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giovedì 13 novembre 2014

Comunione ai malati

La Comunione ai malati

Un decalogo con indicazioni pratiche per i ministri straordinari






Una sana azione pastorale richiede che il sacerdote non deleghi molto ai ministri straordinari la visita ai malati della sua parrocchia e vada più spesso a trovarli.

Si deve tener conto del fatto che questi malati hanno bisogno di sacramenti, come la penitenza e, se è il caso, l'unzione dei malati, che solo il presbitero può amministrare.

Credo che molti malati ringrazieranno per il fatto di vedere che il parroco li tratta con affetto e si interessa sinceramente a loro, per non avere l'impressione che quando arrivano all'anzianità o alla malattia non interessano più.

In molte occasioni, però, per cause legittime, il sacerdote si vede costretto a ricorrere ai ministri straordinari per portare la Comunione ai malati nelle loro case.



È così che molti ministri straordinari compiono un'opera di misericordia assai meritevole, come quella di visitare i malati, oltre a portare a tanti malati e anziani la vera consolazione: l'Eucaristia.

I ministri straordinari della Santa Comunione che hanno l'incarico di portare l'Eucaristia ai malati, agli anziani o alle persone che hanno altri impedimenti possono essere aiutati da queste indicazioni:

1.- Il ministro straordinario della Comunione cercherà di andare accompagnato almeno da un'altra persona matura e dalla retta condotta.

2.- Evitare di portare la Santa Comunione ai malati senza l'espressa autorizzazione del parroco.

3.- Per svolgere questa funzione, ogni ministro straordinario deve avere un porta-viatico in cui porterà con dignità e reverenza il Corpo di Cristo e una copia del Rituale della Santa Comunione fuori della Messa.

4.- Il ministro straordinario non deve avere accesso diretto al tabernacolo. “Chi ha la cura della chiesa o dell'oratorio, provveda che la chiave del tabernacolo, nel quale è conservata la santissima Eucaristia, sia custodita con la massima diligenza” (Codice di Diritto Canonico, canone 938,5).



5. Il ministro straordinario dovrà istruire in precedenza le persone – e le loro famiglie – che visiterà circa le ragioni di questo servizio straordinario.

6. Dovrà conoscere le persone che va a visitare, e assicurarsi che queste conoscano il giorno e l'ora della visita. Non dovrà assolutamente presentarsi all'improvviso o andare in luoghi in cui la Santa Eucaristia può correre il rischio di una profanazione per indifferenza o altra causa grave.

7. La Santa Eucaristia dovrà essere consegnata al ministro straordinario da un ministro ordinario. Il ministro straordinario non può prendere le sacre specie direttamente dal tabernacolo. Una volta ricevute le ostie, le porterà immediatamente ai malati.

8. Dovrà anche chiedere che nel luogo in cui verrà distribuita la Santa Comunione si prepari un tavolo a mo' di altare, che sarà coperto con un telo bianco e su cui saranno collocati una piccola croce e un cero acceso. Su questo tavolo il ministro straordinario depositerà il porta-viatico con l'ostia sacra al suo interno fino al momento di dare la Comunione alla persona.



9. Al termine della distribuzione della Comunione, se sono rimaste delle ostie, si riporteranno immediatamente in chiesa perché vengano conservate nel tabernacolo. È un abuso contro l'Eucaristia restare con le ostie sacre in casa propria o in un altro luogo. “Non è lecito ad alcuno conservare presso di sé la santissima Eucaristia o portarsela in viaggio, a meno che non vi sia una necessità pastorale urgente e osservate le disposizioni del Vescovo diocesano” (canone 935).
  


10. Quando i ministri straordinari svolgono questo servizio devono, sotto grave responsabilità, dedicarsi solo ed esclusivamente a distribuire la Comunione alle persone che vanno a visitare e non combinare la visita con altre azioni o attività.
  

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]
http://www.aleteia.org/it/religione/articolo/10-indicazioni-per-ministri-eucarestia-5821996722028544

domenica 15 luglio 2012

galateo

Ogni cosa a suo tempo

 
 
Stile e gesti corretti durante le celebrazioni e i riti: basta gaffe nella casa di Dio
Giacomo GaleazziCittà del Vaticano

Celebrazione Eucaristica
Niente più gaffe alla messa. Per evitare imbarazzi davanti all’altare occorre sapere quando genuflettersi, stare in piedi o uscire. Il segno della croce va fatto con l’acqua benedetta. Anche lo scambio del segno della pace è soggetto a regole e va fatto senza deambulare troppo per la chiesa ma scambiandolo con chi ci sta più vicino senza lasciare il proprio posto.

Dall’ingresso all’uscita in chiesa, niente deve essere affidato al caso. Cosa fare dunque prima di entrare nella casa di Dio? Smettere di parlare, prima regola.

Spegnere il cellulare, indicazione contemplata in qualunque luogo sacro. Terza regola: verificare che l’abbigliamento sia rispettoso del corpo “tempio dello Spirito Santo” e della casa di Dio. Una volta entrato, il fedele ha altre norme di condotta da rispettare. Visto che il segno della croce esprime la fede in Dio Trinità è bene che venga fatto con l'acqua benedetta perché richiama il Battesimo, nel quale si diventa figli di Dio. Al momento del sacramento dell’Eucarestia sarebbe meglio non ciondolare in mezzo alla navata ma ricercare il tabernacolo dove compiere un atto di adorazione con la genuflessione o almeno con un profondo inchino nei confronti di Cristo realmente presente. E qui occorre sostare in preghiera per qualche istante.

E’ facoltativa la preghiera davanti all’immagine della Madonna e dei santi. Accendere le candele in chiesa capita molto spesso anche a chi va non tanto per seguire la messa ma semplicemente per rivolgere una preghiera al Signore. Ebbene, a chi accende una candela va ricordato di non farlo così tanto per fare. Ciò che conta è accendere il cuore con la fede e con la preghiera. Va osservato sempre il silenzio, ma se c’è necessità impellente di parlare bisogna farlo sottovoce. Per partecipare alla Santa Messa almeno ogni domenica vanno rispettate alcune regole. Primo: puntualità. Non è educato interrompere il presule durante l'omelia. Al momento dei canti, anche se non si è intonati, per dimostrare la partecipazione attiva  è bene pregare e cantare, unendo la tua voce a quella degli altri, senza gridare. Passi se si è stonati, ma almeno occorre stare a tempo. Seduti, inginocchiati, è l'ora di alzarsi in piedi, quando uscire: spesso il fedele a messa sbaglia i tempi di queste azioni.

Occorre conoscere per filo e per segno in quali frangenti rimanere seduto, in quali inchinarsi; in quali ancora, se possibile, stare in ginocchio e quando è il momento di alzarsi. Bisogna evitare le comunioni inflazionate. Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del Corpo e del Sangue del Signore...mangia e beve la propria condanna. Dunque, prima di ricevere dal sacerdote l'ostia consacrata è necessario essere in grazia di Dio e previo digiuno di almeno un’ora.