Visualizzazione post con etichetta preghiera del cuore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta preghiera del cuore. Mostra tutti i post

lunedì 16 gennaio 2017

15 promesse, 10 benedizioni e 7 benefici

15 promesse, 10 benedizioni e 7 benefici della recita del Santo Rosario

Questa bella preghiera, recitata con devozione, fede e meditazione, offre un enorme profitto spirituale

 

La parola “rosario” proviene dal latino e significa “ghirlanda di rose”. La rosa è uno dei fiori più usati per simboleggiare la Vergine Maria. Se si chiedesse quale sia il sacramentale più emblematico che possediamo noi cattolici, le persone risponderebbero probabilmente il Santo Rosario.

In questi ultimi anni il Rosario ha fatto una ricomparsa poderosa, visto che molti cattolici lo recitano e anche quelli che lo conoscevano poco hanno imparato a recitarlo in famiglia. 

Il Rosario è una devozione in onore alla Vergine Maria. Si compone di un numero determinato di preghiere specifiche. Ecco alcune informazioni sul Rosario che potranno esservi utili.

Promesse del Rosario:
  1. Chi recita con grande fede il Rosario riceverà grazie speciali.
  2. Prometto la mia protezione e le grazie più grandi a chi reciterà il Rosario.
  3. Il Rosario è un’arma potente contro l’inferno, distruggerà i vizi, libererà dal peccato e ci difenderà dalle eresie.
  4. Farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l’amore di Dio all’amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!
  5. Colui che si affida a me con il Rosario non perirà.
  6. Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Peccatore, si convertirà; giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna.
  7. I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa.
  8. Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati.
  9. Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario.
  10. I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in cielo.
  11. Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.
  12. Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.
  13. Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della Confraternita del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell’ora della morte i santi del cielo.
  14. Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.
  15. La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.          


Benedizioni del Rosario: 
(Magistero dei papi)
1) I peccatori ottengono il perdono.
2) Le anime assetate sono saziate.
3) Coloro che sono legati vedono infrante le loro catene.
4) Coloro che piangono trovano gioia.
5) Coloro che sono tentati trovano pace.
6) I bisognosi ricevono aiuto.
7) I religiosi sono riformati.
8) Gli ignoranti sono istruiti.
9) I vivi vincono il declino spirituale.
10) I morti hanno le loro pene alleviate per via dei suffragi.





Benefici del Rosario: 
(San Luigi Maria Grignion de Montfort)
1) Ci eleva insensibilmente alla perfetta conoscenza di Gesù Cristo.
2) Purifica le anime nostre dal peccato.
3) Ci rende vittoriosi su tutti i nostri nemici.
4) Ci facilita la pratica delle virtù.
5) Ci infiamma d’amore per Gesù.
6) Ci arricchisce di grazie e di meriti.
7) Ci fornisce i mezzi per pagare a Dio e agli uomini tutti i nostri debiti e infine ci ottiene ogni sorta di grazie.


Non smettere di recitare il Santo Rosario, e se ancora non hai iniziato a farlo tieni conto del fatto che forse potrebbe essere il modo in cui Dio ti sta chiamando a entrare nel suo ovile, ad essere suo figlio, il figlio della sua Santissima Madre e fratello del suo Figlio prediletto: attraverso l’amore e la devozione a Maria, nostra Madre per sempre.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]



mercoledì 27 aprile 2016

Quando ti vesti ricorda la presenza

e Abbà disse ....




Regole Per Una Vita Devota
(di Platone, arcivescovo di Kostroma)
    

























Sforzati ad alzarti presto e a un'ora fissa. Appena ti svegli, rivolgi la tua mente a Dio: fai il Segno della Croce, e ringrazialo per la notte che è passata e per tutte le sue misericordie nei tuoi confronti. Chiedigli di guidare ogni tuo pensiero, sensazione e desiderio, in modo che tutto ciò che dici o che fai gli sia gradito.

Quando ti vesti ricorda la presenza del Signore e del tuo Angelo custode. Chiedi al Signore Gesù Cristo di ricoprirti con il manto di salvezza.

Dopo esserti lavato, vai a fare le preghiere del mattino. Prega in ginocchio, con concentrazione, con riverenza e mitezza, come si conviene di fronte agli occhi dell'Onnipotente. Chiedigli di darti fede, speranza e amore, così come una tranquilla forza per accettare tutto ciò che il giorno che viene ti può portare - le sue difficoltà e suoi problemi. Chiedigli di benedire le tue fatiche.

Chiedigli aiuto: per adempiere qualche particolare compito che hai di fronte; per stare alla larga da qualche particolare peccato. Se puoi, leggi qualcosa dalla Bibbia, soprattutto dal Nuovo Testamento e dai Salmi. Leggi con l'intenzione di ricevere qualche illuminazione spirituale, inclinando il tuo cuore alla compunzione. Dopo avere letto un poco, fermati a riflettere su quanto leggi, e quindi procedi oltre, ascoltando ciò che il Signore suggerisce al tuo cuore.

Cerca di dedicare almeno quindici minuti a contemplare spiritualmente gli insegnamenti della Fede e il profitto della tua anima in quanto hai letto.

Ringrazia sempre il Signore perché non ti ha lasciato perire nei tuoi peccati, ma si preoccupa di te e ti guida in ogni modo possibile al Regno Celeste.

Inizia ogni mattino come se avessi appena deciso di diventare un cristiano e di vivere secondo i comandamenti di Dio. Andando a fare i tuoi doveri, sforzati di fare tutto alla gloria di Dio. Non iniziare nulla senza preghiera, perché tutto ciò che facciamo senza pregare alla fine si rivela futile o dannoso. Le parole del Signore sono vere: "Senza di me, non potete fare niente."

Imita il nostro Salvatore, che ha lavorato aiutando Giuseppe e la sua tuttasanta  Madre. Mentre lavori, mantieni un buono spirito, affidandoti sempre all'aiuto del Signore. È cosa buona ripetere incessantemente la preghiera: "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di me peccatore."

Se i tuoi lavori hanno successo, rendi grazie al Signore; e in caso contrario, affidati alla sua volontà, poiché Egli si prende cura di noi e dirige tutto verso il meglio. Accetta tutte le difficoltà come penitenza per i tuoi peccati - in spirito di obbedienza e di umiltà.

Prima di ogni pasto, prega che Dio benedica il cibo e le bevande; e dopo il pranzo rendi grazie a Dio e chiedigli di non privarti delle sue benedizioni spirituali. È bene lasciare la tavola sentendo un poco di appetito. In ogni cosa, evita gli eccessi. Seguendo l'esempio dei cristiani antichi, digiuna il Mercoledì e il Venerdì.

Non essere avido. Sii contento di avere cibo e vestiti, imitando Cristo che si è impoverito per noi.

Sforzati di compiacere il Signore in tutto, in modo da non essere rimproverato dalla tua coscienza. Ricordati che Dio ti vede sempre, e così sii accuratamente vigilante per quanto riguarda i sentimenti, i pensieri e i desideri del tuo cuore. Evita anche i più piccoli peccati, per non cadere in quelli più grandi. Scaccia dal tuo cuore ogni pensiero o progetto che ti muove lontano dal Signore. Lotta specialmente contro i desideri impuri; scacciali dal tuo cuore come una scintilla di brace che cade sui tuoi vestiti.

Se non vuoi essere turbato da desideri malvagi, accetta mitemente l'umiliazione da parte degli altri.

Non parlare troppo, ricorda che per ogni parola detta dovremo rendere conto a Dio. È meglio ascoltare che parlare: nella verbosità è impossibile evitare il peccato. Non essere curioso di ascoltare novità, che non fanno altro che intrattenere e distrarre lo spirito. Non condannare nessuno, ma considera te stesso peggiore di tutti gli altri. Colui che condanna un altro sta prendendo su di sé i suoi peccati; è meglio lamentarsi per il peccatore, e pregare che Dio lo corregga a modo suo.

Se qualcuno non ascolta un tuo consiglio, non discutere con lui. Ma se i suoi atti sono una tentazione per gli altri, prendi misure appropriate, perché il bene di molti deve avere maggior peso di quello di una persona sola.

Non litigare mai, e non cercare scuse. Sii mite, quieto e umile; sopporta tutto, secondo l'esempio di Gesù. Egli non ti caricherà di una croce che eccede le tue forze. Ti aiuterà anche a portare la tua croce.

Chiedi al Signore di darti la grazia di compiere i suoi santi Comandamenti meglio che puoi, anche se sembrano troppo difficili da mantenere. Dopo aver fatto una grande impresa, non aspettarti gratitudine, ma tentazioni: l'amore per Dio è infatti messo alla prova da ostacoli. Non sperare di acquisire qualsiasi virtù senza soffrire amarezza. Nel mezzo delle tentazioni non ti disperare, ma rivolgiti a Dio con brevi preghiere: "Signore, aiuta... Insegnami a... Non lasciarmi... Proteggimi... " Il Signore permette tentazioni e prove; Egli ci dà anche la forza di superarle.

Chiedi a Dio di allontanare da te tutto ciò che ti riempie di orgoglio, anche se sarà una perdita amara. Cerca di non essere astioso, lugubre, brontolone, diffidente, sospettoso o ipocrita, ed evita la rivalità. Sii sincero e semplice nella tua attitudine.

Accetta umilmente le ammonizioni degli altri, anche se sei più saggio ed esperto.

Ciò che non vuoi che sia fatto a te, non farlo agli altri. Piuttosto, fai loro ciò che desideri che sia fatto a te. Se qualcuno ti visita, sii dolce nei suoi confronti, sii modesto, saggio, e a volte, a seconda delle circostanze, sii anche cieco e sordo.

Quando senti la pigrizia, o una certa freddezza, non lasciare il consueto ordine di preghiera e le pratiche di pietà che hai stabilito. Tutto ciò che fai nel nome del Signore Gesù, anche le cose piccole e imperfette, diventa un atto di pietà.

Se desideri trovare la pace, affidati completamente a Dio. Non troverai pace finché non ti rassereni in Dio, amando solo lui.

Di tanto in tanto isolati, seguendo l'esempio di Gesù, nella preghiera e nella contemplazione di Dio. Contempla l'amore infinito del nostro Signore Gesù Cristo, le sue sofferenze e la sua morte, la sua risurrezione, la sua seconda venuta e il Giudizio finale.

Visita la chiesa quanto più spesso possibile. Confessati più frequentemente e ricevi la santa Comunione. Facendo così dimorerai in Dio, e questa è la più alta benedizione. Durante la Confessione, pentiti e confessa onestamente e con contrizione tutti i tuoi peccati; il peccato di cui non ci si pente porta infatti alla morte.

Dedica le domeniche a opere di carità e di misericordia; per esempio, visita qualche ammalato, consola qualche afflitto, salva qualche perduto. Se qualcuno aiuterà i perduti a ritornare a Dio, questi riceverà una grande ricompensa in questa vita e nell'era ventura. Incoraggia i tuoi amici a leggere letteratura spirituale cristiana e a partecipare a discussioni su temi spirituali.

Che il Signore Gesù Cristo sia il tuo insegnante in tutto. Fai sempre riferimento a lui rivolgendo a lui la tua mente; chiediti: che cosa farebbe il Signore in simili circostanze?

Prima di andare a dormire, prega apertamente e con tutto il tuo cuore, ricerca e guarda i tuoi peccati del giorno trascorso.

Dovresti sempre spingere te stesso a pentirti con un cuore contrito, con sofferenza e lacrime, per non ripetere i peccati passati.

Andando a letto, fatti il Segno della Croce, bacia la croce, e affidati al Signore Dio, che è il tuo Buon Pastore. Considera che forse questa notte dovrai apparire di fronte a lui.

Ricorda l'amore del Signore nei tuoi confronti e amalo con tutto il tuo cuore, la tua anima e la tua mente.

Agendo in questo modo, raggiungerai la vita beata nel Regno della luce eterna.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con te. Amen.


http://padridellachiesa.blogspot.it/

lunedì 22 febbraio 2016

noi pazzi

Fair is foul, and foul is fair:
Hover through the fog and filthy air


Conoscete queste parole? Le pronunciano le streghe di Macbeth. In italiano in genere la prima frase è resa con “Bello è il brutto e brutto è il bello”, ma in inglese c’è una coincidenza linguistica per cui fair vuol dire sì bello, ma anche buono, giusto, corretto, e foul vuol dire sia brutto che turpe, osceno, scorretto. In quasi nessuna delle lingue c’è questa coincidenza, i greci hanno dovuto inventare la parola kagatos che nasce dall’unione di kalos+agatos per indicare la bontà e la bellezza unite. In italiano invece spesso per traslato “bello” si intende anche “buono”: “stasera mi mangio una bella pizza”. In ebraico invece questa coincidenza esiste: Tov significa bello/buono era brutto/cattivo. Quindi quando Dio nei sei giorni della creazione “vide che era cosa buona”, sta contemplando qualcosa di bello e buono insieme.
Qual è il significato originale del testo di Shakespeare?: le streghe dicono: “ciò che per voi è bello/buono, per noi è brutto/cattivo e ciò che per voi è brutto/cattivo, per noi è bello/buono.” Com’è possibile ciò lo spiega il verso seguente: solo passando attraverso la nebbia e l’aria mefitica si può scambiare il male col bene. Anche Dante dice che è entrato nella Selva oscura in un momento di annebbiamento: tant’era pien di sonno a quel punto … Colui che ci porta verso il male all’inizio mette in moto i meccanismi per confondere la vista e la comprensione di ciò che è bene per tramutarlo in male e viceversa, ma in seguito, quando la sua vittima si è abituata al male, si è corrotta, come direbbe Papa Francesco, la scelta del male al posto del bene è fatta in modo sempre più consapevole e, quel che è peggio, volontario. Il mondo, come lo chiama San Giovanni, quello che non ha conosciuto Dio, ha una visione completamente opposta a quella di Dio: il mondo giudica belle e desiderabili tutta una serie di cose che sono male agli occhi di Dio.
Senza volervi tediare con il discorso sui trascendentali, sappiate però che sono alla base di quanto sto per dire ora, sappiamo che la natura di Dio è la bellezza e la bontà, ma anche che la via della salvezza dell’umanità scelta da Lui passa attraverso la bruttura e la repulsione: “il più bello dei figli dell’uomo” diventa colui che “non ha né apparenza né bellezza”: “Due flauti suonano in modo diverso, ma uno stesso Spirito vi soffia dentro. Dice il primo: “Egli è il più bello tra i figli degli uomini” (Sal 45,3); e il secondo, con Isaia, dice: ‘Lo abbiamo visto: non aveva più né bellezza, né decoro’ (Is 53,2). ‘Egli non aveva bellezza né decoro’ per dare a te bellezza e decoro. Quale bellezza? Quale decoro? L’amore della carità, affinché tu possa correre amando e amare correndo… Guarda a Colui dal quale sei stato fatto bello”. Sant’Agostino, In lo. Ep., IX, 9.
Così come sono unite in Dio, così anche nella storia della salvezza la bellezza deve essere unita alla carità per non essere mero fattore estetico, guscio vuoto (e non ultimo strumento del male, perché tutto può essere pervertito, la bellezza come la verità). Quindi Gesù è bellissimo nel momento in cui è sfigurato:
1_grunenwald
2_Crocifisso-di-San-Damiano
Il crocifisso di Grunenwald ed il crocifisso di San Damiano ci mostrano come l’arte cristiana ha sempre cercato di mostrare i due aspetti del sacrificio della croce: l’orrore e la bellezza, che però non possono essere visti contemporaneamente, un po’ come i due lati di una moneta.
Il mondo non considererà mai belli e desiderabili il sacrificio, la rinuncia, il nascondimento, il dono di sé che invece sono belli agli occhi di Dio perché frutto della carità. Mentre invece l’autoaffermazione, l’appropriazione, l’apparenza, l’autoconservazione sono brutti agli occhi di Dio perché sono frutto della mancanza di carità.
Quindi per questo ciò che è sapiente agli occhi del mondo è stoltezza agli occhi di Dio e ciò che è sapiente agli occhi di Dio è stoltezza per il mondo: “E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.” I Cor 1, 22-24
La novità del cristianesimo è la rivelazione della pazzia di Dio, Dio è pazzo, poiché esce dalla sua impassibile trascendenza per mescolarsi alle nostre gioie, alle nostre pene, alla nostra disperazione. Il tema dell’amore ‘folle’ di Dio affiora dovunque nel Nuovo Testamento. Se la creazione rivela la sapienza di Dio, l’incarnazione per la nostra salvezza rivela il suo amore pazzo per noi. Il Crocifisso per amore è il segreto di ogni follia. Il Dio incarnato discende nella morte per prendere tutti gli uomini nella follia del suo amore. Con gli occhi bendati, schiaffeggiato, schernito, coperto di sputi, rivestito di una porpora da beffa, coronato di spine, re per burla, ecce homo, ecce deus: un pazzo in verità!
in quale modo si può rispondere a questa pazzia di Dio? Essendo pazzi come Lui: Gli Apostoli lasciano tutto e lo seguono e come loro nei secoli i martiri, i monaci, i re, i frati, i missionari … Chi segue Cristo è sempre giudicato pazzo.
Ma esiste una particolare vocazione alla pazzia che è tipica della spiritualità russa: il “pazzo in Cristo”, lo “jurodivyj” è l’uomo che risponde con tutto il suo essere alla follia di Dio, che entra anche lui nella «stoltezza della croce», che diventa pazzo per amore di Cristo. Il pazzo in Cristo s’identifica con Cristo oltraggiato, crocifisso, eppure risorto: egli vive già nel Regno e denuncia l’orgoglio, l’odio e la menzogna di ‘questo mondo’. Prende alla lettera le Beatitudini e il Discorso della montagna, tutta quella insopportabile follia: la terra donata ai miti, la gioia ai perseguitati e I’offrire la guancia sinistra quando siamo colpiti sulla destra, in tre parole: amare i nemici.
Il pazzo in Cristo rivela possibile l’impossibilità del cristianesimo. È  un massimalista cristiano, è uno che sotto l’apparenza di una finta pazzia vive il Vangelo alla lettera, povero e senza un rifugio. Non entra nelle le chiese se non per farvi scandalo, vive nei rifiuti della città, nella sua più compromettente o più pericolosa marginalità, con i cattivi e le donne di cattiva condotta …
Serapione, Simeone, Nicola e Teodoro, Xenia sono alcuni dei Pazzi in Cristo russi. Tra di loro c’era chi girava nudo e alla domanda «Chi ti ha svestito così?» «E’ lui» rispose Serapione, indicando il Vangelo che aveva tra le mani. C’era chi si vestiva con un’uniforme militare e diceva di chiamarsi come il marito defunto  (Xenia). C’era chi correva sul fiume e si azzuffava per far capire quanto futili e meschine fossero le beghe tra due città vicine  (Nicola-Testa-di-Cavolo e Teodoro). C’era chi dava scandalo in chiesa, bombardando ad esempio le donne con le nocciole o entrava nei loro bagni pubblici (Simeone). C’era chi prendeva sassate le case dei buoni e baciava le mura delle case dei cattivi (indovinate perché…) Ma grazie queste pazzie, che avevano solo lo scopo di far vedere il mondo sotto un’altra prospettiva, cioè come lo vedevano loro: sottosopra (e quindi nel modo corretto direbbe Chesterton …), i Pazzi in Cristo riuscivano a fare degli atti di carità impossibili agli altri: c’era chi dava l’elemosina ad un mercante ben vestito e ingioiellato
( si scoprirà che era tutto quello che possedeva, avendo perduto tutto e vergognandosi di chiedere la carità), c’era chi andava a trovare una prostituta generando i peggiori sospetti (le aveva portato da mangiare perché sapeva che era rimasta da tre giorni senza cibo), c’era chi di notte trasportava i mattoni in cima ad una impalcatura per facilitare il lavoro agli operai il giorno dopo …
Eccoli:
San Serapione
San Serapione
San Basilio di Mosca
San Basilio di Mosca
Santi Nicola e Teodoro
Santi Nicola e Teodoro
Santa Xenia_1
Santa Xenia 1
Santa Xenia_2
Santa Xenia 2
Il bello è che i pazzi in Cristo, sia gli jurodivyj veri e propri che i cristiani che cercano solo di essere tali, generano spesso incomprensione anche tra gli stessi cristiani. In questo bel film, che vi consiglio, L’isola di Pavel Lungin, un monaco russo non riconosce uno jurodivyj che vive con lui nello stesso monastero e si lamenta delle sue pazzie…, ma alla domanda “Perché Caino ha ucciso Abele?” non sa rispondere, ovvero, conosce la risposta perché l’ha studiata, ma non ha fatto l’esperienza di aver ucciso un innocente, come invece il suo fratello pazzo ha fatto e sta cercando di espiare seguendo la via della pazzia.
In questo spezzone del film guardate i primi minuti almeno fino alla domanda dell’abate: “E tu lo sai?” se poi vi piace continuate pure :-)
Siccome sono una pericolosa estremista, credo che al mondo si possa solo essere pazzi, e l’unica scelta che abbiamo è per chi essere pazzi.
9_I am fool for Christ