giovedì 15 gennaio 2015

Virilità, dove sei finita? auto-castrati


Dagli eunuchi per il regno dei cieli agli autocastrati del pensiero unico



Statua distrutta

Perché di fronte all’iconoclastia che impera in Siria, in Iraq e in altre parti turbolente del mondo diciamo che è persecuzione contro i cristiani e i loro simboli e qui, invece, di fronte a fatti simili, diciamo che è “maleducazione”? Perché certi vescovi non chiamiamo più gli atti blasfemi con il loro nome? Attenzione: farsi “eunuchi per il Regno dei Cieli” non vuol dire perdere la virilità intesa come coraggio e fermezza.

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lancillottidi Dorotea Lancellotti

Così viene presentata una delle ultime profanazioni ai danni della Fede cattolica:
  • Un gruppetto di immigrati ha distrutto una statua della Vergine e ci ha urinato sopra. Ma il vescovo ammonisce: “Non è un atto di odio religioso. Per l’Islam la figura di Maria è molto importante: è la Madre del profeta Gesù concepito nella verginità e la Beata Vergine è la donna più santa – ha commentato il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, mons. Paolo Giulietti – Molti musulmani vengono in preghiera nei santuari mariani del Medio Oriente. Non si può attribuire questo gesto di vandalismo, che come ho detto va condannato in ogni senso, ad un episodio di odio religioso. E’ importante non alimentare la diffidenza reciproca soprattutto in questo momento..”.
La statua di Maria profanata.

La statua di Maria profanata.
Ma c’è dell’altro. Un anziano stava pregando davanti alla Madonnina di via Tilli, inginocchiato con la fotografia della moglie morta in mano, quando è stato aggredito e riempito di botte dal gruppo di “stranieri”, lo hanno insultato e gli hanno strappato pure la foto dalle mani, e se la sono portata via.  Quindi si sono accaniti contro la statua della Vergine, scaraventandola giù dall’edicola e spezzandola in due. Poi, racconta la Nazione, hanno aggravato l’oltraggio spingendosi fino ad orinarci sopra. (1)
Senza dubbio il vescovo non ha tutti i torti nello spegnere l’incendio ed evitare che il fuoco propaghi soprattutto a fronte di quanto accaduto di recente in Francia (2), e senza dubbio è vandalismo sacrilego quando ci si accanisce contro una statua sacra e benedetta ed è “profanazione” sacrilega quando invece si agisce contro l’Eucaristia, ma quello che ci domandiamo è fino a che punto certi vescovi esprimono il Vangelo della tolleranza e dove inizia invece la paura di dire le cose come stanno, tacendo per timore della propria vita.

Maleducazione?

Madonna distrutta in Siria. Lì, però, non diciamo certo che si tratta di maleducazione...

Madonna distrutta in Siria. Lì, però, non diciamo certo che si tratta di maleducazione…
Ciò che risulta indigesto è che il vescovo abbia parlato di “maleducazione”, come se per una persona analfabeta o cresciuta in ambienti difficili fosse normale accanirsi contro una persona inerme che sta pregando per la strada davanti ad una icona della Vergine Maria, e frantumandone l’immagine ci urinasse sopra.
No, questa non è semplice maleducazione, non è un caso di mala-educazione, è piuttosto una vera profanazione, un vero atto di accanimento anti-religioso che il vescovo si guarda bene dal dichiarare tale, trasformandolo in un atto quasi del tutto naturale…- se uno non è ben” educato”!
Ma “male-educato”, lo dice il termine stesso, significa che qualcuno non è stato bene-educato a vivere con gli altri. Di conseguenza, l’atto compiuto da questi profanatori avrebbe all’origine il coinvolgimento di altre persone che a loro volta avrebbero educato male questo gruppetto di “stranieri”. L’atto vandalo, ma maggiormente l’atto blasfemo, perciò, non verrebbe da un essere semplicemente ignaro di che cosa sia essere bene-educato, quanto piuttosto dall’aver appreso che scagliarsi contro la fede cattolica è un bene, o del tutto normale, al limite è solo “maleducazione”.

Quando l’atto non è vandalico ma blasfemo…

Un atto o è vandalico o è blasfemo. Noi propendiamo sempre per il secondo caso, ovunque si trovino icone cristiane distrutte.
Un atto o è vandalico o è blasfemo. Noi propendiamo sempre per il secondo caso, ovunque si trovino icone cristiane distrutte.
L’atto vandalico è ben diverso dall’oltraggio religioso, dalla profanazione, dalla blasfemia.
L’atto vandalico è associato infatti all’adolescenza, ad atti burleschi, a gesti irrazionali scaturiti da una ribellione sociale e culturale e da un eccesso di ormoni che ancora prevalgono, a quell’età, sui neuroni. Qui, però, siamo davanti a qualcosa di molto ben più grave e il vescovo in fondo lo dice: la statua è stata ricollocata nella sua postazione originaria e sul luogo della profanazione è stato recitato un Santo Rosario di riparazione. Dalla Diocesi è arrivata una ferma condanna dell’atto sacrilego…
Quindi o è un atto sacrilego o è un atto vandalico. La responsabilità e la gravità cambiano a seconda dell’atto e dell’intenzione.

Una vera autocastrazione

Quasi sempre, la nota frase di Gesù viene legata al tema della sessualità (come in questo libro). Ma il significato telogico è più profondo.

Il celebre libro di una teologa ultra progressista e fanatica femminista dei decenni scorsi. Quasi sempre, la nota frase di Gesù viene legata al tema della sessualità (come in questo libro). Ma il significato telogico è più profondo.
Il problema, diciamocelo francamente, sta nel fatto che molti, troppi, tra vescovi e preti, hanno confuso il celibato, il farsi eunuchi, con la rinuncia alla virilità (la quale non è affatto una cosa sessuale): il risultato è che si sono auto-castrati nell’anima e nella mente e pure nel cuore, a tal punto da non provare nulla davanti a simili atti – e questo tanto per dirlo in modo educato e per evitare una accusa di maleducazione – e così si arriva a scambiare un atto blasfemo e sacrilego per maleducazione, così tanto per non usare il termine peccato. Vedono cioè un atto vandalico quando invece si tratta di un atto peccaminoso proprio perchè blasfemo e sacrilego. Uno può anche essere cresciuto per la strada e non conoscere l’educazione, essere anche analfabeta, ma questo non c’entra nulla con atti simili.
E’ vero che l’eunuco era colui che, privato della virilità, sotto il patto della Legge, non poteva entrare a far parte della congregazione del popolo di Dio (Deut. 23,1), ma Gesù viene a capovolgerne il senso dandogli un nuovo significato (Mt. 19). Il termine diventerà proprio di colui che rinuncerà ai desideri carnali per il regno dei cieli, mantenendo però intatta la virilità, la quale non verrà usata per scopo procreativo o sessuale, ma per supportare virilmente-coraggiosamente il progetto di Dio nel mondo. Quelli di cui è detto che si sono fatti eunuchi a motivo del Regno esercitano padronanza di sé per potersi impegnare nel servizio di Dio. L’apostolo Paolo raccomanda la castità come condotta migliore per i cristiani che non sono infiammati dalla passione. Questi, dice Paolo, possono servire il Signore con più costanza, senza distrazione (1Cor. 7,9 e 29-38), tali eunuchi non sono individui che si siano menomati fisicamente o che siano stati evirati; sono persone che scelgono volontariamente di non sposarsi. I tanti Santi e Martiri – ma anche fra gli sposati – ce lo insegnano.

Mai attentare alla verità

Il cardinale Biffi. In mezzo a tanto timore nei riguardi del mondo, le sue parole coraggiose spiccano sempre.

Il cardinale Biffi. In mezzo a tanto timore nei riguardi del mondo, le sue parole coraggiose spiccano sempre.
Ora qui c’era un anziano, all’inizio del fatto, che stava pregando per la moglie morta: è questa immagine che il gruppetto selvaggio è andata a colpire per primo, ma il vescovo non dice nulla in difesa di questa persona, tace.
Siamo ad una svolta a riguardo del farsi  eunuchi per il regno di Dio, siamo agli “aucastrati” per il pensiero unico”
  •  Siamo letteralmente invasi dai travisamenti e dalle menzogne: i cattolici in larga parte non se ne avvedono, quando addirittura non rifiutano di avvedersene. Se io vengo percosso sulla guancia destra, la perfezione evangelica mi propone di offrire la sinistra. Ma se si attenta alla verità, la stessa perfezione evangelica mi fa obbligo di adoperarmi a ristabilirla: perché, dove si estingue il rispetto della verità, comincia a precludersi per l’uomo ogni via di salvezza  (Card. G. Biffi).
Queste parole del cardinale Biffi ci portano a comprendere come i nostri Pastori, oggi, si stiano defilando davanti a fatti di gravissima portata contro la nostra fede, contro la verità, e il tutto in nome di una falsa tolleranza, di un falso rispetto che, oseremo dire, sotto la protezione dell’impalcatura del politicamente corretto, si usa per evitare discussioni ma anche la responsabilità della autentica educazione per il rispetto del sacro.
Facciamo un esempio concreto tanto per rimanere in tema: se due genitori avessero un figlio testardamente maleducato, che urinasse nel salotto degli ospiti, o rompesse tutto, come reagirebbero?
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Altra statua profanata
Non vi diamo la risposta: ci auguriamo che tutti comprendano il da farsi.
Nel nostro caso il vescovo, pur riconoscendo l’atto blasfemo, finisce invece con il giustificare il gruppetto che non avrebbe fatto ciò per “odio religioso” ma così, solo per passatempo da bravi maleducati! quasi un  gesto bambinesco o adolescenziale, privo di ripercussione.
Anzi, se a reagire è la vittima, si rischia l’accusa di qualche fobia e la responsabilità di ogni contro-reazione violenta o meno.

 Gesù non era un buonista…

Cacciata dei Mercanti dal tempio. Francesco Gessi, 1648.

Cacciata dei Mercanti dal tempio. Francesco Gessi, 1648.
Ricordiamo tutti l’unico atto, gesto, in cui il Signore Gesù – nel Vangelo – perde per così dire la santa pazienza e prepara una cordicella che userà come frusta per scacciare i mercanti dal tempio?
“La mia casa sarà chiamata casa di preghiera, ma voi ne fate una spelonca di ladri” (Mt. 21,12). È certo che l’interpretazione teologica è assai profonda: non ci si mette a mercanteggiare con Dio; Non si può pagare Dio per ottenere da lui dei favori; la Casa di Dio è sì aperta a tutti, chiunque può e deve accedervi ma proprio per incontrarsi con Dio, con la Presenza reale.
I ladri, i mercanti sono coloro che (battezzati e non) entrano in questa Casa con tutt’altre intenzioni, e coloro che si lamentano del gesto di Gesù sono coloro che vogliono usare il tempio per altri scopi.
La reazione di Gesù non viene compresa, o peggio, viene usata: i capi dei sacerdoti infatti sono gonfi d’ira. Il vaso è colmo. A questo punto vogliono veramente sbarazzarsi di questo guastafeste che è Gesù. E qui ci fermiamo per non uscire dal tema.

Virilità, dove sei finita?

Don Maggioni, il prete canterino. Con i complimenti - pare - del suo Vescovo.

Don Maggioni, il prete canterino e ballerino: così rende le liturgie uno spettacolo dozzinale e compiacente, sacrilego. Con i complimenti – pare – del suo Vescovo. Se solo osasse celebrare devotamente in latino, immediatamente sarebbe quasi scacciato dalla diocesi. Aveva ragione Ratzinger: “Quante volte ormai la liturgia è solo una danza vuota intorno al vitello d’oro che siamo noi stessi”. 
Santità siate virile” scriveva al Papa la giovane Caterina da Siena.
Ci viene il sospetto che molti nostri Pastori non siano più in grado di distinguere gli atti gravi (peccati mortali) dagli atti veniali associabili davvero alla semplice mala-educazione. Del resto non sono forse loro stessi, per primi, a compiere atti sacrileghi durante le Messe quando invece di proclamare il Cristo proclamano se stessi dai pulpiti, dagli altari, sostituendo il vero Protagonista con il loro proprio ego?
Non sono in fondo loro stessi che in nome della par condicio (o meglio dire porco-ndicio) hanno eliminato il Crocefisso dagli altari e sfrattato il Santissimo Sacramento dal centro delle nostre chiese, e non si inginocchiano più davanti al tabernacolo o davanti alla Presenza reale? Non sono forse stati loro, per primi, come ebbe a denunciare Giovanni Paolo II, che negli anni novanta tentarono di rimuovere persino le statue della Vergine, di San Giuseppe e dei Santi per non urtare la sensibilità ecumenica?
Come valutare ad esempio le tante notizie che vediamo in rete con il sacerdote che riempie la Chiesa di palloncini e luci multi-color, e celebra il Mistero del Sacrificio come se fosse in una discoteca? o balla sfrenatamente e in modo ridicolo i Ricchi-e-Poveri durante la messa di un matrimonio? Il vescovo messo al corrente del fatto (che è in video su youtube) pare che si sia rallegrato del proprio presbitero.
Dal quotidiano canadese «National Post» del luglio del 2009 venne riportato uno scandalo grave religioso, quello provocato dal primo ministro del Canada, Sig. Stephen Harper. Durante la celebrazione della S. Messa celebrata dall’Arcivescovo André Richard (della Diocesi di Moncton) nella chiesa cattolica di S. Tommaso (a Memramcook). Al momento della comunione il premier (di nota fede protestante! che ci stava a fare in fila per la comunione?) ha ricevuto l’Ostia e dopo averla guardata e forse domandatosi cosa fosse, se l’è messa in tasca. Nel video la sequenza del gesto è chiara e non può essere negata nè fraintesa e mostra a tutti la sacrilega profanazione della Santissima Eucarestia.

 Le regole ci sono… ma chi le applica?

Giovanni Paolo II: lui conosceva bene il valore dell'Eucaristia.
Giovanni Paolo II: lui conosceva bene il valore dell’Eucaristia.
Eppure il testo firmato da San Giovanni Paolo II spiega chiaramente come evitare queste profanazioni:
  • Benché ogni fedele abbia sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca, se un comunicando, nelle regioni in cui la Conferenza dei Vescovi, con la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere il Sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra Ostia. Si badi, tuttavia, con particolare attenzione che il comunicando assuma subito l’ostia davanti al ministro, di modo che nessuno si allontani portando in mano le specie eucaristiche. Se c’è pericolo di profanazione, non sia distribuita la santa Comunione sulla mano dei fedeli…” (3)
Dunque è questo “pericolo” di profanazioni che i vescovi non riescono più a vedere!
Per questo parliamo di “autocastrati” del quieto vivere anzichè del più originale e virile “farsi eunuchi” per morire da martiri, per il regno dei cieli. Non basta la riprovazione contro un atto sacrilego, bisogna agire, educare senza dubbio, ma anche agire e agire virilmente.

Altre notizie ci fanno capire meglio. Forse

La Chiesa di Rieti da cui sono state sottratte delle Ostie consacrate.

La Chiesa di Rieti da cui sono state sottratte delle Ostie consacrate.
La diocesi di Rieti ha dato notizia del fatto che:
  • «Il 6 ottobre 2014, presso la chiesa parrocchiale di S. Maria delle Grazie in Vazia, in circostanze ancora da chiarire, è stato perpetrato il furto sacrilego della Santissima Eucaristia ad opera di ignoti, i quali hanno asportato la pisside con le Particole consacrate e la teca con l’Ostia grande custodite nel tabernacolo. Si invitano i fedeli alla preghiera per la riparazione spirituale di questo grave peccato contro la fede».
È quanto si legge nella nota stampa diffusa dalla diocesi. Restiamo perplessi davanti alla presa poco virile della diocesi:
“Si invitano i fedeli alla preghiera per la riparazione spirituale…”.
Riparazione “spirituale”? No, perdonateci! Non è stato portato via qualcosa di “spirituale”, ma il vero Corpo, la vera Presenza reale di Nostro Signore Gesù ed è stata portata via la pisside non certo per un aperitivo o per un antipasto: sappiamo bene che il furto è collegato alle messe nere. Dove sta l’azione del vescovo con le Messe di riparazione? Dove sta la mobilitazione dei fedeli per una processione di riparazione? Ad un atto così grave deve corrispondere una reazione altrettanto grave, non certo violenta, ma grave nel senso di altrettanto forte e di mediaticamente incisiva.
Ma questi vescovi ci credono davvero alla Presenza reale?
Abbiamo notato come certo clero modernista non si faccia scrupoli nel denunciare quei laici che mettono loro il bastone – della giustizia – tra le ruote per frenare le loro nefandezze (4), e abbiamo notato come diventi tutto lecito quando si tratta di profanazioni liturgiche o di atti vandalici contro gli oggetti di culto cattolici. Vescovi pronti a denunciare, a trascinare virilmente in tribunale, il laico cattolico che denuncia le loro nefandezze, ma silenti, eunuchi non evangelicamente parlando, quando ci sarebbe da denunciare il non cattolico che profana oggetti e luoghi di culto cattolici.
Mons. Crociata è stato chiaro: "Il disprezzo e la violenza verso ciò che c'è di più prezioso per noi credenti - i luoghi sacri, la preghiera, i sacramenti, massimamente l’Eucaristia - sono segno di profondo degrado morale e civile, che chiede una presa di coscienza da parte di tutti"

Mons. Crociata è stato chiaro: “Il disprezzo e la violenza verso ciò che c’è di più prezioso per noi credenti – i luoghi sacri, la preghiera, i sacramenti, massimamente l’Eucaristia – sono segno di profondo degrado morale e civile, che chiede una presa di coscienza da parte di tutti”
Latina 2 agosto 2014, comunicato del Vescovo mons. Crociata, il più sensato fra i tanti, riguardo al sacrilegio di dare fuoco alla statua della Madonna e alla dispersione dell’Ostia santa:
  • Nella chiesa parrocchiale  Stella Maris di Latina si sono verificati ancora una volta atti di vandalismo e di profanazione: che sono arrivati alla dispersione della Santissima Eucaristia. A nome mio personale e di tutta la diocesi, esprimo la ferma condanna per tali gesti, che offendono la comunità ecclesiale e i suoi fedeli, ma non meno quanti hanno a cuore la civile convivenza e il rispetto delle persone e delle coscienze. Il disprezzo e la violenza verso ciò che c’è di più prezioso per noi credenti – i luoghi sacri, la preghiera, i sacramenti, massimamente l’Eucaristia – sono segno di profondo degrado morale e civile, che chiede una presa di coscienza da parte di tutti. Domani, domenica 3 agosto, invito alla riflessione e alla preghiera i sacerdoti e i fedeli che si radunano per celebrare il Giorno del Signore. Vogliamo reagire all’atto sacrilego con la riparazione e un accresciuto senso di fede e di comunione ecclesiale.
O notizie come questa dove ad intervenire non è neppure il vescovo, ma il sindaco:
“Ora basta! Altra statua della Madonna umiliata, coperta, e un copertone messo sulla testa. Dopo il fatto sconcertante di Perugia…” (leggi qui).

Correzione fraterna per non diventare ciechi che guidano altri ciechi…

Il concerto del 1 Maggio: qui, in una delle ultime edizioni, si consumò un atto blasfemo. A pochi passi dal sacro, come si può vedere nella foto.

Il concerto del 1 Maggio: qui, in una delle ultime edizioni, si consumò un atto blasfemo. A pochi passi dal sacro, come si può vedere nella foto.
Ci guardiamo bene dal dire ai Pastori cosa debbano o non debbano fare. sappiamo bene che il Signore guida la sua Chiesa e sa scrivere su righe storte, come affermavano Benedetto XVI e Madre Teresa di Calcutta, ma essendo chiamati tutti alla “correzione fraterna” invitiamo i vescovi, questi vescovi che hanno confuso l’essere virili con il farsi eunuchi, ad ascoltare almeno un loro confratello, il vescovo Negri che così denunciò e disse:
“Andiamo a Roma: a 50 metri o poco più dalla cattedrale che è la cattedrale di tutte le chiese cattoliche del mondo; nella città del Papa, che è tale, come ricorda l’attuale pontefice, in quanto vescovo di Roma. Bene, in questa situazione si dileggia gravissimamente l’Eucarestia utilizzando un preservativo come se fosse un veicolo di salvezza, e viene presentato come veicolo di salvezza perché libera da tutte le malattie. La gente viene invitata a farne uso perché questa è la strada dell’emancipazione, intellettuale, morale, sessuale. Da uno che agisce o balla seminudo in una situazione assolutamente di pena anche dal punto di vista estetico.
Mons. Negri: l'imperativo per i vescovi dovrebbe essere "Educare un popolo cristiano che diventi cosciente della sua identità".

Mons. Negri: l’imperativo per i vescovi dovrebbe essere “Educare un popolo cristiano che diventi cosciente della sua identità”.
“Ebbene, a 50 metri dalla cattedrale di Roma, in un momento in cui centinaia di miglia di persone si raccolgono settimanalmente per incontrare papa Francesco, i sindacati italiani compiono un atto di terribile attacco non alla tradizione cattolica soltanto, ma ad ogni qualsiasi tradizione o posizione culturale che non coincide con questo consumismo becero che se arrivasse alle estreme conseguenze vanificherebbe anche l’utilità e quindi l’esistenza dei sindacati.
“Per la prima volta da quando il papa Giovanni Paolo II mi ha chiamato ad essere vescovo della Chiesa cattolica in Italia sono profondamente a disagio. Chi siamo, che cosa vogliamo? Chi siamo noi vescovi in Italia e che cosa vogliamo? Educare un popolo cristiano che diventi cosciente della sua identità, e sia in grado di essere quella minoranza creativa di cui ha parlato Benedetto XVI? O siamo gente che ritaglia in questo coacervo di bestialità lo spazio per i piccoli servizi religiosi che saranno chiesti da sempre meno persone. E poi alle stesse persone diciamo cose ovvie come la necessità che ci siano governi efficienti e così via. Cose peraltro giuste, ma non è su questo che  si gioca il destino del popolo italiano, del suo presente e del suo futuro.
“Non nascondo il disagio, ma non nascondo anche la determinazione di andare fino in fondo in questa battaglia…” (5)

 Per concludere…

Caterina da Siena: più "virile" lei, nel senso di impavida, che tanti ecclesiastici del suo (e del nostro) tempo.

Caterina da Siena: più “virile” lei, nel senso di impavida, che tanti ecclesiastici del suo (e del nostro) tempo.
Se preferite, concludiamo queste riflessioni con le parole di Santa Caterina da Siena dal Dialogo, che di virilità se ne intendeva perché era una donna coraggiosa, e molto:
  • Molto è piacevole a me il desiderio di volere portare ogni pena e fadiga infino a la morte in salute de l’anime. Quanto piú sostiene, piú dimostra che m’ami; amandomi, piú cognosce della mia veritá; e quanto piú cognosce, piú sente pena e dolore intollerabile de l’offesa mia (…) Perché giá ti dixi che quanto era maggiore l’amore, tanto cresce il dolore e la pena. A cui cresce amore, cresce dolore… (…) La pazienza non si pruova se non nelle pene, e la pazienza è unita con la carità, come decto è. Adunque portate virilmente, altrimenti non sareste né dimostrareste d’essere sposi della mia Veritá e figliuoli fedeli..  (S.Caterina da Siena – Dialogo della Divina Provvidenza cap.V).
E continua:
“Neuno Stato si può conservare nella legge civile e nella legge divina in stato di grazia senza la sancta giustizia, però che colui che non è correcto e non corregge fa come il membro che è cominciato a infracidare, che, se‘l medico vi pone subbitamente l’unguento solamente e non incuoce la piaga, tucto il corpo imputridisce e corrompe. Cosí è’l prelato, o altri signori che hanno sudditi, vedendo il membro del suddito loro essere infracidato per la puzza del peccato mortale, se esso vi pone solo l’unguento della lusinga senza la reprensione, non guarisce mai, ma guastarà l’altre membra, che gli sono d’intorno legate in uno medesimo corpo, cioè a uno medesimo pastore. Ma se elli sarà vero e buon medico di quelle anime, si come erano questi gloriosi pastori, egli non darà unguento senza il fuoco della reprensione (…)
“Ma essi non fanno oggi cosí: fanno vista di non vedere. E sai tu perché?
Santa Caterina scrive: i suoi antichi moniti sono validi anche per l'oggi.

Santa Caterina scrive: i suoi antichi moniti sono validi anche per l’oggi.
“Perché la radice de l’amore proprio vive in loro, unde essi traggono il perverso timore servile; però che, per timore di non perder lo Stato o le cose temporali o prelazioni mondane, non correggono; ma  fanno come aciecati…
“Che se essi vedessero come egli si conserva per la sancta giustizia, la manterrebbero. Ma perché essi sonno privati del lume, non cognoscono; ma, credendolo conservare con la ingiustizia, non riprendono e’l difecti de’ sudditi loro; ma ingannati sono da la propria passione sensitiva e da l’appetito della signoria o della prelazione.
“E anco non correggono, perché essi sono in quelli medesimi difecti o maggiori. Sentonsi compresi nella colpa, e però perdono l’ardire virile e la sicurtà; e, legati dal timore servile, fanno vista di non vedere. E se pure veggono, non correggono; anco  si lassano legare con le parole lusinghevoli e con molti presenti, e essi medesimi truovano le scuse per non punirli.In costoro si compie la parola che dixe la mia Verità, dicendo: “Costoro sono ciechi e guide de’ ciechi ; e se l’uno cieco guida l’altro, ambedue caggiono nella fossa”.
(S.Caterina da Siena - Dialogo della Divina Provvidenza cap. CXIX)
Note
1) da IlGiornale.it del 12.1.2015
2) da papalepapale.com Io non sono Charlie
3) S. Giovanni Paolo II da Redemptionis Sacramentum n. 92
4) ricordiamo tutti le vicende accorse a Francesco Colafemmina di FidesetForma a riguardo delle sue denuncie.
5) da LaNuovaBussola mons. Negri nel 5 maggio del 2013
http://www.papalepapale.com/develop/dagli-eunuchi-per-il-regno-dei-cieli-agli-autocastrati-del-pensiero-unico/

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