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giovedì 15 giugno 2017

bambini drag queen

Nemis e i baby drag queen: i nuovi bambini soldato strappati all'infanzia per combattere la guerra Lgbt
 



Il prossimo step delle legislazioni occidentali sarà la legalizzazione della pedofilia, perché se ognuno è libero di fare ciò che vuole cosa vieta di usare anche un bambino per il proprio piacere? Un’affermazione esagerata, catastrofista, da cassandre?


Don Fortunato Di Noto, il sacerdote che da vent'anni lotta conto la pedofilia, intervistato dalla nuovabq.it in merito ai corsi di educazione sessuale nelle scuole aveva risposto a chi obietta che tutto è lecito sì ma solo fra due volontà in accordo, che l’ipersessualizzazione della società contemporanea serve proprio a rendere i bambini consenzienti al sesso, come dichiarano le stesse lobby pedofile.





Ma se ancora non si accetta l’esistenza di uno stretto legame fra il sesso fuori dal matrimonio (negazione del suo fine procreativo), l’ideologia gender/omosessualista e, infine, la pedofilia basta guardare le immagini e i video del piccolo Nemis Quinn Mélançon-Golden. Il bimbo, un canadese di 8 anni, grazie ai suoi genitori sta diventando un personaggio dello spettacolo presentandosi al pubblico come una “drag queen” con il nome di Lactatia. Quello che più spaventa di questa vicenda sono tre cose: la mamma e il papà di Nemis dichiarano di averlo cresciuto con l’idea che non esiste il femminile e il maschile; le performance diaboliche del piccolo su un palco durante una festa Lgbt, dove si muove letteralmente come un ossesso in atteggiamenti da prostituta (tutto l’ambiente assomiglia a un inferno di fiere) e le dichiarazioni del bambino in un filmato caricato su YouTube, visionato in una settimana da quasi oltre 100 mila persone e che ha tutti i connotati per essere definito propagandistico: “Penso che ognuno sia libero di fare ciò che vuole - afferma Nemis - non importa quello che pensano gli altri. Se vuoi essere una “drag queen” e ai tuoi genitori non piaci, allora hai bisogno di nuovi genitori”.


Spaventa, perché la frase “ognuno sia libero di fare ciò che vuole, non importa quello che pensano gli altri” è una frase che sottoscriverebbe la grande maggioranza della popolazione occidentale, ignara delle sue conseguenze estreme ma ormai, quando è troppo tardi, sempre più evidenti. Spaventa, poi, l’appoggio legale di questa perversione estrema. Basti pensare che in Europa e in Canada cominciano ad essere approvate leggi, sponsorizzate da Ue e Onu, sul diritto dei bambini alla sessualità e alla religione, da proteggere nel caso la famiglia si ponga in contrasto ad esse, come rivendica Nemis: “Se vuoi essere una “drag queen” e ai tuoi genitori non piaci, allora hai bisogno di nuovi genitori”.


Spaventa, perché questi sono i nuovi “bambini soldato” (di cui il web si sta riempiendo) ideologizzati fin dalla culla e trasformati in veri e propri kamikaze della guerra Lgbt, che vuole sovvertire la natura umana in affronto alla creazione divina. Infine spaventa perché, come ha dichiarato Stephen Black, ex omosessualista abusato da bambino, “stiamo assistendo alla comunità Lgbt che abbraccia l’abuso minorile coltivando malattie mentali, attraverso la promozione di un bambino “drag”. Non ci vuole un grande scienziato per capire che tutto questo alla fine porterà all’abuso sessuale”.


Sì, esattamente come i bambini soldato o kamikaze, anche questi sono violentanti nella psiche fino a sposare battaglie a cui naturalmente non penserebbero mai. Esattamente come un bambino non penserebbe mai a farsi esplodere o a sparare. Non c’è alcuna differenza, dunque, fra questi genitori ed educatori folli e i terroristi che, per affermare il proprio potere, abusano dell’innocenza e della purezza dei piccoli, così facilmente inclini al bene e così bisognosi di fidarsi da essere altamente manipolabili, a meno di assecondare la loro inclinazione al bene senza forzature contrarie, come l’Occidente fobico di se stesso ha smesso di fare da tempo.


Infatti, non ci si stracci le vesti solo ora, quando è chiaro che il problema viene da lontano. Cioè dal fatto che sono sessant’anni ormai che si concepisce l’educazione come un training performate, dove il male e il bene non esistono e dove quindi la libertà non può essere sollecitata ad aderire ad alcun valore positivo senza essere tacciati di bigotteria violenta. Ma ora è più evidente che, al contrario, la violenza consiste nel negare il bene e il male oggettivi (gli unici argini agli abusi di qualsiasi potere) e nel predicare la libertà senza vincoli, in modo che quella dei più deboli, i bambini, sia schiava di quella degli adulti.


Un altro ex attivista Lgbt, Greg Quinland, oggi presidente dell’associazione Center for Garden State Families, parlando con Lifesitenews di Nemis, ha infatti fatto notare così: “Guardate ai suoi genitori. Guardate sua madre. Tutto questo è solo per fare pubblicità a se stessi a spese del loro bambino”. E, se fino a pochi anni fa, un episodio del genere (genitori che portano il figlio ad esibirsi in bordelli sodomiti) sarebbe stato sufficiente alla revoca immediata della potestà genitoriale, oggi siamo alla follia per cui un figlio ideologizzato dalla propaganda sodomita potrebbe essere separato dai suoi genitori ritenuti “bigotti”.


Siamo solo alla caduta dell’ultimo tabù, conseguente al mantra della liberazione sessuale del “corpo è mio e lo gestisco io”. Per cui, una volta che riusciranno a convincere i bambini che è normale anche avere rapporti con gli adulti, i vecchi sessantottini che magari si scandalizzano degli eccessi di un bambino trasformato in “drag queen”, non avranno categorie intellettuali e culturali per opporsi alla pedofilia che deriva dal loro stesso pensiero.


E’ triste pensare che mentre si accusa di terrorismo (senza nemmeno avere il coraggio di chiamarlo islamico) coloro che immolano i bambini alla causa jihadista, non ci si accorge che un’altra forma di schiavitù innocente verrà presto accolta dall’Occidente come normale. Sono due forme identiche del nichilismo, figlie della negazione del Dio creatore che si specchia nell’innocenza in cui può risplende con più facilità. Per questo il diavolo la odia tanto. E per questo ogni cristiano, invece che stare pacifisticamente a guardare questa empietà, dovrebbe lottare contro di essa. Sapendo che se i bambini educati nel male riescondo ad arrivare a tale perversione, richiamati continuamente alla verità senza sconti potrebbero davvero salvare mondo. Sta a noi.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-nemis-e-i-baby-drag-queen-i-nuovi-bambini-soldatostrappati-all-infanzia-per-combattere-la-guerra-lgbt-20137.htm

domenica 20 marzo 2016

Pedofilia nel clero

 
Alcune semplici osservazioni (con relative domande) sull’ennesima deflagrazione mediatica contro la Chiesa Cattolica.
 
di Don Giorgio Ghio
 
 

 
 
 
zzzzpll1) Il cardinale George Pell, prefetto della Segreteria per l’Economia istituita dal Sommo Pontefice e membro del consiglio di porporati da lui incaricato di studiare la riforma della Curia Romana, si è recentemente sottoposto, per via telematica, a quattro giorni di estenuanti interrogatori circa le sue presunte responsabilità e omissioni nel trattamento di gravissimi casi di abusi sessuali su minori da parte di esponenti del clero australiano. Una prima domanda sorge spontanea: nella sua qualità di principe di Santa Romana Chiesa e di alto rappresentante di uno Stato sovrano, era proprio obbligato a subire questa umiliazione? Perché non è intervenuta l’autorità superiore? Non staranno mica cercando, da Oltretevere, di silurare di nuovo – inducendolo alle dimissioni – un cardinale di tendenze un po’ troppo conservatrici?
 
2) A prescindere da eventuali, effettive inadempienze del prelato da sacerdote e da vescovo, un legittimo sospetto si leva sulle circostanze esterne scelte per tali interrogatori: la coincidenza con la premiazione di un film che tratta il delicatissimo tema senza affatto smentire il cinematografico genere letterario di una gerarchia cattolica avvezza alla più abietta slealtà e perfidia; gli orari fissati in tarda serata o la mattina presto (in pratica di notte; solo per questioni di fuso-orario?), quando una persona anziana non è certo nelle migliori condizioni psico-fisiche per rispondere a domande su fatti avvenuti tra il 1960 e il 1980, quindi non proprio recentissimi; l’ostile e minacciosa presenza, di fronte a lui, di ben quattordici sopravvissuti autorizzati a interferire nel dibattimento con insulti e vivaci rimostranze. Seconda domanda: non avranno magari provato a far moralmente crollare l’illustre imputato?
 
3) Tale metodologia da processo-farsa sovietico si inscrive altresì in un contesto di generale disinformazione: i provvedimenti presi in casa cattolica per correggere il fenomeno degli abusi sono generalmente sottaciuti; viceversa, grava una cappa di omertoso silenzio sulla piaga della pedofilia on-line, nonché su quella dei viaggi del sesso in Paesi dove i minori si vendono per pochi spiccioli. Don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’Associazione Meter, impegnato da venticinque anni nella lotta a queste sordide pratiche, ha già denunciato all’autorità competente migliaia di siti pedofili, in alcuni dei quali si mostrano video in cui dei neonati vengono seviziati e uccisi allo scopo di provocare l’eccitazione sessuale in individui a tal punto rotti all’abominevole vizio da essersi in pratica ridotti all’impotenza. Terza domanda: come mai nessun giornalista ne parla? Non sarà per caso perché la clientela di quel turpe mercato appartiene in buona parte proprio alla classe dirigente in ambito politico, economico e mediatico? Sarà esagerato parlare di lobby della pedofilia, che ne promuove la legalizzazione tentando di entrare nei Parlamenti sotto forma di partiti?
 
4) Il crimine della pedofilia non è certo appannaggio del clero cattolico. Gli ambienti in cui si registra la più alta frequenza di abusi sono purtroppo la famiglia e il parentado. Ora, come se non bastasse, si preparano a concedere l’adozione a coppie di pervertiti/e riconosciute dallo Stato: chi saprà mai a quali innominabili violenze fisiche e psichiche saranno sottoposti i malcapitati “figli adottivi”? Se la minaccia delle tasse sugli immobili ecclesiastici non avesse cucito abbastanza stretto le bocche dei vescovi (già diffidati dal fare i “piloti” dal loro stesso capo, che ha perorato la causa della raccolta selettiva dei rifiuti, ma non si immischia in questa gravissima deriva morale), ecco rispuntare l’arma letale dello sdegno mondiale suscitato ad arte per stroncare qualsiasi obiezione a una rivendicazione legale che, fino a pochi anni fa, sarebbe suonata mostruosa soltanto a evocarla. Nel contempo si segue con apprensione – perfino da Santa Marta – lo stato di salute di un vecchio laido e ripugnante che si vanta pubblicamente dei suoi ninfetti… Quarta domanda: ci sarà mai un magistrato che abbia i virili attributi per incriminarlo delle sue inveterate nefandezze? Vomitevole ipocrisia del sistema!
 
5) Ciò detto, nessuno nega che commettere abusi sessuali sia per un prete cattolico una colpa di gravità eccezionale, passibile della dimissione dallo stato clericale, e che tale piaga, pur riguardando un’esigua minoranza del clero, abbia assunto in certi Paesi proporzioni a dir poco apocalittiche. Perché mai però – ed è la quinta domanda – non ci si interroga sulle cause profonde di questa spaventosa decadenza morale? La stretta coincidenza cronologica tra l’esplosione del fenomeno e l’avvio dell’aggiornamento nella Chiesa non ha proprio alcuna rilevanza storica? Il “rinnovamento” dei seminari e degli istituti religiosi, risoltosi di fatto in una catastrofica crisi, non avrà avuto alcuna incidenza? Il prete e il consacrato mondanizzati che hanno rinunciato alla propria identità, abolendo di conseguenza la separazione dal mondo che le è intrinsecamente connessa, con quali mezzi potranno mai difendersi e immunizzarsi dalle perverse tendenze mondane? Chi ha perso ogni senso della sacralità in rapporto alla propria persona e alla propria attività perseguendo un’assimilazione livellante all’ambiente sociale non ha più gli anticorpi spirituali per resistere all’enorme pressione cui è sottoposto; figuriamoci se potrà mai positivamente incidere su di esso in modo da modificarne gli orientamenti…
 
6) Ultima domanda: a chi giova infine questo nuovo attacco, oltre alle logge massoniche che, nelle cosiddette “messe nere”, praticano lo stupro e l’assassinio di minori scomparsi di cui si perde, evidentemente, qualsiasi traccia? Alcune esternazioni, isolate ma ripetute, di autorevoli ecclesiastici insinuano, in chi ha cervello per intendere, un’inquietante supposizione. Il rinnovato, postumo polverone sui clericali abusi sessuali non serve soltanto a tapparci la bocca dall’esterno. Sembra altresì che, dall’interno, ci sia chi sta lavorando a demolire i fondamenti stessi della gerarchia cattolica.
 
Solerte promotore di studi e convegni sul tema, autorevole esponente del think tank bergogliano, padre Hans Zollner, vice-rettore dell’Università Gregoriana (a torto o a ragione, la più prestigiosa istituzione accademica cattolica al mondo), nonché membro della recente Commissione pontificia per la prevenzione degli abusi su minori, sostiene che l’emergenza imponga un profondo ripensamento della dottrina cattolica sul sacerdozio… E perché mai? Basterebbe che i vescovi facessero il loro dovere.
 
fonte: Confederazione Civiltà Cristiana