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martedì 23 maggio 2017

Manchester ecclesiastically correct

Strage degli innocenti 
La straordinaria lettera di Mons. Luigi Negri ai giovani morti di Manchester




Carissimi figli, mi sento di chiamarvi così anche se non vi conosco. Ma nelle lunghe ore di insonnia che hanno seguito l’annuncio di questo terribile attentato, in cui molti di voi hanno perso la vita e molti sono rimasti feriti, vi ho sentiti legati a me in un modo speciale.

Siete venuti al mondo, molte volte neanche desiderati, e nessuno vi ha dato delle «ragioni adeguate per vivere», come chiedeva il grande Bernanos alla generazione dei suoi adulti. Vi hanno messo nella società con due grandi princìpi: che potete fare quello che volete perché ogni vostro desiderio è un diritto; e l’importanza di avere il maggior numero di beni di consumo.

Siete cresciuti così, ritenendo ovvio che aveste tutto. E quando avevate qualche problema esistenziale – una volta si diceva così – e lo comunicavate ai vostri genitori, ai vostri adulti, c’era già pronta la seduta psicanalitica per risolvere questo problema. Si sono solo dimenticati di dirvi che c’è il Male. E il Male è una persona, non è una serie di forze o di energie. È una persona. Questa persona s’è acquattata lì durante il vostro concerto. E l’ala terribile della morte che porta con sé vi ha ghermito.

Figli miei, siete morti così, quasi senza ragioni come avevate vissuto. Non preoccupatevi, non vi hanno aiutato a vivere ma vi faranno un "ottimo" funerale in cui si esprimerà al massimo questa bolsa retorica laicista con tutte le autorità presenti - purtroppo anche quelle religiose - in piedi, silenziose. Naturalmente i vostri funerali saranno fatti all’aria aperta, anche per quelli che credono, perché ormai l’unico tempio è la natura.

Robespierre riderebbe perché neanche lui è arrivato a questa fantasia. Del resto nelle chiese non si fanno più funerali perché, come dice acutamente il cardinale Sarah, nelle chiese cattoliche ormai si celebrano i funerali di Dio.

Non dimenticheranno di mettervi sui marciapiedi i vostri peluche, i ricordi della vostra infanzia, della vostra prima giovinezza. E poi tutto sarà archiviato nella retorica di chi non ha niente da dire di fronte alle tragedie perché non ha niente da dire di fronte alla vita.

Io spero che almeno qualcuno di questi guru – culturali, politici e religiosi - in questa situazione trattenga le parole e non ci investa con i soliti discorsi per dire che «non è una guerra di religione», che «la religione per sua natura è aperta al dialogo e alla comprensione». Ecco, io mi auguro che ci sia un momento silenzioso di rispetto. Innanzitutto per le vostre vite falciate dall’odio del demonio, ma anche per la verità. Perché gli adulti dovrebbero innanzitutto avere rispetto per la verità. Possono non servirla ma devono averne rispetto.

Io comunque, che sono un vecchio vescovo che crede ancora in Dio, in Cristo e nella Chiesa, celebrerò la messa per tutti voi il giorno del vostro funerale perché dall’altra parte – quale che siano state le vostre pratiche religiose – incontriate il volto carissimo della Madonna che, stringendovi nel suo abbraccio, vi consolerà di questa vita sprecata, non per colpa vostra ma per colpa dei vostri adulti.

Luigi Negri
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio




Il terrorismo ottocentesco nell'Europa ancora cristiana aveva matrice atea ed anarchica. Heisenberg avrebbe detto che chi si sconnette da un 'ordine centrale' diventa capace di qualsiasi follia. Anarchico significa senza arche', senza principi: "Né stato né Dio", dicevano. 

I terroristi degli anni Settanta erano per lo più di matrice atea comunista.
Sino a ieri il terrorismo era dunque contro Dio, contro la società, in nome di una ideologia che, pur atea, aveva una valenza religiosa ( il comunismo è stata la più grande religione atea di sempre).
 

I terroristi di oggi spesso sono islamici nati in Europa e uccidono in nome del loro Dio (ben diverso da Cristo). Cosa è successo ?
 

A me sembra che l'Occidente nichilista di oggi non offra loro nulla, nessun valore vero; che offra loro solo un po' di materialismo, da cui rimangono però in parte esclusi, essendo pur sempre immigrati o figli di immigrati, in condizioni economiche e sociali non ideali. Accade allora che alcuni di loro trovino in una spesso improvvisa e evanescente riscoperta della loro religione una identità, la scusa per distruggere un occidente che può averli ammaliati per un po' con il suo benessere ma non li ha conquistati, anzi disgustati perché non ha nulla di vero da offrire. Per queste le loro biografie sono spesso queste: nati e cresciuti in Europa, vissuti all'Occidentale, lontano dalla fede coranica, infine avvicinatisi all'Islam versione terroristica...
 

Il nulla che gli offriamo noi, più la violenza insita spesso nella loro condizione e nella loro stessa religione ( non pacifica ma molto politica) sono un mix terribile che scatena desiderio di distruggere e di auto-distruggersi. Nichilismo e ideologia ieri; nichilismo e una religione politica, cioè ideologica, oggi... 

sabato 8 ottobre 2016

satanismo in aumento


L’esorcista Macchioni: “Il satanismo è in aumento perché si prega poco”

 

” Il satanismo è in aumento. La ragione? Abbiamo abbandonato la fede , si prega poco e a volte  male.” Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana il noto esorcista don Ermes Macchioni della diocesi di Reggio Emilia, che lancia l’allarme.

Don Ermes, il cardinal Burke prima dell’ Assunta, ha chiesto una preghiera penitenziale per un raduno satanista negli Usa. Possiamo parlare di un aumento  del ricorso al satanismo?
” Il satanismo, con le brutte conseguenze che questo comporta, effettivamente è in incremento, bisogna riconoscerlo e questo dovrebbe portarci ad un  esame di coscienza”.

Da che cosa dipende?
” Sempre più spesso sembra che abbiamo smarrito la fede, la società vive in modo  pagano e possiamo dire che è in atto un tentativo, anche diffuso, di eliminare Dio dalla vita pubblica per sostituirlo con l’ io. Oggi l’ uomo si sente autoreferenziale, pensa di non aver bisogno di Dio. Tutto questo porta a forme di idolatria, del denaro, del successo, del potere costi quel che costa, del sesso smodato e contro il progetto di Dio, della pornografia.  Inoltre si prega poco e anche male”.

Perché male?
” In tanti che si dicono cristiani manca la preghiera che è fondamentale medicina dell’ anima contro Satana . Penso alla recitazione del Rosario che è un’ arma potente e benefica. In quanto al male non posso non  notare adattamenti personali alla preghiera,  ciascuno aggiunge, toglie, mette qualcosa senza tenere nella dovuta considerazione il ricco bagaglio della Chiesa e della sua  tradizione”.

Un vescovo polacco monsignor Pieronek ha sostenuto che se l’islam avanza in Europa molto dipende da un continente che vive una fede a  dir poco tiepida..
” Ha perfettamente ragione. Oggi la fede cristiana in molti luoghi risulta tiepida, anche se per quanto riguarda la mia parrocchia non posso lamentarmi. Il problema grande è il secolarismo dilagante associato al relativismo etico e culturale, tutto questo i musulmani lo hanno capito”.

Possiamo definire l’Isis satanico?
” Tutto quello che va contro il progetto di Dio viene dal demonio e da lui ispirato. L ‘Isis uccide nel nome di un dio, questo è folle e va contro il vero Dio. Sapete bene che ogni cosa che urta contro Dio proviene da Satana”.

E Maria?
” Un deterrente formidabile contro le insidie del demonio, lo mette in fuga specie meditando e recitando il rosario. Bisognerebbe ricorrere di più a questa bella preghiera”.

Quali sono i santi maggiormente… temuti da Satana?
” Oltre alla Madonna,  Padre Pio e Santa Gelma Galgani, oltre a San Benedetto”.
Bruno Volpe


martedì 14 giugno 2016

festival multiculturale

La strage di Orlando e la nostra fine




di Giuliano Guzzo

Strage di Orlando. In breve, abbiamo Obama che, parlando alla nazione, commenta l’accaduto senza mai nominare l’ISIS (che pure ha rivendicato l’attacco e a cui Omar Mateen, il responsabile dell’orrore, aveva giurato fedeltà, come confermato dal Capo della polizia, John Mina). Abbiamo un killer interpellato già tre volte dall’FBI (ma che girava libero) e suo padre, che nega il figlio fosse animato da fondamentalismo (ma sul web lui, il padre, simpatizza per i talebani). Ed abbiamo pure politici italiani, dulcis in fundo, che invocano leggi contro l’omofobia (ma poi elogiano come «riformatore» il Presidente dell’Iran, Paese dove, secondo l’art. 233 del Codice Penale, ai gay vanno 99 frustate).

Che brutta fine ci stanno facendo fare, signori, politicamente corretto e islamofilia. Siamo pronti – come Occidente – a minimizzare ogni elemento che ricordi i rischi dell’immigrazione (Mateen era di origine afgana), e anche gli orrori del terrorismo (la cui matrice islamista viene minimizzata ai limiti del surreale), pur di non ammettere che qualcosa, nel nostro gioioso festival multiculturale, sta andando storto. Certo: la strage di Orlando non è purtroppo la prima che avviene negli Usa; e non è che per compiere orrori simili occorra essere simpatizzanti dell’ISIS (Breivik dice niente?). Ma proprio per questo non si capisce la fretta di nascondere la realtà che sta dietro questi 50 morti: o meglio: la si capisce fin troppo bene.

Il che ci fa ammettere che, se questa è una guerra, l’abbiamo già persa senza combatterla: perché non possiamo – se non vogliamo passare per gente di cattive letture – riconoscere di avere un nemico; perché ci vendono la frottola che, in questi e altri casi, la colpa è delle «armi facili» (e poco importa che qui il mostro fosse un vigilante, e una rapida analisi basta e avanza a far a pezzi il presunto legame fra diffusione delle armi e numero di omicidi); perché ci viene continuamente ripetuto che il problema son loro, i lerci populisti, i mercanti della paura, e tutto il resto è un mondo che, in fondo, non vede l’ora di abbracciarsi, che l’immigrazione è una manna e il terrorismo islamista solo una scheggia impazzita.

Sarei tentato di dire, alla luce di quanto ricordato, che ciao, siamo una civiltà spacciata, ma non lo farò. Preferisco dare una chance alla Speranza e soprattutto alla possibilità che si arrivi presto a comprendere anzi a riscoprire come Patria, Identità e Cristianesimo non siano parolacce o clave, ma ingredienti essenziali e interdipendenti rimossi i quali a noi occidentali resta ben poco, e come controllare e all’occorrenza limitare l’immigrazione non equivalga ad odiare alcuno, bensì solo ad amare il proprio Paese dato che – come ricorda Régis Debray nel suo Eloge des frontières, esiste anche, per ogni popolo, un «diritto alla frontiera, per far fronte agli scivoloni mortali del va bene tutto, tutto si equivale, dunque nulla ha valore».

Del resto, l’alternativa a questa urgente riscoperta dei valori fondamentali è continuare come si sta facendo, spettatori coi paraocchi una tragica realtà della quale, almeno in parte, siamo ubbidienti complici senza però che questo ci scuota minimamente: dunque, oggi tutti gay, domani tutti immigrati, e dopodomani, chissà, di nuovo tutti Charlie, in un pazzesco cortocircuito buonista. L’alternativa, insomma, è campare da struzzi, non vedere o meglio ostinarsi a non vedere facendo le pulci ai modi poco urbani con cui altri, forse meno ingessati, denunciano l’avanzare del Caos. Ora, sinceramente a me questa alternativa – ancorché strombazzata dai media e benedetta dal gregge degli intellettuali presentabili – proprio non piace. A voi?
https://giulianoguzzo.com/2016/06/14/la-strage-di-orlando-lisis-e-la-nostra-brutta-fine/

lunedì 2 maggio 2016

immigrazione per islamizzare

Il vescovo ungherese parla chiaro: "L'immigrazione porta all'islamizzazione dell'Europa"

 
Gyula Márfi, arcivescovo di Veszprém, una delle principali autorità ecclesiastiche dell'Ungheria, ha rilasciato una intervista su cui riferisce Il Giornale del 28 aprile, che mostra un altissimo grado di cultura, precisione, buona volontà: "In Europa momentaneamente tutti credono a ciò che vogliono, ma generalmente nessuno crede in niente. Questo è un terreno ideale da conquistare per l'Islam".

 È evidente per tutti noi che la soluzione è culturale e identitaria, ma anche e soprattutto spirituale e dunque ecclesiale: altro che "non fare proselitismo" ... Ciò che serve è la rievangelizzazione autentica della nostra società ormai più che secolarizzata, nichilista! I precedenti pontificati ne parlavano. Ora si enfatizza la Nuova Religione Mondialista [
qui - qui]


In occasione di una conferenza ha spiegato che l'Islam ha come chiaro obiettivo quello di esportare i propri valori. E che in questo momento i flussi stanno fungendo da vettore per questo loro fine
L'immigrazione è un veicolo che rischia di portare all'islamizzazione dell'Europa. A dirlo è Gyula Márfi, arcivescovo di Veszprém, una delle principali autorità ecclesiastiche dell'Ungheria.

In occasione di una conferenza dal titolo 'Problemi demografici nel Mediterraneo nel 19° e 20° secolo' non ha usato mezzi termini.

“Penso che la migrazione prevalentemente non abbia cause, ma scopi specifici" ha detto. "Chi parla solo di cause mente o si sbaglia. La sovrappopolazione, la povertà o la guerra hanno solo un ruolo di secondo o di terzo grado nella migrazione.”
“Presso le famiglie musulmane nascono 8-10 bambini prevalentemente non per amore ma perché loro si ritengono esseri superiori e il Jihad impone loro di conquistare in qualche modo tutto il mondo” ha poi continuato. “Nella Shari’ah possiamo leggere che il mondo è costituito dal Dar al-Islam e dal Dar al-Harb, cioè territorio di guerra che in qualche modo va occupato. Questo è scritto, i musulmani devono solo impararlo a memoria. Discuterne è vietato, loro eseguono solo ciò che devono fare".
Secondo l'arcivescovo l'attuale obiettivo degli islamici sarebbe quello di conquistare l'Europa, che non è pronta a rispondere all'attacco.
“Momentaneamente lo scopo è quello di occupare l’Europa, dove momentaneamente tutti credono ciò che vogliono, ma generalmente nessuno crede niente. Questo è un terreno ideale da conquistare per l’islam”.
l'arcivescovo ha poi aggiunto che nessun continente può sopravvivere a lungo senza un’ideologia forte e che bisognerebbe accorgersene e prendere seriamente in considerazione il fatto che la migrazione ha come scopo finale l’islamizzazione dell’Europa.
“Bianka Speidl, un’esperta di islam, recentemente ha riferito che ad una conferenza tenuta sull’islam a Londra un professore musulmano americano ha chiesto scusa per gli atti terroristici con cui mettono in cattiva luce l’islam. Gli universitari musulmani presenti in grande numero gli hanno fischiato come risposta. Bisogna meditarci e considerarlo”.
“Se l’Europa diventa Dar al-Islam, allora essa cesserà di esistere. Questo lo dobbiamo considerare, come accettare l'idea che ciò porterebbe alla fine della libertà e dell’uguaglianza”.
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/04/il-vescovo-ungherese-parla-chiaro.html 

venerdì 22 aprile 2016

accoglienza migranti

 

"Una Europa che confonde il valore della tolleranza e del rispetto universale con l' indifferentismo etico e il scetticismo circa i valori
irrinunciabili sarebbe l' impresa più rischiosa, e prima o poi
riappariranno sotto nuove forme i più tremendi spettri la sua storia." Giovanni Paolo II

martedì 22 marzo 2016

x 1 chiesa massonica

La Chiesa interreligiosa ed ecumenica - la chiesa che vuole la Massoneria

-A cura di Floriana Castro Agnello-


Recentemente capita più spesso di sentir dire che tutte le religioni sono uguali perchè hanno tutte lo stesso Dio. Capita soprattutto quando si fa riferimento alle tre grandi religioni monoteiste: Cristianesimo, Islam e Giudaismo. In questo contesto non le prenderemo in esame le religioni orientali, data la grandissima quantità di elementi ateistici, esoterici ed occulti contenute all’interno di esse. Vedremo piuttosto in cosa credono le tre religioni monoteiste e queste credono veramente tutte nello stesso Dio.

Il Cristianesimo: i cristiani credono nell’unico Dio, manifestatosi ad Abramo. Da Abramo, Dio diede la benedizione ad una stirpe dalla quale sarebbe nato  il Dio Incarnato e profetizzato sulle le scritture da tutti i profeti. Le scritture trovarono adempimento con l’avvento di Gesù Cristo che mediante il Suo Sacrificio, morte e risurrezione si è reso mediatore fra il cielo e la terra, ristabilendo l’ alleanza tra il cielo e la terra che il peccato aveva incrinato, donando la salvezza a tutti coloro che si sarebbero convertiti. I Cristiani credono che Gesù, insieme col Padre e lo Spirito Santo siano un solo Dio, seppur in Tre distinte persone:  il mistero della SS Trinità. I cristiani onorano la Madonna in quanto Madre di Dio. Per il Cristianesimo il Regno di Dio si vivrà nel Regno dei Cieli fino a quando Gesù tornerà sulla terra per giudicare i vivi e i morti. Secondo il compimento delle scritture, - portato a termine dal Verbo Incarnato,- tutti sono chiamati alla salvezza mediante il battesimo e la conversione. Chi rifiuterà di convertirsi e continuerà nella strada del male e dell’errore sarà Dio stesso nell’aldilà ad assegnare all’anima dell’impenitente il Suo giusto giudizio.

L’Islam: I musulmani credono in un unico dio; un dio che non essere Padre di nessuno; un dio che promette un paradiso fatto di beni tipicamente terreni e sensuali, beni del tutto opposti a quelli spirituali di cui Gesù fa riferimento. Essi credono nella Sua nascita verginale, ma per l’Islam Gesù è un semplice profeta, molto inferiore a Maometto, e che la Madonna sia la madre di un profeta. I maomettani non credono nè nella sua morte in Croce, nè alla Sua risurrezione, perchè un profeta non può morire in modo così umiliante.(non comprendono che le vie del Signore non sono le nostre..). Secondo l’Islam tutti sono chiamati alla conversione ad Allah. Conversione che dovrà avvenire anche con mezzi cruenti raccomandati nel corano. Tuttavia la pace sarà raggiunta, ma per ottenerla bisognerà passare dalla Jihad (la guerra santa), grazie alla quale si otterrà la conversione degli di molti infedeli e la distruzione degli impenitenti.

Il Giudaismo: Secondo la visione del Giudaismo, il Regno glorioso di Dio si otterrà attraverso la conquista di tutti i popoli della terra, usando ogni mezzo di inganno per porli sotto il loro giogo. Nel Talmud leggiamo che i goym, (ossia i non giudei) sono visti come degli esseri che differiscono dagli animali soltanto nella forma. Per tanto per i giudei non è peccato fare del male ai goym.  I giudei, - che furono il popolo eletto- incrinarono la loro alleanza con Dio rifiutando di riconoscere il Messia profetizzato dalle scritture Gesù Cristo come loro Signore, e lo inchiodarono sulla croce, rigettando l’elezione che Dio per mezzo del Figlio, aveva deciso di estendere su tutti i popoli che si fossero convertiti, rendendoli l’Unico Popolo di Dio. La visione che Dio aveva della salvezza per la salvezza di tutte le anime, rappresentava un affronto troppo grande per il nazionalismo e il razzismo giudaico. Tant’è vero che nonostante siano passati duemila anni dagli eventi della Crocifissione il loro odio nei confronti di Gesù rimane invariato. Essi infatti lo considerano un malfattore; un figlio illegittimo, nato da una prostituta e hanno l’obbligo di bestemmiarlo tre volte al giorno.
 

I giudei si considerano nel loro insieme il “popolo messia” destinato a governare il mondo. Secondo la loro versione materialistica e distorta delle scritture, gli ebrei si sentono legittimati a fondare nell’aldiquà il “Regno glorioso” (il famoso NWO e il regno dell’anticristo..) che vedrà Sion signore e padrone.
Alla luce di questo fatto incontestabile vi sono molti che considerano le tre religioni monoteiste sostanzialmente uguali, in quanto tutte e tre professerebbero la fede in un unico Dio. Ma come abbiamo visto il dio dei musulmani è assai diverso da quello dei giudei e soprattutto da quello misericordioso, ma anche giusto dei Cristiani. Un dio diverso in quanto essenza, ma anche come volontà e psicologia. Per tanto non è possibile unire in un sincretismo religioso le tre fedi. Se un’intesa dovrà avvenire tra le tre religioni la soluzione non sarà di certo l’unione delle tre religioni, in quanto questo vedrebbe i Cristiani costretti a rinunciare ai sacramenti e alla divinità di Gesù Cristo per agevolare il “dialogo”  e questo è l’esatto contrario di ciò che ha raccomandato Cristo stesso: ” Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo, chi si convertirà e si farà battezzare sarà salvato, chi non si convertirà non sarà salvato” (MC 16,15)

INIZIO DEL SINCRETISMO RELIGIOSO
Le aperture ecumeniche della Chiesa e la sua protestatizzazione non sono dei fatti avvenuti spontaneamente: l’assalto e la revisione di molti dei suoi insegnamenti divini sono degli eventi pianificati a tavolino da parte di coloro il cui unico obiettivo è quello di fonderla prima al protestantesimo in vista della fondazione di un’unica Religione Mondiale. Nel 1893 – La Società Teosofica patrocina un Parlamento Mondiale delle Religioni che si tiene a Chicago. Lo scopo di questo Congresso interreligioso, il primo incontro ecumenico della Storia, è di introdurre in Occidente concetti induisti e buddisti come la credenza nella reincarnazione

Il processo di sovversione proseguirà e che segnerà una rottura con il magistero bimillenario della Chiesa e porterà significativi cambiamenti nell’ottica sociale e spirituale del Cattolicesimo, passando da una Chiesa Teocentrica ad una chiesa antropocentrica, che mette l’uomo al centro, scalzando Dio e mutando il concetto di peccato; desacralizzando la liturgia e cancellando la prerogativa della riparazione dei propri peccati; concetti più simili a quelli protestanti. 

Nel 1889, a Vienna, un personaggio altolocato, che non ha voluto che il proprio nome venisse rivelato, confidò al Cardinale Jean-Baptiste-François Pitra (1812-1889), un valente storico: ”Tutte le vestigia della sovranità del vero Messia soprannaturale devono essere spazzate via.  «Le nazioni cattoliche devono essere schiacciate dalle nazioni protestanti. Quando questo risultato sarà raggiunto, un alitata sarà sufficiente a provocare la scomparsa del protestantesimo»

Nel 1993, Un secondo Parlamento Mondiale delle Religioni si riunisce a Chicago in occasione del 100º anniversario del primo Convegno. Come durante il precedente incontro, si cerca di riunire tutte le religioni del mondo in un’«unica cosa armoniosa», ma si tenta anche di farle amalgamare attraverso gli elementi originali delle loro credenze comuni. Le religioni tradizionali monoteistiche, come il cristianesimo, sono considerate incompatibili con l’«illuminazione individuale», e devono essere quindi drasticamente modificate.

PROGETTI MASSONICI
Il celebre, scrittore e ”futurologo” Aldous Huxley autore del libro ”Il Nuovo Mondo” in cui negli anni 30 descrisse chiaramente gli scenari dell’era attuale.
In una celebre frase dichiarò: ”Dobbiamo organizzare gli intellettuali e utilizzarli per corrompere l’Occidente. L’ostacolo a questa evoluzione e’ la Bibbia. Ci siamo schierati contro il concetto Cristiano di Dio; le droghe che aprono la mente a realtà multiple ci portano inevitabilmente ad una prospettiva politeista dell’universo. Sentiamo che è giunta l’ora dell’avvento di una nuova religione umana basata sull’intelligenza e sul paganesimo scientifico “.



Aldous HuxleyAldous Huxley fu fratello di Julian Huxley, primo direttore dell’UNESCO, alto iniziato ateo ed evoluzionista, nel corso della seduta plenaria dell’UNESCO, a Parigi il 20 novembre 1946, aveva pubblicamente proclamato: “La nostra azione deve tendere a unificare il mondo per quanto riguarda l’intelligenza e lo spirito […]. Quanto alla Chiesa cattolica, essa dovrà essere gradualmente purgata dalle sue dottrine intransigenti e particolari e non conserverà che le espressioni basilari della religione condivisibili con una vasta fraternità religiosa e culturale che dovrà includere tutti i culti e tutte le civiltà. 

Esiste in proposito un testo programmatico, scritto del 1819 (!), ma terribilmente attuale, tratto dall’Istruzione segreta permanente data ai membri dell’Alta Vendita, il vertice della Carboneria ottocentesca, di cui si propongono alla riflessione del lettore alcuni passi: “Ora dunque per assicurarci un Papa secondo il nostro cuore si tratta prima di tutto di formare, a questo Papa, una generazione degna del regno che noi desideriamo. Lasciamo in disparte i vecchi e gli uomini maturi; andate invece diritto alla gioventù, e, se è possibile, anche all’infanzia … Alla gioventù bisogna mirare, bisogna sedurre i giovani: è necessario che noi attiriamo la gioventù anche senza se ne accorga, sotto la bandiera delle società segrete. Per avanzarci, a passi contati ma sicuri, in questa via pericolosa, due cose sono assolutamente necessarie. Voi dovete avere l’aria di essere semplici come colombe, ma insieme voi dovete essere prudenti come serpenti […].

Una volta che la vostra reputazione sarà stabilita nei collegi, nei ginnasi, nelle università e nei seminari: una volta che voi vi sarete cattivata la fiducia dei professori e dei giovani, procurate che specialmente coloro che entrano nella milizia clericale ricerchino la vostra conversazione […].

Questa reputazione […] aprirà alle nostre dottrine il cuore del giovane clero e degli stessi conventi.  Fra qualche anno questo giovane clero avrà, per forza di cose, invase tutte le funzioni; egli governerà, amministrerà, giudicherà, formerà il consiglio del sovrano, e sarà chiamato ad eleggere il Papa del futuro. Questo Papa, come la più parte dei suoi contemporanei, sarà più o meno necessariamente imbevuto, anche lui, dei principi […] umanitari che noi cominciamo ora a mettere in circolazione. Fate che il Clero cammini sotto le vostre bandiere, credendo di camminare sotto la bandiera delle Chiavi Apostoliche”.

Tra le antiche (ma sempre attuali) circolari massoniche leggiamo ancora:
“Date la libertà di coscienza agli eretici, agli ebrei, agli atei, ma abbiate cura che non ne godano il prete e i cattolici […]. Per distruggere l’influenza del prete tagliategli i beni che lo rendono indipendente, riducetelo al salario dell’impiegato dello Stato […]. Diminuite il numero delle feste, impiegate le domeniche con esercizi, banchetti, divertimenti e occupazioni che allontanino il popolo dalla morale evangelica […]. Per togliere al prete l’affezione assoluta che lo rende caro al popolo studiatevi di incatenarlo a una famiglia, sollevate l’opinione contro il celibato […]”.
(E. Delassus, Il problema dell’ora presente, pp. 588-90 e 626 – 628)


LA RESISTENZA DEI PAPI PRECONCILIARI
Sono lontani i tempi della resistenza dei papi post-risorgimento e pre-concilio: Pio IX, Leone XIII, Benedetto XV, Pio X, Pio XI e Pio XII, quando la Chiesa con stoico coraggio resisteva al veleno massonico.
 

Oggi non si predica piu’ la conversione a Cristo come unica via di salvezza, ma l’indifferentismo religioso, considerando tutte le religioni come essenzialmente uguali, quindi negando le parole di Gesù: ”andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo, chi si convertirà e si farà battezzare sarà salvato, chi non si convertirà non si salvera”’ (MC 16,16). o ancora: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno va al Padre se non per mezzo di me» (GV 14,6)


 
18244_398025703731062_8418008204859845272_n copyLa Chiesa di oggi che si sforza di essere falsamente ecumenica, rinuncia a proclamare la verità evangelica per poter asservire alle esigenze dei peccatori impenitenti, rinuncia alla divinità di Gesu’ Cristo per poter meglio ”dialogare” con gli eretici e gli occultisti; collabora con i progetti massonici sull’immigrazione islamica e con tutti coloro che mirano a distruggere il volto cristiano del mondo occidentale. Ciò è NETTAMENTE il contrario della divina verita’, mettendo Gesu’ Cristo sullo stesso piano di lucifero e prendendo le distanze dal Vangelo,e a duemila anni di insegnamento cristiano.

Secondo la giustificazione del Clero attuale l’ecumenismo non mira allo sforzo apostolico di convertire il mondo al cattolicesimo, oggi l’ecumenismo si riferisce allo sforzo di unire tutte le religioni in un’unica religione senza la conversione, rispettando tutte le religioni come essenzialmente uguali rendendo l’aspersione del sangue dei martiri vana, inutile ed insignificante.

Esso bestemmia la memoria dei santi e dei martiri i cui corpi furono gettati ai leoni le cui teste furono tagliate, dato il loro rifiuto di rinunciare alla propria fede, rifiutando di affermare che tutte le religioni sono uguali.

L’ecumenismo, ovvero, ”la grande fornicazione” deride il sacrificio di chi ha offerto la propria vita per il Vangelo rendendolo vano, inutile e ridicolo.

Guardando la Chiesa di oggi pare che i piani della massoneria si siano avverati in pieno: la Chiesa si Cristo viene sempre piu’ snaturata, umiliata e privata della Sua missione a partire dagli inizi degli anni 60 e’ stata un crescendo di eresie di depravazioni e di prostituzioni spirituali. Giovanni Paolo II difese nelle sue encicliche i punti cardine del Cristianesimo: famiglia, Dottrina, Sacramenti, devozione mariana ecc. le cose oggi sono precipitate: i piani dei massoni prendono sempre piu’ forma nella Chiesa di oggi, una chiesa non solo ecumenica, ma anche tollerante verso il peccato, come profetizzato dalla Madonna a La Salette nel 1846:
(leggi il messaggio della Madonna)

La Madonna con molta probabilita’ profetizzo’ anche a Fatima nel 1917, l’apostasia nella chiesa - in quel ”terzo segreto” in parte occultato, se non completamente distrutto - La Madonna rivelò a suor Lucia che era volontà di Dio che il segreto si svelasse nel 1960 di modo che il messaggio potesse essere piu’ chiaro, il famoso terzo segreto si riferiva con tutta probabilità all’amara previsione dell’Apostasia nella Chiesa e il Trionfo finale del Cuore Immacolato di Maria.

 Se per molti profani della Parola di Dio l’ecumenismo e l’unita’ di tutte le religioni potrebbe costituire un segno di unita’ e di pace, noi che amiamo Gesu’ Unica Verita’ sappiamo bene che non e’ cosi’. ”I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie” dice il Signore (Isaia 55,8). Il pensiero unico è molto più semplice.

 
Molto più comodo. Molto meno responsabile. Un Rasoio di Hockam fin troppo riuscito, maledettamente attraente. Si sposa con il relativismo assolutista, e produce, procreandoli, frutti seducenti. Il felice è chi non conosce, e chi non conosce è chi non vede e chi non vede non si salva.

 Spero che sia chiaro soprattutto ai ”credenti” che questa fusione spirituale non e’ opera di Dio, ma e’ opera della massoneria, questa e’ la famosa ”Apostasia” di cui si parla nell’Apocalisse. Secondo questa corrente progressista, l’elite arrivera’ a dominare il mondo ma prima bisogna togliere di mezzo l’ostacolo principale che si frappone al trionfo di Sion: il cristianesimo. Per accelerare la scomparsa di questa religione occorre che i cristiani abbandonino la loro moralità e abbraccino una nuova religiosità all’interno della quale Israele torni ad essere al centro del piano di salvezza. É per questa ragione che un pugno di israeliti occupa i posti più elevati all’interno di quella terribile arma psicologica che sono i mezzi di comunicazione, l’unico strumento in grado di rimuovere qualsiasi forma di resistenza all’avanzata del pensiero unico. Il Cristianesimo deve essere ridotto ad una sorta di religione che unisce in sè tutte le altre religioni, essenzialmente tutte uguali, abolendo dogmi e la Parola del Vangelo che indica la conversione a Cristo Gesù come unica via di salvezza.’ è questo lo scopo dell’ecumenismo e delle immigrazioni massive e selvagge voluti fortemente dall’ elite, (non da Dio) snaturare completamente un continente che per duemila anni è stato CRISTIANO.
 
Non fatevi sedurre quindi da nè da finti buonismi nè da dichiarazioni filantropiche. La Chiesa e’ ben altro: essa e’ stata voluta da Dio per essere la Sua ”Milizia terrena”, ma, guardatevi intorno, dove e’ questa milizia?! Dobbiamo tornare a far sedere Gesu’ Cristo sul trono della gloria, Egli e’ il Signore, non abbiamo bisogno di illusioni umaniste che pongono l’uomo i suoi capricci, i suoi peccati e i suoi vizi al di sopra della Legge Divina. Non illudiamoci credendo in false dottrine create ad hoc col proposito di disperdere quel gregge che Gesu’ ha acquistato col Suo Sangue.
 

Pensate se San Paolo, San Pietro e gli altri Apostoli che per primi hanno diffuso la lieta novella avessero usato il linguaggio di certi pastori e di certi ecclesiastici di oggi … sarebbe nata la Chiesa duemila anni fa? No! Gli Apostoli la fondarono professando la Verita’ e co-operando col proprio sangue, affermando che le religioni NON sono tutte uguali, ma che esiste un’unica Verita’ ed essa ci e’ stata rivelata da Cristo Gesu’. La Chiesa dopo la Seconda Venuta di Gesu’ sulla terra, ma anche attraverso la nostra fede e la resistenza ad eresie, progressismi, modernismi ecc. tornera’ ad essere la degna Sposa del Signore!
 
Floriana Castro Agnello

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mercoledì 9 marzo 2016

Il vescovo Athanasius Schneider su Evangelizzazione, Zika, Massoneria, Ortodossi e altro ....
Riportiamo, nella traduzione, il testo integrale dell'intervista rilasciata da Mons. Athanasius Schneider nel corso del suo recente viaggio in Inghilterra
 

 







Guardate l'anello del vescovo Schneider:
l'Immacolata ...
Daniel Blackman, One Peter Five 3 MARZO 2016 -
 
Nel corso della sua visita di una settimana in Inghilterra, Athanasius Schneider, il ben noto e molto rispettato vescovo ausiliare di Astana, Kazakhstan, ha rilasciato un' intervista dai toni molto netti, nella quale ha affrontato molti argomenti. Il Vescovo Schneider ha affrontato con me, in esclusiva, questioni controverse, tra cui l'evangelizzazione degli ebrei e dei musulmani; il recente commento del Papa su virus Zika e contraccezione; la Massoneria all'interno della gerarchia ecclesiastica; le ragioni per cui non permette che la paura possa fargli smettere di insegnare tutte le verità della fede cattolica.
 
Il viaggio del vescovo Schneider, organizzato dal fondatore ed editore del giornale irlandese Catholic voice, Anthony Murphy, comprendeva diverse Sante Messe, ritiri del clero e colloqui presso il Santuario di S. Agostino a Ramsgate, presso i fiorenti santuari affidati all'Istituto di Cristo re Sommo Sacerdote a New Brighton e presso la Fraternità San Pietro a Warrington. Il vescovo ha anche fatto tappa presso l'Oratorio di Oxford. Il testo che segue è tratto dalla trascrizione dell'intervista.

Daniel Blackman : Lei è già venuto più volte in Inghilterra. Cosa le piace, venendo qui, e cos'è che distingue i cattolici che qui incontra? 

Vescovo Athanasius Schneider: È meraviglioso incontrare i giovani sacerdoti, ed i laici, compresi i giovani. È incoraggiante per me. Penso che essi continuano a trasmettere le nobili tradizioni dei cattolici inglesi note in tutto il mondo. Sono stati perseguitati, e hanno dato la loro vita per la fede cattolica. 
Quindi penso che la situazione attuale della Chiesa, con questa profonda crisi, viene assunta da buoni cattolici, laici e sacerdoti, specialmente qui in Inghilterra, come in quei tempi di martiri, confessori e anche sacerdoti, è incoraggiante notare quanti cattolici inglesi rimangano fedeli alla loro nobile eredità cattolica.

DB: mi può parlare della sua vita di preghiera? Quali sono le sue devozioni particolari?
AS: Fin dalla mia giovinezza ho avuto una profonda devozione alla Santa Eucaristia, specialmente all'adorazione eucaristica. La pratico ogni giorno, se posso. La ritengo essenziale per la vita di un prete cattolico. Naturalmente, c'è la Santa Messa di ogni giorno che è l'evento più grande, la preparo molto bene, e poi recito il Breviario. Ogni sacerdote, se possibile, dovrebbe sforzarsi di far l'adorazione ogni giorno. Rimanere in presenza di Nostro Signore eucaristico, avere questo dialogo intimo con lui è una necessità. Amo farlo. 

CONVERSIONE DEGLI EBREI
DB: Nella Chiesa c'è una lunga storia di ebrei convertiti alla fede - Alphonse Ratisbonne, S. Edith Stein, Eugenio Zolli, rabbino capo di Roma durante la seconda guerra mondiale, e più di recente l'ex rabbino ortodosso Jean-Marie Eli Satbon. Eppure un recente documento della Commissione per i rapporti religiosi con l'ebraismo afferma che non c'è più alcuna missione formale per convertire gli ebrei (par. 40-49). È vero? Si tratta di una correzione dell'insegnamento e della pratica precedente? [vedi, nel blog - e anche]

AS: È veramente erroneo. Ciò contraddice le parole di nostro Signore che ha detto, "Andate e ammaestrate tutte le nazioni" - non ha detto "tutte le genti tranne il popolo ebraico", ha detto tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Gesù ha detto: se non credete non avrete la vita. Ha detto questo anche agli ebrei, e continua a dirlo agli ebrei di oggi. Anche loro devono essere obbedienti all'alleanza con Dio che Gesù ha istituito. È per questo che gli Apostoli hanno predicato agli ebrei nella sinagoga.
Per 2000 anni la Chiesa ha sempre pregato per la conversione degli ebrei. È un atto di misericordia e di amore. La Chiesa invita e incoraggia gli ebrei a venire a Cristo. Molti ebrei si sono convertiti, alcuni di loro sono anche diventati santi. Alphonse Ratisbonne fondò una congregazione religiosa per evangelizzare il popolo ebraico. Questo vale sempre anche per me, e nessun documento della Chiesa può invalidarlo perché contraddirebbe le parole di Nostro Signore, smentirebbe gli apostoli, e tutte le parole permanenti e immutabili della Chiesa per oltre 2000 anni.

DB: questo documento viene dall'interno della Chiesa, un organo ufficiale del Vaticano, come è possibile? [vedi, nel blog]
AS: È ben triste. Questo documento non ha valore infallibile né intende esserlo, non è espressione autentica del Magistero. Nella storia della Chiesa si sono dati documenti pastorali che avevano natura temporanea e contenevano errori, e questo documento contiene degli errori. Ciò che non è infallibile può rivelarsi erroneo. Ribadisco che la Chiesa ha sempre insegnato unicamente le affermazioni pronunciate ex cathedra o espresse dal Magistero universale - ciò che il papa e i vescovi hanno insegnato a lungo nei secoli. Il documento citato contiene per contro una nuova dottrina, una opinione, una teoria.

DB: Le Conferenze episcopali di Inghilterra e Galles e di Germania hanno chiesto che la preghiera per gli ebrei del tradizionale rito del Venerdì Santo sia cambiata per allinearla con l'attuale pratica inter-religiosa con gli ebrei. Si tratta di una buona cosa? C'è qualcosa che non va nella preghiera corrente? [vedi, nel blog]
AS: Non so cosa vogliano, ma dobbiamo guardare in faccia la realtà. È contro la carità e l'amore per gli ebrei. Se li amo, voglio che conoscano e amino Gesù e possano essere lavati dal preziosissimo sangue di Gesù, e che conoscano la Santissima Trinità. Perciò devo pregare per la loro conversione. Mi oppongo: i vescovi tedeschi e inglesi, non rappresentano la totalità dell'episcopato. Ci sono certamente - ne conosco - dei vescovi, che non sono d'accordo con questa posizione. Non credo che questa opinione sia corretta, è invasiva. È insinuata da una nomenclatura amministrativa che pretende di rappresentare tutti i vescovi di una nazione. Questo metodo di funzionamento delle Conferenze Episcopali è molto problematico di per sé, è contro la struttura divina della Chiesa. [vedi, nel blog: insidie della collegialità - e anche: Conciliarità, sinodalità. Come cambia la Chiesa?]

RAPPORTI CON I MUSULMANI
DB: Vive in un paese in cui il 70% della popolazione è musulmano. Qual è la sua esperienza di vivere in un paese a maggioranza musulmana? C'è cooperazione o conflitto? I musulmani si convertono al cattolicesimo?
AS: Grazie a Dio c'è pace e armonia, la gente è molto tollerante, e non c'è ostilità. Non c'è estremismo nella mentalità e nella cultura della gente e il governo sostiene attivamente il dialogo inter-religioso. Sono molto vigili per evitare gli estremismi, fino all'espulsione dal Paese.
Il governo organizza incontri per condividere i valori comuni della società, non c'è nulla di teologico in questi incontri, solo un contributo al miglioramento della vita sociale, che considero molto positivo. Ad esempio, l'ideologia del gender attualmente imposta su scala globale con metodi dittatoriali, grazie a Dio, non trova spazio perché i mussulmani hanno la stessa opinione sul tema. Siamo uniti nel condannare ogni progetto sul gender e nel prevenire ogni influenza negativa contro la famiglia.

DB: la Chiesa cattolica ha una missione nei confronti dei musulmani? 

AS: Sì, anche questa è la nostra missione, che siano redenti da Cristo e Lo conoscano, e così è nei confronti degli ebrei. Ma è ovviamente difficile evangelizzare i musulmani nei paesi islamici. È molto pericoloso. Ma almeno, in questi paesi, possiamo dare la nostra testimonianza e la nostra presenza. Ho esperienza di persone della comunità musulmana, che iniziano a cercare Cristo e a chiedersi quale sia la verità; così, nei miei contatti personali, sono stato testimone di conversioni. Dal momento che abbiamo libertà d'opinione e di azione, perché in Europa non siamo ancora in paesi a maggioranza islamica - sottolineo non ancora, perché le cose possono cambiare -, possiamo e dobbiamo usare metodi missionari nei confronti dei nostri vicini islamici, non il proselitismo, che non è moralmente corretto, ma l'evangelizzazione.

ISIS E IL PIANO DI SOVVERSIONE DELL'EUROPA
DB: l'Europa ha subito numerosi attacchi terroristici islamici - Parigi, serie preoccupazioni in Belgio, e anche in Medio Oriente, in parte dell'Africa, in Pakistan e altrove. Perché accade questo?
AS: Beh, non so esattamente come si sia formato l'ISIS, ma comprendiamo facilmente che sarebbe impossibile all'ISIS disporre di tante armi se non fosse finanziato e sostenuto da qualche potere forte. Il commercio delle armi è di tale portata che non sarebbe possibile senza che un Stato potente fornisca, forse attraverso intermediari, i finanziamenti e le armi di cui ha bisogno.
Un altro punto che vorrei sottolineare è che la comunità internazionale - gli Stati Uniti, la NATO - è dotata di strumenti sufficienti per distruggere l'ISIS, avrebbe potuto farlo fin dall'inizio. Ha servizi segreti eccellenti che già conoscevano l'ascesa dell'ISIS, ma non hanno fatto niente. L'UE, la NATO, gli Stati Uniti, non hanno fatto nulla, eppure sapevano. Essi non hanno ostacolato l'ISIS. Essi hanno un potere immenso, e tuttavia hanno permesso la formazione del fenomeno terroristico ISIS. 

DB: Sa perché? 
AS: Non conosco le loro intenzioni, le intenzioni dei potenti di questo mondo, degli stati occidentali. Non so perché non l'hanno bloccato. Possiamo dire che l'hanno indirettamente sostenuto. Essi potrebbero avere obiettivi politici o l'intenzione di orchestrare l'invasione dell'Europa da parte di ingenti masse di musulmani, per provocare la destabilizzazione, fin nel cuore dell'Europa, non soltanto nel Medio Oriente. Una così grande presenza di persone di un'altra cultura, con una visione più radicale dell'Islam, nel corso del tempo provocherà conflitti e tensioni con la popolazione locale. E sarà causa di instabilità e confusione generale. Qualche potente forse vuole usare tale instabilità in un disegno più ampio.

I MASSONI NELLA CHIESA
DB: La Chiesa ha una lunga storia di secoli di denuncia della Massoneria. Tuttavia, il nuovo Codice di diritto canonico ha eliminato ogni riferimento alla massoneria, e non si vedono più documenti né prese di posizione da parte di leader della Chiesa su questo. Ciò può dare l'impressione che la Massoneria non sia più un pericolo. Le logge massoniche hanno persino accolto con favore Papa Francesco. 
AS: La Massoneria in sé è intrinsecamente incompatibile con il cristiano o con la fede cattolica, è intrinsecamente incompatibile perché la natura della Massoneria è anticristiana. Nega Cristo e nega le verità oggettive, promuove il relativismo, che è contrario alla verità, al Vangelo. Si favoriscono in tal modo gli errori dottrinali della filosofia massonica. Questo è in contrasto con la fede cristiana e cattolica.
La Massoneria ha anche un aspetto esoterico, che non è cristiano. Ha cerimonie e riti di carattere esoterico, cosa che i massoni ammettono apertamente, e queste cerimonie sono contrarie alla fede. I loro simboli e rituali mostrano che sono contro le verità divine contenute nel Vangelo. Queste cose dimostrano che la Massoneria è un'altra religione, ripeto: la Massoneria è un'altra religione, è una religione contro Cristo.
Anche quando i massoni fanno opere di bene, filantropia e via dicendo, questi aspetti pericolosi rimangono. La loro filantropia non è una giustificazione perché noi possiamo accettare la Massoneria, magari a causa del loro buon lavoro filantropico. Io non approverò mai le loro dottrine e i loro rituali, che sono contro le verità divine del vangelo. La Chiesa non potrà mai accettarli. La Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1983 sulla Massoneria è ancora valida. Secondo la Dichiarazione, diventare massone è un peccato mortale - nemmeno Papa Francesco ha cambiato questa norma. Questo insegnamento è ancora valido e ufficiale.

DB: Siti e pubblicazioni massoniche parlano regolarmente e favorevolmente di Papa Francesco. Come si spiega questa accoglienza favorevole di Papa Francesco?
AS : Beh, dovrebbero dircelo concretamente. Non si capisce cosa intendano con le loro dichiarazioni, non è chiaro quali siano le loro intenzioni.

DB: Nel 2013, sul volo di ritorno da Rio de Janeiro, Papa Francesco ha fatto riferimento ad una lobby massonica. Di recente, il cardinale Ravasi, sul quotidiano italiano Il Sole 24 Ore, ha richiamato ad un nuovo dialogo e a una condivisione di valori con la Massoneria. La Massoneria ha vinto all'interno della Chiesa?
AS : Ovviamente sappiamo che la Massoneria è uno dei poteri che ha più influenza a tutti i livelli della società umana. Ciò è chiaro e manifesto. In linea di principio, è abbastanza logica la tendenza di infiltrarsi nell'organizzazione del suo nemico da parte di chi è un supporto, un leader nell'influente organizzazione anticristiana. È quindi logico che nel corso dei secoli, i massoni abbiano tentato e probabilmente siano riusciti ad infiltrarsi nella Chiesa a vari livelli; per me, questo è chiaro.
È difficile identificare un massone e dimostrarne concretamente l'affiliazione. È difficile e pericoloso, perché si può accusare la persona sbagliata: ciò è dovuto al carattere segreto ed esoterico della massoneria. Il modo di parlare di un rappresentante della Chiesa, di un sacerdote, di un vescovo o di un cardinale può far supporre che egli abbia dei contatti con la massoneria. Udiamo spesso dei rappresentanti della Chiesa parlare come massoni e utilizzare termini e concetti tipicamente massonici ogni volta che aprono bocca. Potrebbe trattarsi di membri della massoneria, ma è necessario provarlo. Eppure è vero che molti parlano come massoni e ne hanno lo spirito; magari non si tratterà di membri formali della massoneria, ma alcuni vescovi e cardinali parlano chiaramente con uno spirito massonico. Sottolineo il fatto che ciò non significa che essi siano membri formali della massoneria.

LUCI E OMBRE DELL'INCONTRO CON IL PATRIARCA ORTODOSSO
DB: Papa Francesco ha appena incontrato il patriarca ortodosso della Russia. Cosa pensa dell'incontro? Realizzerà l'unità con Roma, o porterà a una Chiesa sinodale che permette la Santa Comunione ai divorziati risposati?
AS: In primo luogo, l'incontro è un motivo di gioia di per sé, il fatto stesso che abbia avuto luogo, perché gli ortodossi sono una chiesa forte con belle e autentiche tradizioni, le immagini, la devozione alla Madonna, gli angeli, liturgie belle ed autentiche, una Santa Messa ben celebrata, la penitenza, il digiuno, le tradizioni monastiche; ha conservato molti valori cattolici autentici. 
 
Credo che l'incontro sia stato politicamente condizionato, si è svolto in tutta fretta, è stato dettato soprattutto da motivazioni politiche. E non credo che questo incontro influirà nel senso che la Chiesa diventi più sinodale, o che ci siano facilitazioni per ricevere la Santa Comunione per le coppie di divorziati risposati, come consentito nella Chiesa ortodossa.
 
Condivido le forti dichiarazioni del papa e del patriarca sulla famiglia, contro l'ideologia del gender e contro la persecuzione dei cristiani, ma ciò che non condivido, è l'affermazione sugli Uniati: è un'ingiustizia, perché in passato gli Uniati volevano essere uniti al Papa, fin dal Concilio di Firenze nel 15° secolo. È un movimento positivo, che ha portato molti frutti - santi, martiri, non possiamo dire che fosse un errore.
 
Analogamente, la dichiarazione sul proselitismo è un'accusa contro la Chiesa cattolica. Io vivo in una regione ortodossa e la Chiesa non fa proselitismo. Questa dichiarazione è stata ingiusta. Quindi penso che la Santa Sede ha ceduto alla pressione del patriarca. Sembra che gli ortodossi abbiano dettato alcune cose da accettare, ed è contro la verità e contro la giustizia, un tale dialogo non è un vero e proprio dialogo ecumenico. Il dialogo deve essere fraterno e ugualitario a livello umano; tutti questi compromessi che minano la verità e la giustizia, non daranno i frutti di una vera unità.

LA CHIESA ATTACCATA DALL'INTERNO: VIRUS ZIKA, «DIVORZIO CATTOLICO», CONTRACCEZIONE...
DB: Papa Francesco ha concesso una nuova intervista sull'aereo al ritorno da Cuba. Ha fatto un commento sul virus Zika e sull'uso della contraccezione. Ha citato il caso delle religiose del Congo, e il discernimento. Padre Lombardi SJ ha chiarito il commento del Papa. I vescovi delle Filippine hanno pubblicamente chiesto una revisione dell'insegnamento della Chiesa in questo campo. È davvero un dibattito che la Chiesa deve affrontare, o si tratta di manovre da parte di persone che, dentro e fuori la Chiesa, vogliono che la dottrina sulla contraccezione sia cambiata?
AS: È parte di un piano, chiaramente, per cambiare le verità della Chiesa sulla morale, e anche in tema di contraccezione. Si tratta di un piano, di una grande pressione, e di un programma nel campo della contraccezione. Nella Chiesa del nostro tempo esiste il pericolo di una ammissione di fatto del divorzio e della ricezione della Santa Comunione: è una negazione della indissolubilità del matrimonio basata sulla prassi.

DB: Si riferisce al processo di nullità riformato?

AS: Sì, il processo riformato di nullità del matrimonio, a mio avviso, contiene anche un rischio di banalizzazione e superficialità nel processo stesso; esso contiene in sé, nelle nuove regole, una minaccia di attacco contro la sacralità e l'indissolubilità del matrimonio. Trattare di una cosa santa in maniera superficiale e frettolosa, in modo banale, è irresponsabile. In teoria, oggi, le nuove norme sono in contrasto con la prassi perenne della Chiesa, perché nel processo c'è sempre stata la presunzione di validità del matrimonio, si è sempre data per scontata, al fine di difendere la santità del matrimonio. Per contro, le nuove norme presumono l'invalidità del matrimonio fin dall'inizio. Si tratta di un pericoloso cambiamento di mentalità.
È un attacco da parte dello spirito di questo mondo, ed è la stessa cosa con la contraccezione. Le verità della Chiesa sono immutabili e tali rimarranno. Papa Paolo VI nell'Humanae vitae e Papa Giovanni Paolo II nella Veritatis splendor e nella Familiaris Consortio hanno insegnato che la contraccezione di per sé è sempre intrinsecamente un male. Non ci sono circostanze o eccezioni che giustificano un atto intrinsecamente cattivo. I Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II lo hanno confermato.

"NON HO PAURA"
DB: Lei si esprime in modo esplicito su molte questioni importanti, dando ai fedeli un insegnamento chiaro e veramente cattolico. Non teme gli attacchi che potrà ricevere? Le sembra di essere pronto a diventare un bersaglio - i vescovi possono essere spostati, gli attacchi dei media vengono lanciati, le reputazioni distrutte.
AS: Non ho timori o dubbi su eventuali trasferimenti o attacchi perché il senso della mia vita e ogni mia ambizione, consistono nelle verità di Cristo e nell'essere fedele a Dio, e nell'essere riconosciuto da Dio, non dai vescovi, dai media, e nemmeno dal Papa: con la mia coscienza e con i miei voti nel battesimo e nella consacrazione episcopale, ho promesso a Cristo di custodire la verità pura e integra, e persino di essere pronto a dare la vita per essa. Questo è il mio desiderio e il mio obiettivo, non mi interessa ciò che dice la gente. È assurdo temere l'opinione umana perché domani cambia. Devo temere solo ciò che Dio pensa. Le persone passano in fretta, il pensiero di Dio rimane, mi preoccupo innanzitutto di essere gradito a Dio.
Sono un vescovo ausiliare di una diocesi, sono felice, e quando il Papa mi trasferirà, accetterò e obbedirò, e in ogni luogo porterò con me il desiderio di difendere la verità.

DB: la carità è la più grande delle virtù. Qual è l'atto di carità, spirituale e corporale, più necessario da praticare per i cristiani di oggi?
AS: In primo luogo, nella gerarchia dei valori, ciò che è più importante è ciò che è eterno e immortale: l'anima, i valori eterni e la vita eterna. Ecco perché gli atti di carità diretti a trasmettere la vita eterna al mio prossimo e a trasmettere le verità eterne, per aiutarlo a salvare la sua anima, questi sono gli atti più necessari. Ovviamente esiste poi il dovere immediato di aiutare una persona in difficoltà, che ha fame e così via, aiutare è un atto naturale, deve essere fatto. Ma come cattolici non pensiamo unicamente a fornire cibo e vestiario, dobbiamo anche dare la luce della fede, non bisogna dimenticarlo. Ama Dio prima di tutto, e ama il tuo prossimo come te stesso.
Dio ci chiede di amarlo con tutta la nostra mente, le nostre forze e il nostro cuore; questo Egli ha riservato per sé. Gesù ci ha insegnato ad amare gli altri come noi stessi, e ad amare gli altri come Lui ci ha amati. Quindi dobbiamo amare con l'amore di Cristo. Egli è venuto per salvare le nostre anime, non prima o solo i nostri corpi, e per donarci la Sua verità divina. Ha versato il suo sangue per la salvezza delle nostre anime. Quindi dobbiamo amarci gli uni gli altri come Cristo ci ama. Il nostro primo compito è quello di amare Dio, e preferire Dio e la sua verità nella nostra vita temporale, pronti ad essere martiri per Cristo e ad amare gli altri come noi stessi e come Cristo ci ha amati - sacrificandoci per il bene degli altri.

 [Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

sabato 13 febbraio 2016

il Papa ed il Patriarca

Dichiarazione comune di Papa 
Francesco e del Patriarca Kirill 
di Mosca e di tutta la Russia
«La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2 Cor 13, 13).


1. Per volontà di Dio Padre dal quale viene ogni dono, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, e con l’aiuto dello Spirito Santo Consolatore, noi, Papa Francesco e Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, ci siamo incontrati oggi a L’Avana. Rendiamo grazie a Dio, glorificato nella Trinità, per questo incontro, il primo nella storia. Con gioia ci siamo ritrovati come fratelli nella fede cristiana che si incontrano per «parlare a viva voce» (2 Gv 12), da cuore a cuore, e discutere dei rapporti reciproci tra le Chiese, dei problemi essenziali dei nostri fedeli e delle prospettive di sviluppo della civiltà umana.
2. Il nostro incontro fraterno ha avuto luogo a Cuba, all’incrocio tra Nord e Sud, tra Est e Ovest. Da questa isola, simbolo delle speranze del “Nuovo Mondo” e degli eventi drammatici della storia del XX secolo, rivolgiamo la nostra parola a tutti i popoli dell’America Latina e degli altri Continenti. Ci rallegriamo che la fede cristiana stia crescendo qui in modo dinamico. Il potente potenziale religioso dell’America Latina, la sua secolare tradizione cristiana, realizzata nell’esperienza personale di milioni di persone, sono la garanzia di un grande futuro per questa regione.
3. Incontrandoci lontano dalle antiche contese del “Vecchio Mondo”, sentiamo con particolare forza la necessità di un lavoro comune tra cattolici e ortodossi, chiamati, con dolcezza e rispetto, a rendere conto al mondo della speranza che è in noi (cfr 1 Pt 3, 15).
4. Rendiamo grazie a Dio per i doni ricevuti dalla venuta nel mondo del suo unico Figlio. Condividiamo la comune Tradizione spirituale del primo millennio del cristianesimo. I testimoni di questa Tradizione sono la Santissima Madre di Dio, la Vergine Maria, e i Santi che veneriamo. Tra loro ci sono innumerevoli martiri che hanno testimoniato la loro fedeltà a Cristo e sono diventati “seme di cristiani”.
5. Nonostante questa Tradizione comune dei primi dieci secoli, cattolici e ortodossi, da quasi mille anni, sono privati della comunione nell’Eucaristia. Siamo divisi da ferite causate da conflitti di un passato lontano o recente, da divergenze, ereditate dai nostri antenati, nella comprensione e l’esplicitazione della nostra fede in Dio, uno in tre Persone – Padre, Figlio e Spirito Santo. Deploriamo la perdita dell’unità, conseguenza della debolezza umana e del peccato, accaduta nonostante la Preghiera sacerdotale di Cristo Salvatore: «Perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola» (Gv 17, 21).
6. Consapevoli della permanenza di numerosi ostacoli, ci auguriamo che il nostro incontro possa contribuire al ristabilimento di questa unità voluta da Dio, per la quale Cristo ha pregato. Possa il nostro incontro ispirare i cristiani di tutto il mondo a pregare il Signore con rinnovato fervore per la piena unità di tutti i suoi discepoli. In un mondo che attende da noi non solo parole ma gesti concreti, possa questo incontro essere un segno di speranza per tutti gli uomini di buona volontà!
7. Nella nostra determinazione a compiere tutto ciò che è necessario per superare le divergenze storiche che abbiamo ereditato, vogliamo unire i nostri sforzi per testimoniare il Vangelo di Cristo e il patrimonio comune della Chiesa del primo millennio, rispondendo insieme alle sfide del mondo contemporaneo. Ortodossi e cattolici devono imparare a dare una concorde testimonianza alla verità in ambiti in cui questo è possibile e necessario. La civiltà umana è entrata in un periodo di cambiamento epocale. La nostra coscienza cristiana e la nostra responsabilità pastorale non ci autorizzano a restare inerti di fronte alle sfide che richiedono una risposta comune.
8. Il nostro sguardo si rivolge in primo luogo verso le regioni del mondo dove i cristiani sono vittime di persecuzione. In molti paesi del Medio Oriente e del Nord Africa i nostri fratelli e sorelle in Cristo vengono sterminati per famiglie, villaggi e città intere. Le loro chiese sono devastate e saccheggiate barbaramente, i loro oggetti sacri profanati, i loro monumenti distrutti. In Siria, in Iraq e in altri paesi del Medio Oriente, constatiamo con dolore l’esodo massiccio dei cristiani dalla terra dalla quale cominciò a diffondersi la nostra fede e dove essi hanno vissuto, fin dai tempi degli apostoli, insieme ad altre comunità religiose.
9. Chiediamo alla comunità internazionale di agire urgentemente per prevenire l’ulteriore espulsione dei cristiani dal Medio Oriente. Nell’elevare la voce in difesa dei cristiani perseguitati, desideriamo esprimere la nostra compassione per le sofferenze subite dai fedeli di altre tradizioni religiose diventati anch’essi vittime della guerra civile, del caos e della violenza terroristica.

10. In Siria e in Iraq la violenza ha già causato migliaia di vittime, lasciando milioni di persone senza tetto né risorse. Esortiamo la comunità internazionale ad unirsi per porre fine alla violenza e al terrorismo e, nello stesso tempo, a contribuire attraverso il dialogo ad un rapido ristabilimento della pace civile. È essenziale assicurare un aiuto umanitario su larga scala alle popolazioni martoriate e ai tanti rifugiati nei paesi confinanti. Chiediamo a tutti coloro che possono influire sul destino delle persone rapite, fra cui i Metropoliti di Aleppo, Paolo e Giovanni Ibrahim, sequestrati nel mese di aprile del 2013, di fare tutto ciò che è necessario per la loro rapida liberazione.
11. Eleviamo le nostre preghiere a Cristo, il Salvatore del mondo, per il ristabilimento della pace in Medio Oriente che è “il frutto della giustizia” (cfr Is 32, 17), affinché si rafforzi la convivenza fraterna tra le varie popolazioni, le Chiese e le religioni che vi sono presenti, per il ritorno dei rifugiati nelle loro case, la guarigione dei feriti e il riposo dell’anima degli innocenti uccisi. Ci rivolgiamo, con un fervido appello, a tutte le parti che possono essere coinvolte nei conflitti perché mostrino buona volontà e siedano al tavolo dei negoziati. Al contempo, è necessario che la comunità internazionale faccia ogni sforzo possibile per porre fine al terrorismo con l’aiuto di azioni comuni, congiunte e coordinate. Facciamo appello a tutti i paesi coinvolti nella lotta contro il terrorismo, affinché agiscano in maniera responsabile e prudente. Esortiamo tutti i cristiani e tutti i credenti in Dio a pregare con fervore il provvidente Creatore del mondo perché protegga il suo creato dalla distruzione e non permetta una nuova guerra mondiale. Affinché la pace sia durevole ed affidabile, sono necessari specifici sforzi volti a riscoprire i valori comuni che ci uniscono, fondati sul Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo.
12. Ci inchiniamo davanti al martirio di coloro che, a costo della propria vita, testimoniano la verità del Vangelo, preferendo la morte all’apostasia di Cristo. Crediamo che questi martiri del nostro tempo, appartenenti a varie Chiese, ma uniti da una comune sofferenza, sono un pegno dell’unità dei cristiani. È a voi, che soffrite per Cristo, che si rivolge la parola dell’apostolo: «Carissimi, … nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della Sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare» (1 Pt 4, 12-13).
13. In quest’epoca inquietante, il dialogo interreligioso è indispensabile. Le differenze nella comprensione delle verità religiose non devono impedire alle persone di fedi diverse di vivere nella pace e nell’armonia. Nelle circostanze attuali, i leader religiosi hanno la responsabilità particolare di educare i loro fedeli in uno spirito rispettoso delle convinzioni di coloro che appartengono ad altre tradizioni religiose. Sono assolutamente inaccettabili i tentativi di giustificare azioni criminali con slogan religiosi. Nessun crimine può essere commesso in nome di Dio, «perché Dio non è un Dio di disordine, ma di pace» (1 Cor 14, 33).
14. Nell’affermare l’alto valore della libertà religiosa, rendiamo grazie a Dio per il rinnovamento senza precedenti della fede cristiana che sta accadendo ora in Russia e in molti paesi dell’Europa orientale, dove i regimi atei hanno dominato per decenni. Oggi le catene dell’ateismo militante sono spezzate e in tanti luoghi i cristiani possono liberamente professare la loro fede. In un quarto di secolo, vi sono state costruite decine di migliaia di nuove chiese, e aperti centinaia di monasteri e scuole teologiche. Le comunità cristiane portano avanti un’importante attività caritativa e sociale, fornendo un’assistenza diversificata ai bisognosi. Ortodossi e cattolici spesso lavorano fianco a fianco. Essi attestano l’esistenza dei fondamenti spirituali comuni della convivenza umana, testimoniando i valori del Vangelo.
15. Allo stesso tempo, siamo preoccupati per la situazione in tanti paesi in cui i cristiani si scontrano sempre più frequentemente con una restrizione della libertà religiosa, del diritto di testimoniare le proprie convinzioni e la possibilità di vivere conformemente ad esse. In particolare, constatiamo che la trasformazione di alcuni paesi in società secolarizzate, estranee ad ogni riferimento a Dio ed alla sua verità, costituisce una grave minaccia per la libertà religiosa. È per noi fonte di inquietudine l’attuale limitazione dei diritti dei cristiani, se non addirittura la loro discriminazione, quando alcune forze politiche, guidate dall’ideologia di un secolarismo tante volte assai aggressivo, cercano di spingerli ai margini della vita pubblica.
16. Il processo di integrazione europea, iniziato dopo secoli di sanguinosi conflitti, è stato accolto da molti con speranza, come una garanzia di pace e di sicurezza. Tuttavia, invitiamo a rimanere vigili contro un’integrazione che non sarebbe rispettosa delle identità religiose. Pur rimanendo aperti al contributo di altre religioni alla nostra civiltà, siamo convinti che l’Europa debba restare fedele alle sue radici cristiane. Chiediamo ai cristiani dell’Europa orientale e occidentale di unirsi per testimoniare insieme Cristo e il Vangelo, in modo che l’Europa conservi la sua anima formata da duemila anni di tradizione cristiana.
17. Il nostro sguardo si rivolge alle persone che si trovano in situazioni di grande difficoltà, che vivono in condizioni di estremo bisogno e di povertà mentre crescono le ricchezze materiali dell’umanità. Non possiamo rimanere indifferenti alla sorte di milioni di migranti e di rifugiati che bussano alla porta dei paesi ricchi. Il consumo sfrenato, come si vede in alcuni paesi più sviluppati, sta esaurendo gradualmente le risorse del nostro pianeta. La crescente disuguaglianza nella distribuzione dei beni terreni aumenta il sentimento d’ingiustizia nei confronti del sistema di relazioni internazionali che si è stabilito.
18. Le Chiese cristiane sono chiamate a difendere le esigenze della giustizia, il rispetto per le tradizioni dei popoli e un’autentica solidarietà con tutti coloro che soffrono. Noi, cristiani, non dobbiamo dimenticare che «Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio» (1 Cor 1, 27-29).
19. La famiglia è il centro naturale della vita umana e della società. Siamo preoccupati dalla crisi della famiglia in molti paesi. Ortodossi e cattolici condividono la stessa concezione della famiglia e sono chiamati a testimoniare che essa è un cammino di santità, che testimonia la fedeltà degli sposi nelle loro relazioni reciproche, la loro apertura alla procreazione e all’educazione dei figli, la solidarietà tra le generazioni e il rispetto per i più deboli.
20. La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna. È l’amore che sigilla la loro unione ed insegna loro ad accogliersi reciprocamente come dono. Il matrimonio è una scuola di amore e di fedeltà. Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità come vocazione particolare dell’uomo e della donna nel matrimonio, santificato dalla tradizione biblica, viene estromesso dalla coscienza pubblica.
21. Chiediamo a tutti di rispettare il diritto inalienabile alla vita. Milioni di bambini sono privati della possibilità stessa di nascere nel mondo. La voce del sangue di bambini non nati grida verso Dio (cfr Gen 4, 10). Lo sviluppo della cosiddetta eutanasia fa sì che le persone anziane e gli infermi inizino a sentirsi un peso eccessivo per le loro famiglie e la società in generale. Siamo anche preoccupati dallo sviluppo delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, perché la manipolazione della vita umana è un attacco ai fondamenti dell’esistenza dell’uomo, creato ad immagine di Dio. Riteniamo che sia nostro dovere ricordare l’immutabilità dei principi morali cristiani, basati sul rispetto della dignità dell’uomo chiamato alla vita, secondo il disegno del Creatore.
22. Oggi, desideriamo rivolgerci in modo particolare ai giovani cristiani. Voi, giovani, avete come compito di non nascondere il talento sotto terra (cfr Mt 25, 25), ma di utilizzare tutte le capacità che Dio vi ha dato per confermare nel mondo le verità di Cristo, per incarnare nella vostra vita i comandamenti evangelici dell’amore di Dio e del prossimo. Non abbiate paura di andare controcorrente, difendendo la verità di Dio, alla quale odierne norme secolari sono lontane dal conformarsi sempre.
23. Dio vi ama e aspetta da ciascuno di voi che siate Suoi discepoli e apostoli. Siate la luce del mondo affinché coloro che vi circondano, vedendo le vostre opere buone, rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli (cfr Mt 5, 14, 16). Educate i vostri figli nella fede cristiana, trasmettete loro la perla preziosa della fede (cfr Mt 13, 46) che avete ricevuta dai vostri genitori ed antenati. Ricordate che «siete stati comprati a caro prezzo» (1 Cor 6, 20), al costo della morte in croce dell’Uomo-Dio Gesù Cristo.
24. Ortodossi e cattolici sono uniti non solo dalla comune Tradizione della Chiesa del primo millennio, ma anche dalla missione di predicare il Vangelo di Cristo nel mondo di oggi. Questa missione comporta il rispetto reciproco per i membri delle comunità cristiane ed esclude qualsiasi forma di proselitismo. Non siamo concorrenti ma fratelli, e da questo concetto devono essere guidate tutte le nostre azioni reciproche e verso il mondo esterno. Esortiamo i cattolici e gli ortodossi di tutti i paesi ad imparare a vivere insieme nella pace e nell’amore, e ad avere «gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti» (Rm 15, 5). Non si può quindi accettare l’uso di mezzi sleali per incitare i credenti a passare da una Chiesa ad un’altra, negando la loro libertà religiosa o le loro tradizioni. Siamo chiamati a mettere in pratica il precetto dell’apostolo Paolo: «Mi sono fatto un punto di onore di non annunziare il vangelo se non dove ancora non era giunto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui» (Rm 15, 20).
25. Speriamo che il nostro incontro possa anche contribuire alla riconciliazione, là dove esistono tensioni tra greco-cattolici e ortodossi. Oggi è chiaro che il metodo dell’ “uniatismo” del passato, inteso come unione di una comunità all’altra, staccandola dalla sua Chiesa, non è un modo che permette di ristabilire l’unità. Tuttavia, le comunità ecclesiali apparse in queste circostanze storiche hanno il diritto di esistere e di intraprendere tutto ciò che è necessario per soddisfare le esigenze spirituali dei loro fedeli, cercando nello stesso tempo di vivere in pace con i loro vicini. Ortodossi e greco-cattolici hanno bisogno di riconciliarsi e di trovare forme di convivenza reciprocamente accettabili.
26. Deploriamo lo scontro in Ucraina che ha già causato molte vittime, innumerevoli ferite ad abitanti pacifici e gettato la società in una grave crisi economica ed umanitaria. Invitiamo tutte le parti del conflitto alla prudenza, alla solidarietà sociale e all’azione per costruire la pace. Invitiamo le nostre Chiese in Ucraina a lavorare per pervenire all’armonia sociale, ad astenersi dal partecipare allo scontro e a non sostenere un ulteriore sviluppo del conflitto.
27. Auspichiamo che lo scisma tra i fedeli ortodossi in Ucraina possa essere superato sulla base delle norme canoniche esistenti, che tutti i cristiani ortodossi dell’Ucraina vivano nella pace e nell’armonia, e che le comunità cattoliche del Paese vi contribuiscano, in modo da far vedere sempre di più la nostra fratellanza cristiana.
28. Nel mondo contemporaneo, multiforme eppure unito da un comune destino, cattolici e ortodossi sono chiamati a collaborare fraternamente nell’annuncio della Buona Novella della salvezza, a testimoniare insieme la dignità morale e la libertà autentica della persona, «perché il mondo creda» (Gv 17, 21). Questo mondo, in cui scompaiono progressivamente i pilastri spirituali dell’esistenza umana, aspetta da noi una forte testimonianza cristiana in tutti gli ambiti della vita personale e sociale. Dalla nostra capacità di dare insieme testimonianza dello Spirito di verità in questi tempi difficili dipende in gran parte il futuro dell’umanità.
29. In questa ardita testimonianza della verità di Dio e della Buona Novella salvifica, ci sostenga l’Uomo-Dio Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore, che ci fortifica spiritualmente con la sua infallibile promessa: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo Regno» (Lc 12, 32)! Cristo è fonte di gioia e di speranza. La fede in Lui trasfigura la vita umana, la riempie di significato. Di ciò si sono potuti convincere, attraverso la loro esperienza, tutti coloro a cui si possono applicare le parole dell’apostolo Pietro: «Voi, che un tempo eravate non-popolo, ora invece siete il popolo di Dio; voi, un tempo esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia» (1 Pt 2, 10).
30. Pieni di gratitudine per il dono della comprensione reciproca espresso durante il nostro incontro, guardiamo con speranza alla Santissima Madre di Dio, invocandola con le parole di questa antica preghiera: “Sotto il riparo della tua misericordia, ci rifugiamo, Santa Madre di Dio”. Che la Beata Vergine Maria, con la sua intercessione, incoraggi alla fraternità coloro che la venerano, perché siano riuniti, al tempo stabilito da Dio, nella pace e nell’armonia in un solo popolo di Dio, per la gloria della Santissima e indivisibile Trinità!
Francesco Vescovo di Roma Papa della Chiesa Cattolica
Kirill Patriarca di Mosca e di tutta la Russia
12 febbraio 2016, L’Avana (Cuba)