mercoledì 28 novembre 2012

parrocchia s. maria del borgo

SAN NICANDRO GARGANICO

Parr. S. Maria del Borgo

Il colore liturgico per i funerali e la Commemorazione dei defunti è ancora il nero. Chi dice il contrario è "fuori strada"



Per il 2 Novembre e nelle Messe da Requiem un appello accorato in favore del colore liturgico nero.

Scriveva (il profetico) Pio XII di venerata memoria nella sua enciclica "Mediator Dei" sulla Sacra Liturgia (1947) a proposito delle innovazioni temerarie che sentiva turbinare intorno a sè già al suo tempo, con il pretesto del presunto "ritorno all'antico":

È certamente cosa saggia e lodevolissima risalire con la mente e con l'anima alle fonti della sacra Liturgia, perché il suo studio, riportandosi alle origini, aiuta non poco a comprendere il significato delle feste e a indagare con maggiore profondità e accuratezza il senso delle cerimonie; ma non è certamente cosa altrettanto saggia e lodevole ridurre tutto e in ogni modo all'antico. Così, per fare un esempio, è fuori strada chi vuole restituire all'altare l'antica forma di mensa; chi vuole eliminare dai paramenti liturgici il colore nero; chi vuole escludere dai templi le immagini e le statue sacre; chi vuole cancellare nella raffigurazione del Redentore crocifisso i dolori acerrimi da Lui sofferti; chi ripudia e riprova il canto polifonico anche quando è conforme alle norme emanate dalla Santa Sede.
 
     
Queste parole, pur valide e confermate tuttora per la messa di Paolo VI dall' Ordinamento Generale del Messale Romano al num. 346  sono rese  - come spesso succede nell'odierna e superopzionale liturgia latina - carta straccia da un semplice "oppure": l'insidiosa alternativa al ribasso. 
Infatti il numero 346 dell'Ordinamento in vigore afferma con forza: "Riguardo al colore delle sacre vesti, si mantenga l’uso tradizionale". L'uso tradizionale, in Italia, fino agli anni '70 era (e sarebbe ancora), per i funerali e la commemorazione dei defunti, il nero.
 
 
Quindi, secondo il capoverso e) Il colore nero si può usare, dove è prassi consueta, nelle Messe per i defunti. Peccato che in tutto l'orbe latino sarebbe prassi consueta questo colore, a parte il Giappone che godeva già di un'eccezione, perchè il colore del lutto è laggiù il bianco e non nero. Purtroppo, prima, il paragrafo d) aveva introdotto già fatto scattare l'opzione: d) Il colore viola si usa nel tempo di Avvento e di Quaresima. Si può usare negli Uffici e nelle Messe per i defunti
 
 
 
Si può fare così oppure colà. La regola sarebbe il nero, ma visto che lo vogliamo eliminare e non possiamo, si son detti gli estensori della riforma, facciamo una bella opzione, poi screditiamo quello che si è sempre fatto e ritenuto ovvio e così introduciamo dovunque la seconda scelta.
E con questo "oppure", anche a causa del neo-cristiano-falso-povero uso di risparmiare sulle casule e paramenti, il nero è andato scomparendo: tanto si può usare il viola. La stessa fine ha fatto il rosaceo, che per sole due domeniche all'anno, non ha proprio la minima possibilità di sopravvivere ai tagli del budget in sacrestia!
 

 
Così è velocemente sparito un colore, il nero, che faceva parte integrante del linguaggio religioso della morte e del lutto. E' rimasto tenacemente fino ad oggi come colore socialmente atteso per il funerale (e vestito dai convenuti), ma è sparito dai presbiteri e dai presbitéri. E questo con oltraggiose motivazioni ideologiche del tipo: "è lugubre, fa pensare alla morte, ma noi celebriamo la risurrezione, mica la morte!". Allora - se proprio fosse vera questa la motivazione - si abbia il coraggio di passare direttamente al bianco, come fanno negli Stati Uniti, dove tutti i cattolici ormai sono sepolti con il colore dei Santi e dei Beati confessori. Il viola invece dice penitenza: ma la penitenza è per i vivi, che penitenza deve fare ormai il povero defunto? Il viola dice attesa (Avvento): oramai, per il caro trapassato, è tardi per attendere, non aspetta più nulla, l'incontro è già avvenuto.
Il viola - infine - nell'unione di blu e rosso parla dell'unione fra divino e umano: ma nel defunto noi vediamo invece la separazione dell'anima dal corpo, lo spirito torna al creatore e il corpo alla terra.
Il viola, dunque, non ha nessuna delle proprietà simboliche necessarie per significare la morte, nè la speranza della risurrezione. Tuttavia, pur di eliminare il nero (come già presagiva Pio XII parlando di andare "fuori strada") è stato comunque  introdotto questo colore per le celebrazioni funebri.. 
 
 

Se invece si ha la fortuna di possedere nell'armadio della propria chiesa qualche pianeta funebre di un tempo, o si fa un giro sui cataloghi più recenti dei fornitori liturgici, si vedrà con sorpresa che i paramenti neri hanno una proprietà speciale. Sono sempre ricamati o intessuti di argento o d'oro.
Proprio per motivi simbolici. Stanno a dire, con il linguaggio del colore che si usa solo per le occasioni funebri:  tutto sembra nero, come la morte, la fine, la mancanza di vita, ma si intravvede - invece - sul nero la luce (oro e argento) che viene dalla speranza, anzi dalla certezza della fede nel Signore Risorto. E' lui la luce che illumina e anzi risalta meglio sullo sfondo oscuro della presente situazione di morte, lutto e distacco.
Antropologicamente rispettosi della serietà della morte e insieme teologicamente annuncianti l'irrompere della luce eterna che viene dal Risorto: questo sono i paramenti neri, mai aboliti da nessuno, ma semplicemente nascosti dall'ignoranza del clero e dal credere alle "leggende sacrestane" messe in giro dagli innovatori a tutti i costi.
 

 
QUINDI: consiglio per chi vuole fare un bel regalo alla sua Chiesa, magari in memoria di un familiare defunto, una casula nera.                            
Se poi potete spendere di più potete salvare qualcuna delle pianete antiche e ricamate che si trovano in giro, cacciate dalle sacrestie e vendute per due soldi trenta-quarant'anni fa, e adesso ricercate e rivendute (agli unici che possono usarle, i preti) a caro prezzo!

Testo preso da: Il colore liturgico per i funerali e la Commemorazione dei defunti è ancora il nero. Chi dice il contrario è "fuori strada" http://www.cantualeantonianum.com/2010/10/il-colore-liturgico-per-i-funerali-e-la.html#ixzz1cMz4LA7Z
http://www.cantualeantonianum.com

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