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martedì 11 agosto 2015

capovolgere l' orientamento

Non ho mai smesso di celebrare la Messa nel rito "di sempre"



Il Cardinale Poggi, una vita intera al servizio 

della gloriosa Tradizione della Chiesa: 

“Non ho mai smesso di celebrare 

con il rito tridentino”


  
http://www.mzv.cz/public/a7/75/c5/426995_279794_kardinal_Spidlik_s_medaili.jpg
Cardinale Luigi Poggi (1917 - 2010)

di Bruno Volpe



CITTA’ DEL VATICANO - Ha 91 anni, ma conserva la lucidità e l’entusiasmo di un ragazzino. Il Cardinale Luigi Poggi, già Archivista e Bibliotecario della Santa Sede, è uno dei pochi porporati che, dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, ha continuato a celebrare la Santa Messa con il rito tridentino in latino di San Pio V.

Eminenza, ci consenta una provocazione amichevole: perchè non si è adeguato alla riforma?

“Scusi, ma perchè mi pone questa domanda? Io ho sempre celebrato secondo il Messale di San Pio V che, è bene ricordarlo, il Concilio Vaticano II non ha mai abrogato”.

Rimoduliamo il quesito: perchè ha scelto di continuare con il rito di San Pio V?

“Così va già meglio. Allora: nessuno, e sottolineo nessuno, è autorizzato a cancellare la tradizione della Chiesa, tantomeno il Concilio Vaticano II, cui va, sia ben chiaro, tutto il mio rispetto. Ma, lo sottolineo ancora una volta, quel Concilio non ha sostituito il rito tridentino ma ne ha semplicemente aggiunto un altro. Se poi alcuni Vescovi o ‘Pastori zelanti’, hanno pensato che il Novus Ordo abrogasse il Vetus Ordo, hanno sbagliato di grosso”.

Sappiamo che della Messa di San Pio V Le piacciono i silenzi, il guardare a Dio, alla Croce…

“Come potrebbe essere altrimenti? Molti sbagliano e analizzano il problema riducendolo alla posizione del celebrante. Da nessuna parte è scritto che il sacerdote debba rivolgersi ad Oriente, ma mi sembra comunque la posizione più corretta e teologicamente convincente. Il sacerdote non è il protagonista della Celebrazione Eucaristica, ma parla a nome di Cristo, quindi guarda alla Croce e al sole che sorge, cioè al Verbo”.

Introibo ad altare Dei…

“Bellissima formula, che dà pienamente la sensazione e l’idea di una processione, di un divenire, dell’indegnità dell’uomo ad accostarsi al Sacrificio Divino; ma mi piace sottolineare maggiormente il secondo passaggio…”.

Ci dica.

Qui laetificat juventutem meam. Non è un ritornello senza idee, ma testimonia la giovinezza di Dio e la sua immensa misericordia; la misericordia del Padre che rinnova nella fede i suoi figli donando la gioventù e la freschezza di chi crede. Ecco, il rito tridentino contempla un Dio giovane ed evidenzia la bellezza di una fede spontanea. Come dire, quella Messa contiene elementi purtroppo trascurati nella visione razionalista delNovus Ordo: la capacità di stupirsi, il mistero e la trascendenza”.

Qualche studioso, religioso e persino rabbino ha parlato di rito antisemita.

“Guardi, di inesattezze ne ho sentite molte, ma questa le supera davvero tutte. Il rito tridentino non vuole offendere i giudei, ma ne invoca semplicemente la conversione. Tanto più che, con estremo buon senso, il Papa Benedetto XVI ha rivisto la preghiera del Venerdì Santo, auspicando e ribadendo la richiesta di conversione degli ebrei. A tal proposito, mi permetto di affermare che ogni cristiano è chiamato a convertire chi non crede in Cristo. D’altro canto, che c’è di male?”.

Cardinale Poggi, intanto sembra sempre più vicina la pace ufficiale tra la Chiesa di Roma e i lefebvriani.

“Auguro vivamente che ciò possa accadere quanto prima: non ha senso vivere da separati”.

Eminenza, ma Lei a 91 anni si sente giovane?
 

“Certo. Con un Dio che ‘laetificat juventutem meam’ come non potrei…?”.


(Source: Petrus - 2008)
http://pro-tridentina-malta.blogspot.it/2013/01/non-ho-mai-smesso-di-celebrare-con-il.html

sabato 18 febbraio 2012

Trento : foto S. Messa nel rito romano antico

Trento : alcune foto della S. Messa nel rito romano antico






Ecco alcune foto, scattate da un fedele, della Santa Messa Solenne nel rito romano antico celebrata domenica scorsa a Trento da mons. Marco Agostini, cerimoniere pontificio, con l’ausilio di Don Rinaldo Bombardelli, che celebra ogni domenica, alle 18, preso la chiesa del Suffragio di Trento .
La Divina Provvidenza ha disposto che alla celebrazione della Santa Messa nell’antico rito, pubblicizzata con molta semplicità e “submissa voce”, non invece della messa rock pubblicizzata "elata voce", dalla gerarchia diocesana sul loro settimanale Vita Trentina, fossero stati presenti circa 300 fedeli di cui moltissimi giovani.
Ringraziamo il Signore per questa bella , spontanea e significativa testimonianza di fede .
Oremus pro Pontifice nostro Benedicto !