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domenica 7 febbraio 2016

attirarci addosso il castigo di Dio?

Ho peccato in pensieri, parole,

opere ed omissioni



Gesù ha detto: “ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Mt. 5,28).

Come vediamo, per compiere il peccato non basta il pensiero. È necessario anche il desiderio. Ma una volta adulterato il pensiero, ossia pianificato il desiderio perverso, non basta il non compierlo per trovarsi in regola, bisogna emendare il desiderio e il cattivo pensiero maturato perchè, insegna sempre Gesù  che dal cuore si emanano gli adultèri e le azioni disoneste che macchiano l'uomo (Mt. 15,19). 

L'apostolo Paolo bolla di frequente, con parole roventi tutti i vizi e altrove ribadisce: "Fuggite l'impudicizia!" (1Cor. 6,18) che è la madre dei cattivi desideri. "Non immischiatevi con gli impudichi" (1Cor. 5,9); "In mezzo a voi, non siano neppur nominate l'incontinenza, l'impurità di ogni genere e l'avarizia" (Ef. 5,3); "Disonesti, adulteri, effeminati e sodomiti, non possederanno il regno di Dio...." (1Cor. 6,9-10)

In sostanza, poi, i famosi peccati contro lo Spirito Santo sono imperdonabili non perché Dio non voglia perdonarli, ma perché chi li compie si chiude del tutto all’azione della grazia di Dio e al pentimento, non si pente, ossia non elimina quel desiderio malvagio e perverso, giustificandolo e dunque ha un cuore chiuso alla conversione.




Ho peccato in pensieri parole opere ed omissioni è un "pacchetto" unico perchè i cattivi pensieri partono da desideri disordinati e si trasformano in parole, dalle parole agli atti, dagli atti alle omissioni, ossia, l'omissione al riconoscere ciò che è peccato. Molti pensano che il peccatore sia semplicemente un eretico, sia un semplice apostata, un immorale. ma non è solo questo: si può essere malvagiamente persino ortodossi nella dottrina e tuttavia vivere da peccatori. Che cosa sono dunque queste omissioni?

Stiamo attenti a non agire come il fariseo nella sua preghiera e agiamo piuttosto come il pubblicano, nella parabola che troviamo nel Vangelo di Luca 18,9-14.

C'è una bellissima risposta del cardinale Muller, Prefetto della CdF al quale in una lunga intervista, apparsa il 30 dicembre scorso sul settimanale tedesco Die Zeit, alla domanda:
che cosa pensi di quei cattolici che attaccano il Papa definendolo “eretico”, egli risponde: «Non solo per il mio ufficio, ma per convinzione personale devo dissentire. Eretico nella definizione teologica è un cattolico che nega ostinatamente una verità rivelata e proposta come tale dalla Chiesa da credere. Tutt’altro è quando coloro che sono ufficialmente incaricati di insegnare la fede si esprimono in modo forse infelice, fuorviante o vago. Il magistero del Papa e dei vescovi non è superiore alla Parola di Dio, ma la serve. (…) Pronunciamenti papali hanno inoltre un diverso carattere vincolante – a partire da una decisione definitiva pronunciata ex cathedra fino ad un’omelia che serve piuttosto all’approfondimento spirituale».

La risposta del cardinale la prendiamo per fare nostro questo esame della coscienza e non già per giudicare le coscienze degli altri... i nostri pronunciamenti dottrinali, per esempio, come sono? Quale testimonianza diamo alla Verità? Quale testimonianza diamo alla sana Dottrina? Quale testimonianza diamo nella vita quotidiana in famiglia, con gli amici, sul posto di lavoro, ai figli, e così via? Quale testimonianza diamo a chi è nel dubbio, nell'errore, nel peccato? Quanti peccati omettiamo di dire nel confessionale perchè ci riteniamo giusti, approvati dalle false dottrine perchè ci fanno comodo?


Lo diciamo all'inizio della Messa e si chiama Atto penitenziale, il Confiteor: Confesso a Dio onnipotente, e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni: (battendosi il petto) per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli di pregare per me il Signore Dio nostro.

Vale la pena, allora, fare uno sforzo per evitare che l'abitudine a ripetere certe formule non diventino però ostacolo al riconoscere davvero questo peccare, e fare ogni autentico proposito per debellare in noi quel desiderio malvagio che ci porta costantemente lontani da Dio. Infatti non è mai Dio ad allontanarsi da noi, ma noi da Lui, e quanto maggiormente chiudiamo il cuore a questo percorso di purificazione, maggiormente ci illudiamo di stare nel giusto.

C'è un'importante precisazione da fare riguardo ai peccati di omissione. Omettere vuol dire tralasciare. Il giudizio finale, invece, avverrà tutto proprio sui peccati di omissione:
«Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli... e saranno riunite davanti a Lui tutte le genti, Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sua sinistra... Poi dirà a quelli alla sua sinistra: "via lontano da me, maledetti nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché...(..) In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli (cioè gli emarginati) non l'avete fatte a me". E se ne andranno questi al supplizio eterno e i giusti alla vita eterna» (Mt 25, 31, 32, 41-43, 45, 46).

Non diamo ascolto a quelli che dicono che l'Inferno non esiste, o che si svuoterà, o che è lo spauracchio che la Chiesa usa per tenere il popolo oppresso, no! Ricordiamo piuttosto il monito dei Santi che dell'Inferno ce ne hanno parlato, ricordiamo le parole di Santa Suor Faustina Kowalska, colei che ha ricevuto da Gesù di parlare della Sua Divina Misericordia, ma dove anche le fece vedere l'Inferno che ella descrisse nel suo Diario:
"Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell'inferno. È un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. (...) Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l'eternità. Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun'anima si giustifichi dicendo che l'inferno non c'è, oppure che nessuno c'è mai stato e nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell'inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l'inferno c'è. Ora non posso parlare di questo. Ho l'ordine da Dio di lasciarlo per iscritto. (..) Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l'inferno..."

Quindi il non fare il bene è cosa di cui bisognerà rendere conto al punto che le omissioni indicate da Gesù significheranno semplicemente la dannazione!

Dicono che il Dio dell'Antico Testamento sgomenta per la sua intransigenza, ma qui è Gesù che parla: e non è Gesù "il nostro Signore e nostro Dio" una sola cosa col Padre che chiama Padre e una cosa sola con lo Spirito Paraclito?
Dio è amore e come qui si vede, Egli non tollera che dei suoi figli lascino morire di fame o di ignoranza altri suoi figli, per questo il Catechismo insegna le "7 opera di misericordia corporali e le 7 opere di misericordia spirituali".



Anzi Gesù, paradossalmente e apparentemente, mostra maggiore severità del Padre nel pretendere la perfezione dell'uomo, perchè Lui è venuto ad insegnarci come si fa, pagandone il prezzo.

Infatti alcuni comandamenti vennero "amplificati" da Gesù nel senso che Egli volle far comprendere il loro più profondo significato e che il peccato è non tanto nell'azione, quanto nel sentimento che lo produce, nell'intenzione, nella perversione, nella giustificazione nel commetterlo. E' dal pensiero malvagio che si produce poi l'effetto.

Egli solo e proprio perché Figlio di Dio e quindi Dio, poteva parlare con autorità divina e dichiarare:
«Avete inteso che fu detto agli antichi... ma Io vi dico...
Ed ecco che al comandamento: "non commettere adulterio"; Gesù aggiunge: "chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore" ( Mt 5,28), e questo vale anche per le donne come insegnerà Paolo.

Al 5° comandamento: "non uccidere", Gesù aggiunge: "chiunque si adira con il proprio fratello sarà sottoposto a giudizio (...) sarà sottoposto al fuoco della geenna" (Mt 5, 22).
Tanto grande è la dignità dell'uomo, che insultare un essere umano con disprezzo e con odio, è come insultare il Signore, perché l'uomo è creato a immagine di Dio! Ma soprattutto qui è chiamato in causa il perdonare. Lo diciamo nel Padre Nostro: "rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori..." chi non perdona il prossimo che gli ha fatto qualcosa che è male, ed agisce con odio e vendetta, sarà ripagato da Dio con la stessa moneta. L'odio e la vendetta, infatti, alimentano nel cuore dell'uomo pensieri malvagi, per questo il nostro modello è Gesù, un Dio fatto uomo e non il contrario. Perchè Gesù è perfetto, è senza peccato, è Dio, e i suoi insegnamenti sono divini, sono perfetti.

Possiamo fare un'altra precisazione a proposito del 6° comandamento. Esso è stato tradotto dall'ebraico anche con le parole: non fornicare. La fornicària, in lingua latina, è la prostituta: chi andava con una prostituta, tradiva la moglie e quindi commetteva adulterio. Però, con significato più esteso, fornicare vuol dire darsi a piaceri illeciti.

Sentiamo che cosa dice l'Apostolo a questo proposito:
«Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità... Perché sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro o avaro... avrà parte al regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l'ira di Dio su coloro che gli resistono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore» (Ef 5, 3-8).

I «vani ragionamenti» che possono ingannare le coscienze sono proprio quelli che si fanno oggi e cioè che tutto è lecito, che bisogna liberarsi dai tabù del passato, ecc.

Chi dice così o non sa che la parola di Dio, vale per tutti i tempi perché Dio non è come gli uomini che oggi possono dire una cosa e domani la riconoscono errata ed hanno quindi bisogno di correggerla! Non abbiamo un Dio giocarellone e ciò che era peccato ieri è peccato anche oggi, i Comandamenti non mutano con i tempi....

Oppure chi dice così: che bisogna liberarsi dai tabù del passato... omette di ben ragionare perchè definisce maliziosamente i Comandamenti e la legge di Dio come un tabù del passato e così dimostra solo di non aver mai creduto davvero nella legge divina.

Le parole dell'Apostolo Paolo sono state dichiarate Parola di Dio perché ispirate dallo Spirito Santo e sono in perfetta armonia con quelle di Gesù che dichiara, e che pochi sacerdoti e catechisti citano:
«Quel che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo» (Mc 7, 20-23).
Contaminare vuol dire infettare, corrompere, deturpare, macchiare, omettere.

E questo è il peccato: macchia, corruzione, abbruttimento dell'anima, omissione della verità e quindi la menzogna. In questo stato l'anima non può avere comunione con Dio che è purezza assoluta e santità.

Vogliamo proprio attirarci addosso il castigo di Dio? Dice ancora S. Paolo:
«Non illudetevi, né immorali, né idolatri, né effemínati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci, erediteranno il regno di Dio» (1 Cor 6, 9-10).

E ancora: «Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra. fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono» (Col 3, 5, 6).

E scrivendo agli ebrei dichiara: «Il matrimonio sia rispettato da tutti e sia il talamo incontaminato. I fornicatori e gli adulteri saranno giudicati da Dio» (Eb 13, 4).

Non siamo chiamati ad emettere giudizi sulle persone che peccano, ma come abbiamo dimostrato siamo chiamati a dare testimonianza alla Verità, chiamati a chiamare il peccato con i tanti nomi che lo distinguono, chiamati a non omettere nulla di ciò che la legge Dio, fatta per noi peccatori, insegna affinchè ce ne liberiamo al più presto possibile, senza farci degli sconti, senza corruzione, senza alcun compromesso.

Severi dunque prima con se stessi, e poi predicatori contro i peccati e non contro i peccatori, ma non con le proprie opinioni, le proprie misericordie, il proprio buonismo, piuttosto con la Scrittura alla mano, con le parole e l'insegnamento di Gesù Cristo, con le raccomandazioni della Sua Santissima Madre a Fatima e a Lourdes, per esempio, con l'insegnamento della Chiesa che è Madre e Maestra del nostro viver quotidiano e per il nostro vero bene, per la nostra vera felicità.
Sia lodato Gesù Cristo +



http://www.cooperatoresveritatis.net/it/ho-peccato-in-pensieri-parole-opere-ed-omissioni

venerdì 29 gennaio 2016

Tonsura e profezia

Tonsura e continenza. Ragioni taciute della più antica pratica clericale



La prima delle cose che fu abolita, prima ancora del concilio, fu la tonsura, che era il più antico istituto ecclesiastico: una semplice “chierica” per i sacerdoti secolari, quella completa per i sacerdoti regolari. Un arcaismo si disse, i “segni si portano dentro”, ha fatto il suo tempo, e poi è “antiestetica”. Sì certo, sono d’accordo: tutte belle cose.
Tonsura ieri
Tonsura ieri
Il fatto è che la tonsura aveva una funzione pratica che di gran lunga subissava quella simbolica la quale più o meno era una scusa… buona a non scandalizzar i semplici.
Era un marchio che avevi addosso che non andava via, e che segnalava ovunque tu andassi il tuo stato di consacrato e l’obbligo della castità.
Capite bene che era un bell’impiccio per chi volesse farsi i fatti suoi in giro e in incognita: l’abito potevi togliertelo, ma la tonsura?
Nel Settecento si aggirò l’ostacolo agganciando al volo, il clero, una moda civile: l’uso della parrucca. Non è neppure un caso che a na certa, e forse perché veniva meno la moda, infine la parrucca fu proibita agli ecclesiastici. Va segnalato infatti che proprio il Settecento di Casanova sarà quello del raggiunto massimo libertinaggio dell’alto clero. Per via delle parrucche.
Poi si tornò alle teste nude, una volta strappata via la parrucca. E ricominciarono i dolori.
8493663735_169657936aNon è un caso che tutta la letteratura disponibile sul tema e l’immaginario sporcaccione o anticlericale si figuri il prete infedele e sensuale come un tipo di mezza età con una vistosa calvizie a mo’ di Gargamella. Non è un caso: i preti pelati non avevano, per ovvie ragioni, l’obbligo della tonsura. E questo fu un problema che molti secoli prima era stato aggirato con la tonsura totale esclusa la striscia di capelli intorno alle tempie, da orecchio a orecchio (vedete ad esempio un santino di Sant’Antonio) dove a tutti, anche ai pelati, i capelli restano seppur in modo residuale.
Infine, a fine anni ’50, Giovanni XXIII la bandisce del tutto, in nome dei tempi. E non fu un caso che solo dieci anni dopo metà del clero (e in alcune nazioni i due terzi) abbandonò pure la tonaca e l’altare: avevano un po’ tutti una relazione peccaminosa con qualche sgualdrina che si era fatta imbrogliare in un primo tempo dalla mancanza di tonsura, che s’aggiungeva anche alla scomparsa dell’abito.
Tonsura oggi, in qualche fervente piccola famiglia religiosa è ritornata di moda

Tonsura oggi, in qualche fervente piccola famiglia religiosa è tornata di moda
E’ lo stesso Roncalli che nel patetico sinodo romano che precede il Concilio e fece più ridere che altro (card. Oddi dixit), ultimo colpo di coda del pruriginoso moralismo clericale, abolita la tonsura già da tempo, voleva imporre regole restrittive di “disciplina ecclesiastica” per scoraggiare le “mormorazioni” sui preti: ad esempio, se preti, non sedere a tavola con donne (Roncalli non lo permetteva, salvo la domenica, nemmeno alle sue sorelle, che vivevano con lui); non salire in macchina con donne nemmeno se sono sorelle del prete, perché la gente “potrebbe non saperlo e pensar male”, al massimo si potevano accettare a bordo donne molto anziane; non parlassero i preti, e le monache, per strada con gente del sesso opposto e sconosciuti più in generale. Etc etc di questo passo. Roncalli, da vecchio clericale e conservatore, aveva grande diffidenza per le donne, tanto da sfiorare le ginecofobia. Non meraviglia poi che si scatenarono, opera di suoi nemici forse, voci circa la sua omosessualità.
Tonsura oggi nel rito extraordinario

Tonsura oggi nel rito extraordinario
E’ lo stesso Roncalli che da papa manda un ordine a tutti i vescovi del mondo, che sarà l’origine di tanti disastri: “per non scandalizzare i semplici” (ovvio!), non si denunciassero e non si punissero esemplarmente i casi di “abusi dentro gli istituti religiosi” ad opera dei consacrati stessi. Con la raccomandazione di mettere tutto a tacere, al massimo spostare di parrocchia o istituto il reo, quasi sempre recidivo.
Finché ci fu la tonsura, molti preti, religiosi e papi si ricordarono di avere oltre che le pudenda di cui non far uso anche una testa di cui far uso, foss’anche solo per fare da piedistallo alla tonsura, ma ce l’avevano comunque. Tolta la tonsura, ci si scordò oltre che della castità anche della testa: metà clero la perse e si spogliò, in senso proprio e figurato e in ogni senso.

http://www.papalepapale.com/cucciamastino/senza-categoria/tonsura-e-continenza-ragioni-taciute-della-piu-antica-pratica-clericale/

martedì 7 luglio 2015

Il sesso: oppio dei popoli

Il sacramento di Satana. 

La soluzione finale per il Cattolicesimo

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Assaltare i cattolici e le loro chiese, abbatterli. Per mezzo di nugoli di gay militanti, di vegani, di abortisti, di pedofili, di radicali. “Per mezzo del popolo” che ha nei media la sua cattedrale. Dove la lobby radicale ha il suo pulpito, da dove si propala il verbo del pensiero unico dominante. Che ha una sola panacea, che è il Pretesto che purifica e santifica ogni nefandezza, un’arma carica che con la sua energia esplosiva è consegnata in mano “al popolo”: il sesso. Il sesso ha in sé la vita e la morte. Il sesso: oppio dei popoli, narcotico degli individui, illusione dei soli, sacramento principe di Satana col cui sperma vengono unte tutte le fronti. Rendendogli l’anima. E la vita.

È Dio, è Cristo il vero obbiettivo stavolta.

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di Antonio Margheriti Mastino

Lo avevamo scritto, proprio qui mesi fa (vedi articolo sotto), il loro obbiettivo è il Sacro, è Cristo, la loro ribellione è verso Dio: è una situazione eminentemente satanica, è Lui, Lucifero, che scatena la sua furia laida e iconoclasta prima che, per l’ennesima volta, Sodoma sia distrutta tra le fiamme insieme ai suoi sacerdoti empi e alla carne immonda e putrefatta dei loro discepoli, sodali, adepti. E infatti vedi cosa è successo a Bologna e stavolta il grande arcivescovo di quella città ha gridato forte e chiamato le cose con il loro nome: è Lui, Lucifero, è malizia satanica: uno show-party  dove dei pederasti che mimano Gesù simulano lerci tati sessuali e va da sé sodomitici con delle croci. Finanziato con le tasse che il comune retto dai cattocomunisti fa pagare ai bolognesi. (vedi QUI)
Ripropongo allora quell’articolo di pochi mesi fa: è sempre più attuale.
Leggo ora (vedi qui) una notizia che mi hanno mandato: negli USA, come nei paesi islamici, si assaltano le chiese, quelle cattoliche soltanto.

Il bisogno oscuro di profanar il Sancta Sanctorum

149382_3731804060258_1112714088_nSe in Medioriente si assaltano e si massacrano i cristiani; nel cuore dell’Occidente, gli Usa, si assaltano le parrocchie cattoliche. In genere con un pretesto, Il Pretesto: il sesso. Assaltano le parrocchie nel loro momento nevralgico: l’eucarestia, oppure prima della messa per ostacolarne la celebrazione. Non è un dato causale, direi che è inscritto nell’istinto pervertito di chi fa queste azioni: in genere sono tutti liberal-radicali, quasi sempre sono gay militanti (che pretendono di rappresentare gli omosessuali e non è vero). Non è solo l’istituzione che hanno di mira, quello potresti anche capirlo: hanno di mira il sacro. La fede. Il Sacramento. C’è un bisogno oscuro, ingiustificabile se non ricorrendo a categorie ultraterrene, in queste carni corrotte, di profanare il Sancta Sanctorum.
Qualcuno mi faceva notare che viviamo tempi “preternaturali”, dove l’assalto che in terra c’è alla chiesa di Cristo e al popolo di Dio altro non è che un riflesso di una battaglia terribile che sta combattendosi nei cieli, sulle nostre teste, tra angeli e demoni, tra principi delle legioni celesti e principi delle legioni infernali.
Lo show sacrilego orchestrato dall'arcigay di Bologna, con i lauti finanziamenti dell'amministrazione cattocomunista della città. Ossia con le tasse dei cittadini

Lo show sacrilego orchestrato dall’arcigay di Bologna, con i lauti finanziamenti dell’amministrazione cattocomunista della città. Ossia con le tasse dei cittadini
Lo vedi da continui, reiterati dettagli (e il cattolico deve recuperare la capacità di leggere i fenomeni attraverso i “segni”) ormai sempre più sfrontati e palesi, sempre meno criptici. È Lui. È lui, il padre dell’omicidio maledetto, Lui, il ladro della vita e il corruttore della giovinezza, il protettore dell’oscenità;  è Lui l’ispiratore del sacrilegio, Lui, il dottore della bestemmia che assurge a litania davanti alle immagini più sante e venerabili rovesciate. Lui! Lucifero che è stato “scatenato” come già mille volte promesso e annunciato. Tutti gli indizi ce lo additano. E il primo tra tutti gli indizi, il più inequivocabile: la furia devastante davanti ai simboli della sua sconfitta: i simboli della gloria di Cristo. I simboli sacri. Vessilli che tutti quanti conserva nel suo ventre molle e nello scrigno del suo cuore, la Sua Mistica Sposa: la Chiesa. La Chiesa di Pietro, di Roma.
Le parrocchie, i sacramenti, Il Sacramento, il luogo dove Cristo sta: ecco il nemico del Nemico. Da aggredire, sfigurare, fustigare. È la smania di sfregiare, di avvelenare i pozzi prima della ritirata di chi sa che è giunto al colpo scuro di una battaglia già persa travestita da lasciva festa patronale di Sodoma e Gomorra. È disperazione, e la disperazione è per eccellenza lo stato da dove Dio è assente: è il luogo del demone. Il suo deserto.

Passati dall’aggressione all’Istituzione a quella dell’Essenziale

540013_3731807060333_2086411581_nViviamo in Occidente momenti che non si vedevano dai tempi della Rivoluzione Francese in questi termini, e forse neppure allora. Perché se è vero che dopo non vennero certo tempi migliori per la Chiesa e per il cattolico, è vero pure che le periodiche ondate persecutorie sempre furono imputabili a una casta al potere, una esigua minoranza radicale e massonica; ma sempre di un gruppo circoscritto, di una piccola élite di privilegiati altamente inquadrati ideologicamente si trattava. Che attaccava più che il sacro in sé, l’istituzione che lo incarnava, gli uomini che gerarchicamente la rappresentavano. Oggi, in Occidente, è diverso.
Oggi non si parla più di élite ma di lobby, che se è vero sono legate alle antiche élite anticlericali dallo spesso filo rosso del liberal radicalismo – che nella versione marxista si faceva contro-chiesa, in questa liberale si fa anti-chiesa –, è vero pure che è mutato in parte il fine e del tutto il mezzo, con cui si vogliono imporre.

Un tempo miravano a occupare gli spazi pubblici che la Chiesa aveva costruito ed abitava in nome della sua regalità anche sociale, era un dato di potere prima che anti-teologico. Oggi, si vuole spazzare via la Chiesa, la Cattolica, insieme al fatto religioso anche da quegli spazi naturali entro cui si è ritirata. La si vuole privare di quell’essenza che è la sua stessa natura sacra, la si vuol desacralizzare, perché solo ciò che è profanato e privato di ogni riverenza diventa un non-luogo dove il Sacramento stesso, fonte di ogni significanza, perde la stessa ragione di permanere confermando nella fede.

È Lui. La liturgia del sacrilegio

47fdbd6fd3e13_bigIgnoranti bestiali di cose religiose, per un istinto oscuro riescono a percepire che in quel Sacramento dove si concretizza l’incarnazione, là tutto si racchiude e si salva, sussiste. E allora vogliono colpire dritto il Sacramento. Quello dell’Altare. Costoro non sanno ciò che fanno, ma Lui, Lui sa qual è il centro di ogni cosa: stanno mirando dritti al cuore stesso della Chiesa. Vogliono attraverso il gesto desacralizzatore arrivare a stritolare il pulsante muscolo cardiaco dei cattolici: il Sancta Sanctorum. Per questo proprio la notte di Natale nella cattedrale di Colonia, e cento volte altrove, una femen nuda salì sull’altare dove si era appena consumato il Sacrificio di Cristo a proferire bestemmie e mettere in risalto i suoi genitali indicandoli come ostensorio della nuova redenzione, latrando il suo “I am God”, io sono Dio: era Lui! L’antico Avversario che gridava la sua sfida dalle viscere della terra incognita sin sopra l’Altare dell’Agnello. Obbligato da Dio a manifestarsi, per chi volesse capire, uscendo dalla porta per la quale era entrato: l’oscenità.
Ora succede in tutte le chiese d’Occidente, mentre ad Oriente sono fatte saltare in aria con tutti i fedeli: quasi sempre mentre si sta rinnovando il sacrificio eucaristico. È Lui! Il dottore degli apostati, degli eretici, dei sacrileghi.

La soluzione finale per il Cattolicesimo

1003933_10202523583911760_867525819_nMa dicevo anche che il passaggio dalle élite radicali alle lobby radical, oltre a dirci che il denaro ha preso il sopravvento sul censo, oltre ad aver eliminato ogni dato intellettualistico, questo passaggio ha mutato anche in parte il fine e del tutto il mezzo.
Sì, perché mentre un tempo ci si teneva a dire che una tale azione contro i cattolici era un fatto realizzato da e per conto di una casta di “illuminati”, attraverso le stesse polizie regolari, che colpivano i ministri di Dio e i conventi, raramente le chiese o i precetti di fede; ma sempre specificando che era a nome della “casta” di governo che ciò si faceva, quale alternativa alla “casta clericale”, oggi non è così. Qui e adesso, invece, qui le lobbies non si sporcano più direttamente le mani. Non possono, visto che hanno meditato una cosa troppo grossa: la soluzione finale per il cattolicesimo in Occidente (e dico cattolicesimo, non cristianesimo: i protestanti sono in un modo o nell’altro del tutto allineati al Secolo, anzi: ne sono gli avanguardisti).
Qui si vuole sradicare la religiosità naturale e il vincolo cattolico da ogni cuore fedele: attraverso l’intimidazione, la violenza, la desacralizzazione, la discriminazione impunita, al rullar di tamburi o col  tacet dei media, che delle lobbies radicali sono la longa manus.

Abbattere la Chiesa “per mezzo del popolo”

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“I’m God”: Io sono Dio. 
Questa la scritta sull’addome. E’ Lui
Adesso lo si vuol fare e lo si fa “per mezzo del popolo”, rendendo non solo l’anticlericalismo, ma l’avversione violenta al sacro, il disprezzo per il dato di fede e per il credente, il sacrilegio sistematico quale “espressione della libertà” di pensiero, rendendo tutto questo da segno distintivo di un gruppo di “illuminati” che era, un fenomeno diffuso, collettivo, endemico, “democratico” persino: “popolare”: chiunque è autorizzato e chiamato a scagliare, a secondo del suo capriccio, la pietra sul Santuario, e su chi ci è dentro.
La soluzione finale per il cattolicesimo in Occidente, dunque. Attraverso la forza bruta della grande bestia ottusa del popolo minuto, che non esiste come entità ed identità a se stante, il “popolo” è un’astrazione post-moderna già come concetto: è la grande giustificazione per eccellenza con la quale si legittima ogni artificio democraticistico, la simulazione dell’utopia “democratica”.
Abbattere la Chiesa di Roma con l’intimidazione e l’aggressione esterna e gettando il tumulto al suo interno per farla implodere da dentro, e a questo provvede lo stesso stillicidio di notizie distorte che i media sfornano: indebolire la resistenza psicologica dei suoi gerarchi, spingerli alla sindrome di Stoccolma verso il Secolo che la circonda portandola al suicidio sociale. Come prima della Cattolica hanno fatto le denominazioni protestanti.

Lo Spirito di questo mondo: Nihil

beso_gay_iglesia_8Abbattere il Bastione, la Chiesa, attraverso il Bestione, il popolo. “Per mezzo del popolo”: gruppi ovunque dispersi, di comuni uomini, allevati dai media, da questi rifocillati di simulazioni di religiosità alternative: vegetarismo, animalismo, new-age, buddismo hollywoodiano, omosessualismo, disimpegno impegnato, edonismo e bla bla bla. Un esercito a disposizione del primo che ha saputo impadronirsene. Non è questione di categorie politiche, tutti partecipano allo stesso clima, tutti oggi sono liberal, tutti sono generali di quell’esercito anonimo e nevrotico, lascivo e ottuso: in Italia il sistema mediatico berlusconiano li ha allevati per primo, prima ancora che la sinistra obamiana, che si è aggiunta poi, li inquadrasse, Berlusconi e Renzi sono le due facce di una stessa medaglia.
Individualismo esasperato dunque, dove pure la simulazione di “religiosità” si riduce ad un fatto antisociale, a un autoerotismo: alla detronizzazione di Dio e all’intronizzazione non manco più dell’uomo, ma semplicemente del proprio ego, scadente, vuoto, malato, nevrotizzato da uno stato permanente di incertezza esistenziale. Che essendo cosa di nessun valore non può che portare al cupio dissolvi: il desiderio di obnubilamento e di morte, di annullamento. Al nulla. Il nichilismo vero Spirito di questo mondo. E lo spirito del mondo è poi, infine, sempre Lucifero.

Il sacramento di Satana

femen eloiseAssaltare i cattolici e le loro chiese, abbatterli. Per mezzo di nugoli di gay militanti, di vegani, di abortisti, di pedofili, di radicali. “Per mezzo del popolo” che ha nei media la sua cattedrale. Dove la lobby radicale ha il suo pulpito, da dove si propala il verbo del pensiero unico dominante. Che ha una sola panacea che è il Pretesto che purifica e santifica ogni nefandezza, un’arma carica che con la sua energia esplosiva è consegnata in mano “al popolo”: il sesso.
Il sesso: forza cosmica ed energia pura, oscura e vitale, creatrice e devastatrice; il sesso che ha in sé il segreto della perpetuazione del mondo, o disgiunto dal suo fine primo e sterilizzato, quello di distruggerlo. La Chiesa, nella sua saggezza millenaria, lo ha sempre saputo: il sesso ha in sé la vita e la morte. Hanno scelto eros da solo, che è l’altra faccia, come in Giano bifronte, di thanatos.
Il sesso: oppio dei popoli, narcotico degli individui, illusione dei soli, sacramento principe di Satana col cui sperma vengono unte tutte le fronti. Rendendogli l’anima. E la vita.
È Dio, è Cristo il vero obbiettivo stavolta.