mercoledì 22 maggio 2013

tempora di Pentecoste

Da amantem, et sentit quod dico
Feria Quarta Quattuor Temporum Pentecostes

Mercoledì delle tempora di Pentecoste


Lectio sancti Evangelii secundum Ioannem. 6:44-52
In illo tempore: Dixit Iesus turbis Iudaeorum: Nemo potest venire ad me, nisi Pater, qui misit me, traxerit eum. Et reliqua.

Homilia sancti Augustini Episcopi.
Tract 26 in Ioann post init
Noli cogitare te invitum trahi: trahitur animus et amore. Nec timere debemus, ne ab hominibus, qui verba perpendunt, et a rebus maxime divinis intelligendis longe remoti sunt, in hoc Scripturarum sanctarum evangelico verbo forsitan reprehendamur, et dicatur nobis: Quomodo voluntate credo, si trahor? Ego dico: Parum est voluntate: etiam voluptate traheris. Quid est, trahi voluptate? Delectare in Domino: et dabit tibi petitiones cordis tui. Est quaedam voluptas cordis, cui panis dulcis est ille caelestis. Porro si poetae dicere licuit: Trahit sua quemque voluptas: non necessitas, sed voluptas; non obligatio, sed delectatio: quanto fortius nos dicere debemus, trahi hominem ad Christum, qui delectatur veritate, delectatur beatitudine, delectatur iustitia, delectatur sempiterna vita, quod totum Christus est? An vero habent corporis sensus voluptates suas, et animus deseritur a voluptatibus suis? Si animus non habet voluptates suas, unde dicitur: Filii autem hominum sub tegmine alarum tuarum sperabunt: inebriabuntur ab ubertate domus tuae, et torrente voluptatis tuae potabis eos. Quoniam apud te est fons vitae: et in lumine tuo videbimus lumen?

Da amantem, et sentit quod dico: da desiderantem, da esurientem, da in ista solitudine peregrinantem, atque sitientem, et fontem aeternae patriae suspirantem: da talem, et scit quid dicam. Si autem frigido loquor, nescit, quid loquor. Tales erant isti, qui invicem murmurabant. Pater, inquit, quem traxerit, venit ad me. Quid est autem, Pater quem traxerit, cum ipse Christus trahat? Quare voluit dicere, Pater quem traxerit? Si trahendi sumus, ab illo trahamur, cui dicit quaedam, quae diligit: Post odorem unguentorum tuorum curremus. Sed quid intelligi voluit, advertamus fratres, et quantum possumus, capiamus. Trahit Pater ad Filium eos, qui propterea credunt in Filium, quia eum cogitant Patrem habere Deum. Deus enim Pater aequalem sibi genuit Filium: et qui cogitat, atque in fide sua sentit et ruminat, aequalem esse Patri eum in quem credit, ipsum trahit Pater ad Filium.

Arius credidit creaturam, non eum traxit Pater: quia non considerat Patrem, qui Filium non credit aequalem. Quid dicis, o Ari? quid dicis haeretice? quid loqueris? Quid est Christus? Non, inquit, Deus verus, sed quem fecit Deus verus. Non te traxit Pater: non enim intellexisti Patrem, cuius Filium negas. Aliud cogitas, non est ipse Filius: nec a Patre traheris, nec ad Filium traheris. Aliud est enim Filius, aliud quod tu dicis. Photinus dicit: Homo solum est Christus, non est et Deus. Qui sic credit, non Pater eum traxit. Quem traxit Pater? Illum qui dicit: Tu es Christus Filius Dei vivi. Ramum viridem ostendis ovi, et trahis illam. Nuces puero demonstrantur, et trahitur: et quod currit, trahitur, amando trahitur, sine laesione corporis trahitur, cordis vinculo trahitur. Si ergo ista, quae inter delicias et voluptates terrenas revelantur amantibus, trahunt, quoniam verum est, Trahit sua quemque voluptas: non trahit revelatus Christus a Patre? Quid enim fortius desiderat anima, quam veritatem?

martedì 21 maggio 2013

s. Rita - 2 formulari di s. Messa

22 MAGGIO
SANTA RITA DA CASCIA




ANTIFONA D’INGRESSO
Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo, alleluia. Gal 6 14

Oppure: Dóminus pars hereditátis meæ et cálicis mei:
               tu es qui restítues hereditátem meam mihi...

COLLETTA
Padre celeste, tu che hai concesso a santa Rita di partecipare alla passione di Cristo, dà a noi la grazia e la forza di saper sopportare le nostre sofferenze, perché possiamo partecipare più intimamente al mistero pasquale del tuo Figlio. Egli è Dio,

Oppure:    Largíre nobis, quæsumus, Dómine, sapiéntiam crucis et fortitúdinem quibus beátam Ritam ditare dignátus es, ut, in tribulatióne cum Christo patiéntes, pascháli eius mystério intímius participáre valeámus. Qui tecum.

PRIMA LETTURA    Dal libro dei Proverbi                                                               2, 1-15
Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti, tendendo il tuo orecchio alla sapienza, inclinando il tuo cuore alla prudenza, se appunto invocherai l’intelligenza e chiamerai la saggezza, se la ricercherai come l’argento e per essa scaverai come per i tesori, allora comprenderai il timore del Signore e troverai la scienza di Dio, perché il Signore dà la sapienza, dalla sua bocca esce scienza e prudenza. Egli riserva ai giusti la sua protezione, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine, vegliando sui sentieri della giustizia e custodendo le vie dei suoi amici. Allora comprenderai l’equità e la giustizia, la rettitudine con tutte le vie del bene, perché la sapienza entrerà nel tuo cuore e la scienza delizierà il tuo animo. La riflessione ti custodirà e l’intelligenza veglierà su di te, per salvarti dalla via del male, dall’uomo che parla di propositi perversi, da coloro che abbandonano i retti sentieri per camminare nelle vie delle tenebre, che godono nel fare il male, gioiscono dei loro propositi perversi; i cui sentieri sono tortuosi e le cui strade sono oblique. Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE  Ps 26
Rit.  Spera nel Signore, sii forte.

Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore?

Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia.

Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore, ed ammirare il suo santuario.

Egli mi offre un luogo di rifugio nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora, mi solleva sulla rupe.

Mostrami, Signore, la tua via, guidami sul retto cammino, a causa dei miei nemici.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

SECONDA LETTURA    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani   12, 9-21
Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male.
Fratelli, la carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda.
Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell’ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi.
Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti.
Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all’ira divina. Sta scritto infatti: “A me la vendetta, sono io che ricambierò “, dice il Signore. Al contrario “se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo “. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male. Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                                                                                             Gv 4, 16
Alleluia, alleluia. Dio è amore;
chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui. Alleluia.

VANGELO
Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi, rimanete nel mio amore.
+ Dal vangelo secondo Giovanni 15, 1-14
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE Signore, per intercessione di santa Rita, trafiggi i nostri cuori con la spina di un salutare dolore, perché, liberati per tua grazia da tutti i peccati possiamo offrirti, con cuore puro, il sacrificio di lode. Per Cristo nostro Signore.

Oppure:     Clementíssime Deus, qui, vétere hómine consúmpto, novum secúndum te in beátæ Ritæ creáre dignátus es, concéde propítius, ut nos páriter renováti hanc placatiónis hóstiam tibi acceptábilem offerámus. Per Christum.

PREFAZIO
   È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo a te,
Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
   Nella tua bontà ci hai dato in santa Rita
un singolare esempio di amore a te
e, in te e per te, a tutta l’umanità.
   La sua forza vitale era l’amore
e da questa venne sempre guidata
nei vari stati della sua vita,
meditando assiduamente la Passione del Figlio tuo.
   Divenuta esempio di sacrificio e di carità,
sperimentò con pienezza
l’esigenza sublime dell’amore
che per la via della croce
conduce gli uomini alla vera gioia
e alla luce della risurrezione.
   E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo, ...

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Chi rimane in me e io in lui,
porta molto frutto. Gv 15, 5
                                      
ORAZIONE DOPO LA COMUNIONE      Fortificati dal pane celeste, ti preghiamo, Signore, che sull’esempio di santa Rita, portiamo in noi i segni del tuo amore e della tua Passione e godiamo il frutto di una pace duratura.  Per Cristo nostro Signore.




Messa in onore di Santa Rita sposa, madre e vedova

ANTIFONA D'INGRESSO (Cfr. Prov 31.17-18; Salmo 45,6)
Questa è la donna perfetta, rivestita della forza di Dio: nella notte non si spegne
la sua lucerna. Dio la sostiene con la luce del suo volto: non potrà vacillare.

COLLETTA    O Dio, che nel grande mistero del tuo amore benedici la famiglia con il sacramento del matrimonio e chiami alcuni tuoi figli sulla via della perfezione evangelica, per l'intercessione di santa Rita, concedi amore e fedeltà alle nostre famiglie e perseveranza nel santo proposito a coloro che sono a te consacrati. Per il nostro Signore...  

PRIMA LETTURA
Elogio della donna che teme il Signore.
Dal libro dei Proverbi (31,10-13.20.26-31)
Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. Essa gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero. Apre la bocca con saggezza e sulla sua lingua c'è dottrina di bontà. Sorveglia l'andamento della casa; il pane che mangia non è frutto di pigrizia. I suoi figli sorgono a proclamarla beata e suo marito a farne l'elogio: «Molte figlie hanno compiuto cose eccellenti, ma tu le hai superate tutte!». Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città. Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 127)
Rit. Vita e benedizione sulla casa che teme il Signore.

Beato l'uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai d'ogni bene.

La tua sposa come vite feconda nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l'uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita.

SECONDA LETTURA
La vita familiare, come tutta la vita cristiana, ha a fondamento Cristo, capo del corpo che trae vita da lui.
Dalla lettera di san Paolo Apostolo ai Colossesi  (3,12-21)
Fratelli, rivestitevi, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti. La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto sì compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre. Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore. Voi, mariti, amate le vostre mogli e non inaspritevi con esse. Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino. Parola di Dio.

Alleluia, alleluia.
La pace di Cristo regni nei vostri cuori;
la parola di Cristo dimori tra voi con abbondanza. Alleluia.

+  Dal Vangelo secondo Matteo  (7,21-28)
In quel tempo Gesù disse: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome, cacciato demoni e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. Però chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi. Parola del Signore.

SULLE OFFERTE
Accetta, Signore, le offerte che ti presentiamo e, mentre le trasformi nel Corpo e Sangue del tuo Figlio, per l'intercessione e l'esempio di santa Rita, trasforma anche noi in espressione vivente della tua bontà e del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore. Nella tua bontà ci hai dato in santa Rita un singolare esempio di amore a te e, in te e per te, a tutta l’umanità. La sua forza vitale era l’amore e da questa venne sempre guidata nei vari stati della sua vita, meditando assiduamente la Passione del Figlio tuo. Divenuta esempio di sacrificio e di carità, sperimentò con pienezza l’esigenza sublime dell’amore che per la via della croce conduce gli uomini alla vera gioia e alla luce della risurrezione. E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo, …

ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Prov 24,3 4)
Con la sapienza si costruisce la casa e con la prudenza la si rende salda;
con la scienza si riempiono le sue stanze di tutti i beni preziosi e deliziosi.

DOPO LA COMUNIONE       O Signore, che ci hai accolti alla tua mensa e ci hai saziati col Corpo e Sangue del tuo Figlio, cibo e bevanda di vita eterna, donaci un cuore sempre più grande e generoso, perché, per l'intercessione e sull'esempio di santa Rita, le nostre case si aprano, nel segno della bontà e della pace, a Cristo presente nei fratelli. Per lo stesso Gesù Cristo nostro Signore.

lunedì 20 maggio 2013

Pellegrinaggio della Tradizione

Il Vescovo di Versailles officia la solenne Santa Messa Pontificale, con l' assistenza del Vescovo di Chartres, che chiude il XXXI Pellegrinaggio Tradizionale di Pentecoste Parigi-Chartres

 








Come da ormai oltre tre decenni (per la cronaca del 2011 si veda qui; per la cronaca del 2012 si veda qui), dal 18 al 20 maggio 2013 si è svolta la 31ma edizione del Pellegrinaggio di Pentecoste, che come vuole la tradizione ripresa da Charles Péguy (1873-1914) – riattivata, nel 1983, nello spirito dei fratelli Henri (1883-1975) e André Charlier (1895-1971) –, accompagna i pellegrini a piedi, dalla cattedrale Notre-Dame di Parigi alla cattedrale Notre-Dame di Chartres, per un totale di circa cento chilometri. A organizzare questo imponente pellegrinaggio è l'associazione Notre-Dame de Chrétienté, secondo una carta fondativa che vuole questa iniziativa – d'impronta mariana e liturgicamente vincolata alla forma extraordinaria del Rito romano – posta sotto l'egida del motto Tradizione - Cristianità - Missione.
Quest’anno il tema del pellegrinaggio è stato Educazione cammino di santità, che dopo i temi della difesa della vita e della famiglia – al centro dei pellegrinaggi del 2011 e 2012 –, rappresenta il terzo dei punti non negoziabili sui quali il Magistero pontificio è tornato a più riprese. Sono stati circa 15.000 i pellegrini che durante le scorse giornate hanno marciato e pregato (perlopiù sotto la pioggia), così realizzando un’avventura umana e spirituale, accompagnati da centinaia di sacerdoti e religiosi. Fra costoro, come da tradizione, una rappresentanza del monastero benedettino Sainte-Madeleine di Le Barroux: rimane celebre l’omelia pronunciata a Chartres nel 1985, in conclusione di quell’edizione del pellegrinaggio, da Dom Gérard Calvet O.S.B. (1927-2008), fondatore e primo abate di Le Barroux, alla cui lettura e meditazione ancora oggi rimandiamo. Così pure, volentieri rimandiamo alla lettura dell'omelia pronunciata nel 2005 dall'attuale abate di Le Barroux, Dom Louis-Marie Geyer d'Orth O.S.B., il quale ha chiuso quest'anno l'uscita processionale dalla cattedrale di Chartres al termine della Messa – celebrata da S.E. mons. Eric Aumonier, vescovo di Versailles –, com'è possibile vedere nel breve video che segue.

san bernardino da siena

20 maggio
SAN BERNARDINO DA SIENA 
sacerdote




Bernardino degli Albizzeschi, nato a Massa Marittima nel 1380, compì gli studi umanistici a Siena, dandosi poi con passione allo studio della Sacra Scrittura.
A ventidue anni lasciò le agiatezze della sua famiglia per entrare nell'Ordine dei Minori. Divenuto sacerdote, gli venne affidato, per la sua cultura ed eloquenza, il ministero della predicazione. Percorse in un primo tempo la Toscana e poi tutta l'Italia, an­nunciando con grande successo la parola di Dio. La sua elo­quenza semplice e incisiva attirava le folle, risvegliava la pratica religiosa, conciliava le fazioni, suggeriva riforme. Propagò con slancio la devozione al SS. Nome di Gesù e ne in­culcò la venerazione alle moltitudini. Per rendere più efficace la sua parola, faceva scolpire o dipingere su tavolette e formelle dì svariata materia il monogramma del nome di Gesù «JHS», cir­condato da raggi a guisa di sole.
Impresse anche un nuovo spirito di riforma nell'Ordine france­scano. Tanta attività apostolica gli fece preferire sempre il chiostro all'Episcopio, anche se l'Ordine lo volle, e lo ricorda così, tra i più grandi Vicari di ogni tempo. Di lui ci restano molte opere, tra cui i “Sermones” in latino e le «Prediche» in volgare. Morì a L'Aquila il 20 maggio 1444, ed è ivi sepolto nella basilica omonima.

ANTIFONA D'INGRESSO
Nel Nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi sei cieli, sulla terra e sotto terra;
e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore,
a gloria di Dio Padre.

COLLETTA
O Dio, che hai donato al tuo sacerdote san Bernardino da Siena un singolare amore per il Nome di Gesù, imprimi anche nei nostri cuori, con il fuoco dello Spirito, questo sigillo della tua carità. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure dal proprio della diocesi di Siena
O Dio, che hai donato al tuo sacerdote san Bernardino da Siena un singolare amore per il nome di Gesù, imprimi anche nei nostri cuori, con il fuoco dello Spirito, questo sigillo della tua carità. Per il nostro Signore

PRIMA LETTURA At 4,8-12
In nessun altro c'è salvezza.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro, pieno di Spirito Santo, disse: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo in­terrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute, la cosa sia no­ta a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel Nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. Questo Gesù è "la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo". In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati». Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE dal Sal 144
Rit. Le mie labbra lodino il nome del Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome
in eterno e per sempre.    Rit.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
la sua grandezza non si può misurare.
Una generazione narra all'altra le tue opere,
annunzia le tue meraviglie.    Rit.

Proclamano lo splendore della tua gloria
e raccontano i tuoi prodigi.
Dicono la stupenda tua potenza
e parlano della tua grandezza.    Rit.
Dove si celebra la solennità

SECONDA LETTURA
E’ piaciuto a Dio dì salvare i credenti con la stoltezza della predicazione.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 1, 18-25
Fratelli la parola della croce è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti: «Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l'intelligenza degli intelligenti».
Dov'è il sapiente? Dov'è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? Poiché, infatti nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza noi predichiamo Cristo crocifisso scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
In te, o Signore, si allieteranno quanti amano il tuo nome. Tu benedici il giusto. Alleluia.

VANGELO
Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò.
+ Dal vangelo secondo Giovanni 14. 12-21
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome io la farò. Se mi amate osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatorc perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi Io conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani ritornerò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore.


SULLE OFFERTE  L'offerta che ti presentiamo, Signore, purifichi i nostri cuori, e ci ottenga, per intercessione di san Bernardino, la venerazione e l'amore verso il tuo santo Nome. Per Cristo...

Oppure:   Accogli, Signore, i nostri doni nel ricordo di san Bernardino, e fa che il sacrificio eucaristico che proclama la tua gloria ci ottenga salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio dei pastori     È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza,  lodarti e ringraziarti sempre, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore. Tu doni alla tua Chiesa la gioia di celebrare la festa di san Bernardino da Siena. Con i suoi esempi la rafforzi, con i suoi insegnamenti l'ammaestri, con la sua intercessione la proteggi. Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime, cantiamo l'inno della tua lode: Santo, Santo, Santo,…

Oppure dei Santi Religiosi:    E’ veramente cosa buona e giusta, renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli hanno consacrato la vita a Cristo tuo Figlio, noi celebriamo, o Padre, l'iniziativa mirabile del tuo amore, poiché tu riporti l'uomo alla santità della sua prima origine e gli fai pregustare i doni che a lui prepari nel mondo rinnovato. Per questo segno della tua bontà, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l'inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo,…

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Padre, ho fatto conoscere il tuo Nome agli uomini: consacrali nella verità.

Oppure: Mt 28. 20 «Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo». Alleluia.

DOPO LA COMUNIONE     Il pegno della gloria che abbiamo ricevuto, Signore, ci fortifichi e ci protegga, perché, riuniti qui in terra nella lode del Nome di Gesù, possiamo trionfare in cielo in­sieme con lui. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Oppure:     La comunione alla tua mensa, o Signore, ci disponga alla gioia dell'eterno convito, che san Bernardino ha meritato come fedele dispensatore dei tuoi misteri. Per Cristo nostro Signore.

UFFICIO DELLE LETTURE

seconda lettura
Dai «Discorsi» di san Ber­nardino da Siena, sacer­dote (Disc. 49, sul glorioso nome di Gesù Cristo, cap. 2; Opera omnia, 4, 505-506)
II nome di Gesù, splendo­re dei predicatori
II nome di Gesù è la luce i dei predicatori perché il-', lumina di splendore l'an-i nunzio e l'ascolto della sua parola. Donde credi si sia diffusa in tutto il mon­do una luce di fede così grande, repentina e arden­te, se non perché fu predi­cato Gesù? Non ci ha Dio «chiamati alla sua ammi­rabile luce» (I Pt 2,9) con la luce e il sapore di que­sto nome? Ha ragione l'A­postolo di dire a coloro che sono stati illuminati e in questa luce vedono la luce: «Se un tempo erava­te tenebre, ora siete luce nel Signore: comportatevi perciò come figli della lu­ce» (Ef 5,8).
Perciò si deve annunziare questo nome perché
risplenda, non tenerlo na­scosto. E tuttavia nella predicazione non lo si de­ve proclamare con un cuo­re vile o con una bocca profanata, ma lo si deve custodire e diffondere co­me da un vaso prezioso.
Per questo il Signore di­ce dell'Apostolo: Egli è per me un vaso eletto per portare il mio nome da­vanti ai popoli, ai re e ai fi­gli di Israele (cf. At 9,15). Un vaso eletto, dice, dove si espone un dolcissimo liquore da vendere, per­ché, rosseggiando e splen­dendo in vasi preziosi, in­viti a bere: per portare, soggiunge, il mio nome.
Infatti come per ripulire i campi si distruggono con il fuoco le spine e i ro­vi secchi e inutili, e come al sorgere del sole, mentre le tenebre vengono respin­te, i ladri, i nottambuli e gli scassinatori si dile­guano, così quando la bocca di Paolo predicava ai popoli, come per il 'fragore di un gran tuono, o per l'avvampare irniente di un incendio o per il sor gere luminoso del sole, l'infedeltà era distrutta, la falsità periva, la verità splendeva come cera liquefatta dalle fiamme di un fuoco veemente.
L'Apostolo portava do­vunque il nome di Gesù con le parole, con le lette­re, con i miracoli e con gli esempi. Infatti lodava sempre il nome di Gesù e gli cantava inni con rico­noscenza (cf. Sir 51,12).
E di più, san Paolo pre­sentava questo nome, co­me una luce, «davanti ai re, ai popoli e ai figli di Israele» (At 9,15) e illumi­nava le nazioni e procla­mava dovunque: «La notte è avanzata, il giorno è vici­no. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e in­dossiamo le armi della lu­ce. Comportiamoci one­stamente come in pieno giorno» (Rm 13,12). E mo­strava a tutti la lampada ardente e splendente sul candelabro, annunziando
in ogni luogo «Gesù, e questi crocifisso» (I Cor 2,2).
Perciò la Chiesa, sposa di Cristo, sempre appog­giata alla sua testimo­nianza, giubila con il Pro­feta, dicendo: "Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla giovinezza, e ancora oggi proclamo i tuoi prodìgi» (Sal 70,17), cioè sempre. E anche il Profeta esorta a questo, dicendo: «Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunziate di gior­no in giorno la sua salvez­za» (Sal 95,2), cioè Gesù, suo salvatore.

responsorio Sir 51,15; Sal 9,3
Sempre loderò il tuo nome; * ti canterò inni con riconoscenza,
Gioisco in te ed esulto, glorifico il tuo no­me, o Altissimo;
ti canterò inni con riconoscenza.