IL CEDIMENTO LUTERANO. Eidsvig ha espresso il suo rammarico per il cedimento del sinodo luterano che ha ammesso le unioni fra persone dello stesso sesso. Perché se i cattolici sono intenzionati a «mantenere buone relazioni con la chiesa luterana, non capiamo la loro decisione e speriamo che ci ripensino». Finora, infatti, sebbene il cosiddetto “matrimonio per tutti” in Norvegia sia legale dal 2009, il sinodo luterano si era sempre opposto a celebrarlo, seguendo l’esempio delle chiese africane, asiatiche e sudamericane. Resta il fatto che i preti luterani contrari a tali unioni non saranno obbligati a benedirle.
LA VISITA PAPALE. Il vescovo, insieme ad altri tre leader protestanti, ha poi dichiarato al giornale Norway’s Vart Land che l’idea di un’unione diversa da quella naturale vìola «non solo la visione cristiana del matrimonio, ma anche quella storica e universale». E che la scelta di separare il rito civile da quello religioso servirà a proteggere i sacerdoti dalle «pressioni crescenti di consacrare le coppie dello stesso sesso». Eidsvig ha infine chiarito di dover attendere l’approvazione del Vaticano. E ricordando che il 31 ottobre papa Francesco visiterà la comunità luterana norvegese in occasione dei festeggiamenti del cinquecentesimo anno della riforma protestane, pur convinto che sia improbabile che la questione sia affrontata, ha confessato alla Cns di sperare che il Pontefice incontri anche la comunità cattolica.
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