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mercoledì 25 febbraio 2015

il Vaticano fa spallucce

Charlie riparte, ma non c'è più Allah. Resta solo il Papa

di Luigi Santambrogio



Sulla rossa copertina del ritorno ci sono in primo piano le truci caricature di Marine Le Pen con il corpo di un grasso molosso e il collare chiodato, un infuriato Sarkozy, disegnato con le fattezze di un barboncino ringhioso, un compunto cane in doppio petto, con gli occhialini e in bocca una mazzetta di euro, forse a simboleggiare la troika europea. A fianco, spunta l’enorme tiara di papa Francesco, con due occhi iniettati di sangue e un ghigno da lupo mannaro. Tipacci assatanati e furiosi che inseguono un povero cucciolo che scappa con in bocca una coppia di Charlie Hebdo. “Si riparte”, dice la scritta: 2 milioni di copie sono già state stampate e attendono oggi la prova dell’edicola. D’accordo, Charlie torna dopo la pausa di un mese, ma a guardare quella copertina uno potrebbe anche pensare che a finire a colpi di kalashnikov i dodici redattori sia stata la destra francese in combutta con la Banca europea e il Vaticano. E non i fratelli Kouachi con il collega d’armi Coulibaly. Perché di islamisti su quella vignetta proprio non c’è traccia. Almeno in modo chiaro e riconoscibile, quanto Le Pen, Sarkozy e il Papa. 

Nella masnada assassina che insegue il cucciolotto della satira, iljihadista è in seconda fila e ha le sembianze di un lupo nero, con la bandana alla fronte e il kalashnikov tra i denti. Certo, chi vuole intendere intenda, ma ce ne vuole per ricordarsi del Maometto con il turbante-bomba o di Allah con la faccia a forma di fallo. Prudenza forse ha suggerito ai nuovi vignettisti della redazione di ricorre all’immagini figurata del “lupo solitario” a indicare il combattente del Califfato e la cosa non è certo da condannare. Ma che c’entrano allora papa Francesco, l’ex presidente e la leader del Front National, il maggior partito d’opposizione con la strage del 7 gennaio? Nulla, ma servono probabilmente a ribadire che i nemici della libertè e laicitè non sono cambiati: i poteri forti dell’economia, della politica e delle religioni. Di una più delle altre: quella cattolica che ha nel Papa la sua espressione più alta. Con Allah meglio non insistere: basta un lupo con la bandana araba a rappresentarlo. Mai vista tanta gentilezza da un foglio che non si è mai imbarazzato nel disegnare Dio, Gesù e lo Spirito Santo intenti a pratiche di sodomia.

Di Dio e religione si occuperà anche il numero del nuovo esordio. Con vignette sugli attentati di Copenaghen, una doppia pagina sull’islam dal punto di vista degli psicologi (una malattia mentale?) è un approfondimento sulla versione religiosa dell’apartheid. E poi un editoriale del nuovo direttore Riss (Laurent Sourisseau), che spiega così i disegni della copertina: «Il senso di questo numero è che “la vita riprende”. Che ci si può mettere alle spalle tutti quelli che ci intralciano». La scelta di dipingere i cani-politici vuole significare che questi: «sono animali irresponsabili e sottomessi. L’irresponsabile è Charlie, sottomessi sono tutti gli altri che ci corrono dietro». Già, i vignettisti sono “irresponsabili” e irriverenti come sempre, ma stavolta anche un tantino furbetti. Forse a essere venuto un po’ meno è il coraggio della matita, ma non è mica un torto visto quello che gli è capitato. Ma la piantino almeno di farsi monumenti. 

Charlie ritorna, ma è probabile che non sarà più quello di prima. Almeno nelle copie che venderà (quasi 8 milioni nell’ultima edizione, quella composta tra le lacrime), negli abbonamento, quasi 250 mila e in quei 30 milioni di euro raccolti grazie ai doni. Chi l’ha detto che il crimine non paga? Paiono, invece, spariti nel nulla quei due milioni di cittadini che un mese fa hanno riempito Place de la Republique a Parigi per dire no al fondamentalismo islamico e riaffermare il diritto alla libertà di pensiero e di fede. Le mattanze dell’Isis non si sono fermate, anzi: altri cristiani sono stati decapitati, altre chiese bruciate e neppure un centesimo di quella marcia trionfale per le strade parigine a reclamare la fine delle stragi. Anzi, oggi che i sopravvissuti alla furia islamica tornano a scrivere, tocca pure ridere dei loro macabri sberleffi contro i cristiani, gli stessi che i tagliagole del Califfato mettono a morte. 


Il jihad islamico è alle porte, ma l’Europa fa spallucce. Di più: rinnega le proprie radici cristiane a favore di secolarizzazione fondamentalista e radicale che l’allontana dalle altre società: «Per le culture del mondo», avvertiva l’allora cardinale Joseph  Ratzinger, «la profanità assoluta che si è andata formando in Occidente è qualcosa di profondamente estraneo». E la rende debole e arresa all’escalation della conquista islamica che sta già avvenendo sotto diverse forme, meno violente e cruente della guerra, ma altrettanto micidiali strumenti di sottomissione. Con la complicità delle vittime che si fanno inconsapevoli alleati e collaborazionisti. Nell’attacco all’identità europea, oggi la jihad islamica trova docile sponda nelle jihad laiciste e nichiliste. Camuffate da avanguardie di una libertà assoluta quanto vuota, che non sa più riconoscere il nemico perché ha tradito da un pezzo gli amici più fidati. Bentornato Charlie e tanti auguri di lunga vita. Anche ormai se c’è ben poco da festeggiare. 


domenica 7 settembre 2014

ecumenismo, prima di tutto!!!!!!!

«Niente Messe in crociera con Costa» 



Gentile direttore,
le scrivo per raccontarle un’esperienza vissuta questa estate. Nelle scorse settimane ho fatto una crociera Costa. Pochi giorni prima di partire ho appreso che la compagnia non avrebbe più imbarcato sulle proprie navi il Cappellano, come invece era fino allo scorso anno. Ho chiesto spiegazioni scrivendo diverse mail, mi è stato risposto che era un scelta in linea con il mercato mondiale delle crociere. Pur non comprendendo che legame ci possa essere tra la figura del Cappellano e il “mercato”, fino a qui tutto “a posto”: responsabilità loro nella scelta fatta, responsabilità mia nel decidere se partecipare o meno a questa crociera. La prima sera a bordo, insieme a mia moglie, incontriamo sul ponte un sacerdote; era in viaggio privato e dopo due parole scambiate si rende immediatamente disponibile a celebrare la Messa. Anzi, ci dice che sarebbe andato all’ufficio servizio clienti a chiedere di poter celebrare nella Cappella della nave, mettendo un avviso sulla porta con gli orari della Messa e, se possibile, una nota nel foglio informativo distribuito tutti i giorni agli ospiti a bordo. La risposta è stata laconica: per rispetto alla “pluralità culturale” di tutti non si può fare. Bene, la Messa l’abbiamo celebrata comunque, in Cappella, senza avvisi ufficiali, ma passando voce alle persone incontrate in settimana, e domenica scorsa alla celebrazione c’erano circa un centinaio di persone, stipate dentro e anche fuori dalla porta. Nel frattempo abbiamo notato che i numerosi fratelli ebrei imbarcati usufruivano del servizio del sabato e di un ristorante Kosher, tutto chiaramente ben segnalato con cartelli e nel programma giornaliero. Questo era sicuramente un bene, ma perché allora non rispettare veramente tutti? La “pluralità” non è non dire niente per non ferire, ma è dire chi si è per arricchire, sempre nel rispetto della libertà personale. E quale libertà sarebbe stata lesa dall’informare che si poteva andare a Messa e incontrare un sacerdote? So che Costa varerà a breve una nuova nave: chissà se chiederà la benedizione a qualche autorità o sarà rispettosa anche in quell’occasione della “sua” sbandierata “pluralità” che non considera i cattolici... Le auguro buon lavoro. Grazie e cordiali saluti.
Massimo Morandi, Milano

Esistono vari tipi di naufragio, gentile signor Morandi. Quelli del buon senso possono apparire meno disastrosi di quelli che avvengono in mare aperto o - in modo scriteriato - a un passo dalla riva, ma quasi sempre rendono pateticamente arroganti e a volte coprono anche di ridicolo. Il suo circostanziato racconto mi ha meravigliato e – lo ammetto – anche un po’ scandalizzato. Se le cose stanno così, e non ho alcun motivo per dubitare della sua severa eppure serena testimonianza, mi chiedo: ma quali valori pensa mai di affermare il nuovo corso dei signori della Costa Crociere? Una domanda che non merita risposte di maniera, ma un puntuale ravvedimento operoso. Non c’è in ballo solo il buon senso, ma anche l’autentico rispetto per la fede e i sentimenti religiosi di tutti e di ciascuno, almeno nella nostra parte di mondo ... Complimenti per il semplice ed efficace aggiramento dell’assurdo "blocco" della Messa cattolica che lei ha contribuito a organizzare. Ricambio con viva cordialità il suo saluto.

http://www.avvenire.it/Lettere/Pagine/niente-messe-in-crociera-con-costa.aspx