5 GIUGNO
DEDICAZIONE DELLA COLLEGIATA
(s. Lorenzo)
DI FERRANDINA (1887)
Deus, qui nobis per síngulos annos hujus sancti templi tui consecratiónis réparas diem, et sacris semper mystériis repæséntas incólumes: exáudi preces pópuli tui, et præsta; ut, quisquis hoc templum benefícia petitúrus ingréditur, cuncta se impetrásse lætétur. Per …
Hai vinto il tempo,…
tu vivi perché vive in te l’ Eterno…
Non è una cattedrale
d'arte, di stile, e neppure
il richiamo possiede
dei grandi Santuari. E' una chiesa
di grossa borgata: un'ampia facciata
davanti, un portale
e tre navate all'interno.
Ma è la mia chiesa.
Vi entro talvolta ch’ è vuota e buia.
Nell'ombra i ricordi assumono forma e voce.
Mi avvolgano.
E vedo, me bimba, alla fonte
dell'acqua di Cristo, redenta;
e ancora mi vedo arrostare
con trepida fede all'altare,
per prendere Dio
nella specie del pane.
E ancora mi vedo piangente
seguire una bara: accompagno
per l'ultima volta mia madre
e mio padre
e una croce li guida
e voci pregano intorno.
Si è fatta parte di me, la mia chiesa:
è diventata un'amica, un rifugio.
Sa dare all'anima inquieta,
turbata dal dubbio che incalza
e stride nell'opra dell'uomo,
quel senso di pace che emana
dall'infinito, l'Eterno.
Un umile atto di fede
l'acquieta, la eleva, le dona conforto.
Così è la mia chiesa:
un 'amica fedele.
Mi attende
nei giorni di gioia e di pianto
e tutto, il mio canto
e la mia lagrima triste
accoglie
e tramuta in preghiera. A. Magnani, 1 4 1963.

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