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lunedì 20 luglio 2015

il maschio: donna mancata

Salvate l’uomo

maschio




In principio fu la depilazione, poi venne la chirurgia plastica, ed oggi siamo al reggiseno. Per uomini. Purtroppo non è uno scherzo ma l’ultima trovata che qualcuno – con amara ironia – commenta con la parola “mancession”, recessione del maschio. Di certo, a livello sociale, la figura che sconta maggiore crisi, prima di quella maschile in senso lato, è quella paterna, progressivamente assente: in una grande capitale europea come Berlino ben 134.000 nuclei familiari su 430.000 sono composti da ragazze madri sole con il loro bambino (Repubblica, 20.4.2011) e la musica, in Italia, è la stessa se non perfino peggiore con oltre l’80% dei nuclei monoparentali costituito da donne: significa che nel nostro Paese, stando ai dati del 2011, a più di due milioni di figli non è assicurato il riferimento paterno (Istat, 30.7.2014). Oltre che assente, il padre potrebbe perfino diventare superfluo: a sentire i ricercatori del laboratorio Kallistem di Lione, infatti, a breve, nel 2017, la produzione di spermatozoi artificiali consentirà, pensate, la nascita dei primi senza padri biologici. Polverizzata o quasi la figura del padre – sempre più e già ora, da un lato, allontanato dai figli tramite il divorzio e, dall’altro, rimpiazzato dall’invisibile donatore di sperma – rimane però un’ultima decisiva demolizione da compiere: quella dell’identità maschile, che di quella paterna è la fondamentale premessa. E quale modo migliore di destrutturare l’uomo se non quello di de-virilizzarlo, di presentarlo come donna mancata, come penosa parodia di se stesso?
Attenzione: qui non si incita a nessuna forma di discriminazione verso i maschi con tendenze omosessuali né si vuole fare del complottismo antropologico. No, qui si vuole semplicemente prendere atto della realtà, sempre che i fatti non diano fastidio. E i fatti sono chiarissimi, come dettagliatamente denuncia il celebre testo del francese Éric Zemmour, L’uomo maschio (Le Premier sexe, Denoël 2006): viviamo sempre più una società sempre più “femminilizzata”, dove l’essere maschi in senso tradizionale – evidente, virile, senza particolari indecisioni – è considerato disvalore. Perché in fondo l’uomo maschio, si dice, è solo uno dei tanti maschi possibili. Perché l’uomo maschio, si insinua, è spesso violento, insensibile, facilmente molestatore mentre invece la donna – questo il messaggio che passa – è figura intrinsecamente buona e aliena, salvo trascurabili eccezioni, da ogni malvagia inclinazione. Perché è giusto che le persone con tendenze non eterosessuali siano orgogliose di come sono, perché è sacrosanto che lo siano le donne, ma l’uomo maschio no, lui deve redimersi e fuggire da un’identità caricaturale, da un “potere” che nella storia e nella civiltà ha finora esercitato abusivamente, approfittando di un ruolo che non gli appartiene. Al di là di inutili giri di parole l’idea di fondo, in sintesi, è questa. E la soluzione non sta certo nel rispolverare «l’omo ha da puzzà», inelegante adagio caro a Monica Bellucci, né nel rilanciare il mito primordiale del cacciatore: il problema, qui, è molto più serio.
E il solo modo per uscirne, la sola possibilità di capire come diavolo sia stato possibile arrivare fin qui, con la non dichiarata ma effettiva colpevolizzazione dell’uomo maschio, è alzare lo sguardo osservando come l’ormai prossima rimozione antropologica del maschio sia stata preceduta da quella sociale del padre, e come la rimozione del padre in famiglia, a sua volta, sia stata preceduta quella religiosa del Padre. A qualcuno apparirà semplificativo – in parte lo sarà pure -, ma se pensiamo che il rimedio alla virilità minacciata sia il Viagra, beh, siamo fuori strada. La realtà è che il femminismo, culturalmente parlando, ha conquistato molto più spazio di quanto si pensi. E lo stesso vale per il movimento LGBT, come dimostrano le tesi di Umberto Veronesi, diffuse senza imbarazzo alcuno, per cui esisterebbe un amore, guardacaso quello omosessuale, più puro degli altri, o i pensieri – un tempo dai più rigettati, ma che di questo passo verranno a breve riconsiderati – di Mario Mieli (1952–1983) guru della cultura omosessualista italiana secondo cui «l’eterosessualità […] è patologica» (Elementi di critica omosessuale, Feltrinelli 2002, p. 39). Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’originale rimozione religiosa del Padre. Smettendo di credere in Dio, guida celeste della vita, la comune stima verso il padre, guida terrena della famiglia, è andata offuscandosi con la conseguenza che oggi neppure dell’uomo maschio, in fondo, si sa che farsene. Inizio di un cambiamento? Sarà. Ma le culle vuote e le proiezioni demografiche dicono che questo trend, almeno in Europa, somiglia più che altro all’inizio della fine.
http://giulianoguzzo.com/2015/05/15/salvate-luomo-maschio/?fb_action_ids=10206597842970429&fb_action_types=og.shares

martedì 10 giugno 2014

cose che i cattolici non sentono mai

PROF. ALEXEY KOMOV, 

PAROLA D'ORDINE; COMBATTERE!


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Riportiamo quest'intervista che, pur proveniendo da ambiente scismatico orientale, dice molte cose che in ambiente cattolico non siamo più abituati ad ascoltare (Radio Spada) 

Livorno, 5 Giugno 2014

Intervista ad Alexey Komov, ambasciatore russo all'Onu del Congresso Mondiale delle
Famiglie, associazione che da anni si occupa della difesa e della promozione della famiglia
tradizionale;

• Ambasciatore, quanto ha influito la Chiesa ortodossa russa nelle scelte e nella
promulgazione delle leggi adottate dal Presidente Vladimir Putin?

• Ritiene che l'avanzata della Rivoluzione in Europa sia avvantaggiata dalla timidezza
e/o codardia di gran parte (dei membri) della Chiesa Cattolica,  
oramai assuefatti allo spirito del mondo e per niente inclini alla battaglia?

• E' evidente che la lotta del Presidente Putin per i valori cristiani rispecchia il
sentimento popolare russo; a tal proposito le chiediamo come sia possibile da parte
nostra (Italia), partecipare a questa battaglia nonostante la scristianizzazione in atto nel
nostro paese ed una politica completamente ed esclusivamente materialista?

• Chiediamo inoltre un consiglio da dare ai genitori che devono e vogliono proteggere i
propri figli dall'assalto anticristiano che si cela dietro le varie ideologie e pseudolibertà
quali omosessualismo, gender, pornografia, aborto etc.

"""
La chiesa ortodossa russa influenza molto Vladimir Putin ed i leader dell'èlite russa di oggi; 
per esempio c'è l' Archimandrita Tichon, molto famoso in Russia perchè è il suo padre 
spirituale ed egli (Putin) riceve la Comunione, va in chiesa e prega sotto la sua direzione 
spirituale e quindi in tal modo influenza la politica russa. Tutti i leader russi vanno in chiesa 
come nelle televisioni ed in ogni luogo, è una cosa ben diversa da quelli occidentali quali per 
esempio Obama, Hollande ed altri .. che addirittura disprezzano pubblicamente i simboli 
cristiani.

Abbiamo una situazione molto differente in Russia e ne siamo felici; abbiamo avuto migliaia 
di martiri nel secolo scorso, sappiamo che loro pregano per noi adesso e che essendo «il 
sangue dei martiri seme della Chiesa» a loro dobbiamo la rinascita spirituale della Grande 
Russia.".

Circa la «timidezza» della Chiesa Cattolica e quindi della gran parte dei suoi fedeli, 
l'ambasciatore russo così risponde:
«E' molto importante non avere paura, bisogna essere coraggiosi e molto forti nel difendere 
i nostri valori cristiani e quindi la famiglia tradizionale, senza temere le lobby LGTB e 
George Soros oppure la «correttezza politica». E' una cosa molto importante per un 
cristiano vero».

«Più del 90% dei russi è a favore della famiglia tradizionale e quindi ostile al matrimonio 
omosessuale e contrario all'ideologia di genere. Il presidente Putin fa solamente ciò che il 
suo popolo gli chiede. E' una democrazia reale."

"E' necessario lottare per i valori cristiani, per il futuro dei nostri bambini e della società 
intera; è molto importante lottare per questo e resistere, perchè affrontiamo un totalitarismo 
nuovo, che vediamo oggigiorno in Occidente, un totalitarismo più soft, più comfortevole e 
ingannevole..che si impone dicendo, "facciamo questo per te, per i tuoi diritti umani,
per le tue esperienze, per la tolleranza, per la tua libertà..".

Per questo dobbiamo essere forti se vogliamo difendere i nostri valori, educando i nostri 
bambini in maniera indipendente, se necessario a casa nostra, soprattutto se lo Stato prevede l'educazione omosessuale obbligatoria ed altre aberrazioni simili.

E' necessario quindi costruire un sistema indipendente e parallelo, che porti avanti i valori 
cristiani. 

E' possibile che presto ci troveremo in una situazione molto simile a quella dei primi secoli 
del cristianesimo durante l'impero romano, quando i fedeli erano costretti a pregare nelle 
catacombe; per questo dobbiamo essere forti e combattere."

a cura di Alessandro Pini e Marcella Fraschi


in occidente non vi sono altre priorità 

allinfuori dei gay


http://www.notizieprovita.it/attivita/lambasciatore-in-occidente-non-vi-sono-altre-priorita-allinfuori-dei-gay/

Ieri il tour dell’Ambasciatore Alexey Komov ha fatto tappa ieri, domenica 8 giugno, a San Pietro Mussolino dove, alla presenza del Sindaco Gabriele Tasso e di altre autorità locali si è analizzato il tema “La famiglia come unico pilastro della società umana, politiche sociali e politiche internazionali.”
San Pietro Mussolino 1
Brillante introduzione quella del Presidente di ProVita onlus, Toni Brandi, che ha affrontato nel suo intervento le radici profonde dell’ideologia gender che si ramificano, per esempio, nelle pubblicazioni dell’UNAR e nelle iniziative legislative che prendono le mosse dal pretesto della discriminazione omofobica.
Prende la parola Andrea Pellizzari, rappresentante italiano nel Congresso dei Poteri Locali e delle autonomie presso il Consiglio d’Europa, ente il cui compito principale è di fungere da costante presidio di controllo in tutti i centri di potere per tutelare i cittadini con particolare riguardo nei confronti della dimensione familiare ed economica. Pellizzari ha fatto un excursus storico rilevando come negli ultimi 15 anni siano stati presi di mira tutti i sistemi di riferimento dei cittadini, dai Governi alla Famiglia ed alla Chiesa.
San Pietro Mussolino 2“Le famiglie felici fanno la società felice.” esordisce Alexey Komov, per poi parlare di demografia ed educazione delle nuove generazioni. In un continuo parallelo tra Russia ed Italia, l’ambasciatore ha ricordato come ogni donna italiana dovrebbe avere almeno 2,1 figli per mantenere costante il livello di crescita, cosa di cui Vladimir Putin è certamente consapevole tanto da improntare misure politiche di incentivo al secondo figlio e proibire la promozione dell’aborto. A questo vanno a sommarsi la legge che sanziona la pubblicità contenente comportamenti omosessuali visibile a minori, disposizione approvata all’unanimità ma che è stata utilizzata dall’Occidente in chiave anti russa.
Ma, del resto, Alexey Komov stesso si domanda le ragioni che portano l’Europa e gli USA a incentrare moltissime energie attorno alla promozione dello stile di vita gay, come se non vi fossero altre priorità.

mercoledì 8 febbraio 2012

Politica italiana: come il governo “tecnico” vuole mutare l’antropologia

Politica italiana: come il governo “tecnico” vuole mutare l’antropologia




(di Danilo Quinto) «La diversità è un valore, deve essere tra le cose che i bambini imparano da piccoli. I semi si gettano tra i bambini e soprattutto nelle scuole. La collaborazione è già avviata con il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo». Così, Elsa Fornero, titolare del Ministero del Lavoro, durante l’audizione dello scorso 31 gennaio davanti alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro a Montecitorio, sulle linee programmatiche del suo dicastero in materia di pari opportunità.

La Fornero ha ricevuto il plauso di Daniel Baer, vice assistente del Segretario di Stato dell’amministrazione americana – «Avere ministri che fanno questo tipo di dichiarazioni pubbliche ha un grande impatto», ha affermato – da tempo impegnata nell’ingraziarsi le potenti lobby omosessuali americane in vista del voto presidenziale di quest’anno.
«Il mio impegno – ha aggiunto la Fornero – è pieno contro le discriminazioni anche verso gli omosessuali ed i transgender. E’ sotto gli occhi di tutti il grave ritardo culturale, di apertura mentale che il nostro Paese rappresenta in tema di pari opportunità, nell’accesso ai diritti rispetto alle diversità».
Siamo curiosi di conoscere quali saranno i «semi» che i membri di questo Governo vorranno lanciare. Essendo per la maggior parte studiosi, si può prevedere imitino i loro colleghi dell’Università di Oxford, che hanno reinventato la trascrizione del Nuovo Testamento.
Anche ai bambini italiani sarà imposto di dire «Padre/Madre nostro che sei nei cieli», in nome degli «enormi ritardi culturali» del nostro Paese? Sempre in Inghilterra, qualche anno fa, per combattere «le tendenze omofobiche e il bullismo radicate già nelle scuole elementari e per non urtare la sensibilità di chi non appartiene a una famiglia tradizionale», il Ministro della Scuola emanò una direttiva in base alla quale ai bambini, sin dai quattro anni, fu vietato di pronunciare le parole «mamma» e «papà», per comprendere che possono esistere genitori dello stesso sesso.
Al loro posto, fu indicato di usare il termine «genitore». Nella stessa direttiva, si prevedeva che alle scuole medie e a quelle superiori, quando si parla di matrimonio, vigesse l’obbligo di sottolineare l’esistenza delle unioni civili e dei matrimoni fra omosessuali, per invitare gli alunni «alla tolleranza».
E’ fuori discussione il fatto che l’orientamento sessuale debba essere rispettato e non debba essere oggetto di discriminazioni. Il rispetto, però, non si può trasformare nell’intendimento di stravolgere i principi della legge naturale. Dire che esiste il diritto umano a unioni matrimoniali tra persone dello stesso sesso, equivale a mutare l’antropologia umana.
Così come riteniamo sia lesivo della persona-bambino, insegnargli che non faccia nessuna differenza provare attrazione per una persona dello stesso sesso o di un sesso diverso. Ha scritto Dale O’Leary, membro della “Catholic Medical Association”, nel 2007: «La questione del ‘genere’ è la chiave intorno a cui, da vent’anni, gira tutto il tentativo di buttare all’aria l’ordine naturale del mondo, senza darlo a vedere. Adottare una prospettiva di genere, – spiega un documento dell’Instraw, un istituto che fa parte dell’Onu, – significa ‘distinguere tra ciò che è naturale e biologico e ciò che è costruito socialmente e culturalmente, e rinegoziare i confini tra il naturale e la sua inflessibilità, e il sociale’. Questo comporta rifiutare l’idea che l’identità sessuale sia iscritta nella natura, nei cromosomi, e affermare che ciascuno si costruisce il proprio ‘genere’ fluttuando liberamente tra il maschile e il femminile, transitando per tutte le possibilità intermedie».
E’ questo il programma che vuole proporre il Ministro del Lavoro? In questo caso, ci chiediamo se i Ministri “benedetti” nella riunione di Todi del settembre scorso, avranno qualcosa da dire. (Danilo Quinto)
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