lunedì 26 dicembre 2016

eccetto il peccato ... tutto

 
 
"Lui che è Dio senza forma e invisibile, ha ricevuto senza subire né alterazione, né cambiamento, una forma in un corpo umano ed è apparso totalmente uomo, senza mostrare niente di più degli altri uomini. Ha mangiato, bevuto, dormito, sudato e si è affaticato. Ha fatto tutto ciò che fanno gli uomini, eccetto il peccato. Era una gran cosa riconoscere e credere che un tale uomo era Dio, colui che ha...
fatto il cielo stesso, la terra e quanto contengono."
 
Simeone, il nuovo teologo

Natale: felix culpa

don Elia. Un bambino nato per soffrire 

 

 

Fu offerto in sacrificio quando nacque (sant’Atanasio).

Il Figlio di Dio, infinitamente santo e assolutamente impassibile, si è fatto figlio dell’uomo per poter riparare la colpa di Adamo e tutte quelle – innumerevoli – che ne sono scaturite e continuano a scaturirne. È nato per prendere su di sé tutti i peccati della storia e offrirsi a Dio in espiazione al posto nostro, Lui perfettamente innocente e, al contempo, capace di un atto redentivo di infinito valore. I santi Padri scorgono nelle durezze della Natività un’anticipazione della Passione salvifica: il Re dei re ha cominciato a patire fin dalla Sua venuta al mondo per liberare l’umanità peccatrice dal potere del male. È evidente che, se quest’ultimo non è ancora scomparso dalla terra, ciò non è imputabile ad un Suo eventuale insuccesso, ma al fatto che, nonostante l’inaudito e immeritato atto di misericordia da parte del Padre celeste, noi continuiamo a disobbedirgli.

Che i bambini soffrano e muoiano è un fatto che strazia il cuore, ma la cui spiegazione ci è ben nota dalla Rivelazione. Le malattie non sono altro che una delle stimmate della natura umana decaduta in conseguenza del peccato originale. A questo, tuttavia, bisogna aggiungere che mai le offese a Dio avevano raggiunto la gravità e la frequenza di oggi – e questo non può non ricadere sulla vita di tutti indistintamente, dato che è l’ordine stesso della creazione ad essere sistematicamente violato. I peccati contro natura elevati ad istituzione dello Stato, l’aborto considerato un diritto umano, la soppressione dei malati terminali camuffata da compassione … ce n’è a iosa per giustificare flagelli e calamità che si stanno compiendo in misura ancora irrisoria rispetto a quel che meritiamo. Se non ci piace che i bambini soffrano, cominciamo a far meno peccati.

Ma questo meccanismo riparatore, che colpisce indiscriminatamente colpevoli e innocenti, non è più soltanto un’ineluttabile necessità metafisica, da quando il Verbo divino, incarnandosi per morire su una croce, l’ha assunto in Sé con l’umanità dei peccatori per imprimergli valore e dinamica di redenzione. La sua carne è santissima, ma è la stessa di chi ha peccato: grazie a Lui, vero Dio, si realizzerà ciò che all’uomo è impossibile; da Lui, vero uomo, Dio otterrà ciò che Gli è dovuto. Questa sarebbe somma ingiustizia da parte del Padre? Solo per chi è totalmente estraneo al mistero cristiano e vede la realtà da raso terra; per proferire una bestemmia del genere bisogna esser privi della fede cattolica, cosa che rende inabili a qualsiasi ministero.

Associati all’Agnello innocente nato dall’Agnella immacolata, ancora oggi i bambini soffrono per la salvezza delle anime, di quelle anime renitenti alla verità e alla grazia che persistono nell’offenderlo in modo gravissimo; in particolare, soffrono per la conversione dei falsi cattolici che lavorano per il nemico e per quella dei cattivi Pastori, i quali, anziché denunciare il male com’è loro dovere, lo avallano compiacenti. «Se voi soffrite è anche per colpa mia», avremmo dovuto rispondere a colei che ci interrogava con la speranza di essere sollevata anziché demolita, nella sua già terribile prova. Ma questa è fantascienza …

A quanto pare chi ritiene Dio responsabile del male e della sofferenza in quanto ha creato il Principe delle tenebre. Ma come Lo si può pregare? La causa di tutti i guai sarebbe proprio Lui, non il cattivo uso del libero arbitrio da parte delle creature che ne sono dotate, prima gli angeli e poi gli uomini. La responsabilità di questi ultimi non sarebbe così semplicemente attenuata dall’inganno demoniaco, ma praticamente annullata; in questa prospettiva la giustizia vorrebbe che fossero tutti completamente scagionati. Se traiamo le estreme conseguenze da simile argomento, chi violenta un bambino è anch’egli una vittima di quel Dio che non gli ha impedito di farlo; poco importa se ha deliberatamente trasgredito i Comandamenti divini, ignorando ostinatamente qualsiasi richiamo della coscienza e della Chiesa e giustificando le sue condotte trasgressive in un crescendo di gravità che, con l’aiuto della grazia, avrebbe pur potuto frenare prima di esserne travolto, se solo avesse voluto…

Ma, se la divinità pagana partorita dalla mente di colui è un mostro di incoerenza e di perfidia, l’essere umano è da lui pensato – da quanto è dato arguire – come un ebete del tutto incapace di autodeterminarsi. Ecco l’esito finale della rivoluzione culturale avviata da un frate in crisi che, per la sua pervicace ribellione, sprofondò nella depravazione e finì col darsi la morte per il disgusto che aveva di se stesso. Quando, per risolvere un problema personale, si butta tutto per aria pretendendo di essere l’unico ad aver capito qualcosa nella Chiesa, i frutti non possono certo essere buoni, specie se la propria rivolta viene a intrecciarsi con fattori politici, sociali e finanziari.
L’unica differenza, oggi, è che quei semi perversi sono giunti a piena maturazione: la pretestuosa “riforma” luterana sta mostrando pienamente il nichilismo che ne è all’origine, ma – paradossalmente – da chi il ribelle voleva distruggere.

Suprema vendetta del diavolo? Forse. Ma anche quella, come già la sofferenza dei piccoli, è assunta e integrata nel piano di Colui che è infinitamente santo, sapiente e misericordioso. Non sappiamo che cosa voglia trarne, ma ci fidiamo comunque. Un amato confratello che si firma Cesare Baronio (con il nome del grande cardinale discepolo di san Filippo Neri) ci offre un aiuto prezioso con una luminosa intuizione di fede, di cui lo ringraziamo dal profondo del cuore: «Nell’economia della Provvidenza, anche questo momento di gravissima crisi ecclesiale, come avvenuto in passato, potrebbe rivelarsi un’occasione per far rinascere nei fedeli e nella Gerarchia un nuovo slancio di fedeltà alla dottrina, di zelo apostolico, di riscoperta della spiritualità e dell’ascesi, di impegno pubblico per l’affermazione della Regalità di Cristo e della Madonna nella sfera sociale. Anche qui – senza fraintendimenti – si potrebbe dire: o felix culpa!, se gli errori odierni sono premessa ad un ritorno dell’antico fervore, della santità di vita, dell’eroismo cristiano».

domenica 25 dicembre 2016

CRISTO è NATO!!!!




GAUDETE - Tratto dalle "Piae Cantiones" [sez. "Cantiones de Nativitate" - n° 23], una raccolta di 74 inni latini medievali provenienti da varie parti d'Europa (soprattutto dal Nord Europa, e dalla Finlandia in modo particolare), compilata da Jacobus Finno e pubblicata nel 1582 a Greifswald (attuale Germania nord-orientale).

Trascrizione: Federico Raffaelli.
Esecuzione Live del Coro "Dulcis Memoria" diretto da Federico Raffaelli.

* Lo spartito qui riproposto è nella sua "Tonalità" originale, mentre in questa registrazione il coro "Dulcis Memoria" ha deciso di intornarlo una quarta superiore.

* Non c'è traccia nella stampa originale per quanto riguarda la musica della strofa.

risposta non c'è, o forse chi lo sa ...

“Amoris laetitia”, i “dubia” di un parroco e una risposta “blowin’ in the wind”

 

«Le forme di convivenza more uxorio, al di fuori di un matrimonio religioso valido, contraddicono o no la volontà di Dio?».
Il parroco che mi pone la domanda non nasconde di trovarsi in una situazione complicata. Si arrovella, ma è come in un labirinto. Dopo «Amoris laetitia», gli riesce difficile dare risposte univoche e chiare ad alcune domande di importanza fondamentale sia per la salvezza delle anime sia per la coerenza interna della dottrina cattolica.

Si parla molto, e a ragione, dei dubia espressi su «Amoris laetitia» dai cardinali Brandmüller, Burke, Caffarra e Meisner, ma tanti sono anche i dubia, per niente teorici, nei quali si dibattono i preti in cura d’anime.
«Il vescovo mi dice che nulla è cambiato e di stare sereno, ma la verità – racconta il sacerdote – è che la confusione è grande in questo momento. Sembra che ognuno possa esprimere la propria valutazione, decidendo di conseguenza, senza che ci sia più un punto fermo al quale agganciarsi. 

Chi si appella alle norme precedenti ad “Amoris laetitia”, che non sono state revocate,  è spesso guardato con sospetto se non con aperta ostilità, come se fosse un ottuso dottore della legge, incapace di amore e misericordia. Chi invece vuole aderire ad “Amoris laetitia” si trova a confrontarsi con un appello al “discernimento” che, alla fine, risulta generico. Mi chiedo: la più alta forma di misericordia non è forse quella di indicare certezze circa un chiaro cammino di santificazione, specie in questo nostro tempo di totale sbandamento morale?».

L’elenco dei dubia espressi dal parroco coincide con quelli dei quattro cardinali che hanno scritto al papa ed è segnato dalla stessa preoccupazione.
«Nella “Familiaris consortio” di san Giovanni Paolo II leggiamo:  “Sappiano i pastori che, per amore della verità, sono obbligati a ben discernere le situazioni”. È un passo che Francesco riprende, ma qual è la verità? Sta nella dottrina che la Chiesa ha sempre affermato o sta, come sembra emergere da “Amoris laetitia”, nel modo in cui le persone vivono, in coscienza, una data situazione?».

«Le cosiddette unioni irregolari possono esprimere in qualche misura il bene del matrimonio cristiano, oppure lo contraddicono? Costituiscono o no una condotta di vita peccaminosa? E in una unione irregolare si può scorgere una realizzazione, sia pure parziale e graduale, della legge divina?».
Il parroco spiega che tra i preti ci sono sempre state diverse linee di condotta, tanto è vero che le persone che non ottenevano il via libera verso la comunione in una parrocchia potevano ottenerlo in un’altra. Ma adesso sembra che la Chiesa stessa, attraverso la via del caso per caso, giustifichi e legittimi questa che è a tutti gli effetti un’ambiguità che rischia di togliere credibilità tanto alla dottrina quanto alla pastorale.

«Quanta importanza si deve dare alla coscienza individuale? Può essere considerata la sorgente del bene e del male? Capisco – dice il parroco – che viviamo in una società secolarizzata e dobbiamo fare i conti, come raccomanda il papa, con la realtà per quella che è, senza rifugiarci in un mondo che trova riscontro solo sulla carta, ma l’indissolubilità del vincolo matrimoniale va considerata come un ideale verso cui tendere o come verità da vivere e testimoniare?».

Il parroco si interroga con passione e anche sofferenza. Per lui queste domande non sono teoria: hanno il volto di persone con le quali si confronta direttamente e che da lui si aspettano risposte. Ma quali?
«La fedeltà alla nuova unione può in qualche misura “compensare” lo scioglimento del vincolo matrimoniale fino al punto da considerare la nuova unione come non peccaminosa? E che cosa significa che i divorziati civilmente risposati sono membra vive della Chiesa? Vuol dire che non si trovano in situazione oggettiva di peccato? Ma se non si trovano in situazione di peccato vuol dire che il matrimonio non è indissolubile?».

E poi: in che cosa deve consistere, concretamente, il discernimento che è al centro della proposta di «Amoris laetitia»? A che cosa deve tendere? Il discernimento pastorale, per esempio, può spingersi fino a ritenere che la nuova unione, vissuta nella fedeltà e nell’amore sincero, è più santa della prima, nonostante sia stata infranta l’indissolubilità?

Domande su domande. «I divorziati risposati possono essere considerati in  stato di grazia? Possono dunque ricevere l’assoluzione e accostarsi all’eucaristia anche se non rinunciano alla nuova unione e anche se non la vivono nella castità? Non dico che prima di “Amoris laetitia” fosse facile affrontare certi argomenti, ma adesso sembra diventato impossibile, perché il documento è confuso».

«Se lei mi chiede se il processo di discernimento può arrivare a sostenere l’ammissione all’eucaristia, in virtù della presenza di circostanze attenuanti, per i divorziati civilmente risposati che vivono more uxorio, io le devo dire che, a questo punto, sinceramente non lo so».

E che dire del soggettivismo che sembra essersi intrufolato nel documento? «Il fatto che una persona sia soggettivamente convinta, in coscienza, dell’invalidità del matrimonio è sufficiente per giustificare il secondo matrimonio, concedere l’assoluzione e ammettere all’eucaristia? Dopo “Amoris laetitia”, come faccio a giustificare l’impossibilità di dare la comunione a persone civilmente risposate che vivono more uxorio nella fedeltà? Il documento, anche se formalmente mi lascia libero di discernere, di fatto mi spinge a dare la comunione».

«Più leggo il testo e meno mi si chiariscono le idee. Dopo “Amoris laetitia” e la sua proposta di valutare caso per caso, come faccio a sostenere l’universalità della legge divina? Il vescovo mi dice che non sono io a dover discernere per decidere chi può e chi non può accostarsi alla comunione eucaristica: il mio ruolo deve essere quello di aiutare le persone a prendere coscienza dello stato in cui si trovano, davanti a Dio e alla Chiesa. Sono belle parole, ma, con tutto il rispetto, non tengono conto della realtà. Le persone vogliono risposte chiare. Anche le più disponibili e comprensive, che sono la maggioranza, a un certo punto chiedono di approdare a qualche risultato. E comunque non manca chi ha un atteggiamento rivendicativo: il papa ha dato il permesso, quindi lei, caro signor parroco, deve adeguarsi!».

Le domande si accumulano, le risposte si allontanano. «L’ultima volta che l’ho incontrato, il vescovo mi ha confidato: “Io tra poco me ne andrò in pensione e sono molto contento di andarci; non invidio voi che restate in prima fila, in mezzo a questa confusione”. Per lo meno è stato sincero. Resta il fatto che io mi sento a corto di risposte».

Viene in mente Bob Dylan, fresco premio Nobel: «The answer, my friend, is blowin’ in the wind». «La risposta, amico mio, soffia nel vento».

Ma è il vento dello Spirito?

Aldo Maria Valli

venerdì 23 dicembre 2016

Viene Natale: Exsultate Deo


Quanto costa un'anima?



Pensa, o cristiano, a qual prezzo è stata pagata la tua libertà. Medita sul prezzo del tuo riscatto. Immergiti nel Sangue dell'Agnello di Dio, cospargiti del suo Sangue Preziosissimo e amalo con tutto il cuore affinché tu non debba perire quando l'angelo sterminatore passerà a mietere le anime nel tempo fissato.

mercoledì 21 dicembre 2016

notizie false e vere

“Sia lo Stato a stabilire quali notizie sono vere, e quali fake”




Da Repubblica: “Boldrini contro l’odio e le fake news.  

Appello ai cittadini per smascherare le bufale web. La presidente della Camera annuncia un’azione per sollecitare il debunking. “Sono in contatto con quattro  esperti, lavoriamo con i social network contro la disinformazione”. Si dà anche il nome dei quattro ‘esperti’ preferiti dalla Boldrini: Paolo Attivissimo (il disinformatico – che già dimostra un partito preso ideologico ), David Puente, ex dipendente Casaleggio, Michelangelo Coltelli, alias Butac e Walter Quattrociocchi, IMT lab.

Claudio Messora ha detto quasi tutto quel che si poteva dire dell’iniziativa  nel suo video  del 16  dicembre:
https://www.youtube.com/watch?v=2tTm7xeru8c&feature=youtu.be
Aggiungo solo qualche appunto giuridico-politico. Se la Boldrini riesce a realizzare il suo ideale, sarà un organo dello Stato a sancire quali notizie sono “false” e quali “vere”. La presidenza della Camera, organo dello Stato, raccoglierà le denunce dei debunker che ha scelto lei (almeno un concorso pubblico, no?) e poi farà sopprimere le notizie ritenute “false” da loro, eventualmente punendo i diffusori delle dette notizie false. Con azioni penali? Multe? Insomma opererà la censura. La censura di Stato contro le notizie che non approva. A suo insindacabile giudizio considerandole ‘false’.

Se questo non si chiama “totalitarismo”, non so come chiamarlo. Totalitarismo con un tocco di dispotismo orientale, essendo tutta l’attività repressiva annunciata condotta extra-legem, e in definitiva dipendendo dagli umori e dalle rabbie momentanei della Sultana.

Non c’è niente da ridere. Perché la minaccia della Boldrini non è un balzo d’umore, s’inserisce nella gigantesca campagna in corso “fake news”; e tutti gli organi della UE fremono per imporre qualche forma di censura; e il governo tedesco sta pensando di comminare ai social una multa di 500 mila euro “per ogni  post falso che possa istigare all’odio e che non venga rimosso entro 24 ore dalla segnalazione … e prevede che, nel caso in cui venga richiesto, anche la parte lesa possa essere compensata con un risarcimento di entità simile a quello della multa”.

http://mobile.hdblog.it/2016/12/18/Il-governo-tedesco-pensa-ad-una-multa-di-500000-Euro-per-ogni-post-falso-non-cancellato-dai-social-network/

Secondo tale proposta tedesca, potrà essere “richiesto che ogni piattaforma social apra un ufficio in Germania, operativo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, in modo da gestire tutti gli aspetti legali e che possa intervenire alla rimozione mirata del contenuto. Per finire, il provvedimento valuta anche la possibilità di richiedere una sezione pubblica, su ogni pagina social, che permetta agli utenti di scoprire l’esatto numero di reclami fatti e il numero di quelli risolti””. Ciò significa, nel caso ad esempio di Facebook, che “dovrebbe esaminare tutti i post dei 36.8 milioni di tedeschi iscritti al servizio, una misura senza dubbio costosa”.



Senza dubbio. E’ evidente che lo scopo della proposta tedesca è quello di   imporre costi e penalità  tali, da  obbligare Facebook a smettere di operare in Germania. A questo punto ai tedeschi resterà come fonte la rasserenante lettura di Der Spiegel o FAZ, i cui giornalisti sono stati accusati da uno di loro di essere sul libro paga della Cia (vedi: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/03/giornalisti-in-vendita-udo-ulfkotte-e-linformazione-al-miglior-offerente/1394178/) 

Senza dire che la stampa tedesca mainstream, una delle più soporifere d’Europa e politicamente corretta fino alla patologia, diventerà ancor più timorosa. E ancor più auto-censurata.

Per esempio: già tace le notizie sulle ondate di stupri di fanciulle tedesche da parte degli immigrati musulmani. Che sono notizie vere – ma “possono istigare all’odio”.

(A proposito: ricordate l’afgano pseudo-diciassettenne che ha violentato a trucidato la studentessa di 19 anni, Maria, a Friburgo? Grazie a un lettore posso aggiungere che lo stesso afghano, nel 2012, aveva derubato a Corfù una studentessa e l’aveva buttata giù da una rupe. Anche nel 2012 aveva 17 anni, come quattro anni dopo. Incarcerato, una legge di Syriza lo ha fatto uscire, con migliaia di altri ‘profughi’; grazie a ciò è arrivato in Germania. Hanno fatto la prova del DNA ed  è lo stesso pseudo-minorenne. Fonte: 
 http://www.protothema.gr/greec…)

Notizie del genere non saranno più date (già vengono nascoste) E Facebook, se resta in Germania, servirà a pubblicare le tenere foto dei gattini delle dodicenni.

Significativo apprendere che tale proposta è stata presentata dai socialdemocratici in coalizione con la Merkel. Con la minaccia della Boldrini di SEL, dimostra ancora una volta che proprio “la sinistra” ha tutti i mali che essa denuncia  nella “destra” specie se “populista”: intolleranza, odio dei concittadini che non sono come loro, autoritarismo, settarismo del pensiero, conformismo, e un grande appetito per la repressione.

Le sinistre occidentali, i “liberal”, stanno aggravando il “reato di opinione” del totalitarismo (esempio: il negazionismo punito per legge) trasformandolo nello “psico-reato” di Orwell: “Tra reato d’opinione e psicoreato c’è un grande salto concettuale: per il primo il soggetto è l’opinione individuale o di parte, e quindi la libertà come condizione politica contingente, per il secondo il soggetto è una verità che si vorrebbe assoluta e quindi la libertà come valore. 

Si passa cioè dal politico al religioso. E si tratta di una religione che procede solo per dogmi, che peraltro sono sempre mutevoli, a capriccio delle convenienze del potere. Si tratta di una religione che non ha nulla di sacro”.
si partecipa alla trasformazione del reato d’opinione in psico-reato quando, ad un giornale belga, il 7 dicembre, si avvicina “la disinformazione” (senza minimamente definire cosa sia) alla “coprofagia”.

Ciò ha molto allarmato il grande analista geopolitico William Engdahl: “Quale tipo di gente precisamente ha la “tendenza alla malattia chiamata coprofagia”? [..] perché  assimila un piacere disgustoso come mangiare escrementi e cittadini che leggono le malefatte dei loro politici? E chi giudica  se la diffusione di fatti attualmente veri su certe figure politiche e il loro passato è rilevante o no per aiutare gli elettori a giudicare il loro carattere”!.
Una notizia falsa che non ha inquietato la Boldrini
 
Una notizia falsa :ha inquietato la Boldrini?
Già. Giudicano El? Boldrini? La  Cancelleria di Berlino? Paolo Attivissimo? “Sta cominciando a puzzare di totalitarismo, e non parlo della Russia”, denuncia Engdahl.
http://journal-neo.org/2016/12/13/its-beginning-to-smell-a-lot-like-totalitarianism-and-i-dont-mean-russia/

“Sotto il pretesto di epurare il web dalle ‘fake news”, stiamo assistendo alla patologizzazione, o anormalizzazione, della dissidenza politica”, denuncia CJ Hopkins, notevole scrittore, su Counterpunch.
The Pathologization of Dissent
Già: interessarsi all’enorme corruzione della Clinton Foundation, dei suoi donatori arabi, delle tangenti che hanno pagato ad Hillary perché conducesse la politica estera che volevano loro in Libia e in Siria; cercare notizie sul Pizzagate e l’orrendo sfondo di vizio pedofilo che lascia indovinare il potere, diventa “coprofagia”. Diventa una cosa “anormale” da reprimere e meglio curare  – tipico rovesciamento  di un sistema di potere che ha dichiarato per legge “normali” le nozze gay e le perversioni sessuali, tipico del totalitarismo del nostro tempo.

“Ciò conferma ancora una volta l’instaurazione di una dittatura sotto false specie democratiche”, conclude Hopkins
Fanciulla scappa da bombardamento russo in Siria
Fanciulla scappa da bombardamento russo in Siria?
Notizia falsa che stava per provocare intervento NATO in Siria
 
Notizia falsa che stava per provocare intervento NATO in Siria
Il punto allarmante è che la campagna “fake news” cui Boldrini ed El   partecipano uniti, coincide proprio con la sconfitta della Clinton: sconfitta che deriva in gran parte dalla diffusione, per Wikileaks, delle mail del suo capo di campagna John Podesta, e della sua consigliera Uma Abedin, membro dei Fratelli Musulmani, e sulle tangenti che venivano pagate alla ministra degli Esteri con “donazioni” milionarie alla Clinton Foundation. Ma la campagna è diventata ancor più accanita, feroce e davvero totale, dopo le rivelazioni sul consumo di “pizze e hotdog” della cricca. Secondo i blogger che hanno indagato, “pizza” sta per bambina, “hot dog” per maschietto.

Vanno censurati? Puniti? Dopo che Paolo Attivissimo ha sancito che si tratta di “bufale”? E’ appena il caso di far notare questo piccolo dettaglio: i delitti pedofili, commessi da potenti, sono i più censurati – dai media sempre, e molto spesso anche dalla polizia, intimidita dai grandi nomi che scopre. Corre un orribile segreto, accuratamente coperto, su questi argomenti.
Ultimo caso: lo scorso novembre, la polizia norvegese ha smantellato una rete pedofila, arrestato 51 “politici, uomini d’affari, funzionari di pubblica sicurezza”; sono stati sequestrati 150 terabyte di foto e video – sarebbero 15  milioni di foto porno – che mostrano “abusi di bambini ed anche infanti”; mostrano anche  gli accusati che “diffondevano online dal vivo i loro abusi”, e “compivano queste atrocità con i loro  stessi figli”.

Coi loro stessi figli. E non lo ha detto un blogger: l’ha detto il capo norvegese  della polizia che s’è occupato del caso, Hilde Reikras. Lo ha riportato il sito norvegese online  The Local:
http://www.thelocal.no/20161121/police-break-up-massive-norwegian-paedophilia-ring

L’indagine è partita, ha detto la poliziotta norvegese, da indicazioni fornite dall’FBI. Ebbene: che cosa è successo di questa notizia in Usa? Il Washington Post, ABC e il New York Times hanno dapprima postato un articoletto; subito però li hanno cancellati. Anche se essi sono rimasti reperibili per qualche tempo negli archivi:
http://archive.is/uq4oF

Indovinate perché. Disturbavano la furibonda campagna di censura in atto, in Usa, attorno al Pizzagate – ossia a  ciò di cui l’Fbi pare avere grossi indizi riguardanti l’entourage Clinton.
E' colpa di Putin
E’ colpa di Putin
Bisogna lottare  contro le “fake news”, e la Boldrini ha cominciato. Soros alla regia … ma questo necessita altri pezzi.

http://www.maurizioblondet.it/sia-lo-sancire-quali-notizie-veree-quali-false/

Ecco l’inverno è venuto







Sento già l’inverno venire
e nell’aria c’è odore di neve,
silenziosa sul bosco cadrà
e lo coprirà…
Per il gelo gli alberi chini,
questa notte so che la volpe è venuta,
del suo passo lungo il sentiero
è rimasta l’orma…
Si è fermata là sull’altura,
l’aria annusando indecisa,
si è ritratta poi tremando un po’
di paura
Ecco che l’inverno è venuto,
sul mio bosco è caduta la neve,
ora il gelo prenderà anche il fiume
e lo fermerà…
Lenti voli di corvi neri,
questa notte so che la volpe è venuta,
inseguendo lungo il sentiero
una vaga traccia…
Si è fermata là sull’altura,
l’aria annusando indecisa,
si è ritratta poi tremando
un po’ di paura. 


"La volpe"

( Luisa Zappa - Angelo Branduardi)

martedì 20 dicembre 2016

viva il poliamore!!!

Matrimonio senza fedeltà, poliamore e … i soldi!



Vogliono abolire il matrimonio, per abolire la famiglia. Il disegno esce sempre più allo scoperto.

Il 25 gennaio, in concomitanza con l’approvazione del maxiemendamento che introduceva l’istituto dell’unione civile in Italia – seppure stralciato della stepchild adoption e dell’obbligo di fedeltà per le unioni dello stesso sesso – è stato depositato in Senato un altro ddl (ne abbiamo parlato qui) a firma di Laura Cantini (tra i cofirmatari appaiono Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice), che mira a sopprimere l’obbligo di reciproca fedeltà coniugale sancito dall’articolo 143 del Codice Civile.

Il vincolo di fedeltà nel matrimonio, spiega a Repubblica la prima firmataria, è «un retaggio di una visione superata e vetusta», definitivamente rottamata dal modello dell’unione civile che «recepisce un modello molto più avanzato, che dovrà essere recepito dal codice civile».

Questo ddl, se avesse corso in Parlamento, completerebbe il vulnus inflitto alla fedeltà matrimoniale da oltre quarant’anni di legislazione divorzista, a partire dalla quale il vincolo di fedeltà è stato progressivamente svuotato di senso dalla pratica e dalla teoria giurisprudenziale.

Come scriveva nel 2008 l’avvocato Massimiliano Fiorin, «l’infedeltà coniugale, in linea di principio, è ancora un fatto oggettivamente rilevate per la legge italiana. […] In realtà, nell’applicazione quotidiana del diritto, da molti anni l’infedeltà coniugale è stata ampiamente derubricata dal novero delle colpe gravi. Anzi, è sempre meno sostenibile che si tratti di una colpa in senso giuridicamente apprezzabile. Al contrario, tutto fa pensare che ormai si sia affermato un vero e proprio diritto a tradire» (1).

Antonio Grizzuti sull’Huffington Post osserva acutamente che l’obbligo di fedeltà non va affatto considerato il retaggio di un’ingerenza clericale. Il codice civile “Pisanelli” emanato nel 1865 recita all’articolo 130 che «il matrimonio impone ai coniugi la obbligazione reciproca alla coabitazione, della fedeltà e della assistenza». Grizzuti cita le parole di Natascia Marchei, docente di Diritto Ecclesiastico alla Bicocca di Milano, che fa notare che quello stesso codice «nell’attribuire efficacia all’ordinamento dello Stato al solo matrimonio contratto civilmente, aveva ridotto all’irrilevanza insieme a tutti i matrimoni religiosi».

«Cosa rimane al matrimonio spogliato della fedeltà?» chiosa l’editorialista dell’Huffington Post. La risposta è semplice: «Ovvio: solo l’interesse economico. Una volta che questo verrà meno “liberi tutti”, anche – perché no – di tenere in piedi una relazione poliamorosa. Mazziati lo siamo già, di questo passo cornuti lo diventeremo ben presto senza possibilità nemmeno di appellarci alla legge. È la modernità, baby».

L’accenno al poliamore si attaglia perfettamente e conferma che il Pd non è altro che il comitato d’affari della borghesia neocapitalistica.


poliamore_pedofilia_zoofilia_matrimonioIl poliamore infatti è quella socialità avveniristica annunciata dal visionario tecnocrate Jacques Attali. Secondo Attali si approssima una nuova maniera di relazionarsi denominata netloving in cui uomini e donne, collegati tra loro secondo la modalità della connessione di rete, «potranno avere relazioni sentimentali e/o sessuali simultanee, trasparenti e contrattuali con più persone che avranno a loro volta partner multipli» (2).

Non c’è futuro, nell’ottica del poliamore, per l’esclusività del legame amoroso, giacché «la fedeltà di tipo monogamico sarà considerata un’impostura e un residuo di consuetudini barbare» (3).

Il poliamore riconosce legittimità solo alla «coppia monogama precaria e al matrimonio a contrattualità limitata» (4).

Attali arriva a ipotizzare il matrimonio a scadenza: un’unione strutturalmente provvisoria, che durerà solo un certo numero di anni (come i prodotti del supermercato) e dovrà essere rinnovata esplicitamente col mutuo consenso delle parti, pena l’invalidità del legame. Il divorzio così non sarà più necessario: per restare assieme ci si dovrà risposare.

Le parole del grand commis francese sembrano il calco di quelle della senatrice Cantini: «Nella sua vita ognuno formerà un numero crescente di coppie e l’indissolubilità della famiglia monogamica verrà denunciata come un anacronismo e un lascito della società feudale, ci si prenderà gioco della fedeltà come di un’impostura, di una convenzione artificiale quasi barbara e il divorzio non verrà più vissuto come un fallimento» (5).

Queste teorie dovrebbero inquietare chiunque abbia a cuore le sorti dell’umanità. C’è infatti una differenza sostanziale, ha fatto osservare Albert O. Hirschman, tra la società mercantile e la società famigliare (6).
La società mercantile si regge sul principio di exit (defezione), che definisce la possibilità e la facilità di uscire da un rapporto sociale (nella sua forma tipica un contratto) mentre la società domestica è imperniata sul principio di lealtà o di fedeltà (loyalty).

Sta prendendo forma, grazie alle leggi votate dal Pd e dai suoi fiancheggiatori, la mercantilizzazione-contrattualizzazione di tutti i rapporti sociali. Il poliamore non è altro che un dispositivo congegnato per estendere al campo delle relazioni più intime i princìpi di flessibilità e precarizzazione già applicati al mondo del lavoro in modo da assimilarlo a una merce agganciata alle fluttuazioni del mercato. Il progetto politico renziano rivela così la propria sudditanza a quel modello di «società flessibile», dove la flessibilità si impone quale caratteristica dominante di ogni elemento della vita sociale (7).

Andreas Hofer

(1) Massimiliano Fiorin, La fabbrica dei divorzi, San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi), 2008, pp. 60-61).
(2) Jacques Attali, Amori. Storia del rapporto uomo-donna, in collaborazione con Stéphanie Bonvicini, Fazi, Roma 2008, p. 225.
(3) Leonetta Bentivoglio, Attali e la coppia ai tempi del consumismo: «Addio monogamia benvenuto “poliamore”», “La Repubblica”, 19 agosto 2014.
(4) J. Attali, Amori, cit., p. 224.
(5) Ivi, p. 223.
(6) Cfr. Albert O. Hirschman, Lealtà, defezione, protesta, Bompiani, Milano 1982.
(7) Cfr. Luciano Galllino, Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità, Laterza, Roma-Bari 2007; Id., Il costo umano della flessibilità, Laterza, Roma-Bari 2003.

falsi i miracoli di Lourdes

IL DISASTRO DELLA CHIESA BELGA. LÉONARD, E IL PROFESSORE LICENZIATO DA UNA SCUOLA CATTOLICA. DIFENDEVA LOURDES E I MIRACOLI DEL VANGELO.

 

Marco Tosatti
Nella Chiesa del 2016 può capitare quasi di tutto. Anche che venga richiesto – e l’hanno già fatto in parecchie migliaia – di firmare una richiesta di sostegno a un arcivescovo, Léonard e di un insegnante, teologo, autore di diverse opere, e perseguitato perché sosteneva che i miracoli di Lourdes sono avvenuti, e che i miracoli del Vangelo anche.

Siamo al paradosso, ma in realtà anche stupirsi è diventato difficile. Mons. Léonard ha deciso di continuare la sua battaglia, che gli aveva fruttato anche aggressioni fisiche, in difesa dei diritti umani come li concepisce il Vangelo, e il Magistero della Chiesa, quello che non tema di farsi ossessionare dal problema dell’aborto. L’ex vescovo di Bruxelles ha scritto un libro che farà certamente discutere, in Belgio, dentro e fuori la Chiesa, che si intitola “Un évêque dans le ...

Nel libro intervista Léonard fa appello a un rilancio del dibattito sull’aborto, sull’eutanasia e sul “matrimonio” omosessuale. In particolare sull’aborto sostiene che bisogna riparlarne, “perché se no si ridurrà a un fatto registrato, che fa parte dei costumi, e che non si rimetterà mai più in questione”. Léonard aveva partecipato a numerose marce per la vita – il che certamente non aveva fatto piacere a non pochi dei suoi colleghi con l’obiettivo di “partecipare a un risveglio o a un mantenimento dello stato di allerta delle coscienze”. 

Basta pensare alla celebra frase di certi monsignori sui volti inespressivi di quelli che pregano davanti alle cliniche abortiste per immaginare come i super-progressivi pastori belgi possano voler riaprire il dibattito sull’aborto legale. E seguendo quello che già diceva Paolo VI non ha paura di affermare che “La mentalità contraccettiva generalizzata incoraggia una mentalità abortista”.
Sull’eutanasia, in cui il Belgio è fra i Paesi più attivi, mons. Léonard dice che “tocca tutta una professione che è obbligata a relativizzare il giuramento di Ippocrate”, e continua: “Quella che si presenta come una decisione puramente personale in nome della libertà dell’individuo è in realtà una decisioneche ha un’influenza profonda e determinante sull’insieme della società”.

E conclude deplorando che in Belgio non ci si mobilita “abbastanza per dire No a pretesi avanzamenti che sono dei ritorni all’indietro e una regressione in rapporto alla solidarietà che deve legare i membri di una società”.

Più straordinario il caso del secondo nome dell’appello, quello di Arnaud Dumouch, professore di religione all’istituto Saint Joseph de Châtelet e rettore dell’Istituto Dottor Angelico. Dumouch, 52 anni, padre di famiglia, si è visto ritirare un anno fa, il 14 dicembre 2015, il visto ecclesiastico. Fino a quando mons. Léonard era Primate del Belgio, lo aveva difeso. Ma subito dopo la partenza del presule di Bruxelles, che ha trovato rifugio a Gap, come cappellano del santuario di Notre-Dame du Laus è stato colpito.

Se leggete il francese, potete trovare la storia completa cliccando QUI.

E’ una storia che ha radici antiche. Arnaud insegnava come giovane professore di religione in una scuola libera della diocesi di Tournai. Insegnava secondo il Catechismo e il magistero della Chiesa, e il Vaticano II.

Si è urtato con il suo superiore, un sacerdote ex sessantottino che ha deciso di rendergli la vita difficile, e che ha usato del suo ruolo di Ispettore del corso di religione per farlo cacciare. Arnaud trova comunque rifugio all’istituto Saint Joseph, a Chatelet, e diventa di ruolo nel 2003. Nel 2010 però la pace finisce. Il sacerdote che lo perseguitava è diventato vicario episcopale con delega all’insegnamento nella diocesi, e scatena contro Arnaud tutta una serie di ispezioni, compiute da un religioso lasalliano nell’istituto in cui Arnaud insegna, della Congregazione dei Lasalliani.

Fino a quando non c’è un vero e proprio processo: Arnaud Dumouch è convocato, e anche l’inquisitore è presente. Gli presentano una lista di rimproveri. Il religioso gli chiede: “Come si può ancora seguire il magistero, oggi, dopo l’affare Galileo?”. Il professore risponde che l’affare Galileo non tocca il magistero, che non si occupa che della fede. “Lei ha insegnato che Cristo è davvero resuscitato! Ma non è che un simbolo! Lei fa dell’esoterismo!”. Il processo assume veramente contorni kafkiani. Dumouch ha pubblicato diverse opere di teologia, con l’imprimatur dell’arcivescovo di Parigi. Cerca di difendersi, ma senza effetto. “Lei si deve concentrare su temi sociali, tolleranza e democrazia – è l’ordine. – La Trinità, la vita dopo la morte, il peccato e il perdono non interessano a nessuno. E’ ridicolo!”.

Il professore resiste. Le ispezioni continuano, e il 23 agosto 2013 il vescovo di Tournai, mons. Harpigny, riceve Dumouch, su richiesta del card. Müller, favorevole al professore di religione, di cui Benedetto XVI aveva usato i lavori per la sua enciclica, Spe Salvi.

Ma la burocrazia è più forte: Dumouch è sospeso per tre mesi. E nel 2014 le ispezioni riprendono. Fa denuncia per mobbing alla polizia, su consiglio del vescovo, e di mons. Léonard. Le ispezioni cessano e tutto è tranquillo fino al 2014. Nel marzo del 2015 una nuova ispezione scopre che gli allievi hanno preparato dei lavori sui miracoli di Lourdes. L’ispettore insorge: “I miracoli di Lourdes? Ma è della magia! E mi citi un solo miracolo del Vangelo che sia reale!”. Il professore risponde: “La resurrezione di Cristo. E’ il miracolo dei miracoli. O no?”.

La storia ha un epilogo nel luglio del 2015 quando i Fratelli delle Scuole Cristiane gli ritirano il permesso di insegnare. Poi viene licenziato. Il professore fa ricorso a Roma. Gli allievi di Dumouch mettono on line una petizione: la firmano in oltre duemila. Il ricorso a Roma è sospensivo, e il professore dovrebbe essere reintegrato immediatamente. Ma la direzione ritarda.

A quanto pare la storia non è apparsa sui mass media. Ma certamente se Dumouch fosse stato cacciato per aver difeso l’aborto o il matrimonio omosessuale e così via, avremmo visto paginate.

Ma come sappiamo la Chiesa belga è nelle mani del discusso cardinale Danneels. L’uomo che ha inventato il termine “la mafia di san Gallo”. Che pena.

Chi è interessato all’iniziativa, e vuole firmare, può trovare elementi  
interessanti QUI.

http://www.marcotosatti.com/2016/12/19/il-disastro-della-chiesa-belga-leonard-e-il-professore-licenziato-da-una-scuola-cattolica-difendeva-lourdes-e-i-miracoli-del-vangelo/

lunedì 19 dicembre 2016

ma gli scout sono cristiani?



Il vescovo di Pamplona scioglie gli scout “per assicurarne la cattolicità”


Mons. Francisco Pérez ha assicurato che la sua scelta era necessaria per favorire un totale rinnovamento autenticamente cattolico del gruppo. Il vescovo ha detto che «ci sono diverse forme di essere scout. Ci sono scout che sono associati al movimento cattolico» ma «anche altri che sono associati ad altre realtà, incluse anche quelle formati da non credenti».

Ovviamente, ha aggiunto, la diocesi “non può unire tutti, ma ciascuno è associato dove necessario”. Monsignor Pérez segnala inoltre che «tutti quei giovani che sono nel movimento scout devono avere a che fare con una proposta di evangelizzazione per come noi la viviamo nella Chiesa cattolica», e «quando uno appartiene ad un movimento scout cattolico, la prima cosa che dovrebbe accadere è quella di identificare se stessi come cattolici».
L’arcivescovo assicura che ha fatto un nuovo statuto, «che riflette ciò che prevede la Conferenza Episcopale Spagnola riguardo al movimento scout cattolico» e aggiunge «non ho chiuso le porte ma nello stesso tempo non ho obbligato nessuno», ma ha offerto «una proposta che credo essere quella più conveniente per favorire l’integrazione dei vari gruppi».
Matteo Orlando

L’Arcidiocesi di La Plata non sponsorizza più gli Scout: «Stanno perdendo il senso di Dio e della famiglia»

 



La Plata (Agenzia Fides) – L'Arcidiocesi argentina di La Plata ha deciso di non rinnovare la sponsorizzazione degli Scout d'Argentina perché «stanno portando avanti un processo in cui stanno perdendo posto alcuni valori fondamentali, come Dio e la famiglia, che Baden Powel ha voluto. Per questo troviamo ogni giorno più difficile garantire l'educazione cristiana dei bambini e dei giovani che frequentano nelle nostre parrocchie i Gruppi Scout. Questo ci porta a non poter rinnovare la sponsorizzazione che diamo agli Scout d’Argentina»: così si legge nella dichiarazione pervenuta a Fides firmata dal Vescovo Ausiliare, Mons. Nicolas Baisi, Vicario generale e responsabile arcidiocesano della pastorale giovanile.

Il testo ricorda che nel passato «la Chiesa a La Plata ha promosso lo scoutismo come una opportunità di formazione umana e cristiana di grande valore. Per questo ha fondato gruppi scout nelle parrocchie, come ambiente di formazione favorevole per i bambini che hanno completato la loro iniziazione cristiana, con la Prima Comunione».

Il documento avvisa che tale decisione sarà operativa dal primo semestre 2017, e conclude con il seguente messaggio: «Sappiamo che questi processi possono spesso causare confusione e dolore, ma siamo sicuri che sia la strada giusta per garantire i valori fondamentali dello Scoutismo, la cui prima legge afferma che lo Scout ama Dio e vive pienamente la fede».
da «Fides»

il dono di 6 preti novelli




appaltare la sessualità

Silvana De Mari: “C’è una sola sessualità e persone biologicamente perdenti che la rifiutano”.

Dio sa quanto ne abbiamo bisogno.




Molto rapidamente riporto alcuni dati. Chi vuole li approfondirà. La guerra fredda è stata una vera guerra. E della guerra ha condiviso la crudeltà. La guerra è una forma di intimità. Combattendo il nazismo e il comunismo gli USA si sono imbarbariti: l’essere umano è normalmente feroce, dove la morale non è rigida cede alla tentazione dell’immoralità. La guerra fredda ebbe episodi terribili, come la guerra di Corea. I piloti americani abbattuti furono sottoposti ad abusi terribili: dichiararono in processi farsa di aver usato armi batteriologiche. Tornati negli USA continuarono a sostenere di averlo fatto e continuarono inoltre a ricordare con affetto e gratitudine gli aguzzini che li avevano massacrati. Ci si rese conto che un miscuglio di fame, freddo e disidratazione insieme a scariche elettriche alteravano la biochimica del cervello al punto tale che si formavano false memorie. Il cervello si spampanava nel dolore e nell’impotenza, non ricordava più cosa fosse vero e cosa fosse falso, e creava uno strano attaccamento verso chi aveva avuto in pugno lo sua vita. Il fenomeno in piccolo si riprodusse a Stoccolma per alcuni clienti di una banca rimasti ostaggio di rapinatori per cui l’attaccamento del torturato con il torturatore prende il nome di Sindrome di Stoccolma. 

Il processo che avevano subito gli aviatori fu chiamato lavaggio del cervello. 
Il lavaggio del cervello fu quindi rifatto anche negli USA, su persone non consenzienti e alcuni psichiatri, il più celebre è Cameron, presidente dell’APA si incaricarono di provarlo sui pazienti psichiatrici, anche bambini. 

Il metodo di Cameron consisteva in questo: il paziente veniva etichettato come schizofrenico, sempre, anche se era solo depresso, subiva 150 elettroshock, poi stava 3 mesi sotto barbiturici a letto (cura del sonno) mentre un nastro ripeteva sempre le stesse cose. Il programma mk ultra (Mind Kontrol dal tedesco controllo mentale ultra ) è stato indagato negli anni 70 da una commissione presieduta da Eduard Kennedy. Il sistema Cameron annientava completamente le persone, ne distruggeva la memoria, quindi la coscienza. Le persone dimesse non ricordavano il loro nome, non riconoscevano i loro figli.
Come finì?
 

Il dottor Cameron si trovò davanti qualche assistente che si rifiutò di eseguire i suoi ordini? No. Non successe mai: né in USA né in Canada dove continuò gli esperimenti fatti in USA. Nemmeno uno.
 

Ai numerosi congressi e alla sede dell’APA dove illustrò a lungo i suoi successi di annientamento totale di una persona qualche collega si alzò a contestarlo . Non successe mai. Mai un’unica voce. Forse invidiosi dei loro colleghi sovietici che nei loro silenziosi e innevati manicomi hanno distrutto il cervello di migliaia di oppositori con l’ipoglicemia da insulina, non uno dei medici dell’APA fece sentire la propria voce. Il dissenso nell’APA è impensabile. Essendo la psichiatria priva di possibilità di verifica, il conformismo è totale.
 

Chi protestò alla fine, bloccando tutto? Le compagnie di assicurazione. Tutti i pazienti di Cameron avevano la schizofrenia, diagnosi in realtà molto rara, 150 elettroshock sono cari e sui libri c’è scritto di non superare i cinque, mai, nei tre mesi a letto con i barbiturici il paziente doveva essere imboccato, lavato e gli venivano le ulcere da decubito: era orrendamente caro. Gli esperimenti di Cameron nei manicomi terminarono. Continuarono altri, e scoprirono come causare dissociazione mentale. La psichiatria ha commesso crimini. Be’, non solo lei. Anche medicina, chirurgia, ortopedia, tisiologia, pediatria e ostetricia hanno fatto morti e feriti e sono stati tanti. Ma la psichiatria ha e ha avuto il delirio del controllo della mente, la distruzione del libero arbitrio, il sogno del totalitarismi perfetto di distruggere il libero arbitrio, il più alto dono dell’uomo. In più la psichiatria agisce su pazienti che essa stessa dichiara inattendibili. Gli psichiatri sono stati gli aguzzini del potere sovietico. Sono stati gli aguzzini degli USA. Su innocenti.
 

Ripeto c’è una psichiatria perbene che cerca di curare i disturbi bipolari e risolvere gli attacchi di panico, ma c’è una psichiatria folle che ha il delirio del controllo dell’umanità. I monsignori dell’APA votarono negli anni 70 la normalità dell’omosessualità. L’omosessualità non esiste. La sessualità è un modo della biologia per formare la generazione successiva mediante incontro di gamete maschile e femminile. C’è una sola sessualità e persone biologicamente perdenti che la rifiutano. Gli psichiatri dell’APA, individui incapaci di eseguire una rettoscopia, che quindi non possono vedere le atroci malattie che arrivano a chi subisce la penetrazione anale ( chiamate nel loro insieme Guy bowel sindrome) farneticano le loro idiozie sulla normalità di chi subisce tali pratiche. Che la cosiddetta sessualità anale, che crea malattia, cancro, incontinenza fecale e dove gli spermatozoi si perdono nelle feci invece di creare la vita, abbia la stessa valenza della sessualità vera è un’affermazione demente, disumana e anti biologica fatta dall’APA. Che dei tizi che non hanno mai dato un esame di fisiopatologia chirurgica e che di urologia capiscono quanto io di calcio farnetichino della possibilità di trasformare un uomo in una donna e viceversa farebbe ridere se non fosse diventato il verbo. Che un bambino possa essere tolto dal grembo che lo ha portato poteva essere detto solo da individui che mai hanno fatto un’ecografia o seguito un parto.

Che gli psichiatri si occupino di disturbo bipolare e attacchi di panico e non osino occuparsi di altro.
 

Questo è un riassunto. L’umanità del terzo millennio ha appaltato l’etica a qualche centinaio di medici mediocri, mafiosi e criminali, che hanno addirittura negato la specificità maschile femminile. E la signora Fedeli è solo una della tante vestali. Ora però basta con le idiozie: riprendiamoci l’etica.
Da domani si parla di Natale.
Silvana De Mari 

https://ontologismi.wordpress.com/2016/12/18/silvana-de-mari-ce-una-sola-sessualita-e-persone-biologicamente-perdenti-che-la-rifiutano/

domenica 18 dicembre 2016

Nel Presepe non c’è nessun rifugiato


Dio fatto uomo e non l’uomo un dio





15355630_10210030085300433_7170775572153827952_nStiamo entrando nella Novena del Santo Natale di Nostro Signore Gesù Cristo (16 dicembre) e non vogliamo fare alcuna polemica, al contrario, con questo messaggio desideriamo “chiudere” questo tempo e formulare a tutti Voi i nostri più Fervidi Auguri e l’auspicio di grande serenità, nella buona battaglia, per l’Anno Nuovo 2017 all’insegna del trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Tra preti che tristemente annunciano di non voler fare il Presepe per rispettare i musulmani, e un Papa che insegna di “vedere” nel Presepe l’immigrato… vogliamo semplicemente ribadire che il Natale non è ne l’una, ne l’altra cosa! Non è dispetto o offesa al musulmano, come non è affatto l’immagine dell’immigrante del nostro caotico tempo.

A cotanta stoltezza vogliamo rispondere che il Presepe, descritto minuziosamente nel Vangelo, venne ideato artisticamente dal vero San Francesco d’Assisi che non lo fece per teatralità, quanto piuttosto per spingere i veri poveri a guardare in quella Grotta per scorgervi il Salvatore del mondo, il loro e nostro Redentore, per prendere in braccio la divina Speranza “fattasi Bambino”; abbracciare il Dio fatto Bambino per amarlo, contemplarlo, persino adottarlo, ossia farlo “nostro”.

15492241_10210030086780470_6752386396526853446_nQuesta moda nostrana di voler svuotare a tutti i costi l’essenza della Divina Presenza dai Tabernacoli, come dai Crocifissi, e fin dentro la mangiatoia per “metterci al Suo posto l’uomo” con le sue problematiche e pure con le sue fedi, sta impoverendo l’uomo stesso del tesoro più prezioso, lo priva della Verità fatta Bambino.

Noi siamo stati creati ad immagine di Dio, verissimo, ma oggi è Dio che viene creato (sì, creato, eresia già condannata dai santi Padri) a seconda della nostra immagine: l’immigrante così è invitato da un Papa, oggi, a guardare nel Presepe il “Dio fatto a sua immagine”; il prete che vieta il Presepe in rispetto ai musulmani non fa altro che  insufflare in questi — e nei fedeli che non comprendono — che l’immagine di Dio è scomoda, pericolosa, persino dannosa, quindi è meglio non riprodurre nulla…

Ma questa è la nuova eresia ariana che, sotto nuove spoglie, ritorna nel nostro tempo per continuare ad offuscare la vera immagine di Cristo, come abbiamo spiegato anche qui. Si adora l’uomo – per quanto povero, malato, immigrante, ateo o di altre fedi – al posto di Dio; si sono ribaltate le priorità, i concetti e le dottrine finendo, invece, per impoverire l’uomo il quale non è affatto divinizzante se prima, e ripetiamo SE PRIMA, non viene riconosciuto, accolto e accettato Dio Padre nel Dio Figlio e nostro Signore Gesù Cristo per la potenza del Dio Spirito Santo.

Nel Presepe non c’è un immigrante, non c’è un clochard, non c’è un povero, ma c’è Dio in Persona la cui povertà non è quella degli uomini, ma quella di un Dio che rinuncia alle sue spettanti doti regali per farsi accogliere più facilmente da ognuno di noi che è povero già solo per il fatto di essere PECCATORE.

Maria e Giuseppe non emigrano per questioni di povertà, per cercare un lavoro, o per problemi locali, ma perché c’era un CENSIMENTO e, dice il Vangelo, trovandosi in quella situazione “si compirono per lei i giorni del parto” (Lc 2, 1-20). Giuseppe non mette Maria in una grotta perché poveri, al contrario, egli bussa negli alberghi dimostrando con ciò di avere del denaro per poter pagare il soggiorno. Non gli venne rifiutato l’alloggio perché immigrati, ma perché “non c’era posto per loro nell’albergo”. Il censimento aveva fatto rientrare molte persone e riempito gli alberghi.

15492543_10210030087900498_5773181547752816182_nSenza dubbio che tutta la situazione è poi utile per noi, anche per la profonda simbologia degli aventi che ci aiutano a comprendere come Dio abbia voluto calarsi dentro le situazioni umane fin dentro i particolari, attraverso le quali ognuno di noi vi ci può “incastonare” la propria storia personale; Dio non indossa abiti regali, ma viene al mondo come ogni bambino: nudo, spogliato di tutto, ricoperto solo dell’amore di Sua Madre, delle attenzioni del padre putativo San Giuseppe. Questa è la sua vera povertà: quella spoliazione divina esteriore che non degrada però quella interiore che viene infatti riconosciuta dai veri poveri, i santi Pastori.

In quella Notte Santa nessuno parla, nessuno fa discorsi rocamboleschi, nessuno divinizza l’uomo. In quella Notte Santa è il silenzio ragionante che pervade i cuori e rende felici i santi Pastori, i veri poveri, che molto più umilmente e serenamente, “vanno per vedere” se ciò che hanno udito dagli Angeli — le uniche voci di quella Notte Santa — è vero. In quella Notte Santa, nel più completo silenzio dagli inutili discorsi degli uomini, i veri poveri sanno riconoscere il vero Dio fatto Bambino, tra le braccia della Madre. I Santi sono la vera immagine di Dio, i poveri sono quella immagine che Dio è venuto a curare, a salvare, ma non sono “dio”!

Non vi è altro da dire! È Dio che si è fatto Bambino, e non l’uomo a farsi un dio! La nostra divinizzazione è un dono di questo Dio Bambino, ma che possiamo raggiungere solo se Lo accoglieremo, solo se ci convertiremo a Lui. Davanti al Presepe siamo invitati a sostare innanzi tutto in silenzio, altrimenti sarà difficile “ascoltare” le voci degli Angeli; siamo invitati a chiederci “perché è venuto a salvarmi? da chi e da che cosa? Perché ho bisogno di essere salvato?”. O con le parole di san Giovanni Battista: “sei tu il Messia che deve venire o dobbiamo attenderne un’altro?”.

I veri poveri, i santi Pastori, in quella Notte Santa credettero! Punto e basta! A questo serve il Presepe. San Francesco lo realizzò dal vivo per EMOZIONARE I CUORI, per spingere i veri poveri a non disperare, per dare agli uomini quella speranza di salvezza che scaturisce dal racconto del Natale di Gesù Cristo, ma soprattutto lo realizzò perché l’uomo potesse comprendere meglio il messaggio del Vangelo, perché potesse accogliere nel cuore e fra le braccia, quel Divino Bambino, dalle braccia della Santissima Madre.

E allora, smettiamola di inquinare il Vangelo! Ritorniamo per davvero alle sorgenti del suo insegnamento che i Santi ci hanno facilitato come, appunto, nella creazione della riproduzione del Presepe a Natale. È ovvio poi che chi davvero accoglie Gesù Bambino, difficilmente non si renderà caritatevole verso chi ha bisogno del nostro aiuto! Chi non compie opere di carità, infatti, non ha incontrato Gesù Bambino! E chi compie la carità nel nome proprio di se stesso, e non compie atti di carità verso il Dio Bambino quali LA CONVERSIONE a Lui, non ha capito nulla e rende vane le sue opere. Ma per aiutare il povero non si deve neppure negare al Dio Bambino il Suo posto, la Sua gloria, la Sua Divina Presenza, la Sua vera immagine dalla quale siamo stati creati noi, deturpati dal peccato originale che, il Dio Bambino, è venuto a ripulire…

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Buon Natale di Nostro Signore Gesù Cristo! Accogliamo, in silenzio, il Dio fattosi Bambino, per noi. Il nostro primo atto di carità, sia verso di Lui, il resto, dopo.

https://cronicasdepapafrancisco.wordpress.com/2016/12/12/contemplando-il-mistero-del-presepe-dio-si-e-fatto-uomo-e-non-luomo/