venerdì 13 giugno 2014
sacerdote assasinato
Rapina in Arizona, un sacerdote morto
e un altro gravemente ferito
Il fatto è avvenuto mercoledì scorso, presso la chiesa Mother of Mercy Mission. Il prete rimasto ucciso aveva 28 anni
Un sacerdote è morto e un altro è in condizioni critiche, a Phoenix, in Arizona, a seguito di un furto avvenuto nella chiesa Mother of Mercy Mission. Il fatto risale a mercoledì sera. Riferita dapprima dalla Cnn, la notizia ha iniziato a circolare anche attraverso altri canali.
Secondo le informazioni fornite dal sito Rorate Coeli, nonché dal Distretto statunitense della Fraternità Sacerdotale San Pietro, il sacerdote ucciso è padre Kenneth Walker, di 28 anni. Invece l'altro sacerdote, gravemente ferito nel corso del furto, e per la cui vita c'è molta preoccupazione, si chiama p. Joseph Terra ed è un cinquantaseienne. I due preti appartengono alla Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP).
Gli autori del gesto non sono stati ancora identificati, al momento - riferisce la polizia - non si hanno sospetti su alcuno. In queste ore si stanno raccogliendo informazioni per risolvere il caso.
Messe senza frutto
«LA MESSA CELEBRATA MALE, UN ORRORE CHE NON NE DISTRUGGE L'ESSENZA, MA NE DEVASTA LA FIORITURA»
di don Dolindo Ruotolo (1882-1970)
Non vi è un apostolato più bello di una Messa celebrata bene e santamente. La rovina del mondo è dovuta principalmente alla Messa celebrata male! E' un orrore che non distrugge l'essenza della Messa, ma ne devasta la fioritura.
C'è tanto da purificare fra gli Ordini religiosi, tanto da rinnovare. Se si entrasse nei migliori ordini religiosi, oggi, a... spazzare un poco, si solleverebbe un uragano di polvere!
[c'è la necessità di] purificare la Chiesa degli elementi guasti. Perché tenere a forza tanti Sacerdoti nel seno della Chiesa, quando dovrebbero essere accompagnati fuori, direi quasi, con la banda e la grancassa, lieti tutti di liberare la Chiesa degli elementi marciti?
Studiando, lo confesso, mi sono accorto con pena della pericolosa deviazione degli studi moderni, che si orientano sempre più, dolorosamente, al razionalismo dissidente e alla filosofia tedesca
Bisognerebbe intensificare le preghiere e la devozione a Maria SS.ma, ma dolorosamente la devozione a Maria SS. è decaduta in tante anime, che credono, così, di avvicinare alla Chiesa i separati, quando, col loro atteggiamento, si avvicinano agli errori dei dissidenti e non se ne accorgono... E' una immensa pena per la povera anima mia.
Si stampano su riviste cattoliche e da sacerdoti, errori, veri errori contro la Madonna e le cose più sante delle tradizioni della Chiesa. Si parla di aggiornamento ai tempi, ma c'è in realtà un aggiornamento al mondo ed allo spirito satanico. Non cooperate alla demolizione di quello che fa del vostro Ordine uno dei più belli della Chiesa. Rimanete puntello della Chiesa in questi tempi così pericolosi. Occorrono le parole che disse Pio XII ai Gesuiti: «O rimanete quali siete, nello spirito del fondatore, o è meglio che non siate più». Parole di grande attualità per tutti gli Ordini religiosi.
C'è tanto da purificare fra gli Ordini religiosi, tanto da rinnovare. Se si entrasse nei migliori ordini religiosi, oggi, a... spazzare un poco, si solleverebbe un uragano di polvere!
[c'è la necessità di] purificare la Chiesa degli elementi guasti. Perché tenere a forza tanti Sacerdoti nel seno della Chiesa, quando dovrebbero essere accompagnati fuori, direi quasi, con la banda e la grancassa, lieti tutti di liberare la Chiesa degli elementi marciti?
Studiando, lo confesso, mi sono accorto con pena della pericolosa deviazione degli studi moderni, che si orientano sempre più, dolorosamente, al razionalismo dissidente e alla filosofia tedesca
Bisognerebbe intensificare le preghiere e la devozione a Maria SS.ma, ma dolorosamente la devozione a Maria SS. è decaduta in tante anime, che credono, così, di avvicinare alla Chiesa i separati, quando, col loro atteggiamento, si avvicinano agli errori dei dissidenti e non se ne accorgono... E' una immensa pena per la povera anima mia.
Si stampano su riviste cattoliche e da sacerdoti, errori, veri errori contro la Madonna e le cose più sante delle tradizioni della Chiesa. Si parla di aggiornamento ai tempi, ma c'è in realtà un aggiornamento al mondo ed allo spirito satanico. Non cooperate alla demolizione di quello che fa del vostro Ordine uno dei più belli della Chiesa. Rimanete puntello della Chiesa in questi tempi così pericolosi. Occorrono le parole che disse Pio XII ai Gesuiti: «O rimanete quali siete, nello spirito del fondatore, o è meglio che non siate più». Parole di grande attualità per tutti gli Ordini religiosi.
pensieri tratti da «Fui chiamato Dolindo che significa dolore».
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il figlio oggetto
Così la Corte costituzionale tratta il figlio come oggetto
Nella sentenza della Corte costituzionale sulla fecondazione eterologa – la n. 162 del 9 aprile, depositata due giorni fa – ci sono delle affermazioni di principio, delle enunciazioni di limiti e delle indicazioni di prospettiva.
Riservandomi di tornare sui limiti del ricorso all’eterologa ricavabili dalla pronuncia della Consulta e su che ciò che potrà accadere in applicazione di essa, mi soffermo oggi sulle dichiarazioni di principio. Una prima lettura ne fa individuare tre, che ricavo da altrettanti passaggi della sentenza:
a. la scelta di una coppia sterile o infertile di utilizzare la tecnica di Pma-procreazione medicalmente assistita eterologa coincide, secondo la Consulta, con la scelta “di diventare genitori e di formare una famiglia che abbia anche dei figli”. Ebbene, tale scelta è qualificata “espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi”: una “libertà” costituzionalmente fondata (si richiamano in proposito gli articoli 2, 3 e 31 Cost.), “concernendo la sfera più intima e intangibile della persona umana”. E se è vero che “la Costituzione non pone una nozione di famiglia inscindibilmente correlata alla presenza di figli”, la “formazione di una famiglia caratterizzata dalla presenza di figli, anche indipendentemente dal dato genetico è favorevolmente considerata dall’ordinamento giuridico (…) come dimostra la regolamentazione dell’istituto dell’adozione”;
b. la Corte chiama in causa anche il diritto costituzionale alla salute, non escludendosi che “l’impossibilità di formare una famiglia con figli insieme al proprio partner, mediante ricorso alla PMA di tipo eterologo, possa incidere negativamente, in misura rilevante, sulla salute della coppia”. Il termine “salute” va quindi inteso come “comprensivo anche della salute psichica, oltre che fisica”;
c. non rappresenta un ostacolo il “diritto alla identità genetica”, poiché esso si pone in modo similare nei casi di adozione o per la “madre che alla nascita ha dichiarato di non voler essere nominata”.
Sono affermazioni non nuove nella giurisprudenza della Consulta. Le prime due richiamano alla memoria le sentenze costituzionali che, dopo l’entrata in vigore della legge sull’aborto, respinsero tutte le ordinanze di illegittimità sollevate dai giudici di merito, soprattutto negli anni immediatamente seguenti all’approvazione della 194/1978. In quelle decisioni l’argomento maggiormente utilizzato è stata la prevalenza del diritto alla salute della donna: in esse “salute” significa non già assenza di patologie, più o meno gravi, bensì pieno benessere fisico e psichico.
E poiché la legge 194 ha un impianto ipocritamente terapeutico – le varie indicazioni all’aborto rilevano in quanto hanno una ricaduta sulla “salute” della gestante – l’estensione del concetto di “salute” e il contestuale richiamo alla tutela di essa di cui all’art. 32 Cost., hanno reso l’aborto “costituzionale”. Il di più della sentenza n. 162 è il riconoscimento di fondamento costituzionale alla “libertà di autodeterminarsi” in ordine alla formazione di una famiglia con figli; l’identità di logica con la disciplina dell’aborto è evidente pure qui: se la “libertà di autodeterminarsi”, unito alla nozione lata di “salute”, ha un peso tale da avere la meglio sulla vita di un figlio che già esiste e che ha il solo limite di essere troppo giovane, è ovvio che incida parallelamente sulla possibilità di avere un figlio con gameti estranei alla coppia. Il dato comune è che il figlio è un oggetto: un oggetto da rimuovere, benché essere umano a tutti gli effetti, se ha avuto la cattiva idea di essere concepito in contrasto con un’autodeterminazione che andava nella direzione opposta; un oggetto da ottenere perfino col patrimonio genetico – e quindi con l’identità – di altri, se l’autodeterminazione si volge al suo conseguimento.
E poiché la legge 194 ha un impianto ipocritamente terapeutico – le varie indicazioni all’aborto rilevano in quanto hanno una ricaduta sulla “salute” della gestante – l’estensione del concetto di “salute” e il contestuale richiamo alla tutela di essa di cui all’art. 32 Cost., hanno reso l’aborto “costituzionale”. Il di più della sentenza n. 162 è il riconoscimento di fondamento costituzionale alla “libertà di autodeterminarsi” in ordine alla formazione di una famiglia con figli; l’identità di logica con la disciplina dell’aborto è evidente pure qui: se la “libertà di autodeterminarsi”, unito alla nozione lata di “salute”, ha un peso tale da avere la meglio sulla vita di un figlio che già esiste e che ha il solo limite di essere troppo giovane, è ovvio che incida parallelamente sulla possibilità di avere un figlio con gameti estranei alla coppia. Il dato comune è che il figlio è un oggetto: un oggetto da rimuovere, benché essere umano a tutti gli effetti, se ha avuto la cattiva idea di essere concepito in contrasto con un’autodeterminazione che andava nella direzione opposta; un oggetto da ottenere perfino col patrimonio genetico – e quindi con l’identità – di altri, se l’autodeterminazione si volge al suo conseguimento.
Così, in linea con la giurisprudenza costituzionale in tema di aborto, i diritti e le libertà sono riconosciuti a tutti fuorché al più debole, e cioè al concepito e/o a colui che verrà al mondo al termine di una Pma eterologa. Come non ha alcun rilievo il diritto alla vita del concepito, e ancor meno quello alla salute, allo stesso modo per il nato da eterologa il diritto alla salute è già programmato con qualche limite rispetto ai nati per via naturale o da Pma omologa: come si fa una anamnesi completa se sono ignoti i precedenti sanitari del padre o della madre biologici? E una anamnesi incompleta non significa minori opportunità terapeutiche, e quindi lesione, al tempo stesso, della salute e della eguaglianza?
Il richiamo, che la Corte fa, all’adozione o alla madre che non intende essere nominata, si commenta da sé: adozione e non riconoscimento della madre sono situazioni incomparabili con l’anonimato del donatore di gameti, che è punto fermo della disciplina della tecnica eterologa. Nell’adozione e nella madre che lascia il bambino comunque la vita umana c’è e i dati su chi l’ha voluta sono disponibili, se pure custoditi in modo riservato: la presa in carico di quella vita da parte di una famiglia, ovvero il non aver impedito che venisse al mondo, è qualcosa che supera difficoltà e ostacoli. Il ricorso all’eterologa avviene invece perché la vita umana non c’è: l’anonimato del donatore è in quasi tutte le legislazioni condizione essenziale per l’operatività della tecnica; ciò significa mettere in conto la non disponibilità dei dati essenziali sul figlio.
Il richiamo, che la Corte fa, all’adozione o alla madre che non intende essere nominata, si commenta da sé: adozione e non riconoscimento della madre sono situazioni incomparabili con l’anonimato del donatore di gameti, che è punto fermo della disciplina della tecnica eterologa. Nell’adozione e nella madre che lascia il bambino comunque la vita umana c’è e i dati su chi l’ha voluta sono disponibili, se pure custoditi in modo riservato: la presa in carico di quella vita da parte di una famiglia, ovvero il non aver impedito che venisse al mondo, è qualcosa che supera difficoltà e ostacoli. Il ricorso all’eterologa avviene invece perché la vita umana non c’è: l’anonimato del donatore è in quasi tutte le legislazioni condizione essenziale per l’operatività della tecnica; ciò significa mettere in conto la non disponibilità dei dati essenziali sul figlio.
Rinviando – come si diceva all’inizio – a una prossima puntata la ricognizione dei limiti che comunque la Consulta pone al ricorso all’eterologa, e quindi la possibile risposta al quesito “e adesso che succede?”, c’è qualcosa che va osservato subito. La Corte costituzionale non è una entità esterna rispetto alle istituzioni e all’ordinamento: per come viene costituita e rinnovata, è anzi espressione delle istituzioni – il Parlamento, le Magistrature, il Capo dello Stato – e riflette gli orientamenti culturali prevalenti nell’ordinamento. Non è un caso se da decenni il Giudice delle leggi ha consolidato una giurisprudenza ostile a una corretta antropologia, affermando diritti e libertà che prevalgono sul diritto alla vita e sull’integrità della famiglia; ciò dipende anzitutto dal fatto che in larga parte delle università e dei luoghi di ricerca si sono affermate da tempo posizioni che vanno esattamente nella stessa direzione. Dipende pure, se pure con minore incidenza, dal fatto che, perfino quando il Parlamento aveva maggioranze che hanno permesso di approvare la legge 40 o – per ricordare un’altra legge demolita su impulso della Consulta – la Fini-Giovanardi, non si è però curato di esprimere giudici costituzionali culturalmente pro life o pro family.
Si può continuare a recriminare sulle sentenze della Corte: e ve ne è copiosa ragione. Ma, poiché le lamentazioni non costruiscono nulla, si può intensificare e approfondire un lavoro culturale che affronti in modo diretto e coraggioso le motivazioni della Corte, le contesti con argomenti saldi, e provi a costruire orientamenti alternativi, fondati sulla natura dell’uomo. Un lavoro lungo, per il quale è impossibile fissare date di raccolta dei risultati. Un lavoro però che, se non avviato, non deve far sorprendere di fronte a decisioni come quella sull’eterologa. Senza dire che ragioni salde, fondate su una logica coerente, sono la premessa più adeguata perché alla fine si trovi qualche giudice costituzionale che non riduca il bambino a un oggetto.
giovedì 12 giugno 2014
il giovane clero cresce
“Ho mangiato l’ostia sputata via da un malato”. I bravi preti ci sono, e sono tutti giovani
Posted on 29/04/2014 by Il Mastino
Sono i semi gettati nel deserto del post-concilio da san Giovanni Paolo II aiutato dal suo prefetto Ratzinger, destinato a succedergli. I bravi preti ci sono, e sono quasi tutti giovani e io li sento, li leggo, li vedo. Se non li vediamo tutti è perché sono ancora dei piccoli germogli dispersi nel deserto. Ma le oasi e talora le foreste nascono da un germoglio sperduto nel deserto che è sbocciato. Basta un soffio dello Spirito.
di Antonio Margheriti Mastino
Sono contro il pessimismo eccessivo perché è l’altra faccia dell’ottimismo demenziale. Sono contro a dire che “tutti i preti” di oggi fanno pena. Non è vero, non può essere vero, e lo vedo con i miei occhi. Anzi che sono pure migliorati rispetto a quelli di qualche anno fa, anche se i seminari, in senso inversamente proporzionale, laddove non hanno chiuso sono peggiorati.
È scomparso senza salutare il seminarista bambino. Menomale!
È che si sono impegnati da loro, questi giovani preti validi, studiando da soli, ricercando appassionatamente la verità per sé e, una volta trovata, avevano l’ansia di comunicarla integrale agli altri, perché il neofitismo è un fuoco e il fuoco sopravvive e si alimenta trasmettendosi e ardendo altrove, divorando insaziabile. Sono dei convertiti, e perciò le loro vocazioni sono dette (quasi) “adulte”.
Infatti non ce ne siamo accorti, ma è scomparsa all’improvviso e ormai del tutto e crediamo definitivamente una figura classica, quella dell’antico seminarista così come eravamo abituati a immaginarlo e vederlo: un bambino tutto perfettino cresciuto nelle chiuse mura del seminario, nascosto al mondo, senza esperienza della vita e delle sue tentazioni, avviato al sacerdozio più che vocato: i danni che hanno fatto, poi crescendo, questi seminaristi “avviati” al sacerdozio anziché chiamati!
I più furiosi demolitori del post-concilio, erano loro: odiatori di tutto quanto sapeva ancora di cattolico e di “chiuso” come le mura seminariali che li avevano separati dal mondo (e dagli affetti) e senza accorgersi “avviati” al sacerdozio così come si avvia un apprendista artigiano all’artigianato, non avendone una vocazione profonda, matura; loro i primi a strapparsi di dosso con furore la talare e rifiutare con risentimento ogni altro segno sacrale; loro i primi a spogliarsi.
Occorrono non preti “adulti” ma maturi
Oggi il vero seminario è il “mondo”: lì impari tutto quello che “non è” Cristo; cosa è la falsa libertà che si presenta sotto la specie di libertinismo. Una volta che hai scoperto cosa “non è” Cristo, scopri “cosa è” il demonio. Presto scoprirai pure cosa Cristo è veramente. E allora puoi dire come in Paolo «non sono io che Ti ho trovato, sei Tu che mi hai cercato». La chiamano “vocazione adulta”, dice.
Erano anni che non avevamo tanti bravi preti
Mi diceva oggi sul mio fb qualcuno, a proposito del mio articolo di ieri sulla scomparsa del “catechismo” dall’orizzonte di molti praticanti, più per hobby che per convincimento:
«Molto bello il tuo articolo, ma non servirà a nulla. Ho provato a spiegare queste cosa da anni ai preti e monaci che conosco, semplicemente sembra che la cosa non li riguardi».
Naturalmente è vero, e questo che mi parla è uno che dopo una vita mondana e un lavoro lontanissimo per sua natura da prospettive di fede, anzi fiero nemico della prospettiva cristiana, questo qui all’improvviso si è convertito. E allora è andato a bussare alle porte delle sacrestie e dei conventi toscani per comunicare la sua svolta, per ricevere aiuto, essere accompagnato nella fede che aveva scoperto, per scoprire oltre. Quando preti e frati non gli hanno sbattuto la porta in faccia, gli hanno spiegato che non era necessario convertirsi, anzi semmai era pure una cosa sconveniente.
Saranno certamente quei preti e frati “avviati” (da bambini), senza essere veramente vocati, al sacerdozio, col risultato che odiano il sacerdozio e il Sommo Sacerdote. Perché odiano quella vita che non era disegnata per loro, non scelta con spirito adulto, e che perciò ora trovano tediosa, sono senza ansia missionaria, senza fuoco: carne cruda. E di conseguenza, con fastidio hanno trattato questo convertito, loro desiderosi semmai di vivere quella vita dalla quale disilluso il neoconvertito sta scappando e della quale loro non hanno fatto esperienza, fra tanti rimpianti. Ecco perché odiano quell’altare che non li ha resi liberi, ma prigionieri di una vocazione sbagliata, mentre ormai tutto è irreparabile; allora ti spieghi il loro ostinato, suicida tentativo di mondanizzare la loro parrocchia: se non hanno ottenuto il mondo, che sia la chiesa a somigliargli. Una compensazione e una vendetta inconscia.
Rispondo a questo amico che non è vero, ci stanno tanti giovani preti capaci da qualche anno, li vedo. Se problemi hanno glieli creano più che i fedeli i vescovi o i parroci più anziani, per tacere dei formatori seminariali. Erano anni che non c’erano tanti bravi preti, e in questo è stato fondamentale l’esempio di Wojtyla e Ratzinger. Ma anche tanta buona apologetica. Un ragazzo che ha letto Messori e poi è diventato prete, sarà un bravo prete. Tanti così. Questo dico. E aggiungo che, fra l’altro, da anni, vedo giovanissimi preti persino in talare, e vecchi preti vestiti come operai Fiat e col cervello da adolescenti. Frustrati per giunta.
I teneri germogli dispersi nel deserto: i giovani preti
Un giovane prete, dunque, uno di quei preti dei quali sempre e comunque, generalizzando, diciamo male, ma che – mi dico – forse proprio in base a queste critiche riescono talora a orientarsi e regolarsi, facendo in modo d’essere diversi da tanti loro confratelli anziani e in crisi di identità, disposti a diventare tutto pur di non essere semplicemente sacerdoti di Cristo, tanto poco gli sempre il sacerdozio, e che puntualmente contestiamo, magari con insolenza (ma del resto loro pure sono cocciuti e arroganti). Ecco, questo giovane sacerdote, queste parole commoventi e che un po’ impressionano mi scrive:
«Ciao Mastino. A proposito di sacrilegio e profanazione dell’Eucaristia. La bestia ignorante del mio predecessore bruciava le ostie che i poveri anziani della casa di riposo di tanto in tanto sputavano. Io ne sono testimone. Mi è già capitato un paio di volte di ingoiare le ostie che qualche povero anziano ha sputato perché incosciente. L’ultima volta ho aggredito la ausiliare cretina che mi ha detto che l’avrebbe bruciata. Gli ho urlato che era il Corpo di Cristo e ho preso la particola piena di saliva e l’ho ingoiata. Questo gesto di per sé disgustoso mi ha dato una grande carica perché atto d’amore per il mio Signore. Non pubblico queste cose per evitare di scandalizzare i piccoli. Ma quanta rabbia mi viene nel vedere trattato così il Signore! Ciao».
Io non avrei avuto il coraggio: io che tante volte ho dato del “cacasotto” a tanti preti.
“Non sono più io che vivo, sei tu Signore che vivi in me”, dice Paolo. Quando un prete giovane riesce a realizzare questo, è pronto a tutto. Ce ne sono!
Sono i semi gettati nel deserto del post-concilio da san Giovanni Paolo II aiutato dal suo prefetto Ratzinger, destinato a succedergli.
I bravi preti ci sono, e sono quasi tutti giovani e io li sento, li leggo, li vedo. Se non li vediamo tutti è perché sono ancora dei piccoli germogli dispersi nel deserto. Ma le oasi e talora le foreste nascono da un germoglio sperduto nel deserto che è sbocciato. Basta un soffio dello Spirito.
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mercoledì 11 giugno 2014
non turbetur cor vestrum
The 111th Proms season sails triumphantly off into the sunset as Walton, Lambert and Korngold complete the nautical theme for this year's Last Night celebrations. Sir Henry Wood's Sea-Songs are performed, in their centenary year, with their original bugle calls restored; illustrious counter-tenor Andreas Scholl sings Handel and Purcell, and John Williams performs Rodrigo's celebrated concerto. During the interval, a taste of the Proms in the Park festivities around the country.
inversione dei valori
La mondanità e l'inversione dei valori
Vedendo intorno a sé la folla degli uomini, affaccendandosi
con ogni sorta di affari mondani, imparando come vanno le cose del mondo, l' uomo dimentica se stesso, dimentica cosa egli è in un senso divino, non
osa più credere in se stesso, trova che sia troppo rischioso essere se stesso,
è molto più facile e più sicuro essere come gli altri, diventare una
scimmiottata, un numero fra gli altri nella folla.
Mancare di infinità è
limitatezza, ristrettezza disperata. Qui si parla, naturalmente, di
ristrettezza e limitatezza soltanto nel senso etico. Nel mondo si parla, in
fondo, soltanto di limitatezza intellettuale o estetica o di cose senza
importanza, di cui nel mondo si parla sempre più di tutto; perché mondanità
vuol dire proprio attribuire alle cose senza importanza un valore infinito. […]
La
ristrettezza disperata è mancanza di originalità, essersi, in un senso
spirituale, evirato. Infatti, ogni uomo ha l’indole primitiva di essere un io,
è determinati a diventare se stesso; certamente ogni io come tale è come una
pietra angolosa, ma da ciò si può trarre soltanto la conseguenza che bisogna
sfaccettarlo, non lisciarlo; non ne consegue che l’io debba, per paura degli
uomini, rinunciare completamente a essere se stesso e neppure, soltanto per
paura degli uomini, non osare di essere se stesso nella sua esistenza
essenziale (è proprio quella che non deve essere lisciata), nella quale uno è
se stesso per se stesso.
Mente
una specie di disperazione si smarrisce nell’infinito e perde se stessa,
un’altra si lascia quasi carpire il suo io dagli altri.
Vedendo
intorno a sé la folla degli uomini, affaccendandosi con ogni sorta di affari
mondani, imparando come vanno le cose del mondo, un tale uomo dimentica se
stesso, dimentica cosa egli è in un senso divino, non osa più credere in se
stesso, trova che sia troppo rischioso essere se stesso, è molto più facile e
più sicuro essere come gli altri, diventare una scimmiottata, un numero fra gli
altri nella folla.
Di
questa forma di disperazione nel mondo non ci si accorge quasi per niente. Un
tale uomo, proprio per avere perduto così se stesso, ha acquistato la capacità
perfetta di andare avanti in tutti gli affari, anzi di far fortuna nel mondo.
Egli non trova alcun ostacolo, alcuna difficoltà che derivi dal suo io e dalla
sua tendenza verso l’infinito; egli è lisciato come un ciottolo.
Tutti
sono così lontani dal ritenerlo disperato che egli è proprio un uomo come
dev’essere. Il mondo, com’è naturale, non comprende per niente che cosa sia in
verità il terribile. La disperazione che non solo non vuole disturbi nella
vita, ma rende alla gente la vita comoda e piacevole, naturalmente non si
ritiene in nessun modo disperazione. [...]
Così,
agli occhi del mondo, è pericoloso arrischiarsi; e perché? Perché così si può
perdere. Ma non arrischiarsi, questo è prudente. Eppure proprio non
arrischiandosi uno può perdere con facilità tanto terribile ciò che, per quanto
avesse perduto con l’arrischiarsi, difficilmente avrebbe perso; e in ogni caso
mai in questo modo, mai così facilmente, proprio come se nulla fosse: se
stesso. Perché se ho sbagliato nell’arrischiarmi, ebbene, la vita mi aiuta con
la pena. Ma se non mi sono arrischiato affatto, chi mi aiuterà? E se o per
soprammercato, non arrischiandomi affatto nel senso più alto (e arrischiandosi
nel senso più alto è proprio accorgersi di se stesso) conquisto vigliaccamente
tutti i vantaggi terreni e perdo me stesso?
E
questo è proprio il caso della disperazione del finito. Un uomo, se è disperato
in questo modo, può per questo benissimo, in fondo, anzi tanto meglio, passare
la sua vita nella temporalità., essere secondo l’apparenza un uomo, essere
elogiato dagli altri, onorato e stimato, occuparsi di tutti gli scopi
temporali. Ciò che si chiama il mondo consiste tutto di tali uomini, i quali
per così dire vendono la loro anima al mondo.
Essi
adoperano le loro facoltà, raccolgono denari, esercitano attività mondane,
fanno calcoli prudenti e via dicendo, sono forse nominati nella storia, ma se
stessi non sono, non hanno, in senso spirituale, nessun io per amor del quale
possano arrischiare tutto, nessun io davanti a Dio, per quanto essi per il
resto siano egoisti.
Soren
Kierkegaard
(Fonte:
dal libro SAPER SCEGLIERE - Mondadori)
http://www.corsiadeiservi.it/it/default1.asp?page_id=729
martedì 10 giugno 2014
cose che i cattolici non sentono mai
PROF. ALEXEY KOMOV,
PAROLA D'ORDINE; COMBATTERE!
Riportiamo quest'intervista che, pur proveniendo da ambiente scismatico orientale, dice molte cose che in ambiente cattolico non siamo più abituati ad ascoltare (Radio Spada)
Livorno, 5 Giugno 2014
Intervista ad Alexey Komov, ambasciatore russo all'Onu del Congresso Mondiale delle
Famiglie, associazione che da anni si occupa della difesa e della promozione della famiglia
tradizionale;
Famiglie, associazione che da anni si occupa della difesa e della promozione della famiglia
tradizionale;
• Ambasciatore, quanto ha influito la Chiesa ortodossa russa nelle scelte e nella
promulgazione delle leggi adottate dal Presidente Vladimir Putin?
• Ritiene che l'avanzata della Rivoluzione in Europa sia avvantaggiata dalla timidezza
e/o codardia di gran parte (dei membri) della Chiesa Cattolica,
e/o codardia di gran parte (dei membri) della Chiesa Cattolica,
oramai assuefatti allo spirito del mondo e per niente inclini alla battaglia?
• E' evidente che la lotta del Presidente Putin per i valori cristiani rispecchia il
sentimento popolare russo; a tal proposito le chiediamo come sia possibile da parte
nostra (Italia), partecipare a questa battaglia nonostante la scristianizzazione in atto nel
nostro paese ed una politica completamente ed esclusivamente materialista?
sentimento popolare russo; a tal proposito le chiediamo come sia possibile da parte
nostra (Italia), partecipare a questa battaglia nonostante la scristianizzazione in atto nel
nostro paese ed una politica completamente ed esclusivamente materialista?
• Chiediamo inoltre un consiglio da dare ai genitori che devono e vogliono proteggere i
propri figli dall'assalto anticristiano che si cela dietro le varie ideologie e pseudolibertà
quali omosessualismo, gender, pornografia, aborto etc.
propri figli dall'assalto anticristiano che si cela dietro le varie ideologie e pseudolibertà
quali omosessualismo, gender, pornografia, aborto etc.
"""
La chiesa ortodossa russa influenza molto Vladimir Putin ed i leader dell'èlite russa di oggi;
per esempio c'è l' Archimandrita Tichon, molto famoso in Russia perchè è il suo padre
spirituale ed egli (Putin) riceve la Comunione, va in chiesa e prega sotto la sua direzione
spirituale e quindi in tal modo influenza la politica russa. Tutti i leader russi vanno in chiesa
come nelle televisioni ed in ogni luogo, è una cosa ben diversa da quelli occidentali quali per
esempio Obama, Hollande ed altri .. che addirittura disprezzano pubblicamente i simboli
cristiani.
per esempio c'è l' Archimandrita Tichon, molto famoso in Russia perchè è il suo padre
spirituale ed egli (Putin) riceve la Comunione, va in chiesa e prega sotto la sua direzione
spirituale e quindi in tal modo influenza la politica russa. Tutti i leader russi vanno in chiesa
come nelle televisioni ed in ogni luogo, è una cosa ben diversa da quelli occidentali quali per
esempio Obama, Hollande ed altri .. che addirittura disprezzano pubblicamente i simboli
cristiani.
Abbiamo una situazione molto differente in Russia e ne siamo felici; abbiamo avuto migliaia
di martiri nel secolo scorso, sappiamo che loro pregano per noi adesso e che essendo «il
sangue dei martiri seme della Chiesa» a loro dobbiamo la rinascita spirituale della Grande
Russia.".
di martiri nel secolo scorso, sappiamo che loro pregano per noi adesso e che essendo «il
sangue dei martiri seme della Chiesa» a loro dobbiamo la rinascita spirituale della Grande
Russia.".
Circa la «timidezza» della Chiesa Cattolica e quindi della gran parte dei suoi fedeli,
l'ambasciatore russo così risponde:
«E' molto importante non avere paura, bisogna essere coraggiosi e molto forti nel difendere
i nostri valori cristiani e quindi la famiglia tradizionale, senza temere le lobby LGTB e
George Soros oppure la «correttezza politica». E' una cosa molto importante per un
cristiano vero».
l'ambasciatore russo così risponde:
«E' molto importante non avere paura, bisogna essere coraggiosi e molto forti nel difendere
i nostri valori cristiani e quindi la famiglia tradizionale, senza temere le lobby LGTB e
George Soros oppure la «correttezza politica». E' una cosa molto importante per un
cristiano vero».
«Più del 90% dei russi è a favore della famiglia tradizionale e quindi ostile al matrimonio
omosessuale e contrario all'ideologia di genere. Il presidente Putin fa solamente ciò che il
suo popolo gli chiede. E' una democrazia reale."
omosessuale e contrario all'ideologia di genere. Il presidente Putin fa solamente ciò che il
suo popolo gli chiede. E' una democrazia reale."
"E' necessario lottare per i valori cristiani, per il futuro dei nostri bambini e della società
intera; è molto importante lottare per questo e resistere, perchè affrontiamo un totalitarismo
nuovo, che vediamo oggigiorno in Occidente, un totalitarismo più soft, più comfortevole e
ingannevole..che si impone dicendo, "facciamo questo per te, per i tuoi diritti umani,
intera; è molto importante lottare per questo e resistere, perchè affrontiamo un totalitarismo
nuovo, che vediamo oggigiorno in Occidente, un totalitarismo più soft, più comfortevole e
ingannevole..che si impone dicendo, "facciamo questo per te, per i tuoi diritti umani,
per le tue esperienze, per la tolleranza, per la tua libertà..".
Per questo dobbiamo essere forti se vogliamo difendere i nostri valori, educando i nostri
bambini in maniera indipendente, se necessario a casa nostra, soprattutto se lo Stato prevede l'educazione omosessuale obbligatoria ed altre aberrazioni simili.
bambini in maniera indipendente, se necessario a casa nostra, soprattutto se lo Stato prevede l'educazione omosessuale obbligatoria ed altre aberrazioni simili.
E' necessario quindi costruire un sistema indipendente e parallelo, che porti avanti i valori
cristiani.
E' possibile che presto ci troveremo in una situazione molto simile a quella dei primi secoli
del cristianesimo durante l'impero romano, quando i fedeli erano costretti a pregare nelle
catacombe; per questo dobbiamo essere forti e combattere."
del cristianesimo durante l'impero romano, quando i fedeli erano costretti a pregare nelle
catacombe; per questo dobbiamo essere forti e combattere."
a cura di Alessandro Pini e Marcella Fraschi
in occidente non vi sono altre priorità
allinfuori dei gay
http://www.notizieprovita.it/attivita/lambasciatore-in-occidente-non-vi-sono-altre-priorita-allinfuori-dei-gay/
Ieri il tour dell’Ambasciatore Alexey Komov ha fatto tappa ieri, domenica 8 giugno, a San Pietro Mussolino dove, alla presenza del Sindaco Gabriele Tasso e di altre autorità locali si è analizzato il tema “La famiglia come unico pilastro della società umana, politiche sociali e politiche internazionali.”
Brillante introduzione quella del Presidente di ProVita onlus, Toni Brandi, che ha affrontato nel suo intervento le radici profonde dell’ideologia gender che si ramificano, per esempio, nelle pubblicazioni dell’UNAR e nelle iniziative legislative che prendono le mosse dal pretesto della discriminazione omofobica.
Prende la parola Andrea Pellizzari, rappresentante italiano nel Congresso dei Poteri Locali e delle autonomie presso il Consiglio d’Europa, ente il cui compito principale è di fungere da costante presidio di controllo in tutti i centri di potere per tutelare i cittadini con particolare riguardo nei confronti della dimensione familiare ed economica. Pellizzari ha fatto un excursus storico rilevando come negli ultimi 15 anni siano stati presi di mira tutti i sistemi di riferimento dei cittadini, dai Governi alla Famiglia ed alla Chiesa.
Ma, del resto, Alexey Komov stesso si domanda le ragioni che portano l’Europa e gli USA a incentrare moltissime energie attorno alla promozione dello stile di vita gay, come se non vi fossero altre priorità.
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battesimo ai neonati
LA NECESSITA’ DEL BATTESIMO
PER I NEONATI
Non mancano ai giorni nostri, all’interno del mondo cattolico e non, voci che si levano contro la pratica di battezzare i neonati definendola contraria alla libera volontà dei bambini in questione di ricevere tale Sacramento. Vediamo ora cosa afferma la dottrina cattolica a tal riguardo:
“Necessità del Battesimo anche per i bambini
La conoscenza di tutte queste verità è senza dubbio utilissima ai fedeli. Ma nessun insegnamento è più necessario di questo: che la legge del Battesimo è prescritta dal Signore per tutti gli uomini. I quali, se non rinascono a Dio con la grazia del Battesimo, sono procreati dai loro genitori, siano questi fedeli o no, per la miseria e la morte eterna. Molto spesso i Pastori dovranno commentare la sentenza evangelica: Chi non rinascerà per acqua e Spirito santo, non può entrare nel regno di Dio (Jn 3,5).
L'universale e autorevole sentenza dei Padri dimostra che questa legge va applicata non solo agli adulti, ma anche ai fanciulli, e che la Chiesa ha ricevuto simile interpretazione dalla tradizione apostolica. Come si potrebbe credere del resto che nostro Signor Gesù Cristo abbia voluto negare il sacramento e la grazia del Battesimo a quei bambini, di cui disse un giorno: Lasciate i fanciulli, e non impedite loro di venire a me; che di tali è il regno dei cieli? (Mt 19,14); e che abbracciava, benediva, accarezzava? (Mc 10,16). Inoltre, quando leggiamo che Paolo battezzo un'intera famiglia, apparisce chiaro che anche i fanciulli di quella furono bagnati al fonte della salvezza (1Co 1,16 Ac 16,33).
Inoltre la circoncisione, simbolo del Battesimo, raccomanda fortemente tale consuetudine. E noto infatti che i fanciulli solevano essere circoncisi nell'ottavo giorno dalla nascita. Nessun dubbio che se la materiale circoncisione, con l'eliminazione di un elemento corporeo, giovava ai bambini, ai medesimi dovrà recare giovamento il Battesimo, che è la circoncisione di Gesù Cristo, non operata da mano di uomo (Col 2,11).
Finalmente, se è vero, come proclama l'Apostolo, che la morte ha esteso il suo regno a causa della colpa di un solo individuo, a più forte ragione coloro che ricevono l'abbondanza della grazia, dei doni e della giustizia, devono regnare nella vita, per opera di un solo, Gesù Cristo (Rm 5,17). Orbene: poiché a causa del peccato di Adamo i bambini contraggono la colpa originale, a più forte ragione, per i meriti di nostro Signor Gesù Cristo, potranno essi conseguire la grazia e la giustizia, per regnare nella vita; cosa però impossibile senza il Battesimo.
Perciò i Pastori insegneranno che i bambini devono assolutamente essere battezzati. Poi, adagio adagio, la puerizia dovrà essere educata alla vera pietà, inculcandole i precetti della religione cristiana. Poiché disse il Savio: Quando l'adolescente abbia preso la sua via, non se ne allontanerà più, neppure da vecchio (Pr 22,6). E non è lecito porre in dubbio che i bambini battezzati ricevano realmente i sacramenti della fede. Se ancora non credono con adesione positiva del loro intelletto, si fanno forti però della fede dei genitori, se questi sono credenti; se non lo sono, supplisce, per usare le parole di S. Agostino, la fede della Chiesa, ossia della società universale dei santi (Lett. a Bonif. XCVIII,5). In verità possiamo dire che essi sono offerti al Battesimo da tutti coloro che bramano di offrirli, e per la carità dei quali entrano a far parte della comunione dello Spirito santo.
Occorre esortare costantemente i fedeli perché portino i loro figli, non appena possono farlo senza pericolo, alla chiesa e li facciano battezzare con la solenne cerimonia. Si pensi che ai piccoli non è lasciata alcuna possibilità di guadagnare la salvezza, se non è loro impartito il Battesimo.Quanto grave dunque è la colpa di coloro che li lasciano privi di questa grazia più del necessario, mentre la debolezza dell'età li espone a innumerevoli pericoli di morte.”
(Tratto dal Catechismo Tridentino, punto 177 del capitolo “Il Battesimo”)
Similmente, il Catechismo Maggiore di San Pio X afferma che:
“561. Quando si devono portare alla chiesa i bambini perché siano battezzati?
I bambini si devono portare alla chiesa perché siano battezzati, il più presto possibile.
562. Perché si deve avere tanta premura per far ricevere il Battesimo ai bambini?
Si deve avere somma premura per far battezzare i bambini, perché essi per la loro tenera età sono esposti a molti pericoli di morire, e non possono salvarsi senza il Battesimo.
563. Peccano adunque i padri e le madri che per la loro negligenza lasciano morire i loro figliuoli senza Battesimo, o lo differiscono?
Si, i padri e le madri che per la loro negligenza, lasciano morire i figli senza battesimo, peccano gravemente, perché privano i loro figli dell' eterna vita; e peccano pure gravemente col differirne a lungo il Battesimo, perché li espongono al pericolo di morire, senza averlo ricevuto.”
Un cattolico quindi deve rigettare con forza le false opinioni di coloro che si oppongono al Battesimo dei bambini affermando che dovranno essere loro a volerlo ricevere in età più avanzata.
http://radiospada.org/2013/01/la-necessita-del-battesimo-per-i-neonati/
Testo raccolto a cura di Piergiorgio Seveso
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