lunedì 22 maggio 2017

collaboriamo con Satana

«Aborto e omosessualità, così Satana sfida Dio» di Carlo Caffarra




 
Pubblichiamo un ampio estratto dell'intervento del cardinale Carlo Caffarra al Rome Life Forum del 19 maggio 2017 in preparazione alla Marcia per la vita che si è svolta ieri. 

La storia umana è lo scontro fra due forze: la forza di attrazione che ha la sua sorgente nel Cuore trafitto del Crocefisso-Risorto; il potere di Satana che non vuole essere spodestato dal suo regno. Il campo sul quale avviene lo scontro è il cuore umano, è la libertà umana. E lo scontro ha due dimensioni: una dimensione interiore; una dimensione esteriore.

Gesù, la Rivelazione del Padre, esercita una forte attrazione a Sé; Satana opera in contrario, per neutralizzare la forza attrattiva del Crocefisso-Risorto. Opera nel cuore dell’uomo la forza della verità che ci fa liberi; e la forza satanica della menzogna che ci fa schiavi.

Ma la persona umana non è solamente interiorità, non essendo puro spirito. La sua interiorità si esprime, prende corpo nella costruzione della società nella quale vive. L’interiorità umana si esprime, prende corpo nella cultura, la quale è una dimensione essenziale della vita umana come tale. La cultura è il modo specificatamente umano di vivere.

La condizione in cui si trova l’uomo, posto come è tra due forze contrapposte, non può non dare origine a due culture: la cultura della verità; la cultura della menzogna.

C’è un libro nella S. Scrittura, l’ultimo, l’Apocalisse, che descrive lo scontro finale tra i due regni. In questo libro l’attrazione di Cristo riveste il profilo di un trionfo sulle potenze nemiche, comandate da Satana. E’ un trionfo che arriva dopo un lungo combattimento. Le primizie della vittoria sono i martiri. “Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana, e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra…Ma essi [= i martiri] lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio” [cfr. Ap12, 9.11].

Nella nostra cultura occidentale esistono fatti che rivelano in modo particolarmente chiaro lo scontro tra l’attrazione esercitata sull’uomo dal Crocefisso-Risorto e la cultura della menzogna, edificata da Satana? La mia risposta è affermativa, ed i fatti sono soprattutto due.

Il primo fatto è la trasformazione di un crimine [nefandum crimen, lo chiama il Concilio Vaticano II], l’aborto, in un diritto. Non sto parlando dell’aborto come atto compiuto da una persona. Sto parlando della più grande legittimazione che un ordinamento giuridico possa compiere di un comportamento: sussumerlo nella categoria del diritto soggettivo, la quale è categoria etica. Significa chiamare bene il male, luce le tenebre.” Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna”. E’ il tentativo   di produrre un’anti-Rivelazione.

Quale è infatti la logica che presiede alla nobilitazione dell’aborto? E’ in primo luogo la più profonda negazione della verità dell’uomo. A Noè appena uscito dalle acque del diluvio, Dio disse: “Chi sparge il sangue dell’uomo, dall’uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio Egli ha fatto l’uomo” [Gen9, 6]. La ragione per cui l’uomo non deve spargere il sangue dell’uomo è che l’uomo è immagine di Dio. Mediante l’uomo, Dio dimora dentro la sua creazione; la creazione è tempio del Signore, perché vi abita l’uomo. Infrangere questa intangibilità della persona umana è un atto sacrilego contro la Santità di Dio. E’ il tentativo satanico di dare origine ad un’anti-creazione. Nobilitando un’uccisione umana, Satana ha posto il fondamento della sua “creazione”: togliere dalla creazione l’immagine di Dio; oscurare in essa la Sua presenza.

Nel momento in cui si afferma il diritto dell’uomo di disporre della vita e della morte di un altro uomo, Dio è espulso dalla sua creazione, perché viene negata la sua presenza originaria, viene dissacrato il luogo originario della sua dimora dentro la creazione: la persona umana.

Il secondo fatto è costituito dalla nobilitazione dell’omosessualità. Essa infatti nega interamente la verità del matrimonio, il pensiero di Dio Creatore sul matrimonio.

La Divina Rivelazione ci ha detto come Dio pensa il matrimonio: l’unione legittima dell’uomo e della donna, fonte della vita. Il matrimonio ha nella mente di Dio una struttura permanente. Esso si basa sulla dualità del modo umano di essere: la femminilità; la mascolinità. Non due poli opposti, ma l’uno con e per l’altro. E solo così, l’uomo esce dalla sua solitudine originaria.

Una delle leggi fondamentali con cui Dio governa l’universo, è che Egli non agisce da solo. E’ la legge della cooperazione umana al governo divino. L’unione fra uomo e donna che diventano una sola carne, è la cooperazione umana all’atto creativo di Dio: ogni persona umana è creata da Dio e generata dai suoi genitori. Dio celebra la liturgia del suo atto creativo nel tempio santo dell’amore coniugale.

In sintesi. Due sono le colonne della creazione: la persona umana nella sua irriducibilità all’universo materiale; l’unione coniugale tra uomo e donna, luogo in cui Dio crea nuove persone umane “a sua immagine e somiglianza”. L’elevazione assiologica dell’aborto a diritto soggettivo è la demolizione della prima colonna. La nobilitazione del rapporto omosessuale quale si ha nella sua equiparazione al matrimonio, è la distruzione della seconda colonna.

Alla radice è l’opera di Satana, che vuole costruire una vera e propria anti-creazione. E’ l’ultima terribile sfida che Satana sta lanciando a Dio. “Io ti dimostro che sono capace di costruire un’alternativa alla tua creazione. E l’uomo dirà: si sta meglio nella creazione alternativa che nella tua creazione”.

E’ una spaventosa strategia della menzogna, costruita su un profondo disprezzo dell’uomo. L’uomo non è capace di elevarsi allo splendore del Vero; non è capace di vivere dentro il paradosso di un desiderio infinito di felicità; non è in grado di ritrovare se stesso nel dono sincero di se stesso.  

Il Grande Inquisitore di Dostojevski parla proprio in questo modo a Gesù: “Tu avevi un’opinione troppo alta degli uomini, perché essi sono senza dubbio schiavi, anche se ribelli per natura… Ti giuro: l’uomo è debole e più vile di quanto tu non avessi pensato! E’ debole e meschino”. 

Come dobbiamo dimorare dentro a questa situazione?  
La risposta è semplice: dentro lo scontro fra la creazione e l’anti-creazione siamo chiamati a TESTIMONIARE. E’ la testimonianza il nostro modo di essere nel mondo. Il Nuovo Testamento ha una ricchissima dottrina al riguardo. Mi devo limitare ad in=dicare i tre significati fondamentali che costituiscono la testimonianza.

Testimoniare significa dire, parlare, annunciare apertamente e pubblicamente. Chi non testimonia in questo modo, è simile al soldato che nel momento decisivo della battaglia scappa. Non siamo più testimoni, ma disertori, se non parliamo apertamente e pubblicamente. La Marcia per la Vita, quindi, è una grande testimonianza.

Testimoniare significa dire, annunciare apertamente e pubblicamente la divina Rivelazione, la quale implica quelle evidenze originarie che anche la sola ragione rettamente usata scopre. E dire in particolare il Vangelo della Vita e del Matrimonio.

Testimoniare significa dire, annunciare apertamente e pubblicamente il Vangelo della Vita e del Matrimonio in un contesto processuale [cfr.Gv 16, 8-11]. Lo scontro va assumendo sempre più il profilo di un processo, di un giudizio il cui imputato è Gesù ed il suo Vangelo. Come in ogni giudizio ci sono anche i testimoni a favore: a favore di Gesù e del suo Vangelo. L’annuncio del Vangelo del Matrimonio e della Vita avviene oggi in un contesto di ostilità, di contestazione, di incredulità. Se così non fosse, i casi sono due: o si tace il Vangelo; o si dice altro. Ovviamente quanto ho detto non va intesto nel senso che i cristiani devono rendersi…antipatici a tutti.

Nell’ambito della testimonianza al Vangelo, l’irenismo, il concordismo vanno esclusi. Su questo Gesù è stato esplicito. Sarebbe un pessimo medico chi avesse un’attitudine irenica verso la malattia. Agostino scrive: “Ama l’errante, ma perseguita l’errore”. Come scrive il grande confessore della fede, russo, Pavel A. Florenskij. “Il Cristo è testimone, nel senso estremo della parola, il testimone. Nella sua crocefissione Giudei e Romani credettero di vedere solo un evento storico, ma l’evento si rivelò essere la Verità.”

il popolo soffriva la sete

Terza Domenica di Quaresima  
Cresime di Adulti
19 Marzo 2017 - Cham
 
 

Ex 17:3-7
Rom 5:1-2, 5-8
Jn 4:5-42 or 4:5-15, 19b-26, 39a, 40-42 

“In quel luogo dunque il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: "Perché ci hai fatti uscire dall'Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?". …Si chiamò quel luogo Massa e Meriba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: "Il Signore è in mezzo a noi sì o no?".”

Quaresima, anche se un tempo sobrio di penitenza nell’anno liturgico della Chiesa, è quasi ottimale per celebrare la confirmazione degli adulti. Passa bene nonostante tutto, cioè conviene, direi, di cresimare ora, confermare nella grazia dello Spirito Santo, consapevoli della consuetudine cristiana che dai primi tempi della Chiesa, utilizzava la Quaresima soprattutto per preparare gli adulti per il battesimo, cresima e prima Comunione a Pasqua. 

La Cresima, con il Battesimo e la Santa Comunione sono i tre sacramenti dell’iniziazione alla fede cristiana; questi tre sono la porta che dà accesso ai due sacramenti vocazionali, cioè, al Matrimonio oppure agli Ordini Sacri (diacono, sacerdote, vescovo). Voglio dire che, anche festeggiando la Cresima di questi dodici persone qui oggi, siamo in sintonia con la Chiesa Universale nella sua osservanza quaresimale. In questo tempo forte la Chiesa si prepara di ammettere alla vita di fede nuovi membri del suo popolo santo e per noi altri, già pienamente parte della Chiesa attraverso i tre sacramenti, ci offre ampia occasione attraverso la preghiera, la penitenza e riflessione, confessando i nostri peccati e mancanze e poi rinnovati nella grazia, di trovare Cristo Dio in mezzo a noi.

"Il Signore è in mezzo a noi sì o no?".

 La tentazione di Israele nel deserto, anche ai piedi del Monte di Dio, Oreb, è quello dell’ateismo, cioè di negare a Dio il suo ruolo conduttore nella nostra vita. Il Dio che ci ama e ci conduce verso la patria eterna va tradito o respinto purtroppo, non solo allora tra il popolo eletto nel deserto ma anche nella nostra vita di oggi, respinto in favore di uno stomaco pieno o, nel senso della prima lettura di oggi, del voler essere sempre dissetato e senza preoccupazioni per l’acqua e così via di ogni giorno. Per mettere il buon Dio di nuovo al centro della vita del suo popolo che protestava e ribellava, si può dire se volete: a Massa e Meriba l’acqua viva e zampillante è diventata un sacramento della presenza in mezzo al Popolo di Israele di Dio che ama e custodisce il Suo Popolo. Mosè fa sgorgare acqua in abbondanza dalla roccia per il Suo popolo e Gesù, a Sicàr al pozzo di Giacobbe, offre a dissetare la Samaritana con l’acqua viva che sgorga dal Suo Sacro Cuore:

"Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna". 

La vita cristiana è una sfida. Non v’è nulla di pacifica nella vita cristiana su questa terra, si parla anzi dell’osservanza quaresimale come una lotta, di una lotta per rinunciare a tutto che sa del diavolo, per rinunciare a tutto di questo mondo che è passeggero, per rinunciare alle cose che sono qui oggi ma domani spariscono in ceneri. 

Gesù è la roccia che ha accompagnato il Suo Popolo nel deserto. Che l’acqua dovesse sgorgare in abbondanza per il popolo e il suo bestiame non è evidente, anzi, si tratta di qualcosa inverosimile. Inverosimile anche la storia del Vangelo, dove Gesù apparentemente un uomo straniero al pozzo chiede un bicchiere di acqua da una donna sconosciuta e poi prima di riceverlo sfida quella donna a chiedere a Lui di dissetarla. Lui sprovvisto di secchio e di tutto offre alla donna acqua viva: "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna".  Inverosimile è quello venuto fuori da questo scambio in questa scena dal villaggio samaritano di Sicàr? Forse sì! D’altronde, si può anche chiamare inverosimile la vita che la Chiesa ci offre attraverso i sacramenti? Forse sì! Ma, attraverso questo scambio, la Samaritana al pozzo di Giacobbe si è accorta di aver incontrato il Messia, il Promesso, l’Unto di Dio, il Salvatore del mondo. Lo stesso vale anche per noi. Attraverso un impegno a vivere i sacramenti nella Chiesa, cari confirmandi, scegliamo la strada giusta, che ci disseta ora e che ci conduca nel corso della nostra vita verso la casa dell’Eterno Padre, alla nostra vera Patria nei Cieli. 

Abbiamo bisogno di quest’acqua della Spirito Santo, non data come al bestiame al pozzo, ma dato come si fa tra persone umane, con uno scambio non di parole superficiali ma parole profonde ed essenziali che vengono dal cuore. L’acqua disseta e ristora, cioè dà vita a tutto e a tutti in questo mondo. Si lava con l’acqua: in Battesimo dal peccato originale ed attuale; nel Sacramento della Riconciliazione in dialogo e attraverso l’acqua delle lacrime di pentimento, confessando come ha fatto la Samaritana, che Dio in Cristo sa e vede tutto: “Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: "Mi ha detto tutto quello che ho fatto". 

La nostra Messa di Domenica, le nostre preghiere di ogni giorno, ai pasti e quando ci alziamo e ci mettiamo a dormire, i nostri sacrifici quotidiani per confessare che Dio in Cristo regna nella nostra vita umana: voglio incoraggiare non solo i nostri dodici confirmandi ma tutti qui presenti e a casa di vivere non da atei ma da credenti vivendo nel mondo creato da Dio e sovra il quale mondo Egli regna con potere e per amore di noi che stiamo alla cima della Sua creazione e al centro del Suo piano di salvezza per il mondo. 

Quando ero bambino con 10 anni, preparando per la Cresima, abbiamo imparato che questo Sacramento ci rafforza per essere soldati di Gesù Cristo, per lottare contro il male e per il nome e l’onore di Gesù. Nella Cresima ci riconosciamo nella vera costellazione del mondo voluto da Dio. Si tratta di un mondo non senza deprivazioni e sofferenze come nel deserto. L’acqua che Dio garantisce deve soddisfarci. Nelle parole di Gesù, con quest’acqua che Egli dà non v’è altra a desiderare.

Insieme con questi dodici vi invito tutti qui presenti a dare testimonianza semplice con la vostra vita al fatto non solo che Dio esiste ma che comanda con un amore abbondante che ci dà vita per ora e per sempre.  

“E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e dicevano alla donna: "Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo". 

Resta con noi, Signore! La Tua presenza, quell’acqua ci basta!

Auguri a tutti i Giuseppi oggi nella festa del grande patrono della Chiesa Universale!

Sia lodato Gesù Cristo!

domenica 21 maggio 2017

A PADRE PIO CONTRO IL SATANA

INVOCAZIONE A PADRE PIO
CONTRO IL MALIGNO



 
Santo Padre Pio, luce gloriosa di Dio
avanzate contro il maligno serpente
che tormenta il corpo e lo spirito mio
e distruggete in me ogni male presente.


La vostra destra benedicente mostrate
con la piaga che in essa risplende.
Con il suo fulgore il maligno accecate
e per lui sia dell’inferno più ardente
 

Sui nostri mali tanti segni tracciate
della gloriosa Croce di Cristo
che risani le parti malate
e invii il male nel suo luogo sinistro.
 

Poi la Santa Madre di Dio invocate
che guarisca del male ogni danno
che ci doni le grazie invocate
preservandoci da ogni malanno.
 

Al Padre Santo il nostro grazie innalzate
a Gesù Suo Figlio che ci ama e perdona
allo Spirito Santo che tutto ci dona
la riconoscenza e il nostro amore portate.
 

Grazie Padre, fulgida stella d’ Amore,
che ci difendete, pregate ed amate
sempre a noi unito restate
e cacciate da noi ogni male e dolore.
Amen.


3 Gloria al Padre….
 

Santo Padre Pio pregate per noi.

sabato 20 maggio 2017

Gaude Virgo, alleluja.




GRANDE MARCIA PER LA VITA

ROMA: IN MIGLIAIA ALLA MARCIA PER LA VITA. UNA GALLERIA FOTOGRAFICA DI UN EVENTO STRAORDINARIO.

 

 

Marco Tosatti
Una grande manifestazione, piena di canti e colore è sfilata da piazza della Repubblica, a Roma, fino a piazza Madonna di Loreto, all’incrocio fra piazza Venezia e via dei Fori Imperiali. Lì era allestito il palco, su cui si sono susseguite testimonianze diverse. Numerosi, rispetto alle edizioni passate, i sacerdoti e le suore di tutte le nazionalità. Fra gli altri abbiamo visto il cardinale Raymond Leo Burke, Patrono dell’Ordine di Malta, il vescovo ausiliare Atanasius Schneider, e l’ex nunzio negli Stati Uniti Carlo Maria Vigano. Questo blog sarà una piccola rassegna fotografica di quello che abbiamo visto durante la marcia; ci scusiamo per la qualità sia delle foto. Cercheremo cui fare meglio in futuro…



 

 
 

 




 

















 

venerdì 19 maggio 2017

Satana il tuo nemico

Il Card. Caffarra conferma le parole di Suor Lucia sull'ultima battaglia, che riguarda la famiglia e il matrimonio. 

 

 

Al Rome Life Forum, oggi 19 maggio 2017, il cardinal Carlo Caffarra ha confermato le parole rivoltegli da Suor Lucia di Fatima: l'ultima battaglia di Satana contro Dio riguarderà la famiglia e il matrimonio. Rimarchevole che queste parole siano state confermate in pubblico dal cardinale che ha sottolineato il dovere che abbiamo di testimoniare in questa "ultima battaglia".
Ne avevamo già parlato qui. Riproduciamo lo stralcio dall'intervista:
[...] C’è una profezia di suor Lucia dos Santos che riguarda “lo scontro finale tra il Signore e regno di Satana”. E il campo di battaglia è la famiglia. Vita e famiglia. Non tutti sanno che Lei ebbe da Giovanni Paolo II l’incarico di ideare e fondare il Pontificio Istituto per Studi su Matrimonio e Famiglia che oggi ne porta il nome (il card. Caffarra ne è Professore Emerito, ndr).

Sì. All’inizio di questo lavoro affidatomi dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, ho scritto a suor Lucia di Fatima, attraverso il vescovo perché direttamente non si poteva fare. Inspiegabilmente, benché non mi attendessi una risposta, perché chiedevo solo preghiere, mi arrivò dopo pochi giorni una lunghissima lettera autografa – ora negli archivi dell’Istituto – in cui è scritto: lo scontro finale tra il Signore e il regno di Satana sarà sulla famiglia e sul matrimonio. Non abbia paura, aggiungeva, perché chiunque lavora per la santità del matrimonio e della famiglia sarà sempre combattuto e avversato in tutti modi, perché questo è il punto decisivo.

E poi concludeva: ma la Madonna gli ha già schiacciato la testa. Si avvertiva, anche parlando con Giovanni Paolo II, che questo era il nodo, perché si toccava la colonna portante della creazione, la verità del rapporto fra l’uomo e la donna e fra le generazioni. Se si tocca la colonna portante crolla tutto l’edificio, e questo adesso noi lo vediamo, perché siamo a questo punto, e sappiamo. E mi commuovo, leggendo le biografie più sicure di Padre Pio, di come quest’uomo fosse attento alla santità del matrimonio, alla santità degli sposi, anche con giusto rigore più di una volta. [Fonte: Voce di Padre Pio, marzo 2008 (pag. 72-74)]

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2017/05/rome-life-forum-il-card-caffarra.html

Esiliare Ratzinger per sempre

GrilloShock. "Esiliare Ratzinger per sempre". E vuole chiudere i conti con il Summorum Pontificum 
 


di Francesco Filipazzi
 
Generalmente quando parliamo di certa gente non facciamo nomi, ma questa volta l'entità delle affermazioni urlate da Andrea Grillo in un'intervista è tale, che è obbligatorio citarlo. Il "teologo" di fama ha infatti rilasciato dichiarazioni sconcertanti riguardo Benedetto XVI, reo di aver semplicemente scritto una postfazione al prossimo libro di Sarah.


Grillo auspica la "morte istituzionale" di Ratzinger

E' chiaro che l'intervista è stata rilasciata in modo concitato, perché il limite della decenza è ampiamente superato. Secondo Grillo l'uscita pubblica di Benedetto è uno sconfinamento inaccettabile, una scelta di campo ben precisa per disconoscere il successore Francesco. Opinione legittima? Forse, però condita con una selva di insulti vomitata contro il nostro novantenne preferito, che fanno presagire solo una grande isteria. "Come è evidente che la veste bianca e la loquacità, oltre alla residenza, debbono essere dettagliatamente normate. Il Vescovo emerito deve allontanarsi dal Vaticano e tacere per sempre." Inoltre "si dovranno prevedere, in futuro, norme che regolamentino in modo più netto e sicuro la “morte istituzionale” del predecessore e la piena autorità del successore, in caso di dimissioni". Dunque la libertà personale del Papa Emerito dovrà essere limitata in qualche modo? Lo mandiamo a Sant'Elena?
Ebbene, secondo Grillo Benedetto è ipocrita, poco umile, troppo loquace. E il cardinal Sarah sarebbe uno che ha "creato continui imbarazzi alla Chiesa" e a Papa Francesco. Quali imbarazzi? Difendere la liturgia è imbarazzante? Secondo Grillo si.

Chiudere i conti con la San Pio X e abolire il Summorum Pontificum

Grillo è un fiume in piena. Il palesarsi sulla scena di Ratzinger, teologo che accademicamente Grillo non vede neanche con il binocolo, lo ha fatto andare fuori dalla grazia divina. Purtroppo però non ha gli strumenti culturali per parlare di liturgia e si lascia andare ad un'inveterata che però spiega molte cose. "La fissazione sul “rito antico” è, precisamente, il segno preoccupante che accomuna il Vescovo emerito di Roma e il Prefetto della Congregazione del culto. E su questo papa Francesco ha preso posizione con giusta fermezza". Posto che Sarah recentemente ha parlato molto di più del rito di Paolo VI, ci chiediamo quale posizione avrebbe preso Francesco, perché a noi non risulta che ci siano state comunicazioni pubbliche o ai vescovi al riguardo.

Poi arriva l'affondo. L'intervistatore chiede a Grillo cosa ne pensi dell'accordo con la San Pio X. Ebbene, la risposta è molto semplice. I lefebvriani avranno una funzione molto importante, nell'economia grilliana. "Mi riferisco, in particolare, all’uso del “rito antico”, che con un accordo di comunione con i lefebvriani – subordinato a specifiche garanzie – sarebbe sottratto all’”uso straordinario” ed entrerebbe nelle caratteristiche rituali di un settore specifico della esperienza ecclesiale, che per questo risulterebbe accuratamente circoscritto e controllato". Rileggete bene.

Sarebbe sottratto all'uso straordinario.  Ciò vuol dire che, stando così le cose, il Summorum Pontificum verrebbe abolito e si rinchiuderebbe praticamente nel recinto della San Pio X, circoscritto e controllato accuratamente, il rito antico.

D'altronde si sa, il Motu Proprio Summorum Pontificum non è mai andato giù a questi signori, soprattutto perché hanno avuto la plastica rappresentazione del loro fallimento. Il movimento collegato alla Messa di San Pio V è ormai talmente numeroso e capillarmente diffuso, che ha fatto saltare tutte le elucubrazioni di chi lo avversa.

Alcune domande

Poniamo alcune domande, sperando che prima o poi qualcuno risponda.
1 - Grillo si presenta spesso come interprete di Bergoglio. Ebbene, è davvero l'interprete di Bergoglio? Ciò che pensa il teologo assieme alla sua compagnia di giro, è condiviso dal vertice?
2 - L'intento recondito dell'operazione "San Pio X" è questo? Nel caso, mons. Fellay ne è a conoscenza? In caso contrario, qualcuno potrebbe per favore smentire?


Chi vuole farsi due risate, legga pure l'intervista completa.

giovedì 18 maggio 2017

Vangeli per le processioni Eucaristiche



Inizio dei quattro santi Vangeli
che si suole cantare in alcuni luoghi
sia nelle processioni Eucaristiche e delle rogazioni.




+ Inizio del santo Vangelo secondo Matteo.
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf, Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle, Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.

Per hos sermones sancti Evangelii Domini nostri Jesu Christi indulgeat nobis Dominus Deus universa delicta nostra, ac defendat, custodiat protegat omnes vineas et agros, atque fructus nostros ab omnibus infestationibus Daemonum, incantatorum maleficciis, et laesionibus tempestatum. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.   
Per queste parole del santo Evangelo del Signore nostro Gesù Cristo Egli ci perdoni tutti i nostri peccati, difenda, custodisca e protegga tutte le vigne e le campagne, ed il frutto del nostro lavoro da ogni infestazione demoniaca, degli incantatori malefici, così come dalla piaga delle tempeste. Per lo stesso Cristo nosto Signore. Amen.   
  
Ad oriente: Per signum Crucis + , de inimícis nostris, líbera nos, Domine.
A meridione: A peste, + fame, et bello, libera nos Domine.
A occidente: A subitanea + et improvvisa morte, libera nos Domine.
Ad aquilone: A fulgure, + et tempestate, libera nos Domine.

Per il segno della Croce +, dai nostri nemici, liberaci, Signore.
Dalla fame, + dalla peste e dalla guerra, liberaci, Signore.
Dalla morte improvvisa + e subitanea, liberaci, Signore.
Dai fulmini + e dalle tempeste, liberaci, Signore.

Dominus dabit benignitatem:
et terra nostra dabit fructum suum.

Quando il Signore elargirà il suo bene,
                          la nostra terra darà il suo frutto.
 
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.

V. Dóminus vobíscum.
R. Et cum spíritu tuo.

V. O Signore, ascota la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga a Te.

V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.

Orémus. A Domo tua, quaesumus Domine, spirituales nequitiae repellantur, et aerearum discedat malignitas tempestatum. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

Preghiamo. Ti preghiamo, Signore, di scacciare dalla tua casa gli spiriti malvagi, e l’aria sia liberata dalla dai pericoli delle tempeste. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Oppure: Deus, refúgium nostrum et virtus: adésto piis Ecclésiæ tuæ précibus, auctor ipse pietátis, et præsta; ut, quod fidéliter pétimus, efficáciter consequámur. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

Dio, nostro rifugiao e nostra forza, ascolta le fervide preghiere della tua Chiesa, tu che sei la sorgente stessa della pietà, e concedici di ottenre realmente ciò che domandiamo con fede. Per Cristo nostro Signore. Amen.

E si fa l’aspersione ai quattri punti cardinali:

Hágios o Theós.
Hágios Ischyrós.
Hágios Athánatos, eléison himás.

Sanctus Deus,
Sanctus fortis,
Sanctus immortalis miserere nobis.

Dio Santo, Dio Forte, Dio Immortale, abbi pietà di noi.

Nelle processioni eucaristiche dopo la prece che segue la lettura del Vangelo, (Per hos sermones…) si dice, benedicendo con l’Ostensorio:

Christus + vincit, Christus + regnat, Christus + ímperat. Christus + ab omni malo, fulgure et tempestate nos semper defendat. Amen.

Cristo vince + Cristo regna, + Cristo trionfa. + Cristo ci protegga sempre da ogni male, dai fulmini e dalle tempeste. Amen.


Dominus dabit benignitatem:
et terra nostra dabit fructum suum.

Quando il Signore elargirà il suo bene,
                          la nostra terra darà il suo frutto.


Orémus. A Domo tua, quaesumus Domine, spirituales nequitiae repellantur, et aerearum discedat malignitas tempestatum. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

Preghiamo. Ti preghiamo, Signore, di scacciare dalla tua casa gli spiriti malvagi, e l’aria sia liberata dalla dai pericoli delle tempeste. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Oppure: Deus, refúgium nostrum et virtus: adésto piis Ecclésiæ tuæ précibus, auctor ipse pietátis, et præsta; ut, quod fidéliter pétimus, efficáciter consequámur. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

Dio, nostro rifugiao e nostra forza, ascolta le fervide preghiere della tua Chiesa, tu che sei la sorgente stessa della pietà, e concedici di ottenre realmente ciò che domandiamo con fede. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Ma non si fa l’aspersione, ne si dice: Sanctus Deus, Sanctus fortis …

+ Inizio del santo Vangelo secondo Marco
Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia:
Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada. Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».

Per hos sermones sancti Evangelii … come sopra.

+ Inizio del santo Vangelo secondo Luca.
Al tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta. Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l'offerta dell'incenso. Tutta l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'incenso. Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».

Per hos sermones sancti Evangelii … come sopra.

+ Inizio del santo Vangelo secondo Giovanni.
In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta. Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.

Per hos sermones sancti Evangelii … come sopra.

VISITA A GESÙ SACRAMENTATO
Signor mio Gesù Cristo, che per l'amore che portate agli uomini ve ne state notte e giorno in questo Sacramento tutto pieno di pietà e d'amore, aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarvi; io vi credo presente nel Sacramento dell'altare; vi adoro dall'abisso del mio niente, e vi ringrazio di quante grazie mi avete fatte, specialmente di avermi donato voi stesso in questo Sacramento, d'avermi data per avvocata la vostra santissima Madre Maria e d'avermi chiamato a visitarvi in questa chiesa. Io saluto oggi il vostro amantissimo cuore, ed intendo salutarlo per tre fini: prima in ringraziamento di questo gran dono. Secondo per compensarvi tutte le ingiurie che avete ricevute da tutti i vostri nemici in questo Sacramento. Terzo intendo con questa visita adorarvi in tutti i luoghi della terra, dove voi sacramentato ve ne state meno riverito e più abbandonato. Gesù mio, io v'amo con tutto il cuore. Mi pento d'avere per lo passato tante volte disgustata la vostra bontà infinita. Propongo colla grazia vostra di più non offendervi per l'avvenire; ed al presente miserabile qual sono io mi consacro tutto a voi, vi dono e rinunzio tutta la mia volontà, gli affetti, i desideri e tutte le cose mie. Da oggi avanti fate voi di me e delle mie cose tutto quello che vi piace. Solo vi cerco e voglio il vostro santo amore, la perseveranza finale e l'adempimento perfetto della vostra volontà. Vi raccomando le anime del purgatorio, specialmente le più devote del SS. Sacramento e di Maria santissima. Vi raccomando ancora tutti i poveri peccatori. Unisco infine, Salvatore mio caro, tutti gli affetti miei cogli affetti del vostro amorosissimo Cuore e così uniti gli offerisco al vostro Eterno Padre e lo prego in nome vostro che per vostro amore gli accetti e gli esaudisca.

LA PREGHIERA DELL'ANIMA AFFRANTA
A GESU' EUCARISTICO

(Testo del Servo di Dio don Dolindo Ruotolo)

Salvami, o Dio, 
perché le acque della tribolazione 
sono penetrate sino all'anima mia.
Sono immerso nel fango della mia miseria
e mi sento senz'appoggio.

I miei occhi si sono consunti dal pianto,
mentre ti aspetto, o mio Dio.

Tu conosci, o Dio, la mia stoltezza,
e i miei peccati non ti sono nascosti.
Perdonami, risanami, rinfrancami, 
non rimanga confusa l'anima mia che ti cerca, 
il mio cuore che ti brama.

Vieni Tu in mio aiuto,
non rimanga confusa l'anima mia,
non ceda ora alle lusinghe del mondo!

A Te rivolgo le mie preghiere, o Signore, 
innanzi ai tuoi Altari Eucaristici; 
qui è il mio vero aiuto, 
questo tempo che passo con Te
è per me il tempo della grazia e della misericordia.

Traimi dal fango del mondo 
perché io non vi affondi, 
liberami dalle insidie di satana che mi odia, 
non permettere che io sia sommerso 
dai flutti delle mie passioni 
e che m'inghiottisca l'abisso!

Esaudiscimi, o Signore, 
perché la tua pietà è benigna, 
guardami nella tua grande misericordia, 
non nascondermi la tua faccia, 
affrettati ad esaudirmi poiché sono nell'angustia!

Vieni all'anima mia e liberala,
salvami perché i miei nemici
si sono moltiplicati intorno a me 
e minacciano di morte l'anima mia.

Ho il cuore spezzato, sono affranto,
ho atteso invano qualcuno che mi consolasse 
e non l'ho trovato,
perché il mondo non sa darmi 
che il fiele e l'aceto, l'amarezza e l'asprezza.

Il demonio mi tenta mi attrae con i benefizi temporali, 
col miraggio delle ricche mense, 
con l'illusione della luce falsa, 
con l'ideale della forza.

Si offuschi la sua falsa luce, 
vacilli la sua effimera potenza!

Io sono misero e dolente, o Signore,
il tuo soccorso salutare mi sollevi. 
Amen.