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lunedì 13 marzo 2017

x invecchiare come il vino

invecchiare con garbo



Non è facile invecchiare con garbo. Bisogna accettarsi della nuova carne, di nuova pelle, di nuovi solchi, di nuovi nei. Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza, senza mortificarla in una nuova età che non le appartiene, occorre far la pace con il respiro più corto, con la lentezza della rimessa in sesto dopo gli stravizi, con le giunture, con le arterie, coi capelli bianchi all’improvviso, che prendono il posto dei grilli per la testa. Bisogna farsi nuovi ed amarsi in una nuova era, reinventarsi, continuare ad essere curiosi, ridere e spazzolarsi i denti per farli brillare come minuscole cariche di polvere da sparo. Bisogna coltivare l’ironia, ricordarsi di sbagliare strada, scegliere con cura gli altri umani, allontanarsi dal sé, ritornarci, cantare, maledire i guru, canzonare i paurosi, stare nudi con fierezza. Invecchiare come si fosse vino, profumando e facendo godere il palato, senza abituarlo agli sbadigli. Bisogna camminare dritti, saper portare le catene, parlare in altre lingue, detestarsi con parsimonia. Non è facile invecchiare, ma l’alternativa sarebbe stata di morire ed io ho ancora tante cose da imparare.
Cecilia Resio

venerdì 18 novembre 2016

mi fido del Papa

Scaraffia: «Il problema della salvezza non assilla più nessuno». Replica Costanza Miriano





Grazie a Dio non sono teologa, per cui non ci provo neanche a pesare col bilancino le parole che sono state dette dalle due parti in Svezia. Siccome sono cattolica, mi fido del Papa, e finché non cambia il Catechismo dormo come un bimbo svezzato in braccio a mia madre, la Chiesa. Una. Santa. Cattolica. Apostolica. Se cambia il Catechismo, avvisatemi (citofonate ore pasti).

Ma dire che non mi preoccupo, anzi mi fido delle scelte pastorali del Papa, non significa dire che non mi interessa ogni singolo iota del patrimonio che mi è stato tramandato. Non mi riconosco pertanto nell’incredibile articolo uscito sul Corriere della Sera a firma di Lucetta Scaraffia: «oggi molti dei profondi dissensi che hanno causato la scissione della Chiesa non hanno più ragion d’essere: il problema della salvezza non assilla più nessuno».
Io non so quali cattolici frequenti Lucetta, ma quelli che conosco io della salvezza si preoccupano eccome.

Sono quelli che vanno a messa, che affollano i santuari, che pregano (non perché siano bigotti ma perché c’è scritto nel Vangelo di pregare senza interruzione, e non l’ha detto mia nonna, ma Gesù), che digiunano, che scommettono seriamente la vita su Gesù, perché hanno trovato la felicità con lui solo. Che non vivono obbedendo a se stessi ma cercano di vivere la vita del battesimo, quindi la croce, scandalo per gli uomini, perché hanno scoperto che quella vita è meglio di quella del mondo. Sono quelli che hanno passato le porte sante perché sanno che il Giubileo non è una convention ma la possibilità della salvezza eterna per noi e per i morti a cui teniamo, contrariamente a quanto scritto:
«Così come le indulgenze sono scomparse dal nostro orizzonte, e pure l’aldilà sembra da decenni dileguato».

Non so come la risolvano gli intellettuali, ma alle persone che frequento io, tante, la morte rappresenta ancora un problema, IL problema, per l’esattezza. Come possiamo non fare i conti con questo? Nonostante la nostra cultura rimuova il tema dall’immaginario (la morte non si dice, i morti non si fanno vedere ai bambini) o al contrario lo spettacolarizzi (altro modo di esorcizzarlo), il fatto che dobbiamo morire, e che non sappiamo né come, né quando, e che dopo c’è un’altra vita, ci riguarda tutti. Io per me, mio marito, i nostri figli e quelli a cui voglio bene, spero solo che ci salviamo, e che ci ritroveremo in cielo tutti. Non voglio figli di successo, né geni, né ricchi (il pericolo pare abbastanza remoto, peraltro), ma salvi, cioè vivi in eterno. Personalmente un Dio che mi ha predestinata a una sorte che ha deciso lui non mi sembra somigliare tanto a un Padre che mi ama alla follia, ma non voglio entrare nel merito.

Forse l’articolo intendeva solo dire che pochi sono consapevoli delle verità della fede, mi sono detta. E questo è vero, è sotto gli occhi di tutti, anche dei miei. Per esempio, quando ho lanciato dal mio blog l’idea di prendere ciascuno l’indulgenza plenaria per ognuna delle vittime del terremoto di Amatrice ho passato le successive 24 ore a rimuovere migliaia di insulti e bestemmie dal mio profilo. Forse la cattolica Lucetta vorrà anche lei lanciare l’allarme, sarà come me preoccupata. E invece no. Perché prosegue:
«Perché allora litigare ancora su tutto questo? E come litigare ancora sul libero accesso ai testi sacri, se oggi anche i cattolici sono abituati a leggere la Bibbia nelle edizioni che preferiscono, in gruppi di lettura e di commento animati dalla più grande vivacità?».

Io tengo alla Tradizione, che i luterani non riconoscono, cioè al deposito della fede tramandato in duemila anni di martiri, apostoli, padri della Chiesa, teologi e santi, e il Concilio ci ha invitato a riprenderci la Bibbia, sì, ma tenendo con una mano il capo di questa lunga cordata di intelligenze e geni che non si è mai interrotta nei secoli.

«Certo, rimangono questioni teologiche aperte, come i sacramenti ‒ ridotti di numero dai luterani ‒ ma queste sono per lo più questioni che non toccano molto i fedeli».

I sacramenti trasfigurano completamente la realtà, e qui si gioca tutta la nostra fede, che non è un’ideologia, ma l’intervento attivo e personale di Dio sulla nostra vita, una presenza che cambia tutto. La confessione mi ridà l’intimità con Dio, e vorrei che lo facesse di più, perché «a chi non rimetterete i peccati resteranno non rimessi», e io ne avrei sul groppone troppi. Sul matrimonio come sacramento ho scommesso tutta la mia vita. Con la cresima sono diventata adulta (a 19 anni). L’estrema unzione spero tanto di poterla avere, per questo mi auguro di non morire all’improvviso. Meglio soffrire ma potermi preparare all’incontro.

Quanto al sacerdozio, l’altro sacramento non riconosciuto dai protestanti, è ciò che permette il più grande prodigio della terra: il pane per noi è sostanza di Dio. O quel pane è davvero Dio o siamo tutti pazzi. Miliardi di pazzi hanno popolato il pianeta negli ultimi duemila anni? Di fronte a questa domanda, mi sembrano quisquilie i temi che secondo il Corriere ci dividono dai luterani:
«il divorzio, il controllo delle nascite, l’omosessualità, cioè sulle questioni bioetiche nelle quali le chiese protestanti, nel Novecento, hanno preso una posizione quasi sempre opposta a quella cattolica».
Sinceramente, chi se ne importa di queste cose se non le misuriamo sulla vita eterna? Non me ne importa niente di essere una brava persona, mi importa di non rompere la relazione con il più bello tra i figli dell’uomo. Se non è per quello, della bioetica si occupino pure i filosofi.

da «Il Foglio» via «Il blog di Costanza Miriano»

venerdì 6 maggio 2016

ORFANI DEL CIELO

 
Un Cielo lontano-lontano ...
 




ORFANI DEL CIELO
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno IX n° 5 - Maggio 2016

Terrena despicere et amare coelestia.

 Quante volte, nelle orazioni della liturgia tradizionale, la Chiesa fa chiedere questo, “disprezzare le cose della terra e amare quelle del Cielo”! Quante volte nella Sacra Scrittura vi è un continuo richiamo ad alzare lo sguardo alle cose eterne:

 Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra (Col 3,1-2).

 E' il frutto cosciente della Pasqua cristiana: siccome Cristo è risorto ed è asceso alla destra del Padre, tu sai che la vita vera è la vita eterna e devi ormai vivere proteso verso ciò che è definitivo. Cristo è risorto, tu devi risorgere con lui, non puoi più vivere come se questo non fosse accaduto, non puoi vivere per qualcosa di meno! Ma il vivere per Cristo, vincitore del peccato e della morte, vuol dire vivere protesi verso i beni eterni, verso il Paradiso, verso il Cielo: cercate le cose di lassù.

 Il cristianesimo ammodernato ha invece avvelenato tutto e ci ha fatti orfani del Cielo. Sì, orfani del Cielo!

 Il cristianesimo che ci è stato passato in questi anni è un cristianesimo terreno, preoccupato di dimostrare di essere utile a questo mondo.

 La Madonna a Fatima non sbagliò di certo quando parlò degli errori che la Russia, se non si fosse convertita, avrebbe sparso nel mondo: il Marxismo-Comunismo è stato il più orrendo ribaltamento della religione cattolica, il sovvertimento dell'unica vera religione. Il Marxismo-Comunismo ha, in modo demoniaco, proiettato gli uomini verso un messianismo terreno: il messia atteso diventa la società nuova, che nasce dalla rivoluzione, dove tutti saranno uguali; la società comunista.

 Solo che nella maggioranza dei casi ci fermiamo, nel considerare il male di questa religione ribaltata e atea che è il Comunismo, al fiume di sangue prodotto dalle sue persecuzioni. Certo, milioni di morti ha sulla coscienza, le sue mani grondano di sangue, ma il suo male non è solo qui e innanzitutto qui. L'azione malefica del Comunismo ateo è quella propria di ogni eresia: l'avvelenamento della Chiesa.

 E la Chiesa, tragicamente, al Concilio Vaticano II, decise di non condannare esplicitamente il Comunismo ateo e così il male non trovò più barriere per penetrare nel Tempio di Dio.

 Abbiamo assistito in questi anni ad una Chiesa sempre più preoccupata di dimostrare, ai comunisti e ai post-comunisti, di essere utile alla società. Una Chiesa dimentica della vita soprannaturale, che cade sempre più nel Naturalismo; una Chiesa più simile ad una associazione di volontariato, una Chiesa tutta interna alla moderna società.

 Certo, il Cielo non è negato, in questa Chiesa, ci mancherebbe altro! Non è negato, ma è abbandonato come orizzonte ultimo, come “uscita di sicurezza” di questa vita terrena che gli uomini, laici o cattolici che siano, programmano tra di loro. Un Cielo lontano-lontano...

 Capita della nuova vita cristiano-moderna, quello che accade in troppi funerali: si accompagna all'estremo saluto chi è stato perfettamente indifferente a Dio, lo si commemora dal punto di vista umano, e poi gli si concede la prospettiva di un utopico cielo da cui lui ci guarderebbe ora, tanto per esorcizzare la morte.

 Esattamente come quei cattolici impegnati nel volontariato del mondo che, finito tutto il loro daffare, sperano che il loro agitarsi non finisca con la morte, perché Dio concede un'altra vita.

 Questa è la vita eterna del catto-comunista,  o se volete del cattolico naturalista: per lui è reale la vita di quaggiù e chiede a Dio di proseguirla dopo l'inevitabile smacco della morte corporale. È l'avvelenamento del Cristianesimo, è il suo ribaltamento, predetto a Fatima.

 Totalmente differente è la prospettiva cattolica: la vita reale è la vita eterna, che è la vita vera. È così reale, dalla Resurrezione di Cristo, che il cristiano è chiamato a volerla e desiderarla con tutta la fibra del proprio essere... cercate le cose del Cielo.
 
 Altro che orizzonte su cui proiettare le nostre speranze ed esigenze umane!, è l'esatto contrario: la vita eterna con Dio è così vera che è essa a proiettare sulla vita di quaggiù una prospettiva totalmente nuova. L'uomo deve vivere, qui ed ora, per il Cielo; e tutto ciò che dice e fa deve essere per il Cielo; e se non è per il Cielo non è degno di questo mondo.

 La Chiesa è stata posta nel mondo perché gli uomini non dimentichino questo.
 La Chiesa e il cristiano sono posti nel mondo perché gli uomini non si impadroniscano di Dio per benedire le loro cose umane, ma perché le umane vivano delle eterne e siano così salvate.
 La Chiesa c'è perché il Cielo salvi gli uomini.

 Ma la chiesa ammodernata ci ha fatto orfani del Cielo, e interessandosi freneticamente delle cose della terra ha lasciato gli uomini nella solitudine.

 Ma questa chiesa ammodernata, senza il Cielo, non sarà mai la Chiesa di Dio.

 La Messa della tradizione, e lo sperimenta chi la vive con fedeltà, è la Messa del Cielo:
 tutta protesa alle cose di Dio possa rimetterci nella giusta posizione.


 Cercate le cose di lassù: questo cercare inizia dalla Messa di sempre.

venerdì 19 febbraio 2016

IL CORPO E L’ANIMA



U CUORP’ E L’ANIMA

U cuorp è na cos important,
ma è nu bene comun,
u ten’n tutt quand
pur ci jè nulla tenent,
anz’.. jè l’unica proprietà
d’ ci non ten nient.
U cuorp quann stà in salut
non è mangh esigend,
dop mangiàt , e dop ch’è v’vut
abbast, è già cundend,
e ci pot tra nand fascenn poch 
magar .. proprij nient,
ancora megh,
non s’add’ accir 
tropp’ d’ fatij,
quindi….. per cui….
stà proprij ‘ngraziar Dij,
e non s’ lament
ca sacc’!.. com n’ ven
quann iav puntualment

culazion pranz e cen?
Ma l’anima però iè nata cos,
l’anim va studiat,
vol’ess approfondit,
jè n’attrezz tropp complicat, 
e ci no statt attiend 
t’ cumpl’chesc’ a vit.
Tra janim e cuorp
‘ngè conflitt d’interess,
u cuorp ten u cirviedd,
non è mich fess:
allor, tant privazion, 
sacr’fic’ ,e fatij
giustament , no ’n’ vol faj , 
cudd u sap ca qua ci ng’è iosc’
non ng’è quann e craj” 
L’anim invec sap
d’ jess immortal,
e sap pur ca st’ appìs:
abbàsc’ ‘ngè u ‘nfiern
e da sop u paravìs,
allor ten’ interess 
a dars chiù da faj ,
p’cchè potrebb’ scenn
invec d’ ‘nghianàj. 
Non c’è proprij rimedij 
ce brutta situazion! 
A pov’ra gent
a ci adda da raggion?
Sia l’anim ca u cuorp 
fann na person,
e allor a iess prudent,
ca cenga tu fa fa

iun o l’at ,rimmarrà scundent.
Allor a soluzion , j penz 
Ca Jè nel tuo comportament,
da com camp’
tutt da dà d’pend’: 
a fa in mod ca quann u cuorp ,
arriv a trà l’ut’m’ r’spir’
non g’ adda chiang’ assà ,
e l’an’m non tant s’adda rir.

Andrea Tuzio

giovedì 14 gennaio 2016

Si more cantando, si more sonando la Cetra, o Sampogna, morire bisogna.



Una breve video-presentazione per richiamare alla mente degli uomini di oggi il comune destino che li attende ineluttabile e imprevedibile: la Morte.


Dallo stato in cui la Morte ci troverà si deciderà la nostra sorte eterna: o la dannazione fra le fiamme dell'Inferno o la salvezza nella beatitudine del Paradiso.

Quale strada imboccare, sta a noi sceglierlo. 

Prepariamoci, dunque, ad affrontare la Morte amando con tutto il cuore N. S. Gesù Cristo, unico nostro rifugio nel Giorno dell'Ira che dissolverà il mondo come una favilla.

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Oh come t'inganni 
se pensi che gl'anni
non hann' da finire, 
bisogna morire.

È un sogno la vita 
che par sì gradita,
è breve gioire, 
bisogna morire.
Non val medicina,
non giova la China,
non si può guarire, 
bisogna morire.

Non vaglion sberate,
minarie, bravate
che caglia l'ardire,
bisogna morire.
Dottrina che giova, 
parola non trova
Che plachi l'ardire, 
bisogna morire.

Non si trova modo 
di scoglier 'sto nodo,
non val il fuggire, 
bisogna morire.
Commun'è statuto, 
non vale l'astuto
'sto colpo schermire,
bisogna morire.

La morte crudele
a tutti è infedele,
ogn'uno svergogna, 
morire bisogna.
È pur ò pazzia 
o gran frenesia,
par dirsi menzogna, 
morire bisogna.

Si more cantando, 
si more sonando
la Cetra, o Sampogna,
morire bisogna.
Si muore danzando, 
bevendo, mangiando;
con quella carogna 
morire bisogna.

I giovani, i putti 
e gl'huomini tutti
s'hann'a incenerire, 
bisogna morire.
I sani, gl'infermi, 
i bravi, gl'inermi
tutt'hann'a finire, 
bisogna morire.

E quando che meno
ti pensi, nel seno
ti vien a finire, 
bisogna morire.
Se tu non vi pensi
hai persi li sensi,
sei morto e puoi dire: 
bisogna morire.

giovedì 7 gennaio 2016

i frati bastardi all' inferno

L’inferno visto da Santa Veronica Giuliani: “Sarà sempre così. Sempre, sempre, sempre”   



Santa Veronica Giuliani (Orsola) nacque il 27 dicembre 1660. Entrò nel monastero delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello. Morì il 9 luglio 1727. Una visione dell’inferno, avuta nel 1696, è così raccontata da Santa Veronica: «Parvemi che il Signore mi facesse vedere un luogo oscurissimo; ma dava incendio come fosse stata una gran fornace. Erano fiamme e fuoco, ma non si vedeva luce; sentivo stridi e rumori, ma non si vedeva niente; usciva un fetore e fumo orrendo, ma non vi è, in questa vita, cosa da poter paragonare. In questo punto, Iddio mi dà una comunicazione sopra l’ingratitudine delle creature, e quanto gli dispiaccia questo peccato. E qui mi si dimostrò tutto appassionato, flagellato, coronato di spine, con viva, pesante croce in spalla. Così mi disse: “Mira e guarda bene questo luogo che non avrà mai fine. Vi sta, per tormento, la mia giustizia ed il rigoroso mio sdegno”. In questo mentre, mi parve di sentire un gran rumore. Comparvero tanti demoni: tutti, con catene, tenevano bestie legate di diverse specie. Le dette bestie, in un subito, divennero creature (uomini), ma tanto spaventevoli e brutte, che mi davano più terrore che non erano gli stessi demoni. Io stavo tutta tremante, e mi volevo accostare dove stava il Signore. Ma, contuttoché vi fosse poco spazio, non potei mai avvicinarmi più. Il Signore grondava sangue, e sotto quel grave peso stava. 
O Dio! Io avrei voluto raccogliere il Sangue, e pigliare quella Croce, e con grand’ansia desideravo il significato di tutto. In un istante, quelle creature divennero, di nuovo, in figura di bestie, e poi, tutte furono precipitate in quel luogo oscurissimo, e maledicevano Iddio e i Santi. Qui mi si aggiunge un rapimento, e mi parve che il Signore mi facesse capire, che quel luogo era l’inferno, e quelle anime erano morte, e, per il peccato, erano divenute come bestie, e che, fra esse, vi erano anche dei religiosi[...]. Mi pareva di essere trasportata in un luogo deserto, oscuro e solitario, ove non sentivo altro che urli, stridi, fischi di serpenti, rumori di catene, di ruote, di ferri, botti così grandi, che, ad ogni colpo, pensavo sprofondasse tutto il mondo. E io non aveva sussidi ove rivolgermi; non potevo parlare; non potevo invitare il Signore. Mi pareva che fosse luogo di castigo e di sdegno di Dio verso di me, per le tante offese fatte a Sua Divina Maestà. E avevo davanti di me tutti i miei peccati [...]. Sentivo un incendio di fuoco, ma non vedevo fiamme; altro che colpi sopra di me; ma non vedevo nessuno. In un subito, sentivo come una fiamma di fuoco che si avvicinava a me, e sentivo percuotermi; ma niente vedevo. Oh! Che pena! Che tormento! Descriverlo non posso; e anche il sol ricordarmi di ciò, mi fa tremare. Alla fine, fra tante tenebre, mi parve di vedere un piccolo lume come per aria. A poco a poco, si dilatò tanto. Mi sembrava che mi sollevasse da tali pene; ma non vedevo altro».
Un’altra visione dell’inferno è del 17 gennaio 1716. La Santa racconta che in detto giorno fu trasportata da alcuni angeli nell’inferno: «In un batter d’occhio mi ritrovai in una regione bassa, nera e fetida, piena di muggiti di tori, di urli di leoni, di fischi di serpenti [...]. Una grande montagna si alzava a picco davanti a me ed era tutta coperta di aspidi e basilischi legati assieme[...]. La montagna viva era un clamore di maledizioni orribili. Essa era l’inferno superiore, cioè l’inferno benigno. Infatti, la montagna si spalancò e nei suoi fianchi aperti vidi una moltitudine di anime e demoni intrecciati con catene di fuoco. I demoni, estremamente furiosi, molestavano le anime le quali urlavano disperate. A questa montagna seguivano altre montagne più orride, le cui viscere erano teatro di atroci e indescrivibili supplizi.

Nel fondo dell’abisso vidi un trono mostruoso, fatto di demoni terrificanti. Al centro una sedia formata dai capi dell’abisso. Satana ci sedeva sopra nel suo indescrivibile orrore e da lì osservava tutti i dannati. Gli angeli mi spiegarono che la visione di Satana forma il tormento dell’inferno, come la visione di Dio forma la delizia del Paradiso. Nel frattempo, notai che il muto cuscino della sedia erano Giuda ed altre anime disperate come lui. Chiesi agli angeli di chi fossero quelle anime ed ebbi questa terribile risposta: “Essi furono dignitari della Chiesa e prelati religiosi».
E in quell’abisso, ella vide precipitare una pioggia di anime... Ed ecco altre visioni della Santa:«Come Dante, anche la nostra Santa, appena su la soglia, ode urli, voci lamentevoli, bestemmie e maledizioni contro Dio. Vede mostri, serpenti, fiamme smisurate. È menata per tutto l’inferno. Precipitano giù, con la furia di densa grandine, le anime dei nuovi abitatori. E a quest’arrivo, si rinnovano pene sopra pene ai dannati. In un luogo ancora più profondo trova ammucchiate migliaia di anime (sono quelle degli assassini), sopra le quali incombe un torchio con una immensa ruota. La ruota gira e fa tremare tutto l’inferno. All’improvviso il torchio piomba su le anime, le riduce quasi a una sola; cosicché ciascuna partecipa alla pena dell’altra. Poi ritornano come prima. Ci sono parecchie anime con un libro in mano.

I demoni le battono con verghe di fuoco nella bocca, con mazze di ferro sul capo, e con spuntoni acuti trapassano loro le orecchie.
 Sono le anime di quei religiosi bastardi, che adattarono la regola a uso e consumo proprio. Altre anime sono rinchiuse in sacchetti e infilzate dai diavoli nella bocca d’un orrendo dragone che in eterno le digruma. Sono le anime degli avari. Altre gorgogliano tuffate in un lago d’immondizie. Di tratto in tratto sgusciano fulmini. Le anime restano incenerite, ma dopo riacquistano lo stato primiero. I peccati che hanno commesso sono i più gravi che mai vivente può immaginare. Tutte le strade dell’inferno appaiono sparse di rasoi, di coltelli, di mannaie taglienti. E mostri, dovunque mostri. E una voce che grida: “Sarà sempre così. Sempre, sempre, sempre”. Veronica è condotta alla presenza di Lucifero. Egli ha d’intorno le anime più graziate dal cielo, che nulla fecero per Iddio, per la sua gloria; e tiene sotto i piedi, a guisa di cuscino, e pesta continuamente le anime di quelli che mancarono ai loro voti. “Via l’intrusa che ci accresce i tormenti”!, urla furibondo ai suoi ministri. Levata dall’inferno, Veronica ripete esterrefatta: “O giustizia di Dio, quanto sei potente”»!
http://gloria.tv/media/orFEptnvAVH

sabato 31 ottobre 2015

Per i cari defunti

CHE VALORE HA LA PREGHIERA DI SUFFRAGIO PER I NOSTRI DEFUNTI? 

UN AMICO DOMENICANO RISPONDE




1. Il dolore di qualunque persona non ci può lasciare insensibili.

2. È molto consolante il pensiero che tutto quello che con infinito affetto hai fatto per un tuo caro il Signore l’ha ritenuto fatto a sé. Non tanto per il merito (pure esso importante), ma per la gioia di aver fatto qualcosa per il Signore.

3. Il Catechismo della Chiesa Cattolica a proposito dei defunti dice che "la nostra preghiera per loro non solo può aiutarli, ma può anche rendere efficace la loro intercessione in nostro favore" (n. 958).
Pertanto la nostra preghiera, mentre alimenta una comunione di vita che ci è preziosa, ha una duplice efficacia: aiuta le loro anime a purificarsi, e giova a noi perché è come se aprissimo un varco tra noi e loro che ci permette di sentire quanto sia potente la loro intercessione davanti a Dio a nostro favore.
Dobbiamo sapere che le preghiere e i meriti della loro vita precedente stanno sempre in atteggiamento di supplica davanti a Dio per noi.

4. Portare un fiore sulle loro tombe è una testimonianza di fede nella comunione di vita che c’è tra noi e loro.
Sappiamo che ai nostri morti la vita non è tolta, ma trasformata, come dice la Liturgia della Chiesa.
Portare un fiore è un segno di affetto che senza dubbio è gradito a Dio ed è gradito anche ai nostri morti che dall’aldilà possono apprezzare il nostro gesto.

5. Ma indubbiamente vi sono altri fiori, ancor più preziosi che noi possiamo loro donare.
E questi fiori sono costituiti dalla celebrazione della S. Messa per loro e dalle altre opere di suffragio.

6. A questo proposito il Catechismo ricorda “la preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: «Perciò Giuda Maccabeo fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato» (2 Mac 12,45)” (n. 1032).
E afferma che “fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio.
La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti” (CCC 1032).


7. Ti esorto a largheggiare più che puoi nel donare soprattutto questi fiori, che non diventano mai vecchi e il cui merito dura in eterno. 
Padre Angelo


Preghiera per i defunti

Inno Acatisto per il soccorso delle anime dei Defunti



Questo particolare inno acatisto può essere recitato in chiesa o a casa, in spirito di pietà, tanto da laici quanto da uomini ordinati, per soccorrere le anime dei defunti e aiutarli nella Scala della Prova.

Stanza 1
 O Signore, secondo i tuoi disegni i quali sono oltre gli obiettivi che il mondo ha progettato per portare alla gloria eterna, Tu che determini la causa e l'ora della morte di ciascuno fra gli uomini, concedi a tutti coloro che dall'inizio del Tempo sono morti in Te il perdono dei peccati commessi in questo mondo, si aprano per loro le tue braccia paterne e accoglili nella luce eterna e nella gioia.
E noi che, in questo giorno, la memoria dei morti noi serbiamo, cantiamo a te:
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 2
Signore, dopo aver salvato Adamo e tutta l'umanità dal supremo annientamento, hai mandato il tuo Figlio Unigenito in questo mondo e Lui, con la sua croce e risurrezione, ci ha aperto il percorso verso la vita eterna.
Abbiamo fede, Signore, nella tua infinita misericordia e guardiamo con fiducia al Regno eterno; La tua gloria per noi stessi e per coloro che ci sono cari e che già sono addormentati in Te.
E così preghiamo: Dai, o Signore, gioia alle anime che hanno concluso le lotte senza fine nella vita e fai dimenticare i dolori e le afflizioni che hanno vissuto.
Dalle altitudini della Tua dimora, sentili come un Padre amorevole, ascolta i tuoi figli e di’ loro, “i vostri peccati vi sono perdonati”.
Ricevili, o Signore, nella tua casa, in modo che possano vivere felici per sempre, tramite la condivisione della Gloria divina.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.
  
Stanza 3
 Illuminato dallo Spirito del Signore Onnipotente, San Macario uno giorno sentì una voce dal cranio squarciato  di un defunto pagano, morto da tempo, e che gli diceva “Quando pregate per coloro che soffrono le pene dell'inferno, noi come pagani  sentiamo sollievo dalla nostra sofferenza."
Che meraviglia questo potere della preghiera cristiana che porta la luce anche nell’Ade! Tutti, credenti e non credenti, ricevono consolazione e sollievo quando gridiamo: Alleluia!

Stanza 4
 Isacco il Siro una volta ha detto: "Un uomo con un cuore compassionevole prega ogni momento della sua vita, con compunzione e lacrime, per gli uomini, gli animali e tutte le cose che si muovono sulla terra, e  sono protette e purificate."
In questo stesso modo, tutti noi preghiamo il Signore di dare assistenza a coloro che si sono addormentati e diciamo: "Donaci, Signore, quanto chiediamo tramite il dono della preghiera urgente per coloro che non sono più; prendi i peccati di coloro che, nonostante la nostra indegnità, ci hanno chiesto di intercedere per loro,  perdona tutti i peccati commessi e per i quali si sono dimenticati di chiedere perdono. Ricordati, Signore, di quelli che si sono addormentati e nessuna preghiera li ha accompagnati alla dimora perenne. Apri loro, Signore, le porte del tuo regno. Ricordati anche di coloro che sono morti improvvisamente nel dolore o nella gioia.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 5
 Noi che siamo responsabili di tutti i mali del mondo, la frustrazione dolorosa di ciò che è non ha ricevuto il dono della parola, la malattia e la sofferenza di bambini innocenti, noi che abbiamo, dal peccato originale ha distrutto la meravigliosa armonia della creazione, a Te, Signore Gesù Cristo, il più innocente di tutti i martiri, poiché sei l'Unico che può assolvere ogni cosa, abbiamo il coraggio di dire:
Signore, rinviare per i peccati del mondo, dà alla creazione la sua armonia originale in modo che gli uomini, vivi e morti possano compartecipare alla tua Gloria immensa cantando: Alleluia!

Stanza 6
 Signore Dio nostro, luce soffusa, Redentore del mondo, Dio dell'Amore ineffabile che avvolgi l'Universo, sentiamo nei nostri cuori la meravigliosa preghiera che si avvicina al Padre tuo cui Tu dalla Croce ti rivolgi, e dici per chi ti ha condannato, "Padre, perdonali."
E noi, confidando nella pienezza della tua misericordia, osiamo dire: Padre che sei nei cieli, concedi l’eterno riposo per i tuoi e nostri nemici. Perdona, o Signore, chi sparge sangue innocente, coloro che hanno subìto nella loro vita e coloro che hanno costruito per la loro prosperità nel mondo rovinando con la miseria e la sofferenza gli altri. Non condannare coloro che parlano contro di noi o quelli che calunniano, ma, a vantaggio di coloro che abbiamo danneggiato inavvertitamente, pregando ti offriamo per tutti loro a concedere un vero sacramento della riconciliazione con Te a tutti gli addormentati in attesa della Tua Venuta.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 7
 Concedi, o Signore, l’eterna salvezza a tutti coloro che hanno lasciato questa vita nella sofferenza, a coloro che sono periti di una morte violenta, uccisi, sepolti vivi, alle vittime di incidenti o calamità naturali, annegati, bruciati, distrutti, mangiati; a coloro che sono morti di privazione, a causa di fame, sete, povertà.
A causa della loro fine dolorosa, o Signore, dona loro la gioia eterna affinché essi benedicano le sofferenze che hanno tragicamente sopportato come espiazione dei loro peccati e cantino così: Alleluia!

Stanza 8
Condona, o Signore, un favore speciale a coloro che si sono addormentati in Te in gioventù, a quelli che, durante la loro vita, hanno accettato la loro sofferenza come Cristo ha accettato la sua passione, e quelli che, nella loro vita su questa terra, non hanno sperimentato la gioia.
Concedi, o Signore, un favore speciale a coloro che hanno lasciato questa vita in prigione, o esausti per il lavoro che sono stati costretti a fare.
Apri, o Sempre Eterno, il tuo paradiso ai vergini e ai bambini innocenti, dai loro la gioia di partecipare alla tua Mistica Cena.
Dà consolazione, Signore, ai genitori che piangono i loro figli che hai chiamato a te e quelli che non hanno ricevuto la grazia di portare al mondo dei figli e non hanno una loro famiglia che prega per loro. E fai, Signore, che i loro peccati siano cancellati dallo splendore della tua gloria e dall'abbondanza della Tua misericordia.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 9
invia su di noi, Signore, dei segni che ci permettano di vedere la fine della nostra vita in modo da preparare noi stessi attraverso il pentimento e la penitenza al nostro ultimo viaggio. Per la tua grazia, scompaiano in noi la vanità delle cose del mondo visibile, le passioni ei tormenti, e la mente disordinata comprenda e si plachi.
Si riveli la verità eterna e gli uomini, gravati dal peso dei loro peccati e dall’incredulità, confessino, sulla soglia della morte, la Tua esistenza.
E implorino la tua grande misericordia, cantando: Alleluia!


Stanza 10
O Signore, Padre di ogni consolazione, tu che hai fatto il sole per illuminare il mondo, Datore di prosperità da tutti i frutti della terra, porta a coloro che ti amano e coloro che ti odiano gioia e speranza, con la dolcezza delle tue parole.
Crediamo, infatti, che, al di là del sepolcro, la tua infinita misericordia accoglierà tutti i peccatori e perfino quelli abbandonati e respinti da tutti.
Il nostro cuore è nel dolore, quando vediamo i malvagi sfidare la tua Santità per la loro abominevole voglia di sacrilegio; Tuttavia, Signore, salvali comunque dal loro abbassamento verso la tua santa volontà, per la pienezza di tua misericordia.
Concedi il perdono, Signore, a coloro che sono morti senza essersi pentiti dei loro peccati. Ricordati anche di coloro che, in un momento di incoscienza, hanno volontariamente finito i loro giorni. Fa' che la fiamma che brucia i loro peccati si estingua nell'oceano della tua misericordia.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 11
L'oscurità che ha colpito le anime lontane da Dio ci fa rabbrividire di terrore, sono terribili il tormento e il rimorso che straziano la coscienza, i gemiti, lo stridore di denti e la sofferenza di coloro che sono immersi nelle fiamme eterne dell'inferno.
Tremo a conoscere un simile destino, e come io prego per me, io prego per coloro che soffrono i tormenti terribili dell'Ade.
Signore fa che la nostra preghiera scenda su di loro come la rugiada del mattino scende sulla terra; e a Te cantiamo con piena voce: Alleluia

Stanza 12
La tua luce rifulge, o Cristo Dio nostro, presso tutti coloro che giacciono nelle tenebre terrificanti dell'Inferno dalle quali ti invocano.
Ma Tu, Signore, che volontariamente sei sceso nell'Ade per abbattere le sue porte, libera i tuoi figli che sono separati da Te a causa delle colpe che hanno commesso, ma che, nonostante i loro errori, non hai rinnegato.
Poiché la loro sofferenza è immensa, abbi misericordia di loro, o Signore, i loro peccati non sono certo pochi, ma sappiamo che la Tua misericordia è senza limiti. Concedi così questa misericordia infinita a queste anime miserabili e reprobe, separate da Te dalla morte a causa del peccato.
Abbi pietà di quelli che, non avendo conosciuto la tua verità hanno perseguitata la tua santa Chiesa; il tuo amore, Signore, muti il fuoco che li consuma in un paradiso refrigerante.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 13
Possiamo aiutare i tuoi servi defunti, se ci aiuti tu stesso, o Signore, per le nostre lacrime. Illuminaci, tramite visioni soprannaturali, mostraci ciò che è opportuno dire e  fare perché le preghiere e le azioni che faremo siano per noi foriere di vita eterna.
E gridiamo a Te: Alleluia!

Stanza 14
La Chiesa Universale di Cristo nostro Dio canta continuamente a Te, o Signore, le preghiere e suppliche per coloro che si sono addormentati in Te e lasciato questa terra. Tutti i peccati del mondo sono stati redenti e annientati dal Sangue Divino che scorreva dalle sacre ferite della Passione.
Il potere di pregare per i defunti davanti all'altare di Dio, rende possibile per loro passare dalla morte alla vita, dalla  Terra al Cielo.
Fa’, o Signore, che le preghiere di intercessione che la tua Chiesa intona per i morti siano per loro una rapida Scala consentendo loro l'accesso al Paradiso. Abbi pietà di loro, Signore, per intercessione della Beata Madre di Dio e sempre Vergine Maria e di tutti i santi. Perdona i loro peccati, Signore, per preghiere e suppliche della tua Chiesa fedele che, per tutto il giorno e ogni notte, implora Te per la loro salvezza. Perché dei bambini innocenti, hanno i genitori misericordia; Con le lacrime le madri cancellano gli errori dei bambini; per le preghiere e il sangue dei martiri, perdona i peccatori e conducili a Te nella pietà. Accetta, o Signore, le nostre preghiere e suppliche così che completino le buone azioni che hanno compiuto coloro che sono giunti a Te, Padre Eterno e Filantropo.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 15
Il nostro intero pianeta è in qualche modo un’enorme tomba sacra e ovunque si trovano i resti dei nostri padri e dei nostri fratelli che popolano questo mondo, sin dal suo inizio. O Signore, il tuo amore per gli uomini è immutabile, Cristo nostro Dio,
e Te preghiamo: perdona tutti quelli che hanno vissuto su questa terra fin dall'inizio del Mondo e che ci hanno preceduto nella morte, in modo che in comunione di spirito e verità cantare a Te: Alleluia!

Stanza 16
Quando all'improvviso, come una fiamma divorante, salirà solenne e terribile giorno del giudizio nei Giorni Ultimi, dai libri che vengono trascritti dagli Angeli saranno aperti e tutte le azioni della nostra vita e tutti i segreti saranno evidenti a ogni uomo. "Sottomettiti dunque a Dio", ha detto l'Apostolo Giacomo.  "Riconciliati col fuoco temuto!" Accetta, o Signore, le preghiere e le intercessioni di vita che si possono portare a coloro che sono addormentati, come viatico mancante per accedere al tuo Regno. Concedi , Signore, che il suono delle trombe angeliche per loro sia l'annuncio del loro saluto e che, al momento del tremendo Giudizio, siano tra coloro che troveranno misericordia. Corona di gloria, Signore, coloro che durante la loro vita hanno sopportato la sofferenza a causa del tuo nome e riempi della tua grazia i difetti di coloro che, per debolezza, hanno commesso il peccato.
Signore, Tu che sai di ognuno il nome, mostra misericordia per tutti, monaci, monache, a tutto il clero e alle loro famiglie.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 17
Benedici lo scorrere del tempo, poiché ogni ora che passa, ogni momento che passa ci avvicina alla nostra eternità. Ogni nuova frase, ogni capello bianco è un messaggio del mondo per noi e ribadire che tutta la vita sulla terra è corruttibile ed effimera.
Questi messaggi ci confermano che tutto quello che viviamo sulla terra scomparirà e
tuttavia ci avvicina al Regno dei Cieli.
Questo ci avvicina al Regno dei Cieli: luogo ove non ci sono tristezza o dolori, ma dove sempre risuona la canzone di gioia: Alleluia

Stanza 18
Come gli alberi perdono le  foglie, quando la stagione finisce, così i giorni della nostra vita stanno scemando con il tempo fugace.
L'usura ci raggiunge, giorno dopo giorno, la fiaccola della gioia in noi si consuma. I nostri amici e parenti stanno raggiungendo la terra. Dove sono tutti coloro che, nella gioia, vivono la loro bella gioventù? I loro resti mortali sono silenziosi, ma la loro anima è nelle tue mani, o Signore. E immaginiamo che essi vedono occhi, quelli che già sono nel mondo immateriale della divina gloria. Signore, Tu sei il Sole il cui splendore inimmaginabile illumina e riscalda il luogo in cui si trovano coloro che sono morti. O Dio, che dopo un tempo breve di amara separazione, dacci, o Signore, la gioia di vederli un giorno nel tuo Regno.
Concedi, Signore, che possiamo essere uno in Te. Fai, o Signore, che coloro che sono entrati nell’eternità, abbiano la purezza dell'infanzia e la bellezza dei giovani; fa’ che la loro vita nell'Aldilà sia per loro una eterna Pasqua.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 19
Mentre silenziosamente piangiamo sulla tomba dei nostri cari, preghiamo pieni di speranza il Signore Dio nostro che mandi una rivelazione soprannaturale che ci rassicuri sul loro Destino. Dicci che hai perdonato i loro peccati per noi cosicché, gioiosi, cantiamo a Te: Alleluia!

Stanza 20
Quando rifletto e vedo il mio passato e il percorso delle vie nella mia vita, una folla di uomini, dai miei primi anni fino ad ora hanno lasciato questa terra, il loro ricordo riaffiora in me. Molti di loro erano buoni con me e mi hanno fatto del bene.
 Sento profonda gratitudine verso di loro e dico: Ai miei genitori, alla mia famiglia, a tutti coloro che mi hanno soccorso nella mia infanzia e che mi hanno guidato nella vita, a loro concedi, Signore, il riposo eterno e la gioia senza fine.
Glorificano il Signore, e stanno dinnanzi a lui prima dei santi angeli, quelli che mi hanno insegnato la Tua parola di verità, o Dio, mi hanno mostrato il tuo sentiero, mi hanno insegnato il Bene con l'esempio di una vita virtuosa.
 Addolcisci, Signore, la sofferenza di coloro che, durante i miei giorni di tristezza e di sconforto mi hanno dato quello che mi serviva, come hai fatto Tu, una volta, con gli Ebrei nel deserto, inviando loro la Manna dal Cielo affinché si nutrissero.
Premia, Signore, tutti coloro che materialmente e spiritualmente mi hanno fatto sentire bene nell’arco della mia vita.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 21
 O morte, dov'è il tuo dardo? Dove sei, cupo corteo di paura e oscurità? Noi ci aspettiamo e ci auguriamo che  la morte ci unisca a Dio! Sei diventato per noi l’infinito misterioso settimo giorno cui il Signore ha conferito il suo sigillo quando la creazione è stata completata. “Voglio morire per essere con Cristo” ha esclamato un apostolo. E sappiamo che la morte è il passaggio alla vita eterna, così diciamo nella gioia e nella attesa: Alleluia!

Stanza 22
I morti risorgeranno, quelli che sono nelle tombe usciranno dai sepolcri e gloriosamente trasfigurati gioiranno sulla Terra. Nella valle delle ossa secche in attesa della parola del Signore: " Così ha detto il Signore Iddio a quest’ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito, e voi riviverete; e metterò sopra voi de’ nervi, e farò venir sopra voi della carne, e vi ricoprirò di pelle; poi metterò lo spirito in voi, e riviverete; e conoscerete che io sono il Signore."
Alzati quindi, il tempo è venuto, i peccati sono stati espiati dal Figlio di Dio, il Quale con la sua morte, hanno donato la vita, alzati, e la potente luce della Risurrezione Cristo ci trasfigura.
Mostra loro, Signore, ora, la pienezza della tua perfezione, tu che brilli su di loro come sfolgora la luce del sole e della luna, e concedi loro di vedere i volti luminosissimi delle sante potenze incorporee. Come hai mostrato loro la splendida illuminazione del Cielo, mostra loro come la luce senza fine della tua gloriosa divinità.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 23
 La nostra natura umana, la nostra carne e il nostro sangue non possono, in quanto tali, ereditare il Regno di Dio; Finché vivremo nella nostra carne, noi rimarremo separati da Cristo nostro Dio. Tuttavia, mentre torniamo al nulla, vivremo per sempre. Carne e sangue mortali, inevitabilmente destinati alla distruzione, non possono essere distrutti, poiché ci sarà l’immortalità alla luce immutabile del giorno senza tramonto, e il canto infinito sarà: Alleluia!

Stanza 24
 Pieni di fiducia nella Sua promessa, aspettiamo il momento beato e solenne quando saremo innanzi al nostro benedetto Dio e Salvatore nostro. Attendiamo la luce dell'alba del Giorno della Resurrezione, il tempo sublime e meraviglioso quando tutti i nostri genitori, tutti quelli che ci sono stati parenti, tutti quelli che abbiamo conosciuto e che ci conoscevano, scavalcheranno le loro tombe per cantare con noi un inno di lode al Signore Onnipotente. Siamo in attesa, piena di speranza, del momento benedetto della trasfigurazione dell'umanità e, in anticipo, ti benediciamo, Signore, che un giorno creerai per noi ancora, per un'eternità di meraviglie.
Signore Dio, Tu hai creato tutte le cose per il mondo e la bellezza e la gioia prevarranno. Tu che dal nulla ci hai condotto alla Santità; Te noi preghiamo, concedi a chi si è addormentato in Te, di vivere gloriosamente nella vita nuova; Fa’ che i sapienti celesti splendano il giorno del loro trionfo e che Tu, l'Agnello di Dio, sia per loro luce del immutabile Giorno senza crepuscolo e senza fine.
Tu, o Signore, donaci di celebrare con loro la gioia dell’eterna Pasqua e di rivedere tutti coloro che abbiamo incontrato, vivi e morti, in una felicità senza fine.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 25
O Signore, nostro Dio, Padre Eterno,  infinitamente misericordioso, Tu che per la Salvezza del mondo, inviasti il tuo Unico Figlio alle anime in difficoltà hai diffuso su di loro il tuo Spirito Vivifico, abbi misericordia e concedere la Redenzione ai nostri genitori, ai nostri parenti, a tutti coloro che si sono addormentati in Te, a partire dall'inizio del Tempo. Attraverso la loro intercessione, abbi pietà di noi, e uniscici a coloro che in vita ci hai fatto incontrare così che in una gioia pura cantiamo Te, Dio Salvatore, questa canzone di gloria trionfante: Alleluia!

Si ripete ancora tre volte la stanza 3. Poi si ripete la Stanza 1 e la stanza 2.

Preghiera per i defunti.
Dio degli spiriti e di ogni carne, tu che hai calpestato la morte, distrutto l’esistenza del Male e hai dato al mondo la Vita, Tu, Signore, Dio nostro, concedi il riposo eterno all'anima dei tuoi servi che sono morti: ai santi patriarchi, ai metropoliti, arcivescovi e vescovi, al clero e agli ordini monastici, a coloro che hanno contribuito alla costruzione di questo santuario e ai nostri antenati, ai genitori, fratelli e sorelle che giacciono qui e in qualsiasi luogo del mondo, ai soldati che hanno dato la vita per la fede e la patria, ai nostri fratelli cristiani morti in guerre civili o sommosse, annegati, bruciati, congelati, ai morti in miseria, agli uccisi da bestie feroci, a coloro che sono morti improvvisamente senza confessione, senza aver avuto il tempo di rivolgersi a Te, alla tua Chiesa, o agli uccisi dai propri nemici. Dà anche la pace e il riposo a coloro che, in un momento di follia, hanno volontariamente privato se stessi della vita, e quelli che non hanno nessuno che preghi per loro, a tutti i defunti cristiani senza funerale e soprattutto i tuoi servi e serve [...] che hanno chiesto di essere ricordati nelle preghiere, mentre noi siamo indegni di farlo.  Concedi a tutte e tutti, Signore, il riposo eterno in una sala nella tua Dimora, un’aula di luce, refrigerio, riposo e la pace, nella quale sono assenti il dolore, la tristezza e le lacrime.

AMEN

 

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