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lunedì 7 novembre 2016

Novena a s. G. Moscati per i malati di Tumore


7 - 15 novembre
NOVENA A S. GIUSEPPE MOSCATI 
per ottenere grazie




I giorno
O Signore, illumina la mia mente e fortifica la mia volontà, perché possa comprendere e mettere in pratica la tua parola. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Dalla lettera di S. Paolo ai Filippesi, capitolo 4, versetti 4-9:
Siate sempre lieti. Appartenete al Signore. Lo ripeto, siate sempre lieti. Vedano tutti la vostra bontà. Il Signore è vicino! Non angustiatevi, ma rivol-getevi a Dio, chiedetegli ciò di cui avete bisogno e ringraziatelo. E la pace di Dio, che è più grande di quanto si possa immaginare, terrà i vostri cuori e i vostri pensieri uniti a Cristo Gesù.
Infine, fratelli, prendete in considerazione tutto ciò che è vero, ciò che è buono, che è giusto, puro, degno di essere amato e onorato; ciò che viene dalla virtù ed è degno di lode. Mettete in pratica quello che avete imparato, ricevuto, udito e visto in me. E Dio, che dà la pace, sarà con voi.

Punti di riflessione
1) Chi è unito al Signore e lo ama, presto o tardi sperimenta una grande gioia interiore: è la letizia che viene da Dio.
2) Con Dio nel cuore facilmente riusciamo a vincere le angustie e gustare la pace, «che e più grande di quanto si possa immaginare».
3) Pieni della pace di Dio, facilmente ameremo la verità, la bontà, la giustizia e tutto ciò « che viene dalla virtù ed è degno di lode ».
4) S. Giuseppe Moscati, proprio perché era sempre unito al Signore e lo amava, aveva la pace nel cuore e poteva dire a sé stesso: « Ama la verità, mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi… ».
Preghiera
O Signore, che hai dato sempre ai tuoi discepoli e ai cuori afflitti la gioia e la pace, donami serenità di spirito, forza di volontà e luce di intelligenza. Col tuo aiuto, possa sempre cercare ciò che è buono e giusto e orientare la mia vita verso di te, verità infinita.
Come S. Giuseppe Moscati, possa trovare in te il mio riposo. Ora, per sua intercessione, concedimi la grazia di…, per poi ringraziarti insieme a lui.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

II giorno
O Signore, illumina la mia mente e fortifica la mia volontà, perché possa comprendere e mettere in pratica la tua parola. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Dalla I lettera di S. Paolo a Timoteo, capitolo 6, versetti 6-12:
Certo, la religione è una grande ricchezza, per chi si contenta di quel che ha. Perché non abbiamo portato nulla in questo mondo e non potremo portar via nulla. Dunque, quando abbiamo da mangiare e da vestirci, contentiamoci.
Quelli invece che vogliono diventare ricchi, cadono nelle tentazioni, sono presi nella trappola di molti desideri stupidi e disastrosi, che fanno precipitare gli uomini nella rovina e nella perdizione. Infatti l’amore dei soldi è la radice di tutti i mali. Alcuni hanno avuto un tale desiderio di possedere, che sono andati lontani dalla fede e si sono tormentati da se stessi con molti dolori.
Punti di riflessione
1) Chi ha il cuore pieno di Dio, sa accontentarsi ed essere sobrio. Dio riempie il cuore e la mente.
2) La bramosia delle ricchezze è una « trappola di molti desideri stupidi e disastrosi, che fanno precipitare gli uomini nella rovina e nella perdizione ».
3) Il desiderio smoderato dei beni del mondo può farci perdere la fede e toglierci la pace.
4) S. Giuseppe Moscati ha sempre tenuto il cuore distaccato dal danaro. « Quei pochi soldi che ho, devo lasciarli ai pezzenti come me », scriveva a un giovane il l ° febbraio 1927.
Preghiera
O Signore, ricchezza infinita e fonte di ogni consolazione, riempi il mio cuore di te. Liberami dalla cupidigia, dall’egoismo e da tutto ciò che può allontanarmi da te.
A imitazione di S. Giuseppe Moscati, fa’ che possa valutare con sapienza i beni della terra, senza mai attaccarmi al danaro con quella bramosia che sconvolge la mente e indurisce il cuore. Desideroso di cercare solo te, col Medico Santo, ti chiedo di venire incontro a questa mia necessità… Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
III giorno
O Signore, illumina la mia mente e fortifica la mia volontà, perché possa comprendere e mettere in pratica la tua parola. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Dalla I lettera di S. Paolo a Timoteo, capitolo 4, versetti 12-16:
Nessuno deve avere poco rispetto di te perché sei giovane. Tu devi essere di esempio per i credenti: nel tuo modo di parlare, nel tuo comportamento , nell’amore, nella fede, nella purezza. Fino al giorno del mio arrivo, impegnati a leggere pubblicamente la Bibbia, a insegnare e a esortare.
Non trascurare il dono spirituale che Dio ti ha dato, che tu hai ricevuto quando i profeti hanno parlato e tutti i responsabili della comunità hanno posato le mani sul tuo capo. Queste cose siano la tua preoccupazione e il tuo impegno costante. Così tutti vedranno i tuoi progressi. Fa’ attenzione a te stesso e a quello che insegni. Non cedere. Facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano.
Punti di riflessione
1) Ogni cristiano, in virtù del battesimo, deve essere di esempio agli altri nel parlare, nel comportamento, nell’amore, nella fede, nella purezza.
2) Per far questo si richiede un impegno particolare costante. è una grazia che dobbiamo chiedere con umiltà a Dio.
3) Purtroppo, nel mondo sentiamo tante spinte contrarie, ma non dobbiamo cedere. La vita cristiana richiede sacrificio e lotta.
4) S. Giuseppe Moscati è stato sempre un lottatore: ha vinto il rispetto umano e ha saputo manifestare la sua fede. L’8 marzo 1925 scriveva a un amico medico: « Ma è indubitato che la vera perfezione non può trovarsi se non estraneandosi dalle cose del mondo, servendo Iddio con un conti-nuo amore, e servendo le anime dei propri fratelli con la preghiera, con l’esempio, per un grande scopo, per l’unico scopo che è la loro salvezza ».
Preghiera
O Signore, forza di chi spera in te, fammi vivere in pienezza il mio battesimo.
Come S. Giuseppe Moscati, possa averti sempre nel cuore e sulle labbra, per essere, come lui, un apostolo di fede e un esempio di carità. Poiché ho bisogno di aiuto in questa mia necessità…, mi rivolgo a te per intercessione di S. Giuseppe Moscati.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

IV giorno
O Signore, illumina la mia mente e fortifica la mia volontà, perché possa comprendere e mettere in pratica la tua parola. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Dalla Lettera di S. Paolo ai Colossesi, capitolo 2, versetti 6-10:
Poiché avete accolto Gesù Cristo, il Signore, continuate a vivere uniti a lui. Come alberi che hanno in lui le loro radici, come case che hanno in lui le loro fondamenta, tenete ferma la vostra fede, nel modo che vi è stato insegnato. E ringraziate continuamente il Signore. Fate attenzione: nessuno vi inganni con ragionamenti falsi e maliziosi. Sono frutto di una mentalità umana o vengono dagli spiriti che dominano questo mondo. Non sono pensieri che vengono da Cristo.
Cristo è al di sopra di tutte le autorità e di tutte le potenze di questo mondo. Dio è perfettamente presente nella sua persona e, per mezzo di lui, anche voi ne siete riempiti.

Punti di riflessione
1) Per grazia di Dio, siamo vissuti nella fede: siamo grati di questo dono e, con umiltà, chiediamo che non ci venga mai meno.
2) Non ci venga meno nelle difficoltà e nessuna argomentazione riesca a strapparcelo. Nell’attuale sbandamento di idee e pluralità di dottrine, conserviamo la fede in Cristo e restiamo uniti a lui.
3) Cristo-Dio è stata la continua aspira-zione di S. Giuseppe Moscati, il quale nel corso della vita non si è lasciato mai lu-singare da pensieri e dottrine contrarie alla religione. Scriveva ad un amico il 10 marzo 1926: « … chi non abbandona Dio, avrà sempre una guida nella vita, sicura e dritta. Non prevarranno deviazioni, tentazioni, passioni a muovere colui che del lavoro e della scienza di cui 1’initium est timor Domini, ha fatto il suo ideale ».
Preghiera
O Signore, conservami sempre nella tua amicizia e nel tuo amore e sii il mio sostegno nelle difficoltà. Liberami da tutto ciò che potrebbe allontanarmi da te e, come S. Giuseppe Moscati, fa’ che ti possa seguire fedelmente, senza mai lasciarmi lusingare da pensieri e dottrine contrarie ai tuoi insegnamenti. Ora ti prego:
per i meriti di S. Giuseppe Moscati, vieni incontro ai miei desideri e concedimi particolarmente questa grazia… Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.



V giorno
O Signore, illumina la mia mente e fortifica la mia volontà, perché possa comprendere e mettere in pratica la tua parola. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Dalla II lettera di S. Paolo ai Corinzi, capitolo 9, versetti 6-11:
Tenete presente che chi semina poco raccoglierà poco; chi invece semina molto raccoglierà molto. Ciascuno dia quindi il suo contributo come ha deciso in cuor suo, ma non di malavoglia o per obbligo, perché a Dio piace chi dona con gioia. E Dio può darvi ogni bene abbondantemente, in modo che abbiate sempre il necessario e siate in grado di provvedere a ogni opera buona. Come dice la Bibbia:
Egli dà generosamente ai poveri, la sua generosità dura per sempre.
Dio dà il seme al seminatore e il pane per suo nutrimento. Egli darà anche a voi il seme di cui avete bisogno e lo molteplicherà per farne crescere il frutto, cioè la vostra generosità. Dio vi dà tutto con abbondanza perché siate generosi. Così, molti ringrazieranno Dio per i vostri doni da me trasmessi.
Punti di riflessione
1) Dobbiamo essere generosi con Dio e con i nostri fratelli, senza calcoli e senza mai lesinare.
2) Inoltre, dobbiamo dare con gioia, cioè con spontaneità e semplicità, desiderosi di comunicare felicità agli altri, at-traverso la nostra opera.
3) Dio non si lascia vincere in generosità e certamente non ci farà mancare nulla, così come non fa mancare « il seme al seminatore e il pane per suo nutrimento ».
4) Conosciamo tutti la generosità e la disponibilità di S. Giuseppe Moscati. Da dove attingeva tanta forza? Ricordiamo ciò che scriveva: « Amiamo Dio senza misura, senza misura nell’amore, senza misura nel dolore ». Dio era la sua forza.
Preghiera
O Signore, che non ti lasci mai vincere in generosità da coloro che si rivolgono a te, concedimi di aprire sempre il cuore alle necessità altrui e di non rinchiudermi nel mio egoismo.
Come S. Giuseppe Moscati, possa amarti senza misura per ricevere da te la gioia di scoprire e, per quanto mi è possibile, soddisfare i bisogni dei miei fratelli. Sia ora la valida intercessione di S. Giuseppe Moscati, che consacrò la sua vita al bene degli altri, a ottenermi questa grazia che ti chiedo… Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

VI giorno
O Signore, illumina la mia mente e fortifica la mia volontà, perché possa comprendere e mettere in pratica la tua parola. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Dalla I lettera di S. Pietro, capitolo 3, ver-setti 8-12:
Infine, fratelli, ci sia perfetta concordia tra voi: abbiate compassione, amore e misericordia gli uni verso gli altri. Siate umili. Non fate il male a chi vi fa del male, non rispondete con insulti a chi vi insulta; al contrario, rispondete con buone parole, perché anche Dio vi ha chiamati a ricevere le sue benedizioni.
è come dice la Bibbia:
Chi vuole avere una vita felice, chi vuol vivere giorni sereni, tenga lontano la lingua dal male, con le sue labbra non dica menzogne. Fugga dal male e faccia del bene, cerchi la pace e sempre la segua.
Ai giusti guarda il Signore, ascolta le loro preghiere e va contro chi opera il male.

Punti di riflessione
1) Sia le parole di S. Pietro e sia la citazione biblica sono significative. Ci fanno riflettere sulla concordia che deve regnare tra noi, sulla misericordia e sull’amore vicendevole.

2) Anche quando riceviamo il male dobbiamo rispondere col bene, e il Signore, che guarda nell’intimo del nostro cuore, ci darà la ricompensa.
3) Nella vita di ogni uomo, e quindi anche nella mia, ci sono situazioni positive e negative. In queste ultime, come mi comporto?
4) S. Giuseppe Moscati agiva da vero cristiano e risolveva ogni cosa con l’umiltà e la bontà. A un ufficiale dell’esercito che, interpretando male una sua frase, lo aveva sfidato a duello con una lettera insolente, il Santo rispose il 23 dicembre 1924: « Mio caro, la tua lettera non ha scosso affatto la mia serenità: sono tanto più vecchio di te e comprendo certi stati d’animo e sono un cristiano e ricordo la massima della carità (…]. Del resto a questo mondo non si raccolgono che ingratitudini, e non bisogna meravigliarsi di nulla ».
Preghiera
O Signore, che in vita e soprattutto nella morte, hai sempre perdonato e hai manifestato la tua misericordia, concedimi di vivere in perfetta concordia con i miei fratelli, di non far male ad alcuno e di sapere accettare con umiltà e bontà, a imitazione di S. Giuseppe Moscati, le ingratitudini e l’indifferenza degli uomini.
Ora che ho bisogno del tuo aiuto per…, interpongo l’intercessione del Santo Medico.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

VII giorno
O Signore, illumina la mia mente e fortifica la mia volontà, perché possa comprendere e mettere in pratica la tua parola. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Dalla I lettera di S. Giovanni, capitolo 2, versetti 15-17:
Non cedete al fascino delle cose di questo mondo. Se uno si lascia sedurre dal mondo, non vi è più posto in lui per l’amore di Dio Padre. Questo è il mondo; voler soddisfare il proprio egoismo, accendersi di passione per tutto quello che si vede, essere superbi di quel che si possiede. Tutto ciò viene dal mondo, non viene da Dio Padre.

Il mondo però se ne va, e tutto quello che l’uomo desidera nel mondo, non dura. Invece, chi fa la volontà di Dio vive per sempre.
Punti di riflessione
1) S. Giovanni ci dice che o si segue Dio o il fascino del mondo. Infatti la mentalità del mondo non concorda col volere di Dio.
2) Ma cos’è il mondo? S. Giovanni lo racchiude in tre espressioni: egoismo; passione o smodato desiderio per ciò che si vede; superbia per ciò che si possiede, quasi che ciò che si ha non venisse da Dio.
3) A che serve lasciarsi vincere da queste realtà del mondo, se esse sono passeggere? Solo Dio resta e « chi fa la volontà di Dio vive sempre ».
4) S. Giuseppe Moscati è un fulgido esempio di amore per Dio e di distacco dalle tristi realtà del mondo. Significative sono le parole che 1’8 marzo 1925 scriveva all’amico Dott. Antonio Nastri:
«Ma è indubitato che la vera perfezione non può trovarsi se non estraneandosi dalle cose del mondo, servendo Iddio con un continuo amore e servendo le anime dei propri fratelli con la preghiera, con l’esempio, per un grande scopo, per l’unico scopo che è la loro salvezza ».
Preghiera
O Signore, grazie per avermi dato in S. Giuseppe Moscati un punto di riferimento per amare te sopra ogni cosa, senza lasciarmi vincere dalle attrattive del mondo.
Non permettere che mi separi da te, ma orienta la mia vita verso quei beni che conducono a te, sommo Bene.
Per l’intercessione del tuo fedele servo S. Giuseppe Moscati, concedimi ora questa grazia che ti chiedo con viva fede… Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
VIII giorno
O Signore, illumina la mia mente e fortifica la mia volontà, perché possa comprendere e mettere in pratica la tua parola. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Dalla I lettera di S. Pietro, capitolo 2, versetti 1-5:
Allontanate da voi ogni forma di male. Basta con gli imbrogli e le ipocrisie, con l’invidia e la maldicenza!
Come bambini appena nati, desiderate il latte puro e spirituale, per crescere verso la salvezza. Voi davvero avete provato quanto è buono il Signore.
Avvicinatevi al Signore. Egli è la pietra viva che gli uomini hanno gettato via, ma che Dio ha scelto come pietra preziosa. Anche voi, come pietre vive, formate il tempio dello Spirito Santo, siete sacerdoti consacrati a Dio e offrite sacrifici spirituali che Dio accoglie volentieri, per mezzo di Gesù Cristo.
Punti di riflessione
1) Noi spesso ci lamentiamo del male che ci circonda: ma poi come ci comportiamo? Gli imbrogli, le ipocrisie, l’invidia e la maldicenza sono mali che ci insidiano continuamente.
2) Se conosciamo il Vangelo, e noi stessi abbiamo sperimentato la bontà del Signore, dobbiamo operare il bene e « crescere verso la salvezza ».
3) Tutti noi siamo le pietre del tempio di Dio, anzi siamo « sacerdoti consacrati a Dio » in virtù del battesimo ricevuto: dobbiamo, quindi, sostenerci gli uni gli altri e mai essere di ostacolo.
4) La figura di S. Giuseppe Moscati ci sia di stimolo nell’essere operatori di bene e nel non recare mai danno agli altri. Sono da meditare le parole che scrisse a un suo collega il 2 febbraio 1926: « Ma io non attraverso mai la via di attività pratica dei colleghi. Non ho mai, da che un orientamento del mio spirito mi domina, ossia da lunghi anni, non ho mai detto male dei colleghi, della loro opera, dei loro giudizi ».
Preghiera
O Signore, concedimi di crescere nella vita spirituale, senza lasciarmi sedurre dai mali che insidiano l’umanità e contraddicono i tuoi insegnamenti. Come pietra viva del tuo tempio santo, possa vivere con fedeltà il mio cristianesimo a imitazione di S. Giuseppe Moscati, che ti amò sempre e in te amò coloro che egli avvicinava. Per i suoi meriti, concedimi ora la grazia che ti chiedo… Tu che vivi e regno nei secoli dei secoli. Amen.
IX giorno
O Signore, illumina la mia mente e fortifica la mia volontà, perché possa comprendere e mettere in pratica la tua parola. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Dalla I lettera ai Corinzi di S. Paolo, capitolo 13, versetti 4-7:
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
Punti di riflessione
1) Queste frasi, tratte dall’Inno dell’amore di S. Paolo, non hanno bisogno di commento, perché sono più che eloquenti. Sono un programma di vita.
2) Quali sentimenti provo nel leggerle e nel meditarle? Posso dire di ritrovarmi in esse?
3) Devo ricordarmi che, qualunque cosa io faccia, se non agisco con carità sincera, tutto è inutile. Un giorno Dio mi giudicherà in relazione all’amore con cui ho agito.
4) S. Giuseppe Moscati aveva compreso le parole di S. Paolo e le metteva in pratica nell’esercizio della sua professione. Parlando degli ammalati, scriveva: « Il dolore va trattato non come un guizzo o una contrazione muscolare, ma come il grido di un’anima, a cui un altro fratello, il medico, accorre con l’ardenza dell’amore, la carità ».

Preghiera
O Signore, che hai reso grande S. Giuseppe Moscati, perché nella sua vita ha visto sempre te nei fratelli, concedi anche a me un grande amore per il prossimo. Possa, come lui, essere paziente e premuroso, umile e disinteressato, longanime, giusto e amante della verità. Ti chiedo anche di esaudire questo mio desiderio…, che ora, avvalendomi dell’intercessione di S. Giuseppe Moscati, presento a te. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen. 

http://paolotescione.altervista.org/oggi-inizia-la-novena-onore-s-giuseppe-moscati-ottenere-grazie/

giovedì 14 gennaio 2016

Si more cantando, si more sonando la Cetra, o Sampogna, morire bisogna.



Una breve video-presentazione per richiamare alla mente degli uomini di oggi il comune destino che li attende ineluttabile e imprevedibile: la Morte.


Dallo stato in cui la Morte ci troverà si deciderà la nostra sorte eterna: o la dannazione fra le fiamme dell'Inferno o la salvezza nella beatitudine del Paradiso.

Quale strada imboccare, sta a noi sceglierlo. 

Prepariamoci, dunque, ad affrontare la Morte amando con tutto il cuore N. S. Gesù Cristo, unico nostro rifugio nel Giorno dell'Ira che dissolverà il mondo come una favilla.

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Oh come t'inganni 
se pensi che gl'anni
non hann' da finire, 
bisogna morire.

È un sogno la vita 
che par sì gradita,
è breve gioire, 
bisogna morire.
Non val medicina,
non giova la China,
non si può guarire, 
bisogna morire.

Non vaglion sberate,
minarie, bravate
che caglia l'ardire,
bisogna morire.
Dottrina che giova, 
parola non trova
Che plachi l'ardire, 
bisogna morire.

Non si trova modo 
di scoglier 'sto nodo,
non val il fuggire, 
bisogna morire.
Commun'è statuto, 
non vale l'astuto
'sto colpo schermire,
bisogna morire.

La morte crudele
a tutti è infedele,
ogn'uno svergogna, 
morire bisogna.
È pur ò pazzia 
o gran frenesia,
par dirsi menzogna, 
morire bisogna.

Si more cantando, 
si more sonando
la Cetra, o Sampogna,
morire bisogna.
Si muore danzando, 
bevendo, mangiando;
con quella carogna 
morire bisogna.

I giovani, i putti 
e gl'huomini tutti
s'hann'a incenerire, 
bisogna morire.
I sani, gl'infermi, 
i bravi, gl'inermi
tutt'hann'a finire, 
bisogna morire.

E quando che meno
ti pensi, nel seno
ti vien a finire, 
bisogna morire.
Se tu non vi pensi
hai persi li sensi,
sei morto e puoi dire: 
bisogna morire.

mercoledì 25 febbraio 2015

pregare nella malattia

Preces recitando ab infirmis, praesertim in sacris Ordinibus constitutis.


I. Conscius ego, Dòmine, tantae caritàtis tuae, in pace in idipsum dormiam et requiéscam, nec amóre vitae, nec timóre mortis ànxius. In mànibus tuis sortes meae. Jacto super te, Dòmine, omnem curam meam, quónìam tu sollicitus es mei; et omnes capilli càpitis mei numerati, sunt coram te. Constituisti mihi terminos, qui praeteriti non pòterunt.

II. Dominus es, quod bonum fuerit in óculis tuìs fac, et quis sum ego, ut dicam tibi, cur ita fàcias? Numquid lutum dicit figulo, quid facis? aut figmentum contradicit factori suo? numquid enim nos non sumus in manu tua sicut lutum in manu figuli? Itaque voluntas tua, mea erit. Si vis me vivere, para­tum cor meum, Deus; sed auge gratiam, ut fidélius tibi serviam. Si jubes me mori, paràtum est cor meum: fac tàntum in pace récipi spìritum meum.

III. Si vis ut ego moriar, mors mihi in lucro erit; cónsequar enim, et comprehndem te, quem hacténus quaerit et dìligit anima mea. In manus tuas, Dòmine, commen­do spiritum meum: redemìsti me, Dómine Deus veritàtis. Tuus sum, Dòmine, seu vìvens, seu moriens. Fiat in me voluntas tua: sed, ne permittas in aetérnum me separàri, a te, Deus meus!

IV. Amore mei, Dòmine Jesu, subìisti innócens mortem crucis, cru­cifigar et ego reus, si haec tua voluntas erit. Terram hanc ergo tuam tibi offerens restituo, ac debita vitae meae annihilatione, aeternitàtis tuae magnitudini aetérnum praestare cupio et obséquium et honòrem.

V. Sacrificium Deo mors mea, sacrifìcium expiatiónis, ut innumeris maculàtum criminibus corpus, hoc satisfaciat justitiae tuae. Quidquid ergo, meos conterit sensus, quìdquid terret naturam, excipio in làudem et honòrem Nominis tui.

VI. Jesu, Jesu, Jesu, sis mihi Jesu! O Jesu dulcis, remissio ómnium peccatorum; qui non mea tantum, sed peccata tollis totius mun­di, Jesu bone, Jesu pie, Jesu miséricors, salva me, et intra vulnera tua abscónde me.

VII. Jesu dulcissime, prò salute omnium nostrum in Cruce mortuus, in Cruce exàltatus, ut omnia tràheres ad te, trahe me ad te, ac intra vulnera tua, quae quìdem mea sunt, abscónde me. Passer invenit sibi domum, et turtur nidum suum, cur non et ego? tu domus mea es, Rex meus, Deus meus, et Salvator meus.

VIII. In te, bone Jesu, deficiat anima mea, et in tuis vulnéribus liquefiat. Moriar ìtàque. Dòmine Jesu, sed in te moriar et prò te, qui prò me mori, dignàtus es, non ut pérderes me sed ut habeam vitam. Amen.

Ora prò nobis, Virgo dolorosissima.
Ut digni efficiàmur promissiónibus Christi.

Orèmus. Intervéniat prò nobis, quaesumus, Dòmine Jesu Chrìste; nunc, et in hora mortis nos-trae, apud tuam clemèntiam beata Virgo Maria Mater tua; cujus sacratissimam ànimam in hora tuae passionis dolóris gladius pertransìvit: Qui vivis et regnas in saecula saeculórum. Amen.

Atto di accettazione della morte composto e recitato da san G. Cafasso

Grande Iddio, io accetto e adoro la sentenza di morte pronunziata sopra di me, e portandomi col pensiero sul mio letto di morte, voglio fare adesso per allora una ultima e solenne protesta di quei sentimenti ed affetti con cui in­tendo terminare la mia mortale carriera. Siccome questo miserabile corpo fu la cagione per cui offesi tanto il caro mio Dio, così per sua punizione e castigo ne fo ben di cuore un totale sacrificio all'offeso mio Signore. Per quello che riguarda il tempo o le circostanze tutte della mia morte, io mi rassegno pienamente, ad esempio del mio Divin Redentore, a tutto ciò che il Padre Celeste avrà disposto di me. Io accetto quella morte qualunque che Iddio nei suoi decreti crederà mi­gliore per me. Per compiere la volontà sua, intendo accettare da Lui o per Lui tutti quegli spasimi e dolori, che sarà in voler suo che io soffra in quel punto. Questa è la mia ferma e precisa volontà, con cui intendo vivere e morire in qua­lunque momento Iddio voglia disporre di me. Io mi metto tra le mani della mia cara madre Maria, del mio buon Angelo Custode, di san Giuseppe, dei Santi miei protettori, quali tutti attendo sul punto di mia morte e pel viaggio alla mia eternità. Amen.

domenica 16 novembre 2014

l’Angelo surfista



Guido Schaffer, 

“l’Angelo surfista” 

che «operava conversioni e miracoli 

fra i poveri»




guido amiciSi è aperto mercoledì scorso il processo di beatificazione di un giovane medico morto cinque anni fa, all’età di 34 anni, mentre faceva surf. La devozione a Guido Vidal Franca Schaffer, nato il 22 maggio del 1974 a Volta Redonda, vissuto a Rio de Janeiro e soprannominato “Angelo surfista”, si è diffusa in tutto il Brasile subito dopo la scomparsa, il primo maggio del 2009, per via dei fatti straordinari e miracolosi legati alla sua breve esistenza.

DALLA CARRIERA AGLI ULTIMI. Guido, cresciuto in una famiglia cattolica, ha sempre amato trascorrere il suo tempo libero sulle spiagge di Rio, affascinato dall’Oceano che, come diceva spesso agli amici, gli faceva percepire con forza la presenza di Dio. L’altra sua passione, la cura degli altri, ereditata dal padre medico, divenne la sua professione. Dopo la specializzazione in medicina generale qualcosa cambiò in lui. Folgorato da un passo bibilico («non distogliere lo sguardo da ogni povero e Dio non distoglierà da te il suo»), sebbene avviato verso una promettente carriera decise di intraprendere una nuova strada. «Gesù aiutami a prendermi cura dei poveri», disse sentendo crescere in sé una nuova vocazione. Dopo aver incontrato le Missionarie della Carità dell’ordine della santa Madre Teresa di Calcutta, iniziò con loro a raccogliere gli indigenti per strada. Come ha testimoniato suor Caritas, Guido curava i corpi «unicamente preoccupato di salvare le anime».
Aiutato da Karl Josef Romerm, vescovo ausiliario della diocesi di Rio de Janeiro, nel 2002 cominciò gli studi per diventare sacerdote, lasciando il lavoro e dedicandosi esclusivamente al volontariato fra i poveri. Dotato di una memoria straordinaria, si dice sapesse citare a memoria le scritture, cosa che faceva mentre curava i malati, invitandoli a unirsi nella preghiera con lui.

CAMBIAMENTI REPENTINI. Fra le testimonianze contenute nella sua biografia quella di un amico spiega bene il suo entusiasmo «nel servire la Chiesa di Dio». Anche quando «gli altri gli creano difficoltà», anche quando «veniva criticato e perseguito, non vacillava, al contrario era felice di essere assimilato a Cristo anche in questo». Pur lavorando tutto il giorno, Guido pregava sempre la Madonna a cui si era consacrato, digiunava e partecipava alla Messa quotidiana cercando di trovare sempre il tempo «per le sue preghiere personali».
Secondo le testimonianze raccolte, un giorno, proprio mentre recitava il rosario fra i pazienti, un uomo travestito e affetto da Hiv decise di abbandonare la sua vita promiscua per convertirsi. «Non era battezzato – ha raccontato un amico. Un sabato, in presenza di sua madre, che piangeva tanto, ricevette dalle mani di fra Anselmo il battesimo, l’unzione degli infermi e la comunione».

GUARIGIONI IMMEDIATE. Un evento miracoloso che dovrà essere vagliato e verificato riguarda la guarigione di una donna che non poteva più camminare a causa di problemi neurologici. Guido la invitò a «pregare il rosario e chiedere la grazia che desideri tanto». Pochi giorni dopo quella donna riuscì a recarsi a Messa sulle sue gambe.
Un altro episodio riguarda un uomo gravemente malato, cui il ragazzo consigliò di confessarsi. Davanti al rifiuto di quello, Guido spiegò che tutti abbiamo bisogno del perdono di Dio per i nostri peccati. E, lasciandolo sconcertato, iniziò a elencare i propri. Fu così che quell’uomo tornò alla fede, si confessò, ricevette la Comunione e l’unzione degli infermi. Una settimana dopo, guarì e fu dimesso dall’ospedale.

«IL PUNTO È DIO». Le guarigioni e le conversioni operate dal seminarista sono innumerevoli, non solo fra i poveri. Non si contano, infatti, le testimonianze di giovani o anziani battezzati grazie all’incontro con lui. Perché il punto per Guido era uno solo, come ha testimoniato suor Caritas: «Condurre tutti a un incontro personale con Cristo. Per questo non risparmiava sforzi. Di fatto, tutto il suo dialogo era con Lui e a Lui diretto. Non perdeva alcuna opportunità per proclamarlo». Persino sull’oceano fra i surfisti dove morirà un anno prima di essere ordinato sacerdote.

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