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giovedì 28 gennaio 2016

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Una società unisex in attesa del prossimo sacco islamista

lo sapevi che
-A cura di Floriana Castro-
La ragione per la quale il nostro paese si è devitalizzato nasce da una spinta sia economica che culturale. Manca il sangue del mercato, ossia: la moneta; abbiamo un prelievo fiscale che sta per esplodere e la deflazione imperversa. Questa situazione di stagno monetario ed economico -come abbiamo detto altre volte- è programmato dalla BCE, un fenomeno programmato a tavolino con i devastanti fenomeni di grande usura che ben conosciamo. Ma non solo nessuno denuncia questo sistema usuraio per fermare la trappola monetaria che ci ha spinti a correre come pazzi su questa dannata ruota per criceti: un ritmo alla cinese: dormi-lavora-consuma; versare sudore per pagare le banche che ci prestano i nostri stessi soldi che guadagniamo con il nostro lavoro ma addirittura vengono proposti degli stili di vita per allietare la schiavitù economica e spirituale nella quale ci troviamo. Gli anziani non trovano più posto in questa società; sempre più spesso abbandonati e dimenticati in case di riposo, -nel migliore dei casi, quando non si considera l’eutanasia- perchè coloro che sono ancora attivi per pagare il debito pubblico non hanno tempo per loro, dovranno, quindi fare a meno della loro esperienza e della loro saggezza. I giovani oggi si trovano nelle condizioni di non potere avere una ragionevole previsione del loro futuro economico, spesso annoiati, spesso pure depressi a causa dell’impossibilità di mettere radici vengono distratti da stili di vita sempre più frivoli e materialistici. Basti pensare ai reati che l’attuale governo di Renzi sta per depenalizzare la coltivazione di cannabis, che passa da illecito penale ad illecito amministrativo. Quindi in questo modo non si da ai cittadini in mano un ideale o una speranza, ma mezzi per poterlo manipolare sempre di più: gli si da la droga in mano, del resto quando la speranza e gli ideali scarseggiano la droga imperversa. (clicca qui)
Ma non solo droga ed immigrazione selvaggia per compensare al nostro devastante calo demografico, le nuove manovre prevedono anche la scandalosa e ripugnante maternità surrogata (uteri in affitto): uno sfruttamento della povertà, anzi peggio, della miseria del Terzo Mondo su cui una volta era “la sinistra” commuoversi e indignarsi.  Adesso il PD, gli sfruttati, li sfrutta. Per la Cirinnà la coppia ricca che torna col figlio deve essere immune dalle conseguenze penali che prevede la legge italiana per chi faccia la stessa cosa in Italia; E ciò, adesso, è progressista.
La Repubblica ci scrive sopra mielosi reportages: “Noi donne divenute madri grazie all’utero in affitto”. Dove una ricca italiana   racconta di quando ha visto l’utero che aveva pagato a Delhi: Non è sfruttamento dei ricchi sui poveri? -Osa chiedere il giornalista-, risposta di “LAURA”, l’italiana ricca: “Quello purtroppo c’è in tutto il mondo, basti pensare ai minorenni sfruttati nelle fabbriche, alle ragazzine vendute sulle strade senza che nessuno si scandalizzi. Qui almeno c’era un rapporto tra adulti consapevoli, una libera scelta. Io, se fossi stata al posto loro, nella loro situazione, probabilmente avrei fatto la stessa cosa”. Adesso, dunque, lo sfruttatore della miseria è progressista e illuminato se risponde: “Lo sfruttamento? C’è in tutto il mondo” (clicca qui) . La sinistra così getta la maschera e rivela la sua impressionante somiglianza con il suo fratello gemello IL CAPITALISMO
famiglia comunistaIl trafficante internazionale di bambini; Elton John, tempo fa dichiarò ridendo che uno dei suoi bambini, comprati e strappati alla nascita dal seno materno piangeva ininterrottamente sia di notte che di giorno e non ne capivano il motivo (continua a ridacchiare). Una mamma sa bene che quando i bambino piange e la causa sembra inesistente in realtà ha solo bisogno di sentire il calore materno. Provate a chiedere alle vostre mamme se è o non è la verità. Il bambino che ha comprato Elton John piange e nessuno potrà mai consolarlo. Un giorno crescerà, ma questa ferita rimarrà indelebile nella sua anima, non sappiamo come si manifesterà, ma questa violenza con molta probabilità non lo renderà un adulto sereno. Nemmeno per gli animali si usa tanta crudeltà: la legge italiana ha fissato un momento ben preciso per poter togliere i cuccioli dalla mamma, ovvero dopo i due mesi di età, ma gli animalisti consigliano di aspettare di più: almeno 3 mesi perchè sono i così detti mesi dell’Imprinting.

Ma non è finita qui abbiamo anche l’inodottrinamento al gender, matrimoni ed adozioni gay, depenalizzazione degli atti osceni in luogo pubblico e atti contrari alla pubblica decenza. Bisogna far presto ad approvare i matrimoni gay ” siamo al fanalino di coda” , ma anche sulla corruzione, anche sulla giustizia, sui costi della politica siamo al fanalino di coda… Cari sinistri, NEL 2015 SONO FALLITE “SOLO” 14.416 AZIENDE! (clicca qui)
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Qual’è l’unica ricompensa che i governi guidati dal governo ombra ci propongono come ricompensa al nostro misero vivere? Sesso, sesso libero, ovunque e con chi vuoi e del resto -ti dicono- l’omosessualità è vecchia quanto il mondo e il pregiudizio nei suoi confronti risale all’oscurantista civiltà cristiana. I Nostri, del resto sono da 400 anni al lavoro con piani intrighi e rivoluzioni per sostituirla con un culto pagano rivolto al dio-io dove chiunque potrà decidere da sè cosa è giusto e cosa è sbagliato. Il vizio contro-natura esiste da quando esiste il mondo, ma in quale società pagana si è mai considerato di equipararlo alla regolare unione tra uomo e donna? Quale storico ha mai riportato proposte di legge simili in una antica Roma, o in una lontana Civiltà Greca? Chiunque sentisse la necessità di trasgredire in quel modo si guardava bene dal rendere pubblica questa attitudine; sapeva benissimo che questo era un piacere fine a se stesso, anche prima dell’avvento della Societas Christiana.
Pier Paolo Pasolini nonostante le sue personali tendenze, si era apertamente schierato contro aborto, il decadimento culturale, e l’ideologizzazione della sessualitá. Il suo ultimo film “Saló o le 120 giornate di Sodoma”, descriveva il vero volto di lobby.Nel video potete vedere un matrimonio omosessuale di stampo satanico. Situazione lucidamente prevista in tempi in cui neanche se ne sarebbe mai parlato.(guarda il video)

E’ proprio il significato etimologico del termine “Matrimonio” che ha impedito ai nostri antenati qualsiasi equiparazione con la coppia composta da uomo-donna. matrimonium: mater, madre, emunus, compito, dovere; il matrimonium era, nel diritto romano, un “compito della madre”, per matrimonio si intendeva un legame che rendeva legittimi i figli nati dall’unione. Lo stato dovrebbe agevolare ed incentivare le famiglie vere in quanto sono produttrici di ricchezza: la prole; la forza lavoro.

cirinna11Comunque teniamo presente che non basta opporsi alle adozioni gay (anche se oggi questo e’ obiettivamente l’unico punto su cui ancora si riesce a far ragionare), bisogna opporsi anche alle unioni civili anche perché se passa la legge, anche senza le adozioni gay, sarà poi la magistratura a dire che se uno Stato riconosce un modello di famiglia alternativo non può poi negare ai partner gli stessi diritti degli sposati, cioè anche quello di avere dei figli.
Ma anche le coppie sterili (composte da uomo-donna) rappresentano una ricchezza in quanto svolgono un ruolo di compensazione. Oggi è in atto una vera e prorpria guerra nel rapporto uomo e donna, che si vogliono strumentalmente separati; senza alcun sentimento o affinità: è il piacere l’unico punto cardine del rapporto.
Che razza di uomo e donna hanno ridisegnato?
In un articolo intitolato Men – Design Your Perfect 10, Henry Macow ha descritto come a causa del lavaggio del cervello subito in gioventù si ritrovò a cercare il sesso al posto dell’amore, e come di conseguenza il suo matrimonio fosse naufragato. Il suo articolo (scritto nel 2001) descrive come questo lavaggio del cervello era di carattere omosessuale; parte dell’ingegneria sociale occulta è stata ideata per arruolare la società in un culto satanico e cabalistico (gli Illuminati).
“Egli è molto esigente circa il suo aspetto, la sua casa e le sue proprietà. Vuole più sesso possibile e sceglie le sue partner sessuali soprattutto in base alle apparenze. É molto concentrato su sé stesso e non vuole nessun coinvolgimento emotivo o assumersi alcun impegno. Pensa che una donna lo soffocherebbe e che i figli sarebbero un peso».
10987648_10206104487200449_1847887555474756967_nQuesto comportamento non assomiglia a quello di un omosessuale? Questo è anche l’ideale maschile propinato agli uomini dalla rivista Playboy fin dagli anni ’50. Alla fine del tempo, quando gli uomini apriranno la busta su cui è scritto: «Qual’è l’essenza della virilità»?, sospetto che troveranno questa risposta: «Prendersi cura delle donne e dei figli. Gli uomini si comportano come agenti di Dio, creando e sostenendo la nuova vita. La famiglia è l’unità cellulare della vita umana». Ma nel 1972, tre su quattro studenti universitari maschi idealizzavano la loro mascolinità partendo da Playboy, facendo così pagare un prezzo incalcolabile a sé stessi, alle donne, ai figli e alla società. La somiglianza tra Playboy e l’omosessuale ideale non è una coincidenza.(clicca qui)

11902331_164072620591684_7180905700746876832_n-copyPlayboy portò il suo messaggio di libertà sessuale al maschio americano che, negli anni ’50 e ’60, praticava ancora il sesso all’interno del matrimonio. Ma la libertà è ingannevole. Lo scopo di Playboy, lo scopo di tutti i pornografi, era di prendere all’amo gli uomini per mezzo di una sfavillante fantasia. Per fare questo, essi dovevano impedire all’uomo di trovare un vero appagamento nel matrimonio. La moralità eterosessuale pone il sesso nel contesto dell’amore e del matrimonio, i quali «umanizzano» l’appetito sessuale. Essa assicura che l’atto fisico più profondo e intimo tra due persone esprima un legame emotivo-spirituale commisurato.  Secondo la Reisman, «Playboy fu la prima rivista a sfruttare le paure degli uomini verso le donne e nei confronti degli impegni familiari. Playboy si offrì come un affidabile e confortevole sostituto dell’amore eterosessuale e monogamo» . In questo modo, «nemici giurati» come Playboy e le femministe trovarono un terreno comune nel loro odio per la sana eterosessualità espressa all’interno del nucleo familiare. A causa di questa rivoluzione (omo)sessuale, ora la società è colpita da continue epidemie di dissesti familiari, di pornografia, di impotenza, di abusi sessuali su minori, di violenza, ecc. Non è un caso che se una volta il sogno dell’uomo era quello di incontrare la donna giusta per metter su famiglia oggi spinto dalla “crisi economica” e dai valori perversi della società si ritrova a non essere più appagato da una sola partner- con la quale si unisce senza amore ma userà per il sesso-sperimentare così per trovarsi sempre maggiormente in un vortice di solitudine evuoto esistenziale, senza più romanticismo né amore, né spirito di sacrificio. La maggior parte dei gay ha da dieci a cento partner all’anno. In forma meno estrema, questo è il modello proposto anche agli eterosessuali. Non è forse il modello dell’amore omosessuale usa e getta? Non ha ragione Henry Macow a definire la pornografia “rivoluzione (omo)sessuale”?

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Nel 1973, i Rockefeller intimidirono l’American Psychological Association («Associazione Psicologica Americana»), obbligandola a proclamare che l’omosessualità è un comportamento normale. Insieme alle femministe (che credono che l’eterosessualità sia intrinsecamente oppressiva), i gay iniziarono a smantellare tutte le istituzioni eterosessuali: la virilità, la femminilità, il matrimonio, la famiglia, ecc. Usando il loro controllo esercitato dai media, i Rockefeller (i banchieri degli Illuminati) hanno influenzato pesantemente la nostra sensibilità culturale. Essi sono i responsabili dell’ossessione pornografica che pervade la televisione, i video musicali e Internet. Questo stato di sviluppo umano bloccato è una caratteristica degli omosessuali, i quali non riescono ad avere relazioni a lungo termine con il sesso opposto. Con le donne etero che si comportano come uomini e viceversa, con la tivù e le scuole che promuovono questi comportamenti, stiamo diventando tutti omosessuali.

img-_innerArt-_bro1_6Del resto se le lobbies miliardarie tra cui la Rockefeller Foundation si muovono in massa per finanziare abbondantemente questi due fenomeni un motivo ci sarà…e spero che sia noto a tutti, donne e uomini di quanto il femminismo- mi riferisco al femminismo della sfrenata libertà sessuale; il femminismo che tace davanti alla condizione della donna in medioriente; il femminismo che non interviene per denunciare l’infibulazione delle donne musulmane; il femmismo che non denuncia gli stupri di massa di Colonia; il femminismo che appoggia gli uteri in affitto- questo femminismo che ha gravemente danneggiato la donna stessa, portando un’ulteriore spaccatura tra i due sessi oltre a ridisegnare la figura maschile ormai svirilizzata, neutra. La donna “castratrice” creata a tavolino, ridotta ad un pezzo di carne da macello, sdradicata da quel nobile ruolo di regina della casa, angelo custode del marito e dei figli si ritrova pure lei a girare in questa dannata ruota per criceti, trovandosi spesso nella difficile condizione di mamma-moglie e lavoratrice allo stesso tempo; spesso portando su di sé il peso della famiglia; spesso perdendo la stima del marito “svirilizzato”, ormai una figura che non rappresenta più il pater familias,  cercando spesso di riempire quel vuoto esistenziale con silicone e boytoys. A ben vedere questo tipo di femmnismo non ha dato alla donna altro se non accollarsi non solo la sua condanna alla sofferenza: ossia“nel dolore metterai al mondo i tuoi figli e l’uomo ti dominerà”, ma anche la condanna impartita all’uomo “ col sudore della fronte ti guadagnerai da vivere”. Entrambe le figure sono ormai ambigue e vaghe: due esseri mascherati che non sanno più che ruolo giocare con l’altro sesso; impauriti come sono l’uno dall’altro, incapaci di capirsi, comunicare e perdonarsi.

urlIl che ne fa’ un’ancor più perfetta epitome dei “valori gender” che ci dominano: le donne coccolano i gay e vogliono uomini “neutri”, hanno svirilizzato non solo la cultura ma proprio i maschi europei, fino a renderli degli impotenti, degli eterni adolescenti-figli che fuggono le responsabilità, o dei masturbatori da video-porno; addomesticati e un po’ psichicamente castrati. Da che mondo è mondo il padre è la figura che protegge la famiglia dalle ostilità esterne. È colui che attraverso la propria esperienza guida il figlio nel mondo. Ecco come le società segrete con la strumetalizzazone dell’emancipazione femminile hanno reso l’Homo Aereopaeus per poter costruire una società donnesca, politicamente effemminata, priva della protezione maschile, dunque inerme.

12308700_436313683224771_98640686868757560_nDistanze che vengono ulteriormente marcate dal lancio del problema del femminicidio, cui signori della sovversisione gonfiano dati e statistiche per poter rendere chiaro il concetto di “uomo bestia” buono solo ad alzare violentemente le mani e qualcos’altro…Aggiungiamo il fatto che queste campagne hanno fra le loro testimonials alcune delle figure piu’ femminicide che siano mai esistite sulla faccia della terra come Louise Ciccone e Miley Cirus, due importantissime esponenti del porno-pop che hanno contribuito alla sovversione dei costumi e alla puttanizzazione della società.  Certo se lo dice la Ciccone che gli uomini sono pericolosi dovremmo darle ascolto, proprio lei, la castratrice per antonomasia, che ha avuto migliaia di uomini, abituata com’è ad accoppiarsi con uomini-fuchi che scompaiono dopo l’atto sessuale, pagati poi profumatamente per non rivendicare alcun diritto paterno sulla prole (vedi il caso di Carlos Leon, padre della sua primogenita Lourdes Maria).  
urlPer non parlare della Cyrus che si lamenta degli “animaleschi istinti degli uomini” beh, se gli struscia  il sedere nelle parti intime maschili, come ama fare nei suoi spettacoli non c’è da meravigliarsi se anche l’uomo castrato si imbestialisca sessualmente.  Che dire? testimonials più indicate i neocon non potevano proprio trovarle!
Allontanare l’uomo dalla donna per rendere ogni individuo più manipolabile depersonalizzando entrambe le figure. Una volta allontanati definitivamente i figli dalla figura materna e paterna, gli asili nido e le scuole diventano luoghi di manipolazione mentale (non è un caso se dal 1981 il plagio non costituisce più reato).Siamo già alla proposta di insegnare ai bambini dell’asilo la masturbazione. Per ottenere tale cambiamento è necessario plasmare la coscienza, livellando il popolo in un pensiero unico, eliminando i concetti di femmina e di maschio, madre e padre e, dunque, di famiglia. Aspirazioni poco originali, in quanto l’eliminazione della famiglia è una delle priorità dei fratelli massoni e del duo Marx-Engels.
12289655_413016682231037_8099170791122582972_nA differenza di qualunque animale e perfino della più bassa forma di vita sulla Terra, vi state facendo portar via il territorio senza reagire. E perché non capite che, se vi stanno già attaccando le donne dalle enormi masse di immigrati induriti da esperienze di guerra  con sanguinosi sbudellamenti di vicini di casa e parenti,   che vengono da società che è poco dire patriarcali, dove il maschio è tiranno e a femmina o va’ coperta da capo a piedi e accompagnata da parenti maschi, oppure viene “disciplinata” dallo stupro (con seguente lapidazione). Così, la Germania che riceveva 11 mila immigrai musulmani nel 2008, ne ha imbarcati mezzo milione nel 2014; nel 2015 la cifra si aggirerà sul milione. E nel 2016,se tanto ci dà tanto – 10 mila immigrati al giorno nelle ultime settimane del ’15 – farebbe, potenzialmente, 3,6 milioni di stranieri. 
Vengano tutti, aveva detto la Merkel. il volto maschio dell'europaLavoreranno alla Volkswagen,   disciplinati ed addestrati come cani da circo, e terranno le mani a posto; e l’erezione sotto controllo. (clicca qui)i violentatori islamici non hanno fatto che obbedire a quel che la loro “cultura” suggerisce a giovani maschi robusti, senza mogli, in terra di conquista e di infedeli, dove le donne si scoprono e sono prede, in un paese che disprezzano e deridono proprio perché li paga, veste e nutre in base ad una ideologia dell’accoglienza che non possono non deridere.
(clicca qui) Un fenomeno quello dell’immigrazione che collide col femminismo che stiamo pur certi sfuggirà di mano ai mondialisti che non riusciranno a far entrare nei ranghi l’uomo mediorietale: gli stupri di Colonia (ma anche degli altri di cui non se ne parla) dovrebbero far riflettere pidioti e progressisti. 

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Gli uomini musulmani, ancor oggi antropologicamente diversi degli uomini occidentali, sono convinti che conquisteranno l’Occidente, anche quelli fra loro che non sono jihadisti o estremisti. Gliel’ho sentito dire molte ai musulmani: “Conquisteremo l’Europa con la fede e con la fecondità”. Professare la fede per loro è il principio essenziale della vita, nessuno che appartenga a una religione può astenersene. quando vengono in Europa e vedono le chiese vuote, e constatano l’incredulità degli europei, immediatamente pensano che loro riempiranno quel vuoto culturale. Poi c’è la questione della natalità: per i musulmani il fatto che il matrimonio sia un’istituzione divina significa che la volontà di Dio è la procreazione. Ricordiamoci che il tasso di natalità dei musulmani si aggira intorno all’8,1 contro l’1,4 dei popoli europei, quindi non fanno male i loro calcoli e possiedono già in Germania e Inghilterra i tribunali islamici.

A voi bambolotti lisciati e pettinati, asessuati, metrosexual o sapiosexual, vi toccherà combattere come gli uomini di una volta e temo non vi piacerà, mi riferisco agli omosessuali e omosessualisti, in un mondo che cade a pezzi, con i saraceni alle porte che non aspettano altro che di lapidarvi o gettarvi dall’alto delle torri.
Ma chi cerca di spiegare che si sta tirando troppo la corda è oscurantista, cattolico reazionario, omofobo.Non durerà molto questa società castrata e robotizzata, priva di legami, di sentimenti, tassata fino al midollo, ipnotizzata e plagiata all’inverosimile che non ha più nemmeno il tempo per fermarsi e riflettere! Peccato che ci si sveglierà quando sarà troppo tardi e si comincerà a riflettere che il medioevo forse non era così malvagio!
-Floriana Castro-
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sabato 29 dicembre 2012

famiglia

Poche idee, molti insulti. Una riflessione sui discorsi di odio


IL FUTURO DELL'UMANITÀ
E' NELLE MANI DELLE FAMIGLIE CRISTIANE
(di Davide Greco su www.nocristianofobia.org)
Per vedere una cosa bisogna capirla. Così Borges in un racconto del suo Libro di Sabbia del 1975.

La frase apparentemente può sembrare un errore. Chiunque direbbe il contrario: per capire una cosa, prima devo vederla, altrimenti come si fa a sapere di cosa si tratta?
Invece Borges giocava sulla nostra logica, sul nostro modo di conoscere, portato a non osservare ciò che non capisce. Per riconoscere una cosa, e dunque per vederla, è necessario prima comprenderla. Altrimenti potrà passarci sotto gli occhi per una vita, senza avere mai la possibilità di notarla.

AscoltoCosì è per la Cristianofobia. Bisogna prima capirla, altrimenti sfugge. Soprattutto in Occidente, dove quando si parla di “cristianità” sembra di farlo all’interno di un altro dibattito, del tutto differente, basato su molteplici temi diversi (laicità, bioetica, gender, ecc.). Tanto che spesso vien da chiedersi: ma è possibile che i cattolici non sappiano mai farsi i fatti propri? Possibile che tirino fuori così tanti “valori non negoziabili”? Eppure, basta allungare per un secondo lo sguardo e si noterà che tutti questi temi finiscono per opporsi continuamente al cristianesimo, ai suoi valori, ai suoi simboli, alla sua struttura, in un eterno batti e ribatti sempre sugli stessi punti. E non potrebbe essere altrimenti. Si tratta di questioni solo in apparenza diverse, ma che vogliono tutte debellare la dimensione religiosa dalla vita pubblica, dalle questioni mediche e dal diritto, dall’uomo stesso.
Va da sé che senza il fastidioso punzecchiare della Chiesa sarebbe molto più semplice scardinare il nucleo più profondo della società: la famiglia. Con la vittoria del relativismo e della sua dittatura, l’uomo sarebbe sempre più debole e più manipolabile. E si può solo fantasticare su quello che può succedere ad un popolo disunito, privo di valori condivisi, privo di legami forti.
Molti, solo per il fatto che per il momento non c’è una persecuzione violenta o non ci sono ancora dei morti, stentano persino ad immaginare che ci sia una Cristianofobia in Occidente. Eppure si è già formato il contesto da tanti anni.

Già il 1 gennaio 2011, Benedetto XVI sottolineava questo doppio aspetto. “Risulta doloroso,” scriveva“constatare che in alcune regioni del mondo non è possibile professare ed esprimere liberamente la propria religione, se non a rischio della vita e della libertà personale”.Poi, con riferimento a situazioni più vicine alle nostre: “In altre regioni vi sono forme più silenziose e sofisticate di pregiudizio e di opposizione verso i credenti e i simboli religiosi”.
Noi di Cristianofobia.org siamo partiti da queste forme silenziose e sofisticate. Una volta inquadrate, però, non sono più sembrate né tanto silenti, né tanto separate. Anzi.
Abbiamo inaugurato pubblicamente questo sito l’8 dicembre 2012. Eppure in pochissimo tempo, ed è questa la cosa più drammatica, siamo riusciti a raccogliere oltre un centinaio di riferimenti alla cristianofobia. In Italia, in Europa, nel Mondo. Ed è bastato solo cercare ciò che già c’è, sotto gli occhi di tutti, senza inventare nulla di nuovo o produrre chissà quali materiali.

Tuttavia c’è qualcosa che non ha niente a che vedere con la sofisticazione. Qualcosa che si esprime in maniera evidente. Si tratta dei discorsi di incitamento all’odio (hate speech). Dopo la pubblicazione del discorso in occasione della 46° Giornata Mondiale della Pace, Benedetto XVI è stato letteralmente bersagliato da critiche e aspri commenti. In parte motivati da un’errata comprensione del suo messaggio, in parte con la piena consapevolezza di ciò che si stava dicendo.
I blog si sono scatenati. Commentini e commentacci più o meno disturbanti si sono alternati a toni di divertito disprezzo. Ne abbiamo pubblicati e tradotti alcuni provenienti dal sito “Towleroad”, in questo articolo. Ma è possibile trovare post simili un po’ ovunque anche in Italia. Su questo sito, peraltro sempre ben informato, la comunità non esita a raggiungere modalità simili a Towleroad, e senza che nessun moderatore intervenga. Triste risultato, in cui a perderci sono un po’ tutti.
L’invito sarebbe quello di moderare i toni e considerare con maggiore rispetto almeno il livello della discussione di Benedetto XVI. Giusto per non sembrare dei selvaggi con una linguaggio da crocicchio, ma persone che hanno delle motivazioni da esprimere oltre all’insulto.
C’è da chiedersi, come sempre, cosa sarebbe successo se questi vituperi fossero stati rivolti verso altre comunità religiose o verso gruppi gay.
Lo chiediamo, col tono più conciliante possibile, ma crediamo anche nella sempre più ampia cittadinanza di quello che Mark Massa definisce “The Last Acceptable Prejudice”, l’ultimo pregiudizio accettabile: quello verso il cattolicesimo.
Perché se non sono discorsi di odio quelli che si possono leggere su Towleroad, allora nessuno di noi è in grado di dire cosa siano gli hate speech.
In ogni caso, proviamoci. L’OSCE ha dato in questi anni alcune definizioni:
«Ci sono leggi che criminalizzano un discorso a causa del contenuto particolare di questo discorso. I termini della proibizione differiscono ampiamente: in alcune giurisdizioni è penalmente perseguibile il discorso che incita all’odio o che insulta determinati gruppi. Altre proibizioni comuni riguardano i discorsi che denigrano l’onore o la dignità di una persona o di una nazione. Ci possono anche essere limitazioni su specifici soggetti storici, il più noto dei quali sono le leggi che proibiscono la negazione dell’Olocausto o la glorificazione dell’ideologia Nazista. Questa categoria di regolamentazione del linguaggio è definita come discorso di odio». [...]
«Per esempio, un concerto rock, che si caratterizza per canzoni che inneggiano ad un fascismo violento o all’Olocausto, dovrebbe essere considerato “hate speech” e in qualche Stato sarebbe un crimine, ma non è un crimine di odio perché non ha delle basi esplicitamente offensive. Il primo fondamentale elemento del crimine di odio è la sua assenza».
[OSCE, Hate Crime Laws. A Practical Guide, Osce Odihr, Warsaw, 2009, p. 25].
In un altro testo, l’OSCE fornisce ulteriori dettagli:
«L’articolo 19 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR) stabilisce il diritto di ognuno ad avere opinioni senza interferenze e nel pieno della libertà di espressione. Tuttavia, l’articolo 20 dello stesso ICCPR dice che “qualsiasi sostegno all’odio nazionale, razziale o religioso che costituisca incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza deve essere vietato dalla legge”. L’articolo 4 della Convenzione Internazionale per l’Eliminazione di tutte le forme di Discriminazione Razziale (CERD) richiede anche agli Stati di vietare certe forme di discorso che sostengono la discriminazione razziale».
[OSCE, Preventing and responding to hate crimes, Osce Odihr, Warsaw, 2009, pp. 53-54].
Non sono definizioni precisissime, ma il senso è chiaro. Attenzione a non oltrepassare di troppo la misura. Perché un conto è avere un’opinione e poterla esprimere e un altro è gettare palate di fango su un’istituzione solo per il gusto di farlo.
E anche se la stessa OSCE definisce ancora controversa la materia sui discorsi di odio e comunque non ugualmente interpretata nei vari Stati (tutti stanno attenti a non cadere nel pericoloso divieto opposto), c’è sempre un punto in cui tutti si capiscono.
Qui non si sta parlando di messaggi sofisticati, sfumati che, se tolti dal loro contesto, finiscono per avere significati diversi. No, qui si tratta di insulti, maledizioni, auguri di morte, diffamazione.
Ed è su queste esagerazioni che Cristianofobia.org desidera almeno togliere l’anonimato.
Un intento operativo che vuole essere anche in accordo con quanto detto da Benedetto XVI nel discorso del 21 dicembre scorso alla Curia. Nel tradizionale incontro prima di Natale, come ha giustamente fatto notare il Corriere della Sera, il Papa parla di “lotta” per ben quattro volte: «per la famiglia», «per l’uomo», «etica», «per il giusto modo di essere persona umana».
Un appello che vogliamo cogliere senza sparacchiare giudizi sommari, ma con l’impegno costante di raccolta di informazioni (e di punti di vista).
Come diceva Georges Duby in San Bernardo e l’arte cistercense, a proposito del lavoro continuo per la bonifica della terra intorno al monastero: “La costruzione esordisce dunque con quei gesti molto umili, molto umilianti, estenuanti, dai quali viene dominata la vegetazione primitiva [...] Preliminari, questi lavori lo sono nel senso che rafforzando, purificando coloro che li compiono, li avviano a concepire più forti e più pure le forme dell’edificio di pietra” [113-114].
***
Molti di quelli che ci leggono e che ci seguono condividono il nostro approccio. Altri non lo condividono affatto ma è comunque importante che ci siano, per fornire quel punto di vista “totalmente altro” utile in ogni dialogo.
Con questo articolo desidero innanzitutto ringraziare chi ci ha seguito sin dall’inizio, credendo nel nostro progetto. Ma anche chi ci ha dato consigli, chi ci seguirà, chi non è d’accordo e chi ancora ci ha fornito del materiale.
Ed è a tutti voi che, personalmente e a nome della redazione, desidero fare i miei più sinceri auguri di cuore per un sereno 2013. (di Davide Greco su www.nocristianofobia.org)

venerdì 5 ottobre 2012

eutanasia

I Radicali cercano malati. Per ammazzarli

di Marco Mancini 

“Cerchiamo malati terminali per ruolo da attore protagonista”. Ecco la frase chiave dell’ultimo spot prodotto dall’associazione radicale Luca Coscioni per la sua campagna a favore della legalizzazione dell’eutanasia. Cari malati terminali, accorrete, partecipate alla nostra battaglia, anzi – come viene detto nella frase successiva con (involontaria?) macabra ironia, “fatevi vivi”. Che ad ammazzarvi ci pensiamo noi. E nel mucchio, sotto la categoria “malati terminali”, finiscono un po’ tutti, senza nessuna distinzione tra le variegate situazioni che rendono delicatissima e intricata questa materia. Qui si taglia tutto con l’accetta: uccideteli tutti, Dio (anzi, Pannella) riconoscerà i suoi. 

(per chi avesse lo stomaco forte, sorbitevi pure il filmatino sotto ...)


Del resto, scrive il giornalista del “Corriere” imbeccato da Cappato, in Italia “c’è poca informazione sul fine-vita”. Siamo perfettamente d’accordo. Sarà per questo che si fa ancora confusione tra rifiuto dell’accanimento terapeutico e eutanasia. Sarà per questo che il filosofo Giovanni Reale, sedicente cattolico, mostrò di fare fatica a comprendere la differenza tra “lasciar morire” (let die), scelta legittima e umana se compiuta in una situazione ormai senza speranza, come nei casi di Giovanni Paolo II e del cardinal Martini, e “far morire” (make die), opzione che consiste invece nel compiere un gesto – somministrare un’iniezione letale o staccare un respiratore – volto a causare, direttamente o indirettamente, la morte della persona.

L’ignoranza, dunque, regna sovrana. A volte, più che ignoranza si tratta di malafede. Non so di cosa si trattasse nel caso del giudice che prosciolse il medico di Piergiorgio Welby, con la motivazione che accogliendo la richiesta del paziente e agendo deliberatamente per provocarne la morte egli aveva adempiuto un dovere (ed era per questo non punibile, ai sensi dell’art. 51 del codice penale) e non invece – come suggeriscono la logica, il buon senso, il giuramento di Ippocrate e il precedente iter legale che aveva respinto le richieste di Welby – violato l’art. 579 dello stesso codice, che punisce chiunque “cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui”, cioè chiunque si macchi dell’omicidio del consenziente. Figuriamoci, dunque, se qualcuno si azzarderà a perseguire gli autori del nuovo spot radicale per istigazione al suicidio o apologia di reato: del resto, da non giurista mi rendo conto che magari in questo caso non ci sarebbero gli estremi.

Forse per questo, per evitare a qualche altro magistrato l’imbarazzo di dover raccontare bestialità e scavare la fossa persino al diritto positivo, i radicali hanno deciso di uscire dall’ipocrisia. Non si tratta più di concionare in maniera subdola sull’accanimento terapeutico o sul diritto di rifiutare un trattamento sanitario, legittimando le proprie pretese con l’art. 32 della Costituzione e dando spazio alle capziose interpretazioni di qualche giudice. Ora si chiede, puramente e semplicemente, la legalizzazione dell’eutanasia. In realtà loro, avanguardia rivoluzionaria di pochi eletti, lo fanno da sempre, ma – come in ogni gnosi che si rispetti – il popolino va trattato con cautela e così hanno fatto fino ad ora i megafoni del pensiero unico dominante. Adesso, dopo anni di strisciante propaganda, esso è quasi pronto ad accogliere la lieta novella.

La posta in gioco, una volta tanto, è molto chiara. Si tratta, come hacommentato l’on. Roccella, del confronto tra chi vuole aiutare a vivere e chi a morire. Noi sappiamo da che parte stare: ce lo indicano la fede, il diritto naturale, un qualche senso di umanità.

(per chi avesse lo stomaco forte, sorbitevi pure il filmatino...)



http://www.campariedemaistre.com/2012/10/i-radicali-cercano-malati-per-ammazzarli.html