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mercoledì 16 marzo 2016

Don Pino Caiazzo

L’arcivescovo eletto di Matera: “Non possiamo fare sconti a Renzi solo perchè ha fatto lo scout”

              

 
1455278371815.jpg--don_pino_caiazzo_arcivescovo_di_matera_irsinacrotone_perde_il_prete_che_annotava_i_tumoriL’arcivescovo eletto di Matera- Irsina (prenderà posesso della diocesi il prossimo 16 aprile), don Pino Caiazzo, del clero di Crotone, non ha il minimo dubbio e dice.” Rispetto per la cultura, legalità e solidarietà, sono queste le mie priorità alle quali voglio ispirarmi”. Non a caso, Matera nel 2019 sarà capitale italiana della cultura. La fede quotidiana ha intervistato don Caiazzo.
 
Don Caiazzo, Matera sarà nel 2019 Capitale italiana della Cultura, le sembra una opportunità importante da sfruttare?
”  Indubbiamente è una cosa buona  e rilevante. La cultura da sempre merita un posto  centrale nella vita di tutti. Un paese senza cultura e amore per la stessa non ha futuro. Inoltre, la cultura se ben canalizzata, rappresenta veicolo di benessere materiale per la popolazione. Lo ribadisco: facendo le cose perbene e senza imbrogli di nessun tipo, men che meno speculazioni”.
 
Recentemente, nella città dei sassi, è stata riaperta la Cattedrale, bella  e antica, per troppo tempo inagibile …
” Questo traguardo, la città e la diocesi lo devono  prevalentemente all’opera del mio predecessore monsignor Ligorio e alle sue capacità. Occorre ringraziarlo, come tutti gli uomini di buona volontà che si sono adoperati per questa finalità. La riapertura della Cattedrale è un fatto molto positivo per Matera e per la intera diocesi: non dimentichiamo il significato religioso che ha una cattedrale, punto di sintesi e di unità col vescovo”.
Quali sono le sue sfide?
” Io non parlo di sfide, ma linee guida, direzioni di marcia. Il primo gesto sarà la visita al penitenziario seguendo quella che Papa Francesco chiama Chiesa in uscita alla quale voglio ispirarmi. Visiterò dunque il carcere per mostrare e dimostrare ai detenuti la mia vicinanza e portare per quanto possibile misericordia. Poi, inviterò tutti al rispetto della legalità in tutti gli ambiti del sociale, in economia e politica, sarebbe auspicabile sempre la massima trasparenza affinchè davvero la società possa progredire e avanzare, nella solidarietà sociale. Mi piace sottolineare che ogni tipo di mafia e di delinquenza sono un cancro da estirpare con la collaborazione delle forze sane. ”
 
Venendo all’attualità, che idea ha di famiglia?
“E’ la cellula fondamentale della società e pertanto merita difesa e protezione, anche a livello legislativo. La famiglia, almeno in ottica cristiana, è quella composta da uomo e donna che si donano reciprocamente, aperti alle nuove vite. Putroppo il legislatore  non sembra incoraggiare molto la famiglia, anzi. Magari per correre dietro ad una falsa modernità e così si rischiamo di sfaldare tutto”.
 
Il Presidente Renzi ha detto che vuole andare nelle parrocchie a spiegare le unioni civili …
” Noi dobbiamo obbedire da cristiani alla legge di Dio. I politici non vengano a fare campagna elettorale in parrocchia. Non possiamo fare alcuno sconto solo perchè uno ha fatto lo scout ed è presidente del Consiglio. Nella parrocchie, se proprio vuol venire, preghi e faccia il fedele. Quello che ha da dire lo dica nelle sedi competenti”.
Bruno Volpe

domenica 23 novembre 2014

Basilicata da raccontare



Ferrandina (MT)
Il giallo dei campi arsi dal sole, il grigio delle torri e delle mura normanne, l’ocra dei paesi ormai abbandonati, il verde dei boschi che furono rifugio di briganti, il bianco delle abitazioni scavate nel calcare. Ciò che colpisce della Basilicata è l’immensa varietà di anime che la compongono.
Dai paesaggi alla Sergio Leone nella zona dei calanchi, alle colline verdeggianti che profumano di Medioevo a ridosso del Vulture, dal mare cristallino di Maratea fino agli antichi pini loricati sulle vette del Pollino.Cambiano i colori, cambiano soprattutto le storie che questa terra racconta e i segreti che è capace di rivelare all’ascoltatore paziente.

#BASILICATADARACCONTARE.  Abbiamo deciso di parlare della Basilicata raccontando tre "storie" legate a tre luoghi diversi, convinti che la narrazione sia una componente cardine della bellezza di un luogo. Non abbiamo adottato un criterio storico o cronologico nello scegliere le nostre destinazioni ma ci siamo lasciati guidare dalla curiosità e dal desiderio di conoscere (e farvi conoscere) delle storie affascinanti, romantiche e assolutamente reali. Ne abbiamo scelte tre e con macchina fotografica e videocamera siamo andati alla ricerca dei luoghi che sono stati teatro di queste vicende, per raccontarvele,  nelle prossime settimane. Abbiamo creato un'hashtag: #basilicatadaraccontare, per raccogliere sui principali social le foto di questi luoghi, testimoni silenziosi di un passato impresso nella pietra. 

TRE LUOGHI, TRE STORIE. Il castello di Melfi, la Chiesa rupestre di S. Margherita  legati alla figura leggendaria di Federico II, il borgo abbandonato di Craco, dove il tempo si è fermato dalla disastrosa frana del 1969 e Campomaggiore, le cui rovine testimoniamo lo sfortunato sogno romantico del conte Rendina. Sono queste le tre storie che abbiamo deciso di raccontare, con tre articoli corredati da un'ampia gallery fotografica oltre che da video realizzati da Dario Molinari, filmmaker lucano, autore di documentari, videoclip e spot televisivi. La colonna sonora è di Vincenzo Salvia, compositore, lucano anche lui. 
 
Ma quanti (e quali) sono i luoghi della Basilicata che hanno una storia da raccontare? Ecco i nostri dieci!
 

10 LUOGHI DELLA BASILICATA DA RACCONTARE

1. Acerenza. Famosa per la sua Cattedrale dell’XI secolo, nel medioevo è stata luogo di passaggio dei pellegrini che si recavano in Terra Santa. Secondo alcuni studiosi, nella Cattedrale è custodito il leggendario Santo Graal.

2. Campomaggiore Vecchia. Il paese vecchio conserva i segni di un sogno che ha dovuto fare i conti con la realtà.

3. Castelmezzano. Situato all’ombra delle Dolomiti Lucane, reca tracce del passaggio dei Templari.  È in questo panorama magico, immerso tra le rocce che è possibile provare l’ebbrezza del volo dell’angelo.

4. Craco. Immerso tra i calanchi, Craco è un “paese fantasma”, fuori dal tempo. Le sua mura silenziose ocra sono diventate la location ideale per registi e troupe televisive. Dal 2010 è stato inserito nella liste dei luoghi da salvaguardare nel mondo, redatta dalla World Monuments Funds.

5. Maratea. È conosciuta come “La perla del Mediterraneo” per i suoi pittoreschi paesaggi costieri e montani. La statua del “Cristo Redentore” sul monte S. Biagio è seconda per dimensioni solo a quella di Rio de Janeiro.
 
6. Matera. non ha bisogno di presentazioni. Candidata a Capitale Europea della cultura 2019, i suoi Sassi sono patrimonio Mondiale Unesco dal 1993.
 
7. Melfi. Il suo castello è uno dei più importanti manieri di Federico II di Svevia, è qui che furono promulgate le “Costituzioni Melfitane” che, già nel medioevo riconoscevano diritti alle donne e pene contro l’inquinamento. A poca distanza c’è il castello di Lagopesole, tenuta di caccia del sovrano e rifugio dei briganti di Carmine Crocco nel 1800.

8. Metaponto. Colonia della Magna Grecia e, secondo alcuni storici, ultima residenza di Pitagora. Le Tavole Palatine (i resti del tempio di Hera) sono tate testimoni delle storie di antichi greci e dei  ribelli comandati da Spartaco.

9. Valsinni. La sua storia è quella triste della poetessa Isabella Morra (1520- 1546). Uccisa dai fratelli  a causa di un amore platonico, la leggenda dice che vaghi ancora nel castello medievale. Il comune è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

10. Venosa. Patria del poeta Orazio e del madrigalista Carlo Gesualdo da Venosa. Imperdibili il castello di Pirro del Balzo (1470 circa) e l’Abbazia della Trinità, meglio conosciuta come “Incompiuta”.

mercoledì 26 febbraio 2014

apparecchio alla buona morte

“Atto solenne di preparazione per morire santamente” dalle opere di S. Alfonso de’ Liguori


Matera, Chiesa del Purgatorio



Mio Dio, essendo certa la mia morte, e non sapendo quando sarà, intendo da ora di prepararmi a quella, che è il momento più bello della vita di un cristiano perché attua l’incontro definitivo con Cristo Amore; e perciò affermo di credere quanto crede la S. Chiesa, e specialmente il mistero della SS. Trinità, l'Incarnazione e Morte di Gesu-Cristo, il paradiso e l'inferno, perché tutto l'avete rivelato Voi che siete la stessa Verità. Io merito mille inferni, ma spero dalla vostra pietà per i meriti di Gesu-Cristo il perdono, la perseveranza finale e la gloria gioiosa del paradiso. Vi benedico per quanto mi avete donato finora e per quanto volete donarmi. Affermo che v'amo sopra tutte le cose, perché siete un bene infinito; e perché v'amo, mi pento sopra ogni male di tutte le offese che vi ho fatte, e propongo prima morire e perdere tutto piuttosto che più offendervi. Vi prego a levarmi la vita e tutto quello che ho piuttosto che permettere ch'io v'abbia da perdere con un altro peccato.Vi ringrazio, Gesù mio, di tutte le pene che avete patite per me, e di tante misericordie che mi avete usate, dopo che vi ho tanto offeso.Amato mio Signore, mi rallegro che siete infinitamente beato. Godo che siete amato da tante anime in cielo ed in terra. Vorrei che tutti vi conoscessero e vi amassero. Affermo che qualunque persona m'avesse offeso, io la perdono per amor vostro, o Gesù mio; e vi prego a farle bene fin d’ora. Affermo che desidero in vita ed in morte i SS. Sacramenti; ed intendo da ora di cercare l'assoluzione delle mie colpe, quando in morte non potrò darne segno.Accetto con pace la mia morte e tutti i dolori che l'accompagneranno, in unione della morte e dolori, che patì Gesù sulla croce. Ed accetto, mio Dio, tutte le pene e tribolazioni, che prima di morire mi verranno dalle vostre mani. Fate di me e di tutte le cose mie tutto quel che vi piace. Datemi il vostro amore e la santa perseveranza, e niente più vi domando. Madre mia Maria, assistetemi sempre, ma specialmente nella mia morte; e frattanto aiutatemi a conservarmi in grazia di Dio. Voi siete la speranza mia. Sotto il vostro manto voglio vivere e morire. S. Giuseppe, S. Michele Arcangelo, Angelo mio Custode, soccorretemi sempre, ma soprattutto nell'ora della mia morte. 



E voi mio caro Gesù, voi che per ottenere a me una buona morte, avete voluto fare una morte così amara, non m'abbandonate allora. Io da ora a Voi m'abbraccio, per morire abbracciato con Voi. Io merito l'inferno, ma mi abbandono alla vostra misericordia, sperando nel sangue vostro di morire nella vostra amicizia e di ricevere da Voi la benedizione, nella prima volta che vi vedrò da misericordioso giudice mio. Nelle vostre mani impiagate per mio amore raccomando l'anima mia. In Voi spero di non essere allora condannato all'inferno e di essere ammesso alla gloria e alla gioia del Paradiso. «In te,Signore, ho sperato, non sia confuso in eterno». Vedo già che la causa delle mie cadute è stata il non ricorrere a voi, quando io ero tentato, a domandarvi la santa perseveranza. Per l'avvenire propongo fermamente di raccomandarmi sempre a voi, e specialmente quando mi vedrò in pericolo di ritornare ad offendervi. Propongo di ricorrere sempre alla vostra misericordia, invocando sempre i Ss. Nomi di Gesù e di Maria: sicuro che pregando non lascerete voi allora di darmi la forza ch'io non ho di resistere a' miei nemici. O Maria, Madre ottenetemi la grazia di raccomandarmi in tutt'i miei bisogni e per sempre al vostro Figlio, ed a voi. O Signore Gesù aiutatemi sempre, e specialmente nella mia morte; fate ch'io spiri amandovi, sicché l'ultimo respiro della mia vita sia un atto d'amore, che mi trasporti da questa terra ad amarvi in eterno nella gioia del paradiso. Gesù, Giuseppe, e Maria, assistetemi nella mia agonia. Gesù, Giuseppe, e Maria, a voi mi dono, e voi ricevete in quel punto l'anima mia.