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sabato 2 luglio 2016

pregare col corpo

Perché inginocchiarsi alla consacrazione eucaristica non è un optional. Anche senza inginocchiatoio
 
Perché è importante inginocchiarsi durante la celebrazione eucaristica?
Ho notato, andando alla Messa, una tendenza. Può darsi che mi sbagli, ma mi sembra che l’abitudine di inginocchiarsi in alcuni momenti della Messa sia sempre meno usata. È una cosa che mi è capitato di vedere in diverse chiese: al momento della consacrazione molti rimangono in piedi, qualcuno a sedere, pochi si inginocchiano. Lo stesso dopo la Comunione. È solo una mia impressione? Ed è una cosa accettabile? Oppure il gesto di inginocchiarsi ha un valore liturgico e andrebbe rispettato (a meno che ovviamente una persona non abbia impedimenti reali)?

Marco Filippi

Risponde don Roberto Gulino, docente di liturgia

Purtroppo non è solo un impressione del nostro amico lettore: non di rado si assiste, durante le nostre liturgie eucaristiche, ad una varietà di comportamenti che indicano la scarsa consapevolezza di ciò che facciamo piuttosto che la celebrazione di una azione sacramentale comunitaria; c’è chi durante il canto rimane in silenzio (pur conoscendo il testo e la melodia), chi preferisce recitare il Gloria, il Credo o il Padre nostro sottovoce - «Per pregare meglio, interiormente…», così mi è stato detto - o chi decide personalmente quali atteggiamenti seguire e quali evitare («Sa, padre, io dopo la comunione non mi alzo mai, resto sempre seduta, mi sembra più bello rimanere in intimità con Gesù finché poi non esco di chiesa…»).

Così facendo però ci dimentichiamo - o tante volte neppure sappiamo - che la natura profonda e più intima della liturgia è proprio di essere preghiera della Chiesa, ossia del corpo mistico di Cristo che nello Spirito Santo è costantemente rivolto al Padre.

Questa essenza «ecclesiale» della liturgia ci chiede di partecipare alla celebrazione con un’attenzione comunitaria, pregando insieme con le stesse parole e con gli stessi gesti, inserendoci completamente nella preghiera di tutta la comunità che, con un cuore solo e un’anima sola, celebra il suo Signore. Ecco perché in una celebrazione liturgica come la Messa, o nelle altre azioni sacramentali - battesimo, cresima, matrimonio, esequie… - «l’atteggiamento comune del corpo, da osservarsi da tutti i partecipanti, è segno dell’unità dei membri della comunità cristiana riuniti per la sacra liturgia: manifesta infatti e favorisce l’intenzione e i sentimenti dell’animo di coloro che partecipano» (Ordinamento Generale del Messale Romano, n° 42).

È necessario quindi pregare insieme e compiere comunitariamente gli stessi gesti come segno di comunione e per vivere la dimensione ecclesiale della preghiera liturgica (diversa dalla preghiera personale).

Quanto detto finora vale anche, e soprattutto, per la posizione in ginocchio: la Chiesa ci chiede, attraverso le indicazioni contenute nell’Ogmr al n° 43, di inginocchiarci al momento della consacrazione. Siamo nel cuore della preghiera eucaristica: pane e vino diventano - attraverso l’invocazione dello Spirito Santo e le parole dell’istituzione - il Corpo ed il Sangue del Signore Gesù; in questo momento anche il nostro corpo è invitato ad esprimere nella preghiera tutta l’adorazione, il rispetto e la riverenza per la grandezza dell’amore di Dio che si rinnova nel dono totale di Cristo sulla croce e nel suo farsi cibo per noi nel suo Corpo e nel Sangue. E di fronte a tanta grandezza, in ginocchio, vogliamo esprimere anche la nostra piccolezza, la nostra umiltà, il nostro bisogno di accogliere il Suo Dono per la nostra salvezza.

Chiaramente non sempre è possibile che tutti si mettano in ginocchio: basti pensare a motivi legati all’età, a problemi di salute o a circostanze legate al luogo della celebrazione (troppo piccolo o troppo affollato). In tal caso, si dice sempre nell’Ogmr al n° 43, coloro che non possono inginocchiarsi «facciano un profondo inchino mentre il sacerdote genuflette dopo la consacrazione».

È importante comprendere bene che i gesti e gli atteggiamenti del nostro corpo nella preghiera liturgica «devono tendere a far sì che tutta la celebrazione risplenda per decoro e per nobile semplicità, che si colga il vero e pieno significato delle sue diverse parti e si favorisca la partecipazione di tutti» (Ogmr n° 42).
[...]

E se queste cose ce le diciamo - o anche «ri-diciamo» - un po’ tutti (a cominciare da noi sacerdoti, ma anche tutti coloro che hanno avuto il coraggio di leggere fin qui!), con quella carità fraterna che dovrebbe contraddistinguere la natura dei cristiani, nessuno dovrebbe mai sentirsi offeso, ma anzi aiutato a vivere meglio l’aspetto comunitario della liturgia.

sabato 7 marzo 2015

vince chi fugge

«PROMETTO DI FUGGIRE LE OCCASIONI DI PECCATO». PERCHÉ CHI SCHERZA COL FUOCO, SI BRUCIA





da «Combattimento spirituale» (1967) di don Giuseppe Tomaselli 

La tentazione, della quale si è responsabili, è la volontaria, che per lo più è cercata o provocata.
Chi volontariamente si mette nel pericolo di peccare, come può pretendere che Dio l'aiuti a non peccare? Come può la volontà resistere al male, se liberamente va incontro ad esso?
È occasione di peccato tutto ciò che spinge a peccare, sia persona, sia luogo e sia oggetto.
Le occasioni deboli, dette così perché di per sé non hanno la forza di spingere al peccato grave, si dicono remote. Quelle invece che sono forti, si dicono occasioni prossime.
Ognuno può conoscere per esperienza quali siano le occasioni prossime individuali. Quando una persona, messa in una data occasione, sempre o quasi sempre o con una certa frequenza commette qualche grave colpa, è tenuta a fuggire tale occasione, anche con grande sacrificio.
Chi si mette volontariamente in un'occasione prossima di grave peccato, senza una vera e grave necessità, è reo di peccato mortale volta per volta che si mette in quel pericolo, anche se eventualmente non cedesse alla tentazione, perché è peccato il mettersi nel grave pericolo di cadere.
È così importante questo punto di morale, che la santa Chiesa lo ricorda espressamente nell'Atto di Dolore, che si recita nella Confessione: «... E propongo di fuggire le occasioni».
Col fuoco non si scherza ... perché il fuoco brucia. Con le forti tentazioni volute e cercate non si scherza! Dice lo Spirito Santo: «Chi ama il pericolo, in esso perirà» (Ecclesiaste, III - 27).

domenica 8 giugno 2014

nuova pentecoste

AIRPORT EUROPE.

continue, disinvolte e raggelanti dichiarazioni pro ecumenismo dei cattolici adulti, forse la stessa Aula Nervi o Assisi sono divenuti "spazi religiosi", "non luoghi" affollati da monadi oranti che pregano tutte insieme, ma ognuna per conto suo. Basta che sorridano. Luoghi per persone indifferenti - anzi, tolleranti - le une verso le altre, attenuino fino a far sparire la propria storia cristiana, fino a divenire, esse stesse, moneta circolante, bestiame indifeso pasciuto dagli interessati burocrati e dai loro epigoni e mentori. Gli "spazi religiosi" sono il modo migliore per arrivare a questo. 

di Massimo Micaletti

Dal Corriere della Sera leggiamo: "A Berlino il primo centro multireligioso del mondo".

PERSPEKTIVE_ZENTRALRAUMÈ stato scritto che un aeroporto è il "non luogo" per definizione: persone dalle provenienze e dalle culture più disparate che transitano in un'area per recarsi altrove. Le loro identità, le loro fedi non toccano quel luogo: esso è a loro indifferente, ed esse sono indifferenti al luogo, non lo cambiano. Ed ecco infatti che negli aeroporti nascono gli "spazi religiosi" o le "aree spirituali": stanze arredate con banchi, luce accennata, per il raccoglimento ma senza simboli religiosi. Perché uno spazio religioso non può essere di tutti, allora che sia di nessuno.
La stessa cosa accade ora a Berlino, città ombelico del Ventesimo Secolo e che si troverà ad avere il suo "spazio religioso", alla stregua di un "non luogo" qualunque.

Questo fenomeno non è solo un attacco frontale alla Fede di Cristo, che viene annullata: equiparare infatti il Vangelo alle credenze di altre culture significa cancellarne la reale natura di Parola di Dio. Non è solo questo, dicevo. Non è neanche "solo" il trionfo del sentimento religioso sulla religione, sulla Vera Religione: l'idea che per rivolgersi a Dio bastino un luogo conciliante, una forma più o meno avanzata di raccoglimento ed un nome da dare all'entità che si prega. Non è neanche soltanto questo il punto.
Il punto è che i "centri multireligiosi" sono le cariche al plastico contro i pilastri della storia europea. Nell'annientare l'identità cristiana del nostro Continente, il fine è esattamente quello di trasformarlo in un "non luogo", un'area ove persone indifferenti - anzi, tolleranti - le une verso le altre, attenuino fino a far sparire la propria storia cristiana, fino a divenire, esse stesse, moneta circolante, bestiame indifeso pasciuto dagli interessati burocrati e dai loro epigoni e mentori. Gli "spazi religiosi" sono il modo migliore per arrivare a questo. 

Quando quella stessa brodaglia culturale percolata dall'Illuminismo ottenne la cancellazione delle "radici cristiane" dalla fondazione dell'Unione Europea, alcuni dissero che era un affronto al vero ed alla storia: era invece piuttosto un programma, una dichiarazione di intenti. Se l'Europa aveva radici cristiane, ebbene l'Unione Europea - la Terza Europa - quelle radici non le avrebbe avute. Coerentemente con questo progetto, ecco dunque gli strumenti di distruzione di quella potenza così pericolosa, il Cristianesimo, che incessantemente ricorda a ciascuno il proprio immenso valore di figlio di Dio, ed i propri limiti di creatura mortale. Per questa potenza, ogni posto è un luogo, ovunque è possibile tracciare un segno di Croce: è difficile da debellare, così va attaccata non solo conculcandone i fedeli, ma anche e soprattutto distorcendone e diluendone la vista, perdendola negli "spazi religiosi", dove tutti possono essere tutto e non sono dunque nulla. A riprova, i "centri multireligiosi" sono "case dell'umanità": una Chiesa, invece, è la Casa di Dio".

Il sogno di un'Europa come un immenso "non luogo" popolato da monadi consumanti trova dunque in questi fenomeni un potente mezzo di realizzazione, alimentato anche dalle continue, disinvolte e raggelanti dichiarazioni pro ecumenismo di esponenti di maggiore o minore rilievo della Chiesa cattolica, tanto che talvolta viene da pensare che la stessa Aula Nervi o Assisi siano divenuti "spazi religiosi", "non luoghi" affollati da monadi oranti che pregano tutte insieme, ma ognuna per conto suo. Basta che sorridano.




sabato 7 giugno 2014

VESPRI DI PENTECOSTE





Chiesa di S. Maria del Carmine in Rovereto TN
Coro liturgico "B. ANTONIO ROSMINI ROVERETO"
Organista: FABIO MIORI 
Direttore: GIULIANO GARDUMI 
Solista: STEFANO MIORI

giovedì 29 maggio 2014

PENTECOSTE 2014

NOVENA DI PENTECOSTE



Deus, in adjutorium meum intende.
Domine, ad adjuvandum me festina.

Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio, et nunc, et semper,
et in saecula saeculorum. Amen. Alleluja.

INVITATORIO
Cantori: Spiritum Paraclitum, qui venturus est in mundum, venite, ad oremus, alleluja.
Coro: Spiritum Paraclitum, qui venturus est in mundum, venite, adoremus, alleluja.

1. Cantori: Ecce ego rogabo Patrem, et alium Paraclitum dabit vobis, ut maneat vobiscum in aeternum, Spiritum veritatis, alleluja (Joa. 14, 16). Coro: Spiritum Paraclitum, ….

2. Cantori: Vos autem cognoscetis Eum, quia apud vos manebit, et in vobis erit, alleluja (Joa. 14, 17). Coro: Spiritum Paraclitum, ...

3. Cantori: Si quis diligit me, sermonem meum servabit, et Pater meus diliget eum, et ad eum veniemus, et mansionem apud eum faciemus, alleluja (Joa. 14, 23). Coro:Spiritum Paraclitum, ….

4. Cantori: Paraclitus Spiritus Sanctus, quem mittet Pater in nomine meo, ille vos docebit omnia, et suggeret vobis omnia, quaecumque dixero vobis, alleluja (Joa. 14, 26).Coro: Spiritum Paraclitum, ….

5. Cantori: Cum venerit Paraclitus, quem ego mittam vobis a Patre, Spiritum veritatis, qui a Patri procedit, ille testimonium perhibebit de me, alleluja (Joa. 15, 26). Coro: Spiritum Paraclitum, ….

6. Cantori: Ille, cum venerit, arguet mundum de peccato, et de justitia, et de judicio, alleluja (Joa. 16, 7). Coro: Spiritum Paraclitum, ….

7. Cantori: Cum venerit ille Spiritus veritatis, docebit vos omnem veritatem. Ille me clarificabit, alleluja (Joa. 16, 13-14). Coro: Spiritum Paraclitum,….

Subito i Cantori intonano l'Antifona seguente e poi cantano alternativamente col coro il Cantico responsoriale.

CANTICO RESPONSORIALE

Ant. Repleatur os meum laude tua, ut possim cantare; 
         gaudebunt labia mea dum cantavero tibi, alleluja.

1. Sicut cervus desiderat ad fontes aquarum: * 
     ita desiderat anima mea ad te, Deus.
2. Deus virtutum, convertere: * 
    respice de caelo, et vide, et visita vineam istam.
3. Et perfice eam, quam plantavit dextera tua: * 
    et super fllium hominis, quem confirmasti tibi.
4. Veni, Domine, visitare nos in pace, * 
    ut laetemur coram te corde perfecto.
5. Emitte manum tuam de alto, eripe me, et libera me de aquis multis: * 
    de manu filiorum alienorum.
6. Emitte lucem tuam et veritatem tuam; * 
    ipsa me deduxerunt, et adduxerunt in montem sanctum tuum, et in tabernacula tua.
7. Manda, Deus, virtuti tuae; * 
    confirma hoc, Deus, quod operatus es in nobis.
8. A templo tuo in Jerusalem, * 
    tibi offerent reges munera.
9. Emitte Spiritum tuum, et creabuntur, * 
    et renovabis faciem terrae.
10. Spiritus tuus bonus deducet me in terram rectam: * 
       propter nomen tuum, Domine, vivificabis me, in aequitate tua.
11. Cor mundum crea in me, Deus, * 
       et Spiritum rectum innova in visceribus meis.
12. Ne projicias me a facie tua, * 
       et Spiritum Sanctum tuum ne auferas a me.
13. Redde mihi laetitiam salutaris tui, * 
       et Spiritu principali confirma me.
14. Emitte Spiritum Sanctum tuum de altissimis, * 
      et sic correctae erunt semitae eorum qui sunt in terris.
15. Gloria Patri...
16. Sicut erat...

Ant. Repleatur os meum laude tua, ut possim cantare; 
         gaudebunt labia mea dum cantavero tibi, alleluja.

CAPITOLO (Ez., 36, 23, 25, 26) Cum sanctificatus fuero in vobis, congregabo vos de universis terris: * et effundam super vos aquam mundam, et mundabimini ab omnibus inquinamentis vestris; * et dabo vobis spiritum novum. Deo gratias.



INNO
Durante il canto della prima strofa, tutti si inginocchiano.

 Veni, Creator Spiritus,
Mentes tuorum visita;
Imple superna gratia
Quae tu creasti pectora.

 Qui diceris Paraclitus,
Altissimi donum Dei,
Fons vivus, ignis caritas,
Et spiritalis unctio.

Tu septiformis munere,
Digitus Paternae dexterae,
Tu rite promissum Patris,
Sermone ditans guttura.

Accende lumen sensibus,
Infunde amorem cordibus,
Infirma nostri corporis
Virtute firmans perpeti.

Hostem repellas longius,
Pacemque dones protinus:
Ductore sic te praevio,
Vitemus omne noxium.

Per te sciamus da Patrem,
Noscamus atque Filium,
Teque utriusque Spiritum
Credamus omni tempore. Amen.

Emitte Spiritum tuum, Domine, et creabuntur, alleluja.
Et renovabis faciem terrae, alleluja.

ANTIFONE E OREMUS distribuiti in ciascun giorno della Novena con il canto del Magnificat

1. - VENERDI dopo l'Ascensione. Antiphona: O Sancte Spiritus, ex Patre procedens, qui cum Patre et Filio simul adoraris et conglorificaris, veni, et tui amoris in nobis ignem accende, alleluja.

OREMUS Illo nos igne, quaesumus, Domine, Spiritus Sanctus inflammet: quem Dominus noster Jesus Christus misit in terram, et voluit vehementer accendi: Qui tecum vivit et regnat in unitate ejusdem Spiritus Sancti, Deus...

2. - SABATO dopo l'Ascensione. Antiphona: O Pater Pauperum, qui curam habes tua Providentia omnium creaturarum, cunctas replens, cunctas fovens, veni, et ad amorem supernorum trahe desiderium, alleluja.

OREMUS Mentibus nostris, quaesumus, Domine, Spiritum Sanctum benignus infunde: cujus et sapientia conditi sumus, et providentia gubernamur. Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate ejusdem Spiritus Sancti, Deus...

3. - DOMENICA dopo l'Ascensione. Antiphona: O Dator Munerum, amor Patris et Filii, qui esurientes semper reples bonis, veni ad donandum nobis sacrum septenarium, alleluja.

OREMUS Sancti Spiritus gratia, quaesumus, Domine, corda nostra illuminet: et perfectae caritatis dulcedine abundanter reficiat. Per Dominum nostrum... in unitate ejusdem Spiritus Sancti...

4. - LUNEDI dopo l'Ascensione. Antiphona: O Lumen Cordium, et flamma indeficiens caritatis, qui peccatorum tenebras ac ignorantiae repellis, veni, et tui luminis claritatem nobis infunde, alleluja.

OREMUS Adsit nobis, quaesumus, Domine, virtus Spiritus Sancti: quae et corda nostra clementer expurget, et ab omnibus tueatur adversis. Per Dominum... in unitate ejusdem Spiritus Sancti...

5. - MARTEDI dopo l'Ascensione. Antiphona: O Consolator Optime, ac beatitudinis donator, qui reddis innocentiam lapsis et moestis laetitiam, veni ad adjuvandum nos, jam noli tardare, alleluja.

OREMUS Gratiam Spiritus Sancti, Domine Deus, cordibus nostris clementer infunde: quae nos gemitibus lacrimarum efficiat maculas nostrorum diluere peccatorum atque optatae nobis, te largiente, indulgentiae praestet effectum. Per Dominum nostrum... in unitate ejusdem Spiritus Sancti...

6. - MERCOLEDI dopo l'Ascensione. Antiphona: O Dulcis Hospes animae, qui corda nostra tibi facis habitaculum, formans affectum firmansque provectum, veni, et reple cordis intima tuorum fidelium, alleluja.

OREMUS Praesta, quaesumus, omnipotens et misericors Deus: ut Spiritus Sanctus adveniens, templum nos gloriae suae dignanter inhabitando perficiat. Per Dominum... in unitate ejusdem Spiritus Sancti...

7. - GIOVEDI dopo l'Ascensione. Antiphona: O Dulce Refrigerium, et fons aquae salientis in vitam aeternam, qui unda purificans, omnes regeneras, veni, et tui roris nos intima aspersione fecunda, alleluja.

OREMUS Sancti Spiritus, Domine, corda nostra mundet infusio: et sui roris intima aspersione fecundet. Per Dominum... in unitate ejusdem Spiritus Sancti…

8. - VENERDI antivigilia di Pentecoste. Antiphona: O Lux Beatissima in fllios adoptionis effusa, per quam totus in orbe terrarum mundus exsultat, veni, et illumina sedentes in tenebris et umbra mortis, alleluia.

OREMUS Mentes nostras, quaesumus, Domine, Paraclitus, qui a te procedit, illuminet et inducat in omnem, sicut tuus promisit Filius, veritatem: Qui tecum... in unitate ejusdem Spiritus Sancti.

9. - SABATO Primi Vespri di Pentecoste. Antiphona: Non vos relinquam orphanos, alleluja, vado et venio ad vos, alleluia: et gaudebit cor vestrum, alleluja.

OREMUS Deus, qui hodierna die corda fidelium Sancti Spiritus illustratione docuisti: da nobis in eodem Spiritu recta sapere; et de ejus semper consolatione gaudere. Per Dominum nostrum... in unitate ejusdem Spiritus Sancti...



Magnificat ….
Si ripete l'Antifona propria del giorno,
dopo la quale il celebrante canta:

Dominus vobiscum.
Et cum sipritu tuo.

Qui il celebrante canta in tono solenne l' Oremus proprio del giorno, poi aggiunge :
Dominus vobiscum.
Et cum spiritu tuo.

Benedicamus Domino.
Deo gratias.

Celebrante in tono retto:
Spiritus Sancti gratia illuminet sensus et corda nostra. Amen.



domenica 27 maggio 2012

ottava di Pentecoste

L'Ottava di Pentecoste,

permessa dalla Forma Ordinaria


 
Parecchie scontentezze sortì, a suo tempo, la soppressione dell'Ottava di Pentecoste, eliminata dalla riforma del Messale e del Calendario liturgico effettuata da Paolo VI.
 
Ma se è vero che nel libro liturgico non si trova più formalmente (come invece capita nella Forma Straordinaria) l'indicazione dei giorni dell'Ottava con la Messa assegnata, è anche vero che la "flessibilità" concessa nel "Tempo per annum" dalla Forma Ordinaria, permette in verità di celebrare comunque una settimana "post Pentecosten" che accompagni e metta in luce l'importanza della festa dello Spirito Santo, da non esaurirsi in una sola domenica.
 
Vengo perciò ai consigli che, nel pieno rispetto della normativa liturgica attuale, permettono ad ogni sacerdote di sottolineare per bene il tempo che intercorre tra la Solennità di Pentecoste e la Festa della SS. Trinità.

1) Utilizzate le MESSE VOTIVE allo Spirito Santo. Ci sono ben tre diversi formulari nel Messale Romano II edizione (in italiano), e il secondo e terzo formulario hanno ben due collette ciascuno tra cui scegliere. I prefazi  che si possono utilizzare sono due. Il Messale offre quindi una ricchezza eucologica spesso e volentieri trascurata e ignorata dai sacerdoti, che non sempre tengono conto degli abbondanti tesori di preghiera presenti nei libri liturgici.

2) Quest'anno sono liberi da Memorie o Feste il lunedì, il martedì, il mercoledì e il sabato, tutti giorni in cui si può celebrare la messa "a scelta". Quale scelta migliore, nella settimana dopo Pentecoste, che offrire la Messa in onore dello Spirito Santo. (Giovedì 31 è la Visitazione, mentre il 1° giugno festeggiamo san Giustino).

3) Se volete solennizzare in maniera particolare queste Messe, è anche permesso l'uso delle letture proprie (Lezionario Messe votive e "ad diversa", vol. 5° dei nuovi lezionari) al posto di quelle feriali. Questa scelta offre al predicatore abbondanti spunti per prolungare la meditazione omiletica del giorno di Pentecoste. 

4) Vi aggiungo i formulari delle tre Messe - or ora citate - in Latino, qualora possano risultare utili alla vostra meditazione i testi originali, o anche per utilizzarli nella celebrazione. In italiano li trovate alle pagg. 844-848 del Messale Romano.

De Spiritu Sancto  Colore Liturgico ROSSO

A

Ant. ad introitum Rm 5,5
Cáritas Dei diffúsa est in córdibus nostris, per inhabitántem Spíritum eius in nobis.

Collecta
Deus, qui corda fidélium Sancti Spíritus illustratióne docuísti, da nobis in eódem Spíritu recta sápere, et de eius semper consolatióne gaudére. Per Dóminum.

Super oblata
Múnera, quæsumus, Dómine, obláta sanctífica, et corda nostra Sancti Spíritus illustratióne emúnda. Per Christum.

PRÆFATIO I DE SPIRITU SANCTO De missione Spiritus a Domino in Ecclesiam.
Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre,
nos tibi semper et ubíque grátias ágere:
Dómine, sancte Pater, omnípotens ætérne Deus:
per Christum Dóminum nostrum.
Qui, ascéndens super omnes cælos sedénsque ad déxteram tuam,
promíssum Spíritum Sanctum in fílios adoptiónis effúdit.
Quaprópter nunc et usque in sæculum,
cum omni milítia Angelórum,
devóta tibi mente concínimus,
clamántes atque dicéntes: Sanctus, Sanctus, Sanctus....

 
Ant. ad communionem  Cf. Ps 67,29-30
Confírma hoc, Deus, quod operátus es in nobis, a templo sancto tuo, quod est in Ierúsalem.

Post communionem
Sancti Spíritus, Dómine, corda nostra mundet infúsio, et sui roris íntima aspersióne fecúndet. Per Christum.

B

Ant. ad introitum Cf. Jn 14,26 Jn 15,26
Cum vénerit Spíritus veritátis, docébit vos omnem veritátem, dicit Dóminus.

Collecta
Mentes nostras, quæsumus, Dómine, Paráclitus qui a te procédit illúminet, et indúcat in omnem, sicut tuus promísit Fílius, veritátem. Qui tecum.

Oppure:
 Deus, cui omne cor patet et omnis volúntas lóquitur, et quem nullum latet secrétum, purífica per infusiónem Spíritus Sancti cogitatiónes cordis nostri, ut te perfécte dilígere, et digne laudáre mereámur. Per Dóminum.

Super oblata
Inténde, quæsumus, Dómine, spiritálem hóstiam altáribus tuis piæ devotiónis stúdio propósitam, et da fámulis tuis spíritum rectum, ut fides eórum hæc dona tibi concíliet, et comméndet humílitas. Per Christum.

PRÆFATIO II DE SPIRITU SANCTO
Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre,
nos tibi semper et ubíque grátias ágere:
Dómine, sancte Pater, omnípotens ætérne Deus:
Qui síngulis quibúsque tempóribus aptánda dispénsas,
mirísque modis Ecclésiæ tuæ gubernácula moderáris.
Virtúte enim Spíritus Sancti ita eam adiuváre non désinis,
ut súbdito tibi semper afféctu nec in tribulatióne supplicáre defíciat, 
nec inter gáudia grátias reférre desístat,
per Christum Dóminum nostrum.
Et ídeo, choris angélicis sociáti,
te laudámus in gáudio confiténtes: Sanctus, Sanctus, Sanctus ...

Ant. ad communionem  Jn 15,26 Jn 16,14
Spíritus qui a Patre procédit, ille me clarificábit, dicit Dóminus.

Post communionem
Dómine Deus noster, qui nos vegetáre dignátus es cæléstibus aliméntis, suavitátem Spíritus tui penetrálibus nostri cordis infúnde, ut, quæ temporáli devotióne percépimus, sempitérno múnere capiámus. Per Christum.

C

Ant. ad introitum Lc 4,18
Spíritus Dómini super me, evangelizáre paupéribus misit me, dicit Dóminus.

Collecta
Deus, qui univérsam Ecclésiam tuam in omni gente et natióne sanctíficas, in totam mundi latitúdinem Spíritus tui dona defúnde, ut, quod in ipsis evangélicæ prædicatiónis exórdiis tua est operáta dignátio, nunc quoque per credéntium corda diffúndat. Per Dóminum.

Oppure:
Deus, cuius Spíritu régimur, cuius protectióne servámur, præténde nobis misericórdiam tuam, et exorábilis tuis esto supplícibus, ut in te credéntium fides tuis semper benefíciis adiuvétur. Per Dóminum.

Super oblata
Sacrifícia, Dómine, tuis obláta conspéctibus, ignis Spíritus sanctíficet, qui discipulórum Fílii tui corda succéndit. Qui vivit et regnat in sæcula sæculórum.

Præfatio: I de Spiritu Sancto vel II.

Ant. ad communionem Cf. Ps 103,30
Emítte Spíritum tuum, et creabúntur, et renovábis fáciem terræ.

Post communionem
Hæc nobis, Dómine, múnera sumpta profíciant, ut illo iúgiter Spíritu ferveámus, quem Apóstolis tuis ineffabíliter infudísti.Per Christum.

Testo preso da: Cantuale Antonianum http://www.cantualeantonianum.com/#ixzz1w092Hs67
http://www.cantualeantonianum.com

pentecoste

L'amore di Dio, riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo è l'opposto dell'amore di questo mondo (S.Agostino)

pubblicata da Enzo Gallo il giorno sabato 11 giugno 2011 alle ore 11.20


Dicendo poi: Io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Paraclito, il Signore ci fa capire che egli stesso è Paraclito. Paraclito corrisponde al latino avvocato; e Giovanni dice di Cristo: Abbiamo, come avvocato presso il Padre, Gesù Cristo giusto (1 Gv. 2, 16). In questo senso dice che il mondo non può ricevere lo Spirito Santo, così come sta scritto: Il desiderio della carne è inimicizia contro di Dio: esso infatti non si assoggetta alla legge di Dio né lo potrebbe (Rm 8, 7). Come a dire che l'ingiustizia non può essere giusta. Per mondo qui si intende coloro che amano il mondo di un amore che non proviene dal Padre. E perciò l'amore di Dio, riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato, è l'opposto dell'amore di questo mondo, che ci sforziamo di ridurre e di estinguere in noi. 

Il mondo – quindi - non lo può ricevere perché non lo vede né conosce. L'amore mondano, infatti, non possiede occhi spirituali, senza dei quali non è possibile vedere lo Spirito Santo, che è invisibile agli occhi della carne. Ma voi - dice il Signore -  lo conoscerete perché rimarrà tra voi e sarà in voi. Sarà in loro per rimanervi, non rimarrà per esservi; poiché per rimanere in un luogo, prima bisogna esserci. E affinché non credessero che l'espressione: rimarrà presso di voi, volesse significare una permanenza simile a quella di un ospite in una casa, spiegò il senso delle parole: rimarrà presso di voi, aggiungendo: e sarà in voi. 

Lo si potrà dunque vedere in modo invisibile, e non potremmo conoscerlo se non fosse in noi. E' così che noi vediamo in noi la nostra coscienza; noi possiamo vedere la faccia di un altro, ma non possiamo vedere la nostra; mentre possiamo vedere la nostra coscienza e non possiamo vedere quella di un altro. La coscienza, però, non esiste fuori di noi, mentre lo Spirito Santo può esistere anche senza di noi; e che sia anche in noi, è un dono. E se non è in noi, non possiamo vederlo e conoscerlo così come deve essere veduto e conosciuto. Il Signore, dopo aver promesso lo Spirito Santo, affinché non si pensasse che lo Spirito Santo avrebbe preso il suo posto, e che egli non sarebbe stato più con loro, subito aggiunse: Non vi lascerò orfani; ritornerò a voi (Gv 14, 18). [Orfani è lo stesso che pupilli. Orfano è un termine greco che corrisponde al latino pupillo. Infatti, dove nel salmo si dice: Tu sarai l'appoggio del pupillo  (Sal 9, 14), nel testo greco al posto di pupillo c'è orfano.] Non contento quindi di averci fatto figli adottivi del Padre e di aver voluto che noi avessimo, per grazia, il medesimo Padre che è suo per natura, il Figlio di Dio ci dimostra anch'egli in un certo senso affetto paterno, dicendo: Non vi lascerò orfani; ritornerò a voi. [ E' per lo stesso motivo che ci chiama anche figli dello sposo, quando dice: Verranno giorni in cui sarà tolto lo sposo, e allora i figli dello sposo digiuneranno (Mt 9, 15). Ora, chi è questo sposo, se non Cristo Signore?].

VIGILIA DI PENTECOSTE
Gv. 14,15-21
S.AGOSTINO
Tractatus 74  in Joannem, sub finem, et 75
Breviario Romano, Mattutino, Letture del III Notturno

spirito santo

Consacrazione allo Spirito Santo


Spirito Santo, anima della mia anima, io Ti adoro,
illuminami, guidami, rinvigoriscimi,
dimmi cosa debbo fare, e comandami.
Ti prometto di sottomettermi
a tutto ciò che desideri da me
ed accettare quanto Tu permetta mi accada,
fammi solo conoscere la tua volontà.
Ricevi, o Spirito d’Amore,
la consacrazione perfetta ed assoluta
che oggi Ti faccio di tutta me stessa,
affinché Ti degni d’essere d’ora in poi,
in ogni istante della mia vita ed in ogni mia azione,
il mio Direttore e Guida, la mia Luce, la mia Forza
e tutto l’amore del mio cuore.
Maria, Madre mia, concedimi questa grazia,
sono tutta tua.

Santa Brigida

sabato 19 maggio 2012

veni creator

Veni Creator Spiritus





Veni Creator Spiritus,
Mentes tuorum visita,
Imple superna gratia,
Quae tu creasti, pectora.

Qui diceris Paraclitus,
Altissimi donum Dei,
Fons vivus, ignis, caritas,
Et spiritalis unctio.

Tu septiformis munere,
Digitus Paternae dexterae,
Tu rite promissum Patris,
Sermone ditans guttura.

Accende lumen sensibus,
Infunde amorem cordibus,
Infirma nostri corporis,
Virtute firmans perpeti.

Hostem repellas longius,
Pacemque dones protinus;
Ductore sic te praevio,
Vitemus omne noxium.

Per te sciamus da Patrem
Noscamus atque Filium;
Teque utriusque Spiritum
Credamus omni tempore.

Deo Patri sit gloria,
Et Filio, qui a mortuis
Surrexit, ac Paraclito
In saecula saeculorum.
Amen.

Canto Gregoriano - Veni Creator Spiritus