venerdì 14 giugno 2013

SAN VITO

15 GIUGNO
SAN VITO

Il suo culto è molto diffuso non solo in Sicilia ma an­che in Lucania, Sardegna, a Roma … a Praga …. Non altrettanto note le vicende della sua vita e del suo martirio, che è avvenuto certamente in Lucania. Il Martirologio Romano riporta per il 15 Giugno: In Basilicata San Vito, Martire.  San Vito è annoverato tra i 14 Santi Ausiliatori.



Ant. di Ingresso   Mt 16,24
«Se qualcuno vuol venire dietro a me,
rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua», dice il Signore

COLLETTA  O Dio, che in san Vito hai offerto alla tua Chiesa un modello di perfezione evangelica, concedi a noi, nelle vicende mutevoli della vita, di cercare sempre solo te e di aderire con tutte le forze al tuo regno di verità, di giustizia e di pace. Per il nostro Signore.

Oppure:    Esulti la tua Chiesa, o Signore, nella memoria di san Vito che il tuo Spirito ha con­sacrato con l'unzione del martirio e il tuo Verbo ha coronato con la palma della vittoria. Per il nostro Signore …

Oratio    Da Ecclesiae tuae, quaesumus, Domine, sancto martyre tuo Vito intercedènte: superbe non sapere, sed tibi placita humilitate profìcere: ut, prava despiciens, quaecumque recta sunt, libera exèrceat caritate. Per Dominum.

PRIMA LETTURA
Dal libro del Siràcide 51, 1-12
Ti glorificherò, Signore mio re,
ti loderò, Dio mio salvatore;
glorificherò il tuo nome,
perché fosti mio protettore e mio aiuto
e hai liberato il mio corpo dalla perdizione,          
dal laccio di una lingua calunniatrice,
dalle labbra che proferiscono menzogne.
Di fronte a quanti mi circondavano
sei stato il mio aiuto e mi hai liberato,
secondo la tua grande misericordia e per il tuo nome,
dai morsi di chi stava per divorarmi,
dalla mano di quanti insidiavano alla mia vita,
dalle molte tribolazioni di cui soffrivo,
dal soffocamento di una fiamma avvolgente
e dal fuoco che non avevo acceso,
dal profondo seno degli inferi,
dalla lingua impura e dalla parola falsa.
Una calunnia di lingua ingiusta era giunta al re.
La mia anima era vicina alla morte,
la mia vita era alle porte degli inferi. Mi assalivano dovunque e nessuno mi aiutava; mi rivolsi per soccorso agli uomini, ma invano. Allora mi ricordai delle tue misericordie, Signore, e delle tue opere che sono da sempre, perché tu liberi quanti sperano in te, li salvi dalla mano dei nemici. Ed innalzai dalla terra la mia supplica; pregai per la libera-zione dalla morte. Esclamai: «Signore, mio padre tu sei e autore della mia salvezza, non mi abbandonare nei giorni dell'angoscia, nel tempo dello sconforto e della desolazione. Io loderò sempre il tuo nome; canterò inni a te con riconoscenza». La mia supplica fu esaudita; tu mi salvasti infatti dalla rovina e mi strappasti da una pessima situazione. Per questo ti ringrazierò e ti loderò, benedirò il nome del Signore. Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 33
Rit. Il Signore è mia forza e mia salvezza.


Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.

Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore e mi ha risposto
E da ogni timore mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida
e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce.

L'Angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono e li salva.

Gustate e vedete
quanto è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia.

Temete il Signore, suoi Santi,
nulla manca a coloro che lo temono.
I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore
non manca di nulla.

CANTO AL VANGELO
Alleluia, Alleluia. Noi ti lodiamo, o Dio, e ti benediciamo;
                              ti da testimonianza la schiera dei tuoi martiri. Alleluia.
VANGELO
+ Dal vangelo secondo Matteo 10, 17-22
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli uomi­ni, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorge­ranno contro i genitori e li faranno morire.
E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato». Parola del Signore.

SULLE OFFERTE         Accogli, o Padre, questo memoriale della nostra redenzione, e fà che dalla fonte dei tuoi misteri attingiamo lo spirito di santità per piacere solo a te e aderire a Cristo Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.

PREFAZIO
E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Noi celebriamo con devozione il giorno beato in cui il tuo martire Vito nacque alla gloria.
Egli fu tra noi, e non esitò a confermare nel sangue la sua professione di fede. E noi, in comunione con la festosa assemblea degli angeli e dei santi, esultanti, cantiamo la tua lode: Santo, Santo, Santo, ...

ANT. ALLA COMUNIONE
Il sangue dei martiri è versato per Cristo, in cielo essi raccolgono il premio eterno.

DOPO LA COMUNIONE      I divini misteri che ci hanno nutrito proteggano, o Padre, i tuoi fedeli e, per l'intercessione gloriosa del tuo martire Vito, ci infondano il desiderio e il coraggio di dare aperta testimonianza al vangelo. Per Cristo nostro Signore.

UFFICIO DELLE LETTURE:
INNO

 
O Vito beato,
oggi è il tuo natalizio,
in cui tu meritasti
il premio di chi vince.

Dal mondo delle tenebre,
superando i carnefici,
fosti innalzato al cielo
e reso a Cristo in gaudio.

Ora tu insieme agli angeli
risplendi con la veste
che hai lavato nel sangue
come teste indomabile.

Soccorrici e per noi
prega Cristo, che ascolti
benigno i suoi fedeli
e non guardi alle colpe.

Accorri e a noi comunica
la grazia del Signore:
il perdono rinfranchi
chi è oppresso dal peccato.

Sia onore al Padre e al Figlio
e al Paraclito insieme,
che di eterna corona
ti cingono nel cielo.

 
SECONDA LETTURA
Dal «Commento al salmo 118» di sant'Ambrogio, vescovo (8, 5.7; csel 52,151-153)
Mia sorte è il Signore
«Mia sorte è il Signore» (Sal 72, 26; cfr. 118, 57 Volg.). Colui che ha in sorte il Signore possiede tutta la natura. In luogo dei poderi, basta lui a se stesso, perché possiede un frutto buono che non può mai perire; in luogo delle case basta lui a se stesso, perché egli è una casa del Signore e un tempio di Dio, e nulla vi può essere di più prezioso. Che cosa è più prezioso di Dio, o che manca all'uomo che può dire: «Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore Gesù Cristo, per mezzo del quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo?» (Gal 6, 14).
Su queste cose il principe di questo mondo non può rivendicare nessun diritto, perché non vi trova nulla che gli appartenga.
Il Signore che si è fatto nostro Maestro perché Dio divenisse la nostra sorte, potè dire: «Viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me» (Gv 14, 30), e volendo giustamente che noi lo imitassimo, dice; «Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame» (Mt 10, 9). Pietro dimostrando che la sua sorte era posta in Dio e non nel mondo, disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» (At 3, 6). Il che significa: la mia sorte è Cristo, perciò, in nome di Gesù Cristo, cammina. Cioè: nella mia sorte sono ricco, nella mia sorte sono potente: con ragione ho l'audacia di attendermi i frutti di ciò che mi è dato in sorte, perché sia concessa agli altri salvezza e vita: è questo il patrimonio della parte che mi sono scelta.
Pietro, dicci perché non possiedi né oro né argento; e spiegaci anche cosa sia questo possesso che affermi di avere, tu che hai detto di aver lasciato tutto. Dicesti infatti al Signore: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito» (Mt 19, 27), cioè non abbiamo cercato i beni di questo mondo, non abbiamo desiderato di aver la nostra parte di possedimenti, ma abbiamo scelto te come nostra sorte.
Dunque, Pietro, anzitutto hai lasciato quello che avevi; e di dove ti è venuto quello che dici di avere? Lo storpio si alza e si regge in piedi al suono della tua voce: doni la salute agli altri, mentre avevi tu stesso bisogno di aiuto per la tua salvezza. Dunque hai lasciato quello che avevi e hai ricevuto quello che non avevi. La tua sorte è Cristo, Cristo è per te ogni possesso; il suo nome è la tua ricchezza, il suo nome è il tuo profitto, il suo nome paga per te i tributi, e tributi di valore, non di denaro ma di grazia. Conservati la sorte che hai scelta: è una sorte che le ricchezze terrene non possono uguagliare!
Che cosa potrebbe esser dato ancora a coloro dei quali Dio dice: «Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò» (2 Cor 6, 16). Che cosa può superare in magnificenza la dimora celeste, o esser più felice del possesso di Dio? Gli altri si lamentano delle ristrettezze delle loro campagne: in te Dio è un possesso immenso, nel quale egli dice di passeggiare, cioè di trovare largo spazio per abitarvi, egli che tiene la terra nel cavo di una mano. Sta scritto infatti: «Chi ha misurato con il cavo della mano le acque del mare e ha calcolato l'estensione dei cieli con il palmo?» (Is 40, 12). Tu sei un'ampia dimora per colui davanti al quale tutto il mondo è come un nulla (cfr. Is 40, 17). «Mia parte è il Signore» (Lam 3, 24): lo dice un martire; e noi sforziamoci di vivere per Colui, per il quale è gloria morire.

responsorio Col 3, 14-15
Rivestitevi, come amati da Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine di pazienza; * e la pace di Cristo regni nei vostri cuori.
Al di sopra di tutto vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione,
e la pace di Cristo regni nei vostri cuori.

Orazione       O Dio, che in san Vito hai offerto alla tua Chiesa un modello di perfezione evangelica, concedi a noi, nelle vicende mutevoli della vita, di cercare sempre solo te e di aderire con tutte le forze al tuo regno di verità, di giustizia e di pace. Per il nostro Signore.

Oppure:  Dio onnipotente ed eterno, che al tuo santo martire Vito hai dato la forza di sostenere fino all'ultimo la pa­cifica battaglia della fede, concedi anche a noi di af­frontare, per tuo amore, ogni avversità e di camminare con entusiasmo incontro a te, che sei la vera vita. Per il nostro Signore.

Oppure:    Esulti la tua Chiesa, o Signore, nella memoria di san Vito che il tuo Spirito ha con­sacrato con l'unzione del martirio e il tuo Verbo ha coronato con la palma della vittoria. Per il nostro Signore

Oratio    Da Ecclesiae tuae, quaesumus, Domine, sancto martyre tuo Vito intercedènte: superbe non sapere, sed tibi placita humilitate profìcere: ut, prava despiciens, quaecumque recta sunt, libera exèrceat caritate. Per Dominum.

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