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sabato 7 novembre 2026

SOLI DEO HONOR ET GLORIA 

"La Gloria di Dio è il solo nostro scopo.
Perché non la nostra?
Anche perché, al netto di tutto, non è destinata a durare"

 


Allora fu detto al re Davide: «Il Signore ha benedetto la casa di Obed-Edom e tutto ciò che gli appartiene, a motivo dell'arca di DIO». Allora Davide andò e trasportò l'arca di DIO dalla casa di Obed-Edom nella città di Davide con gioia. 

Quando quelli che portavano l'arca dell'Eterno ebbero fatto sei passi, egli immolò un bue e un vitello grasso. Davide danzava con tutte le sue forze davanti all'Eterno, cinto di un efod di lino. Così Davide e tutta la casa d'Israele trasportarono l'arca dell'Eterno con grida di giubilo e a suon di tromba. 

Or avvenne che, mentre l'arca del Signore entrava nella città di Davide, Mikal, figlia di Saul, guardando dalla finestra, vide il re Davide che saltava e danzava davanti al Signore, e lo disprezzò in cuor suo. Così portarono l'arca dell'Eterno e la collocarono al suo posto, in mezzo alla tenda che Davide aveva eretto per essa. Poi Davide offrì olocausti e sacrifici di ringraziamento davanti al Signore. Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di ringraziamento, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore degli eserciti. Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua. Come Davide tornava per benedire la sua famiglia, Mikal, figlia di Saul, uscì ad incontrare Davide e gli disse: «Quanto degno di onore è stato oggi il re d'Israele a scoprirsi davanti agli occhi delle serve dei suoi servi, come si scoprirebbe un uomo del volgo!». 

Allora Davide rispose a Mikal: «L'ho fatto davanti al Signore che mi ha scelto invece di tuo padre e di tutta la sua casa per stabilirmi principe d'Israele, del popolo del Signore; perciò ho fatto festa davanti al Signore. Anzi mi abbasserò anche più di così e mi renderò spregevole ai miei occhi; ma, in merito alle serve di cui tu hai parlato, io sarò onorato proprio da loro». 

Mikal, figlia di Saul, non ebbe figli fino al giorno della sua morte. 2Samuele 6:12-22

 

La gioia di Davide

Oggi, come nel mondo antico, pur potendo comunicare moltissime altre emozioni, la danza è abitualmente associata alla gioia. Per questo, tanti ragazzi condividono video sui social come TikTok; per questo, tanti sportivi arrivano ad associare la celebrazione di un’impresa sportiva con qualche passo di danza, improvvisata o studiata che sia. Anche Davide balla. Non solo, si toglie gli abiti regali ed indossa solo un abito di lino, quasi a suggerire che, di fronte a Dio, re o straccione, siam solo figli suoi!

Oltre il codice

Eppure, questa danza non piace a sua moglie che lo sdegna. Non si addice ad un re il ballo come un popolano. Oltremodo disdicevole, no? Sembra palese un oltrepassamento del codice morale, della dignità dei costumi, delle convenzioni sociali. Forse, istintivamente, anche noi daremmo ragione a Mical. Un po’ di decenza non guasta: nei musei, a scuola, di fronte alle opere d’arte… a maggior ragione per un re, di fronte ai propri sudditi!


Nudità… dai panni regali

Talvolta si tende – distorsione significativa! – a connotare in modo sessuale questa “scopertura” di Davide innanzi al Signore. Non sembra essere questo l’aspetto principale; ma, se anche lo fosse, sono stati i grandi santi come Francesco d’Assisi ad evidenziare come siano le motivazioni a tracciare il confine tra spogliazione ed indecenza, fra povertà e sconcezza, fra una ritorno al Padre ed un rinnegamento paterno.

Questione di sguardo

Dio, del resto, non apprezza le premure di Mical. Al contrario! Perché Dio ha compreso perfettamente il gesto di Davide. Che non si è scoperto di fronte ai serve e alle serve, bensì, si è spogliato delle vesti regali di fronte a Dio, affinché fosse chiaro, anche al popolo, che la regalità appartiene solo a Dio: l’unico che siede sul trono d’Israele.