappiamo se qualcuno dei discepoli era mariconcito (gay, NdA) o la Maddalena era una lesbica. Sembra di no perché molti sono passati tra le sue gambe». Un linguaggio che fa tristezza a doverlo riportare, ma anche questa è cronaca. Sono parole pronunciate dal Presidente della Commissione per la Vita della Chiesa cattolica colombiana, monsignor Juan Vicente Córdoba nel corso di un forum promosso dalla comunità Lgbt presso l'Università delle Ande.

Con un linguaggio a dir poco sorprendente il vescovo ha detto la sua sul tema dell'omosessualità. «Nessuna attrazione è male. Quando diciamo che un omosessuale è un peccatore, io direi che lo stesso si può dire, o non dire, di un eterosessuale. Io direi: i fratelli omosessuali quando si sposano hanno quello che noi chiamiamo fedeltà e formano i loro figli con amore». Un florilegio di espressioni che va ben oltre il tormentone papale del «chi sono io per giudicare» un gay, spesso banalmente estrapolato da un discorso più ampio pronunciato dal pontefice sul volo di ritorno dalla GMG di Rio. Ma monsignor Cordoba, oltre ad alcune affermazioni dal sapore tendente all'ovvio, tipo quella per cui «non importa se si è omosessuali o transessuali o vescovi, quello che importa è la dignità umana», dà altre indicazioni che puntano verso altri lidi. «Lasciamo scegliere ai bambini», ha detto parlando delle adozioni alle coppie gay, «non possiamo decidere per loro. Un bambino abbandonato per esempio, noi gli possiamo dare due papà o due mamme, dopo che hanno perso la loro mamma e il loro papà».



Un classico ragionamento giocato sul filo del pietismo, ma che punta oltre. Perché, secondo il ragionamento del vescovo colombiano, sarebbe indifferente ai fini educativi (e non solo) la presenza di una mamma e un papà, di un maschio e una femmina. Una visione che si discosta molto da quella che lo stesso Papa Francesco ha ribadito lo scorso 15 aprile. «L’esperienza», disse il Papa nell'udienza generale del mercoledì, «ce lo insegna: per conoscersi bene e crescere armonicamente l’essere umano ha bisogno della reciprocità tra uomo e donna. Quando ciò non avviene, se ne vedono le conseguenze». Ma per monsignor Cordobà la battaglia per il matrimonio gay «non è una battaglia tra pene e vagina (letterale nella dichiarazione, ndA)», ma è una questione seria che «spetta alla Alta Corte o al Congresso». Perché, bontà sua, anche se «il matrimonio è [solo] tra un uomo e una donna», tuttavia «due uomini o due donne possono vivere insieme» e per questo c'è «profondo rispetto, non possiamo giudicare nessuno». E poi, secondo quello che riportano i quotidiani colombiani, si è spinto oltre dichiarando che «le unioni omosessuali non le consideriamo peccato, anche se per la chiesa non le possiamo chiamare matrimonio». Affermazioni che stridono se messe in rapporto con la dottrina della Chiesa espressa nel Catechismo.



Bisogna riconoscere che la confusione delle dichiarazioni del vescovo colombiano sembra regnare anche nelle menti e nei cuori di molti cattolici del centro-nord Europa. Per rendersene conto basta leggere i documenti che in questi giorni sono stati diffusi da alcune Conferenze episcopali, in merito alle risposte fornite al questionario in vista del Sinodo sulla famiglia. In particolare, i fedeli della Germania e della Svizzera sono stati molti chiari nel chiedere un’evoluzione darwiniana della dottrina e della prassi della Chiesa, arrivando a sdoganare non solo l'eucaristia per i divorziati risposati, ma anche la benedizione della coppie gay in chiesa e il sesso prematrimoniale (questo solo gli svizzeri). A leggere questi report, e le dichiarazioni del vescovo colombiano, ci si trova di fronte a qualcosa che va molto oltre la misericordia che occorre mettere in campo verso le coppie ferite, o il rispetto dovuto a tutte le persone in quanto tali. Una pastorale rinnovata non può prescindere da quanto ha ricordato Papa Francesco ai vescovi del Benin lo scorso 27 aprile. «So», ha detto il pontefice, «che la pastorale del matrimonio resta difficile, tenuto conto della situazione concreta, sociale e culturale, del vostro popolo. Bisogna però non scoraggiarsi, ma perseverare senza posa, poiché la famiglia che la Chiesa cattolica difende è una realtà voluta da Dio».

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-apostoli-gay-e-maddalena-lesbo-deliri-da-vescovo-12673.htm

sabato 14 marzo 2015

Il giorno in cui mi sono vestito da donna

La teoria del gender non è che “nuovo puritanesimo”

Filosofa francese vs gauche sessuofobica. L’ateista Onfray applaude (pure troppo)


Roma. Il filosofo ateista francese Michel Onfray, idolo della gauche grazie ai suoi libri fieramente antireligiosi e libertini, è caduto in disgrazia. Colpa del tweet che aveva lanciato a settembre, in un accesso di puro buonsenso (capita anche agli ateisti, pare). Riferendosi ai programmi scolastici improntati alla negazione della differenza sessuale (il famigerato “Abcd de l’égalité”), aveva scritto: “E se a scuola, al posto della teoria del genere e della programmazione informatica, si insegnasse a leggere, scrivere, far di conto, pensare?”. E’ bastato, perché Onfray fosse accusato di essere un neoreazionario. In Francia, con l’avvento di Hollande alla presidenza e grazie ai suoi tre ministri dell’Educazione, il tema della “decostruzione” degli stereotipi sessuali o presunti tali è al centro di una sorta di nuova rivoluzione giacobina. E il fatto che Onfray non solo non si sia arruolato tra i rivoluzionari, ma che si dimostri critico, ha deluso certi suoi ex fan.

Ora il filosofo torna sull’argomento dalla pagine della sua rubrica sul Nouvel Observateur. L’occasione è l’uscita di un libro della filosofa Bérénice Levet, quarant’anni, già allieva di Finkielkraut e studiosa di Hannah Arendt. “La théorie du genre, ou le monde rêvé des anges” (Grasset) è a sua volta bersaglio dei benpensanti della gauche. Prima di tutto perché dimostra che la pretesa inesistenza della teoria del genere nei programmi scolastici promossi dai ministri Peillon, Hamon e Vallaud-Belkacem è, appunto, pretesa. E’ la stessa autrice a spiegare che “finché quella teoria si limitava ai laboratori di ricerca di qualche università americana, la cosa mi era indifferente; ma ora si è insinuata in Francia, fin dentro le nostre scuole”. E racconta di un suo nipote, alunno di prima media, al quale era stato dato da leggere un opuscolo illustrato, intitolato “Il giorno in cui mi sono vestito da donna”.

E’ allora, scrive la Levet, che ha cominciato il suo libro. Nel quale, dice Onfray sul Nouvel Obs, troviamo più di una prova che la propaganda pro gender nelle scuole francesi e nella società “esiste eccome”, e che è in corso un combattimento “tra chi afferma che il corpo e la carne non esistono, che gli esseri umani sono solo archivi culturali, che il modello originale dell’essere è l’angelo, il neutro, l’asessuato, la cera malleabile, l’argilla priva di sesso da plasmare sessualmente, e chi sa che l’incarnazione concreta è la verità dell’essere che viene al mondo. Il che non esclude la formattazione fallocratica, ma non le lascia l’onnipotenza”. Per Onfray la teoria del genere è un “nuovo puritanesimo”, che vuole “un essere umano nuovo, senza sesso”: è “il mondo sognato degli angeli” di cui parla il libro della Levet. Un mondo in cui è esaltata l’autocostruzione che nega la differenza sessuale, e che ha per esito “l’omosessualità, la bisessualità, la transessualità e tutte le altre forme di sessualità che si possono volere e scegliere a piacimento, per cambiarle senza mai sentirsi assegnati a esse”.

La Levet non chiama in causa Dio e ricusa “letture religiose o scientiste. Non è né con chi crede che tutto sia natura e Dio e cultura e geni, né con la destra tradizionalista né con la sinistra cosiddetta progressista. Non fa appello alla teologia o alle neuroscienza, ma alla filosofia”. Per questa via, scrive Onfray, “mostra come certi pretesi sovversivi realizzino paradossalmente il progetto cristiano: un corpo senza organi sessuali, l’aspirazione a una neutralità asessuata simile a quella degli angeli, il progetto di un ‘concepimento virginale’ apparentato a quello di Maria, madre di Gesù, con la fecondazione in vitro, ‘la ‘paura del desiderio’ eterosessuale ereditata da san Paolo, che esaltava la castità”.

L’ateista Onfray si fa prendere la mano da una sua idea di cristianesimo molto parziale, che coincide con la visione monastica del corpo e della carne. Ma coglie il centro del problema, quando, con Bérénice Levet, dimostra che la teoria del gender non è che odio dell’eros nascosto da un alibi progressista. Affermare che maschile e femminile sono solo “costruzioni” non è una buona novella, è una bugia. E il libro della Levet dimostra anche l’incompatibilità di quella teoria con ciò che ha contribuito a costruire certe felici peculiarità della civiltà francese: la galanteria, l’erotismo, la conversazione. Non si tratta di relitti del passato ma di “doni incomparabili” legati alla dualità dei sessi.

http://www.ilfoglio.it/articoli/2014/12/24/francia-teoria-gender-non-che-nuovo-puritanesimo___1-v-124097-rubriche_c391.htm

mercoledì 29 maggio 2013

"valori invertiti"

I "valori invertiti", frutto di calcoli utilitaristici regolati dal consenso, lontani dalla verità

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/05/i-valori-invertiti-frutto-di-calcoli.html





Non me ne vorranno dal sito Effedieffe se cito solo un estratto di un articolo di Blondet, leggibile nell'edizione integrale solo per gli abbonati. Ritengo che l'importanza dell'informazione - del resto già nota anche in altri termini ai più attenti tra noi, ma in questo brano seriamente documentata - possa giustificare la parziale trasgressione attraverso la citazione parziale del testo, esigua ma significativa e utile per tutti.

[...] Si avvera con velocità impressionante la profezia che il filosofo Michel Schooyan, dell’università di Lovanio, enunciò in un libro apparso in Italia nel 2004, «Il volto nascosto dell’ONU – Verso il governo mondiale» (Ed. Minotauro), dove indicava le Nazioni Unite come la fabbrica della nuova etica e le impositrici dei «nuovi diritti», con lo scopo essenziale di delegittimare gli Stati nazionali intaccandone il loro sistema giuridico, e di completare una inaudita trasformazione dell’uomo in essere zoologico. Nel capitoletto dal titolo assai significativo, «le passioni come valori», Schooyans ha scritto:
«Stiamo vivendo una rivoluzione antropologica: l’uomo non è più una persona, un essere aperto agli altri e alla trascendenza; è un individuo, votato a scegliersi la sua verità, ad adottare una sua etica; è un nucleo di forza d’interesse e di piacere. (...) Non ci può più essere posto per norme morali obbiettive e comuni a tutti. Non ci si inchina più alla dignità di ogni uomo, chiunque egli sia. Oggi i nuovi valori, che G.F. Dumont chiama “valori invertiti”, sono il risultato di calcoli utilitaristici regolati dal consenso: si esprimono nella frequenza delle scelte osservate. e si riducono in definitiva a ciò che agli individui fa piacere».
«Con questa concezione dell’uomo e del valore, i diritti umani finiscono per essere ridotti ad un catalogo variabile di rivendicazioni specifiche di singoli individui, acquisiti per consensi successivi, e specchi di puro calcolo di interessi. Poiché non esistono più valori obbiettivi (...) il valore nella sua concezione invertita, rappresenta in fin dei conti ciò che soddisfa le passioni umane. Insomma, il diritto fondamentale dell’uomo diventa quello di soddisfare le sue passioni, e a ciò dovrebbe provvedere il diritto positivo».
«(…) Ne deriva che il consenso è investito di una “santità civile”; chi non lo rispetta è colpevole di empietà civile e va punito per disubbidienza. Ogni volta che si lasciano passare “nuovi diritti” del singolo individuo e non più della persona – diritto all’omosessualità, all’aborto, all’incesto, alla prostituzione, alla pedofilia, alla soppressione della tutela parentale sui minori – si fa un nuovo passo avanti in direzione della consacrazione civile della violenza. (...) Al termine di questo percorso il “diritto” alla violenza dovrà essere garantito dalla “violenza delle istituzioni”. Violenza duplice: sui corpi divenuti “disponibili”, ma soprattutto sulla personalità degli individui. Perché il miglior modo di soffocare la contestazione e il dissenso è di prevenirli imponendo alla totalità degli uomini questa “nuova etica” affidata a convenzioni aventi forza di leggi. Per sua stessa natura la nuova etica sarà pertanto intollerante, altrimenti non potrebbe garantire né uniformità sociale né unidimensionalità degli individui, e dunque dovrà avvalersi di un’Inquisizione civile». [...]
Perciò Schoooyans conclude: «Una siffatta idea del valore è distruttiva non solo del tessuto sociale, ma crea le premesse per una nuova barbarie». Una inaudita barbarie, infinitamente peggiore anche dei totalitarismi passati, comunisti: quelli non riuscivano a sodomizzare le anime. «A questa avanzata – dice Schooyans – contribuiscono non solo i decisori politici, e i mezzi di comunicazione, ma anche quei cristiani troppo zelanti nello stringere la mano che, oggi ancora, tende loro l’angelo delle tenebre». [...]

venerdì 26 ottobre 2012

famiglia

Francia: per non discriminare i gay aboliti “mamma” e “papà”


famiglia(UCCR) Mentre negli USA la ricchissima lobby LGBT -che ha già comprato la legalizzazione del matrimonio gay a New York-, può ora contare anche sui soldi del sindaco miliardario Mike Bloomberg che ha promesso di finanziare i candidati di ogni partito che promuovano l’agenda omosessuale, in Francia sta per essere confermata la tesi del piano inclinato: le unioni civili (legalizzate nel 1999) servono soltanto come primo passo per portare al matrimonio e all’adozione per le persone dello stesso sesso.
E’ stata la promessa elettorale di Francois Hollande, uno che di relazioni sentimentali se ne intende (sic!) dato che pare abbia “condiviso” l’attuale première dame francese con un ministro del governo di Sarkozy. E’ stato comunque costretto a spostare dal 31 ottobre al 7 novembre l’approvazione del progetto matrimonio con annessa adozione per gli omosessuali dopo che anche  il grande rabbino di Francia, Gilles Bernheim, ha preso posizione contraria assieme a cattolici, evangelici, musulmani, protestanti e cristiani ortodossi di Francia. Secondo un recente sondaggio, tuttavia, due francesi su tre preferiscono che la decisione sulla legge venga presa dopo un referendum, così come ha chiesto la Chiesa cattolica francese, che oltretutto ha rilasciato una interessante nota sulla legge in discussione.
Recentemente  la psicologa Mariolina Ceriotti Migliarese, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, ha affermato che pare esserci un «più ampio disegno di delegittimazione della famiglia molto chiaro, in atto in modo sotterraneo, ovvero togliendo valore a quello che c’è». Non si può spiegare in altro modo la decisione del governo socialista di Hollande di abolire dal diritto di famiglia i ruoli di madre e padre, che verranno sostituiti dai termini più neutri di “genitore 1” e “genitore 2”. Già qualche anno fa, si ricorda su “Linkiesta”, il ministero della Pubblica istruzione inglese ha suggerito agli insegnanti di redarguire i bambini che si riferiscano ai propri genitori chiamandoli “mamma” o “papà” perché ciò farebbe sentire discriminati i bambini cresciuti da coppie omosessuali. Questa legge, ha spiegato il ministro della Giustizia Christiane Taubira, «è necessaria per secolarizzare il legame del matrimonio».
Il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e primate di Francia, è stato letteralmente coperto di insulti per aver criticato questa legge e per aver chiesto semplicemente ai fedeli di pregare «per i bambini e giovani perché possano essere aiutati a scoprire il proprio percorso, progredire verso la felicità, cessare di essere oggetto di desideri e conflitti da parte degli adulti e beneficiare pienamente dell’amore di un padre e la madre». Una preghiera ritenuta diffamatoria verso gli omosessuali e che ha giustificato una violentissima campagna di diffamazione, arrivata anche in Italia su Il Fatto Quotidiano che ha parlato addirittura di “guerra omofobica“! Forti perplessità per questa intolleranza omosessualista sono state pubblicate anche sull’Osservatore Romano.
Anche il Corriere della Sera, tuttavia, ha sorprendentemente avanzato qualche riserva verso le nuove disposizioni del governo francese chiedendosi «se sono proprio indispensabili certe corse in avanti, certe forzature volute in nome del sempre più esigente e tirannico politically correct». Ha anche riportato l’opinione critica della filosofa Sylviane Agacinski, docente presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, la quale ha ricordato che «esiste una identità di struttura tra la coppia genitoriale uomo-donna, sessuata, e la bilateralità della filiazione (cioè il fatto che i figli abbiano due genitori). L’alterità sessuale dà il suo modello formale alla bilateralità genitoriale: è per questo, e solo per questo, che i genitori sono due, e non tre o quattro».
Si tratta in realtà di un interessante articolo della Agacinski pubblicato nel 2007, nel quale ricordava che «l’istituzione di una coppia genitoriale omosessuale elimina la distinzione uomo/donna a favore della distinzione tra omosessuali ed eterosessuali [...], non accorgendosi che la pretesa di “matrimonio gay” o “genitorialità gay” è una finzione perché crea soggetti giuridici che non sono mai esistiti: gli “eterosessuali”». La filosofa ha continuato:  «non è la sessualità degli individui ad essere la base del matrimonio o parentela, ma il sesso in primo luogo, vale a dire, la distinzione antropologica tra uomini e donne. Il matrimonio è sempre stata l’unione legale di un uomo e una donna, che è la madre dei suoi figli: la parola francese tiene traccia del significato latino, “matrimonium”, che mira a rendere una donna madre (mater)».
Ha poi proseguito ricordando che «è molto difficile separare la questione del matrimonio “omosessuale” da quella di “genitorialità gay”» ed ha concentrato l’attenzione sul fatto che «la filiazione tra un bambino e i suoi genitori avviene universalmente in modo bilaterale e», può solo accadere se «la coppia è costituita dal modello asimmetrico e complementare maschio-femmina, che dà distinzione ai lati paterno e materno di parentela. Non vi è alcuna confusione tra la natura e il sociale , ma c’è un’analogia, vale a dire, una identità strutturale, tra la coppia genitoriale, sessuale, e la filiazione bilaterale».
In sintesi, se la filiazione umana, sociale e simbolica chiede agli individui di essere maschio e femmina, non è a causa dei sentimenti che possono esserci tra di loro, ma «è a causa della condizione sessuale dell’esistenza umana e l’eterogeneità di ogni generazione». Invece, come ha ripreso pochi mesi fa, «la differenza sessuale è diventata per alcuni un vero e proprio tabù, un argomento proibito. Invece di un caso filosofico e antropologico è una lotta politica, come se fosse reazionario dire che esistono uomini e donne» .