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venerdì 28 ottobre 2016
giovedì 20 agosto 2015
il cammello di Troia
Un incontro normale
ma anche strano
Trento. Rientro dalla Messa prefestiva delle 19,00 e per rientrare a casa devo passare davanti la stazione, separata, in questo percorso, da un bel giardino pubblico.
Ha finito di piovere e perciò ho l'ombrello chiuso e lo uso a mo di bastone.
Passo davanti a quattro ragazzi seduti sul marciapiede (non posso evitarli e non ne ho il motivo) due tipicamente africani e due si vede che sono albanesi.
Sto finendo di dire i Cento Requiem con la mano in tasca mentre sgrano i grani della corona.
Mi salutano!
- ei ciao! non ci saluti?
Resto perplessa e sorridendo rispondo: ciao!
e uno di loro che sembra il più sveglio:
- ci passi avanti e non saluti?
sempre più perplessa rispondo che stavo assorta perchè pregavo e tiro fuori dalla tasca la corona, loro guardano il crocefisso che ho al collo e sempre lui mi dice:
- tu non paura di andare in giro con "quello"?
ed io sorridendo:
- perchè, sei musulmano e dovrei temerti, dovrei avere paura di te?
e lui
- no, no, io bravo, noi siamo bravi, ma tu sei INFEDELE dovresti avere paura!
e sempre sorridendo rispondo:
- se voi siete bravi allora sono al sicuro, per ora, giusto?
e sempre lui (gli altri sghignazzano ma non intervengono)
- noi lavoriamo qui vicino, voi bravi cristiani, bravi italiani, noi semo immigrati e Italia ci da tutto...
e mi fa vedere i vestiti e ... i CELLULARI ultimo grido .... scarpe della Nike ...
- bene! - rispondo io sempre sorridendo - allora siete a posto... e da dove venite?
- ei ciao! non ci saluti?
Resto perplessa e sorridendo rispondo: ciao!
e uno di loro che sembra il più sveglio:
- ci passi avanti e non saluti?
sempre più perplessa rispondo che stavo assorta perchè pregavo e tiro fuori dalla tasca la corona, loro guardano il crocefisso che ho al collo e sempre lui mi dice:
- tu non paura di andare in giro con "quello"?
ed io sorridendo:
- perchè, sei musulmano e dovrei temerti, dovrei avere paura di te?
e lui
- no, no, io bravo, noi siamo bravi, ma tu sei INFEDELE dovresti avere paura!
e sempre sorridendo rispondo:
- se voi siete bravi allora sono al sicuro, per ora, giusto?
e sempre lui (gli altri sghignazzano ma non intervengono)
- noi lavoriamo qui vicino, voi bravi cristiani, bravi italiani, noi semo immigrati e Italia ci da tutto...
e mi fa vedere i vestiti e ... i CELLULARI ultimo grido .... scarpe della Nike ...
- bene! - rispondo io sempre sorridendo - allora siete a posto... e da dove venite?
Mi spiega due dalla Somalia e due dall'Albania, loro hanno visto la pubblicità italiana e dicono che da noi si sta bene, c'è ricchezza....
Gli ho chiesto se ciò che pensava fosse vero o se fossero rimasti delusi, mi risponde che è deluso che in Italia non ci sono molte Moschee .... Emoticon gasp
Rispondo loro che l'Italia è ancora un Paese Cattolico e mi risponde ridendo (non sorridendo):
- si ancora poco tempo perchè voi siete INFEDELI (e due), qui voi UCCIDETE i bambini prima che nascono e ora accettate i gay, tutte cose brutte....
Confesso che qui mi ha preso in castagna.... ho tentato di rispondere che tutto sommato siamo una democrazia, che abbiamo molti problemi, ma che esiste ancora il valore della vera famiglia, chi difende la nascita dei bambini e chi crede davvero in Gesù Cristo....
- per poco, per poco - mi risponde ancora ridendo (non sorridendo) e gli altri appresso sghignazzano....
Vedo che la conversazione si sta stagnando e cerco un pretesto per salutarli e andarmene... e sempre lui:
- ci lasci qualche euro per una pizza?
ed io sorridendo:
- dimmi un pò, ma gli euro di una INFEDELE non sono proibiti a voi?
- nooo! - e ride - i soldi vanno bene, servono PER LA GUERRA SANTA, per mangiare, per i cellulari ....
- e voi li mettete da parte per la GUERRA SANTA o per stasera ve li mangiate? Emoticon grin
Se li mangiavano, e gli ho creduto ... almeno per questa serata di sabato afoso di certo non sono rimasti senza mangiare .....
Confesso che tornando a casa mi sono girata istintivamente due tre volte per sincerarmi di non essere seguita ... mi sentivo un tantino a disagio e mi chiedevo - e mi chiedo ancora - il senso di questa conversazione ....
Di certo non smetterò di portare il Crocefisso al collo, nè cesserò di portare in tasca la mia amata Corona del Rosario
Di certo non smetterò di portare il Crocefisso al collo, nè cesserò di portare in tasca la mia amata Corona del Rosario
domenica 2 novembre 2014
mercoledì 28 novembre 2012
parrocchia s. maria del borgo
SAN NICANDRO GARGANICO
Parr. S. Maria del Borgo
Il colore liturgico per i funerali e la Commemorazione dei defunti è ancora il nero. Chi dice il contrario è "fuori strada"
Scriveva (il profetico) Pio XII di venerata memoria nella sua enciclica "Mediator Dei" sulla Sacra Liturgia (1947) a proposito delle innovazioni temerarie che sentiva turbinare intorno a sè già al suo tempo, con il pretesto del presunto "ritorno all'antico":
È certamente cosa saggia e lodevolissima risalire con la mente e con l'anima alle fonti della sacra Liturgia, perché il suo studio, riportandosi alle origini, aiuta non poco a comprendere il significato delle feste e a indagare con maggiore profondità e accuratezza il senso delle cerimonie; ma non è certamente cosa altrettanto saggia e lodevole ridurre tutto e in ogni modo all'antico. Così, per fare un esempio, è fuori strada chi vuole restituire all'altare l'antica forma di mensa; chi vuole eliminare dai paramenti liturgici il colore nero; chi vuole escludere dai templi le immagini e le statue sacre; chi vuole cancellare nella raffigurazione del Redentore crocifisso i dolori acerrimi da Lui sofferti; chi ripudia e riprova il canto polifonico anche quando è conforme alle norme emanate dalla Santa Sede.
Queste parole, pur valide e confermate tuttora per la messa di Paolo VI dall' Ordinamento Generale del Messale Romano al num. 346 sono rese - come spesso succede nell'odierna e superopzionale liturgia latina - carta straccia da un semplice "oppure": l'insidiosa alternativa al ribasso.
Infatti il numero 346 dell'Ordinamento in vigore afferma con forza: "Riguardo al colore delle sacre vesti, si mantenga l’uso tradizionale". L'uso tradizionale, in Italia, fino agli anni '70 era (e sarebbe ancora), per i funerali e la commemorazione dei defunti, il nero.
Quindi, secondo il capoverso e) Il colore nero si può usare, dove è prassi consueta, nelle Messe per i defunti. Peccato che in tutto l'orbe latino sarebbe prassi consueta questo colore, a parte il Giappone che godeva già di un'eccezione, perchè il colore del lutto è laggiù il bianco e non nero. Purtroppo, prima, il paragrafo d) aveva introdotto già fatto scattare l'opzione: d) Il colore viola si usa nel tempo di Avvento e di Quaresima. Si può usare negli Uffici e nelle Messe per i defunti.
Si può fare così oppure colà. La regola sarebbe il nero, ma visto che lo vogliamo eliminare e non possiamo, si son detti gli estensori della riforma, facciamo una bella opzione, poi screditiamo quello che si è sempre fatto e ritenuto ovvio e così introduciamo dovunque la seconda scelta.
E con questo "oppure", anche a causa del neo-cristiano-falso-povero uso di risparmiare sulle casule e paramenti, il nero è andato scomparendo: tanto si può usare il viola. La stessa fine ha fatto il rosaceo, che per sole due domeniche all'anno, non ha proprio la minima possibilità di sopravvivere ai tagli del budget in sacrestia!
E con questo "oppure", anche a causa del neo-cristiano-falso-povero uso di risparmiare sulle casule e paramenti, il nero è andato scomparendo: tanto si può usare il viola. La stessa fine ha fatto il rosaceo, che per sole due domeniche all'anno, non ha proprio la minima possibilità di sopravvivere ai tagli del budget in sacrestia!
Così è velocemente sparito un colore, il nero, che faceva parte integrante del linguaggio religioso della morte e del lutto. E' rimasto tenacemente fino ad oggi come colore socialmente atteso per il funerale (e vestito dai convenuti), ma è sparito dai presbiteri e dai presbitéri. E questo con oltraggiose motivazioni ideologiche del tipo: "è lugubre, fa pensare alla morte, ma noi celebriamo la risurrezione, mica la morte!". Allora - se proprio fosse vera questa la motivazione - si abbia il coraggio di passare direttamente al bianco, come fanno negli Stati Uniti, dove tutti i cattolici ormai sono sepolti con il colore dei Santi e dei Beati confessori. Il viola invece dice penitenza: ma la penitenza è per i vivi, che penitenza deve fare ormai il povero defunto? Il viola dice attesa (Avvento): oramai, per il caro trapassato, è tardi per attendere, non aspetta più nulla, l'incontro è già avvenuto.
Il viola - infine - nell'unione di blu e rosso parla dell'unione fra divino e umano: ma nel defunto noi vediamo invece la separazione dell'anima dal corpo, lo spirito torna al creatore e il corpo alla terra.
Il viola, dunque, non ha nessuna delle proprietà simboliche necessarie per significare la morte, nè la speranza della risurrezione. Tuttavia, pur di eliminare il nero (come già presagiva Pio XII parlando di andare "fuori strada") è stato comunque introdotto questo colore per le celebrazioni funebri..
Se invece si ha la fortuna di possedere nell'armadio della propria chiesa qualche pianeta funebre di un tempo, o si fa un giro sui cataloghi più recenti dei fornitori liturgici, si vedrà con sorpresa che i paramenti neri hanno una proprietà speciale. Sono sempre ricamati o intessuti di argento o d'oro.
Proprio per motivi simbolici. Stanno a dire, con il linguaggio del colore che si usa solo per le occasioni funebri: tutto sembra nero, come la morte, la fine, la mancanza di vita, ma si intravvede - invece - sul nero la luce (oro e argento) che viene dalla speranza, anzi dalla certezza della fede nel Signore Risorto. E' lui la luce che illumina e anzi risalta meglio sullo sfondo oscuro della presente situazione di morte, lutto e distacco.
Antropologicamente rispettosi della serietà della morte e insieme teologicamente annuncianti l'irrompere della luce eterna che viene dal Risorto: questo sono i paramenti neri, mai aboliti da nessuno, ma semplicemente nascosti dall'ignoranza del clero e dal credere alle "leggende sacrestane" messe in giro dagli innovatori a tutti i costi.
QUINDI: consiglio per chi vuole fare un bel regalo alla sua Chiesa, magari in memoria di un familiare defunto, una casula nera.
Se poi potete spendere di più potete salvare qualcuna delle pianete antiche e ricamate che si trovano in giro, cacciate dalle sacrestie e vendute per due soldi trenta-quarant'anni fa, e adesso ricercate e rivendute (agli unici che possono usarle, i preti) a caro prezzo!
Testo preso da: Il colore liturgico per i funerali e la Commemorazione dei defunti è ancora il nero. Chi dice il contrario è "fuori strada" http://www.cantualeantonianum.com/2010/10/il-colore-liturgico-per-i-funerali-e-la.html#ixzz1cMz4LA7Z
http://www.cantualeantonianum.com
Se poi potete spendere di più potete salvare qualcuna delle pianete antiche e ricamate che si trovano in giro, cacciate dalle sacrestie e vendute per due soldi trenta-quarant'anni fa, e adesso ricercate e rivendute (agli unici che possono usarle, i preti) a caro prezzo!
Testo preso da: Il colore liturgico per i funerali e la Commemorazione dei defunti è ancora il nero. Chi dice il contrario è "fuori strada" http://www.cantualeantonianum.com/2010/10/il-colore-liturgico-per-i-funerali-e-la.html#ixzz1cMz4LA7Z
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