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venerdì 3 marzo 2017

Nessuna bara, solo una tavola ...






Seppellimento in comunità certosina. Nessuna bara, solo una tavola e povere bende, un sudario. Il più anziano avanza, portando la croce da affiggere sul terreno: polvere sei e polvere ritornerai. Riconsegnano alla terra il corpo del confratello, nella semplicità di una famiglia. Sprazzi di verissimo cristanesimo.

giovedì 2 marzo 2017

Nessun malato sarà più al sicuro


Articolo di Francesco Farri, avvocato a Firenze

Nessun malato sarà più al sicuro con la legalizzazione delle dat/eutanasiaE’ ingenuo pensare che la legalizzazione dell’eutanasia sia una questione di diritti civili e di rispetto della libertà dei singoli individui che vogliono morire senza soffrire. La legalizzazione dell’eutanasia individuale volontaria è solo un passaggio intermedio per forme di eutanasia generalizzate e obbligatorie. 

L’obiettivo che si pone la legalizzazione dell’eutanasia è quello di ingenerare nella popolazione la convinzione che scegliere l’eutanasia sia una sorta di “dovere morale” nel momento in cui la persona comune non è o non si percepisce più come utile per la collettività e, quindi, si sente un peso per gli altri e per il sistema sanitario pubblico. Gli esempi delle società eutanasiche avanzate, come l’Olanda, sono univoci nel senso di favorire e apprezzare le richieste di eutanasia spinte dalla scelta di non gravare sulla collettività. Il passaggio ulteriore è la negazione dei trattamenti sanitari gratuiti a carico del sistema sanitario per chi si ostina a voler sopravvivere in una condizione di vita comunemente ritenuta non degna: perché mai sottrarre risorse pubbliche per questi “egoisti”? Risulta, in definitiva, fin troppo chiaro che l’ideale libertario dietro alle pressanti istanze di legalizzazione dell’eutanasia, che viene agitato per indurre a commozione gli spettatori, è uno specchietto per allodole. Un macabro specchietto per indurre più allodole possibile a togliere il disturbo (in termini di costi sanitari, di assistenza, di pensioni ecc.) quan non sono più utili. 

Anche nei risultati pratici immediati, peraltro, la legalizzazione dell’eutanasia individuale volontaria è una questione che attiene alla sicurezza e all’affidamento di tutti. Anche dei malati che vorrebbero sopravvivere. Perché, fino ad oggi, il malato che giunge in una struttura di cura ha la sicurezza che il personale sanitario è tenuto a far tutto quanto ragionevolmente possibile per salvargli la vita: è sicuro che, se avverrà il contrario, il personale sanitario potrà essere perseguito. Se verrà legalizzata l’eutanasia, questa basilare sicurezza verrà a mancare, per tutti i malati: anche per quelli che vorrebbero continuare a sopravvivere.  

Il disegno di legge che sta per essere approvato in Italia sulle d.a.t., asettico nomignolo che l’italica creatività ha escogitato per legalizzare l’eutanasia senza dirlo, ne è una eclatante – ed agghiacciante – conferma. 

Infatti, l’articolo 3 prevede la possibilità che “ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi, può esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari ivi comprese le pratiche di nutrizioni e idratazione artificiali“. 

Visto che la dichiarazione preventiva può prevedere sia il consenso che il rifiuto dei trattamenti sanitari salva-vita, cosa avviene quando la dichiarazione preventiva non viene rilasciata e il malato giunga in stato di incoscienza? Dovrà presumersi il consenso (e quindi i medici dovranno far tutto quanto ragionevolmente possibile per salvargli la vita) oppure il rifiuto (e quindi i medici dovranno sopprimerlo)?
Si dirà, naturalmente, che dovrà presumersi il consenso. In realtà, la legge lascia intendere il contrario. Del resto, se il consenso doveva ritenersi presunto, perché mai lo si prevede come possibile oggetto delle d.a.t. al pari del rifiuto? E’ vero, al riguardo, che la legge mantiene (art. 1, comma 8) un fugace riferimento all’assicurazione dei trattamenti sanitari indispensabili nei casi di emergenza e urgenza, ma è anche vero che si specifica come ciò valga pur sempre “ove possibile nel rispetto della volontà del paziente” e che il medico va esente da responsabilità civile o penale soltanto quando rispetta la “volontà espressa dal paziente” (art. 1, comma 7). 

Ciò significa, all’evidenza, che se una persona ha dichiarato in anticipo di rifiutare certi trattamenti, giunge incosciente in ospedale e il medico gli salva la vita a costo di creare i presupposti per una qualità della vita che la persona riteneva indegna, il medico rischia di pagare personalmente in termini di responsabilità civili e penali. 
E si dovrà, quindi, immaginare che prima premura del medico di fronte a un incosciente non sia quella di curarlo al  meglio, ma di attaccarsi al telefono o alla banca dati informatica per tutelarsi e verificare se abbia rilasciato o meno testamento biologico.

Se verranno legalizzate le d.a.t., quindi, quando entrate in ospedale con la speranza di sopravvivenza non fatevi il segno della Croce soltanto per affidare a Dio la salute: fatelo anche perché non vi capitino sanitari che, non essendo certi che vogliate curarvi, nel dubbio vi lascino morire per non aver grane.

http://www.centrostudilivatino.it/nessun-malato-sara-piu-al-sicuro-con-la-legalizzazione-delle-dateutanasia/

giovedì 27 ottobre 2016

morti da bruciare

Principiis obsta

È evidente che scopo dell’istruzione è quello di limitare i danni di un’incauta e poco lungimirante decisione presa oltre cinquant’anni fa.
 
 
 

Martedí scorso è stata resa nota, con una conferenza stampa del Card. Gerhard Müller, l’istruzione della Congregazione per la dottrina della fede Ad resurgendum cum Christo circa la sepoltura dei defunti e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione, che reca la data del 15 agosto 2016. Il documento è stato presentato dai media e — va detto — è stato accolto anche da molti cattolici come se introducesse delle novità nella prassi della Chiesa in materia. In realtà l’istruzione non modifica in alcun modo l’atteggiamento della Chiesa nei confronti della cremazione. Se una novità c’è stata in questo campo, essa fu introdotta dall’istruzione del Sant’Uffizio Piam et constantem del 5 luglio 1963, con la quale si disponeva che non fossero piú negati i sacramenti e le esequie a coloro che avessero chiesto la cremazione, a condizione che tale scelta non fosse voluta «come negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario, o per odio contro la religione cattolica e la Chiesa» (posizione successivamente recepita dal nuovo Codice di diritto canonico del 1983). Un intervento, quello del 1963, che non cambiava nulla sul piano dottrinale, ma si limitava a modificare la prassi pastorale. Si tratta, se vogliamo, del primo segnale di una tendenza che avrebbe poi dilagato nella Chiesa. Può essere quindi utile riflettere, a posteriori, sulle conseguenze, talvolta devastanti, che possono avere certe scelte a torto considerate puramente pastorali e quindi dogmaticamente innocue.

La nuova istruzione, riaffermata la fede cristiana nella risurrezione e confermata la preferenza per la tradizionale prassi della sepoltura, cerca di mettere alcuni paletti a una pratica, quella della cremazione, che si va sempre di piú diffondendo anche fra i cattolici e sta assumendo, come era prevedibile, contorni ogni giorno piú preoccupanti. I paletti sono:
1. «le ceneri del defunto devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nel cimitero o, se è il caso, in una chiesa o in un’area appositamente dedicata a tale scopo dalla competente autorità ecclesiastica» (n. 5);
2. «la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita»; in casi eccezionali, l’Ordinario «può concedere il permesso per la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica. Le ceneri, tuttavia, non possono essere divise tra i vari nuclei familiari e vanno sempre assicurati il rispetto e le adeguate condizioni di conservazione» (n. 6); 
3. «per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista, non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti» (n. 7);
4. «nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie, a norma del diritto» (n. 8).
Penso che tutti possiamo trovarci d’accordo su queste norme: è il minimo che si possa esigere. Già alcune conferenze episcopali, fra cui quella italiana, erano intervenute nel medesimo senso sulla questione. Ora la Congregazione per la dottrina della fede estende a livello universale le misure che erano state adottate a livello locale. Non si può perciò che elogiare questo quanto mai opportuno intervento della “Suprema”. 

È evidente che scopo dell’istruzione è quello di limitare i danni di un’incauta e poco lungimirante decisione presa oltre cinquant’anni fa. È proprio il caso di ripetere qui l’adagio ovidiano Principiis obsta: sero medicina paratur quum mala per longas convaluere moras (“bisogna contrastare la malattia ai primi sintomi; è troppo tardi correre ai ripari quando, dopo aver a lungo tergiversato, la malattia si è ormai irrimediabilmente aggravata”). Inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. 

Mi ero già occupato di cremazione nel novembre del 2009 (qui e qui), in occasione dell’approvazione del nuovo rito delle esequie da parte dei vescovi italiani. Sono passati sette anni, ma ritengo che le considerazioni che facevo in quella sede siano tuttora sostanzialmente valide. Non merita quindi ripetersi. In quei post però toccavo un altro aspetto che viene completamente ignorato dalla nuova istruzione, ma che a me non sembra per nulla irrilevante: l’aspetto commerciale. Di fatto la cremazione è diventato un business, non solo per le agenzie che la praticano, ma talvolta anche (come si accennava in quei post) per la stessa Chiesa. Beh, dire una parola anche su questo aspetto non sarebbe stato, secondo me, fuori luogo. Come giustamente si fa notare l’incongruenza tra la scelta della cremazione per motivi economici e la trasformazione delle ceneri in gioielli (n. 7: «per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione»), forse non sarebbe stato male evidenziare pure la contraddizione insita nel giustificare la cremazione con motivi economici e poi trasformarla in una fonte di lucro. Per non parlare dello scandalo che certi comportamenti provocano da parte di una Chiesa che ambisce a essere, e apparire, “povera”. 
 
http://querculanus.blogspot.it/2016/10/principiis-obsta.html

lunedì 23 maggio 2016

p. Lombardi e Pannella

3 riflessioni sulla morte di Marco Pannella


di Corrado Gnerre
            
Prima riflessione: La storia riserverà sorprese all’intellighenzia

Ci siamo mai chiesti perché quando si studiano i fatti storici, è facile conoscerli, anche analizzarli, sicuramente non è difficile poterli categorizzare, cioè collocarli all’interno di una visione più ampia della storia, ma è sempre estremamente difficile poter conoscere tutte le loro cause? Il che non vuol dire che non se ne possa conoscere nessuna, né tantomeno non si possa conoscere quella che può essere identificata come la causa principale.


Ebbene, questa difficoltà è il segno manifesto che la storia ha un mistero in sé; è fondata sul mistero e in un certo qual modo strutturata su di esso. Ma perché questo? Perché al centro della storia ci sono le scelte individuali che sono prerogative di ognuno e non solo dei potenti, dei famosi, di coloro che gestiscono situazioni importanti. E così la Storia, che è in sé mistero, riserverà anche grandi sorprese.

La dottrina cattolica ci dice che oltre al giudizio particolare, che toccherà ad ognuno subito dopo la morte, ci sarà anche quello universale. Quest’ultimo però non sarà una sorta di giudizio nuovo, nel senso che potrebbe avere un esito diverso da quello particolare, no: si tratterà di una conferma del primo. Se l’anima è stata condannata alla dannazione dell’Inferno, continuerà a restare all’Inferno per l’eternità. Se l’anima è stata premiata alla beatitudine del Paradiso, continuerà per l’eternità a godere del Paradiso. Ma allora – verrebbe da chiedersi - perché c’è il giudizio universale? La risposta è molto semplice: perché Dio esige che vengano messi “i puntini sulle i”, cioè che la Giustizia trionfi …e trionfi dinanzi a tutti; ecco perché quel giudizio sarà “universale”, cioè riguarderà tutti, dinanzi a tutti. Il santo, anche se nascosto, anche se semplice, dovrà essere dinanzi a tutti glorificato; così il reprobo, anche se famoso, lodato e osannato dal mondo, dovrà essere, dinanzi a tutti, riprovato.

E così con il giudizio universale si vedranno crollare stazioni ferroviarie, aeroporti … e anche corsi, viali, piazze … nel senso che si capirà quanti di quei personaggi a cui sono stati intitolate stazioni, aeroporti, piazze e strade hanno completamente fallito la loro esistenza. Mentre tanti uomini sconosciuti, povere madri che si sono sacrificate nel loro nascosto lavoro quotidiano, poveri padri che hanno fatto il loro dovere per amore di Dio e della famiglia, bambini innocenti la cui sofferenza è stata preziosa per compensare i peccati contro Dio, sconosciuti a cui il mondo non ha tributato nessun onore, verranno glorificati perché hanno completamente realizzato la loro esistenza.

Perché queste considerazioni? Perché la morte di Marco Pannella ci porta di suo a farle. Fermo restando che non siamo certo noi a dover giudicare la sua anima (anzi, a noi resta l’obbligo di affidarla alla misericordia di Dio) … fermo restando questo, la morte del leader radicale ci conduce a queste riflessioni. La società italiana e la sua intellighenzia si sta prostrando dinanzi alla fresca memoria del defunto, eppure si tratta di colui, che politicamente, più di ogni altro, ha contribuito affinché l’Italia smarrisse la sua reale identità per disgregarsi nella dissoluzione morale e giuridica più tragiche.


Seconda riflessione: La gravissima responsabilità della Chiesa Ma non solo a questa riflessione ci conduce la morte di Pannella. Purtroppo c’è anche dell’altro. Quello che è stato detto da p. Lombardi in una sorta di dichiarazione ufficiale della Sala Stampa vaticana è scandaloso, nel senso letterale del termine, cioè nel senso di dare “scandalo”.

Non mi riferisco tanto all’affermazione secondo la quale nelle varie azioni politiche di Pannella ci sia stato anche qualcosa di buono. Non si tratta di questo, anche perché – si sa - il male assoluto non esiste; anzi, la pericolosità del male sta proprio nel fatto che ha in sé anche qualcosa che male non è; ovviamente ciò non basta: se in un  bicchiere di cianuro gettiamo una goccia di acqua limpida di montagna, certamente nel bicchiere non c’è più solo il cianuro, ma non per questo il cianuro non è più letale… ma dicevo: il problema non sta tanto in quella affermazione, quanto nell’aver completamente taciuto la responsabilità morale del personaggio, le sue gravissime azioni politiche contro la famiglia, contro la vita, contro i giovani, contro la Civiltà.

Io non amo il linguaggio irrispettoso, figuriamoci nei confronti di chi è stato investito da Dio di un’autorità importante. Ma questo non solo non mi impedisce, anzi mi rafforza nell’idea che le persone vadano messe dinanzi alle loro responsabilità, le quali, più aumenta l’autorità, più diventano gravi. Nel caso di uomini di chiesa aver parlato in questi termini di Pannella, tacendo ciò che egli ha fatto, significa assumersi una responsabilità gravissima dinanzi a Dio. La Verità non va mai taciuta, e non solo perché ha i suoi diritti, ma anche per la salvezza delle anime. Quante persone, sentendo le parole di p. Lombardi, potrebbero facilmente pensare che tutto sommato le politiche di Pannella siano state in un certo qual modo compatibili con la Legge Naturale e quindi con la Legge di Dio? Chi si è cronicizzato nell’errore, potrebbe facilmente trovare conferma per non cambiare opinione; e chi pensa tendenzialmente in maniera corretta potrebbe essere indotto a convincersi che tutto sommato certe questioni (divorzio, aborto, eutanasia, liberalizzazione di alcune pratiche pedofile, liberalizzazione delle droghe …) non sono poi tanto importanti.
Insomma, non riconoscere e mettere in pratica le opere di misericordia (in questo caso spirituale), soprattutto da parte di chi di dovere, è grave mancanza di cui si dovrà rendere conto a Dio.


Terza riflessione: Pannella “icona” dell’errore liberale Un’ultima riflessione. Se proprio a Pannella si vuole riconoscere un “merito” storico, questo è ovviamente nel male. Egli amava definirsi. “liberale, libertario e liberista”. Ebbene, egli ci ha fatto capire quanto non sia possibile arrestarsi ad una posizione “liberale” senza sfociare in quelle “libertaria” e “liberista”.
Se, come si fa con l’ideologia liberale, si nega il valore vincolante della Verità che giudica tutto, anche la libertà; anzi si pretende affermare che è questa (la libertà) a dover giudicare ciò che è vero e ciò che è falso, riducendo tutto ad opinione personale; allora la libertà diventa anche criterio della prassi e quindi oltre a ciò che è vero e ciò che è falso potrà giudicare anche ciò che è giusto e non ciò che non è giusto, riducendo tutto al desiderio individuale e agli istinti più sfrenati. Ed ecco l’essere libertario. Da qui il passaggio al liberismo economico è facile: se non c’è una verità né una morale oggettive, ma esiste solo l’opinione e il desiderio personale, allora l’unico criterio diventa l’utilitarismo che in chiave economica non può che sostanziarsi nella deriva liberista.


Insomma possiamo dire che Pannella sta al nostro tempo come già de Sade stette all’Illuminismo. Come il riprovevole marchese francese seppe visibilmente e intellettualmente portare alle estreme conseguenze le istanze illuministiche, così il leader radicale ha saputo, altrettanto visibilmente e intellettualmente, portare a compimento le radici del pensiero liberale.

Dio è verità, Bontà e Bellezza

venerdì 19 febbraio 2016

IL CORPO E L’ANIMA



U CUORP’ E L’ANIMA

U cuorp è na cos important,
ma è nu bene comun,
u ten’n tutt quand
pur ci jè nulla tenent,
anz’.. jè l’unica proprietà
d’ ci non ten nient.
U cuorp quann stà in salut
non è mangh esigend,
dop mangiàt , e dop ch’è v’vut
abbast, è già cundend,
e ci pot tra nand fascenn poch 
magar .. proprij nient,
ancora megh,
non s’add’ accir 
tropp’ d’ fatij,
quindi….. per cui….
stà proprij ‘ngraziar Dij,
e non s’ lament
ca sacc’!.. com n’ ven
quann iav puntualment

culazion pranz e cen?
Ma l’anima però iè nata cos,
l’anim va studiat,
vol’ess approfondit,
jè n’attrezz tropp complicat, 
e ci no statt attiend 
t’ cumpl’chesc’ a vit.
Tra janim e cuorp
‘ngè conflitt d’interess,
u cuorp ten u cirviedd,
non è mich fess:
allor, tant privazion, 
sacr’fic’ ,e fatij
giustament , no ’n’ vol faj , 
cudd u sap ca qua ci ng’è iosc’
non ng’è quann e craj” 
L’anim invec sap
d’ jess immortal,
e sap pur ca st’ appìs:
abbàsc’ ‘ngè u ‘nfiern
e da sop u paravìs,
allor ten’ interess 
a dars chiù da faj ,
p’cchè potrebb’ scenn
invec d’ ‘nghianàj. 
Non c’è proprij rimedij 
ce brutta situazion! 
A pov’ra gent
a ci adda da raggion?
Sia l’anim ca u cuorp 
fann na person,
e allor a iess prudent,
ca cenga tu fa fa

iun o l’at ,rimmarrà scundent.
Allor a soluzion , j penz 
Ca Jè nel tuo comportament,
da com camp’
tutt da dà d’pend’: 
a fa in mod ca quann u cuorp ,
arriv a trà l’ut’m’ r’spir’
non g’ adda chiang’ assà ,
e l’an’m non tant s’adda rir.

Andrea Tuzio

sabato 31 ottobre 2015

Per i cari defunti

CHE VALORE HA LA PREGHIERA DI SUFFRAGIO PER I NOSTRI DEFUNTI? 

UN AMICO DOMENICANO RISPONDE




1. Il dolore di qualunque persona non ci può lasciare insensibili.

2. È molto consolante il pensiero che tutto quello che con infinito affetto hai fatto per un tuo caro il Signore l’ha ritenuto fatto a sé. Non tanto per il merito (pure esso importante), ma per la gioia di aver fatto qualcosa per il Signore.

3. Il Catechismo della Chiesa Cattolica a proposito dei defunti dice che "la nostra preghiera per loro non solo può aiutarli, ma può anche rendere efficace la loro intercessione in nostro favore" (n. 958).
Pertanto la nostra preghiera, mentre alimenta una comunione di vita che ci è preziosa, ha una duplice efficacia: aiuta le loro anime a purificarsi, e giova a noi perché è come se aprissimo un varco tra noi e loro che ci permette di sentire quanto sia potente la loro intercessione davanti a Dio a nostro favore.
Dobbiamo sapere che le preghiere e i meriti della loro vita precedente stanno sempre in atteggiamento di supplica davanti a Dio per noi.

4. Portare un fiore sulle loro tombe è una testimonianza di fede nella comunione di vita che c’è tra noi e loro.
Sappiamo che ai nostri morti la vita non è tolta, ma trasformata, come dice la Liturgia della Chiesa.
Portare un fiore è un segno di affetto che senza dubbio è gradito a Dio ed è gradito anche ai nostri morti che dall’aldilà possono apprezzare il nostro gesto.

5. Ma indubbiamente vi sono altri fiori, ancor più preziosi che noi possiamo loro donare.
E questi fiori sono costituiti dalla celebrazione della S. Messa per loro e dalle altre opere di suffragio.

6. A questo proposito il Catechismo ricorda “la preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: «Perciò Giuda Maccabeo fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato» (2 Mac 12,45)” (n. 1032).
E afferma che “fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio.
La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti” (CCC 1032).


7. Ti esorto a largheggiare più che puoi nel donare soprattutto questi fiori, che non diventano mai vecchi e il cui merito dura in eterno. 
Padre Angelo


Preghiera per i defunti

Inno Acatisto per il soccorso delle anime dei Defunti



Questo particolare inno acatisto può essere recitato in chiesa o a casa, in spirito di pietà, tanto da laici quanto da uomini ordinati, per soccorrere le anime dei defunti e aiutarli nella Scala della Prova.

Stanza 1
 O Signore, secondo i tuoi disegni i quali sono oltre gli obiettivi che il mondo ha progettato per portare alla gloria eterna, Tu che determini la causa e l'ora della morte di ciascuno fra gli uomini, concedi a tutti coloro che dall'inizio del Tempo sono morti in Te il perdono dei peccati commessi in questo mondo, si aprano per loro le tue braccia paterne e accoglili nella luce eterna e nella gioia.
E noi che, in questo giorno, la memoria dei morti noi serbiamo, cantiamo a te:
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 2
Signore, dopo aver salvato Adamo e tutta l'umanità dal supremo annientamento, hai mandato il tuo Figlio Unigenito in questo mondo e Lui, con la sua croce e risurrezione, ci ha aperto il percorso verso la vita eterna.
Abbiamo fede, Signore, nella tua infinita misericordia e guardiamo con fiducia al Regno eterno; La tua gloria per noi stessi e per coloro che ci sono cari e che già sono addormentati in Te.
E così preghiamo: Dai, o Signore, gioia alle anime che hanno concluso le lotte senza fine nella vita e fai dimenticare i dolori e le afflizioni che hanno vissuto.
Dalle altitudini della Tua dimora, sentili come un Padre amorevole, ascolta i tuoi figli e di’ loro, “i vostri peccati vi sono perdonati”.
Ricevili, o Signore, nella tua casa, in modo che possano vivere felici per sempre, tramite la condivisione della Gloria divina.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.
  
Stanza 3
 Illuminato dallo Spirito del Signore Onnipotente, San Macario uno giorno sentì una voce dal cranio squarciato  di un defunto pagano, morto da tempo, e che gli diceva “Quando pregate per coloro che soffrono le pene dell'inferno, noi come pagani  sentiamo sollievo dalla nostra sofferenza."
Che meraviglia questo potere della preghiera cristiana che porta la luce anche nell’Ade! Tutti, credenti e non credenti, ricevono consolazione e sollievo quando gridiamo: Alleluia!

Stanza 4
 Isacco il Siro una volta ha detto: "Un uomo con un cuore compassionevole prega ogni momento della sua vita, con compunzione e lacrime, per gli uomini, gli animali e tutte le cose che si muovono sulla terra, e  sono protette e purificate."
In questo stesso modo, tutti noi preghiamo il Signore di dare assistenza a coloro che si sono addormentati e diciamo: "Donaci, Signore, quanto chiediamo tramite il dono della preghiera urgente per coloro che non sono più; prendi i peccati di coloro che, nonostante la nostra indegnità, ci hanno chiesto di intercedere per loro,  perdona tutti i peccati commessi e per i quali si sono dimenticati di chiedere perdono. Ricordati, Signore, di quelli che si sono addormentati e nessuna preghiera li ha accompagnati alla dimora perenne. Apri loro, Signore, le porte del tuo regno. Ricordati anche di coloro che sono morti improvvisamente nel dolore o nella gioia.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 5
 Noi che siamo responsabili di tutti i mali del mondo, la frustrazione dolorosa di ciò che è non ha ricevuto il dono della parola, la malattia e la sofferenza di bambini innocenti, noi che abbiamo, dal peccato originale ha distrutto la meravigliosa armonia della creazione, a Te, Signore Gesù Cristo, il più innocente di tutti i martiri, poiché sei l'Unico che può assolvere ogni cosa, abbiamo il coraggio di dire:
Signore, rinviare per i peccati del mondo, dà alla creazione la sua armonia originale in modo che gli uomini, vivi e morti possano compartecipare alla tua Gloria immensa cantando: Alleluia!

Stanza 6
 Signore Dio nostro, luce soffusa, Redentore del mondo, Dio dell'Amore ineffabile che avvolgi l'Universo, sentiamo nei nostri cuori la meravigliosa preghiera che si avvicina al Padre tuo cui Tu dalla Croce ti rivolgi, e dici per chi ti ha condannato, "Padre, perdonali."
E noi, confidando nella pienezza della tua misericordia, osiamo dire: Padre che sei nei cieli, concedi l’eterno riposo per i tuoi e nostri nemici. Perdona, o Signore, chi sparge sangue innocente, coloro che hanno subìto nella loro vita e coloro che hanno costruito per la loro prosperità nel mondo rovinando con la miseria e la sofferenza gli altri. Non condannare coloro che parlano contro di noi o quelli che calunniano, ma, a vantaggio di coloro che abbiamo danneggiato inavvertitamente, pregando ti offriamo per tutti loro a concedere un vero sacramento della riconciliazione con Te a tutti gli addormentati in attesa della Tua Venuta.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 7
 Concedi, o Signore, l’eterna salvezza a tutti coloro che hanno lasciato questa vita nella sofferenza, a coloro che sono periti di una morte violenta, uccisi, sepolti vivi, alle vittime di incidenti o calamità naturali, annegati, bruciati, distrutti, mangiati; a coloro che sono morti di privazione, a causa di fame, sete, povertà.
A causa della loro fine dolorosa, o Signore, dona loro la gioia eterna affinché essi benedicano le sofferenze che hanno tragicamente sopportato come espiazione dei loro peccati e cantino così: Alleluia!

Stanza 8
Condona, o Signore, un favore speciale a coloro che si sono addormentati in Te in gioventù, a quelli che, durante la loro vita, hanno accettato la loro sofferenza come Cristo ha accettato la sua passione, e quelli che, nella loro vita su questa terra, non hanno sperimentato la gioia.
Concedi, o Signore, un favore speciale a coloro che hanno lasciato questa vita in prigione, o esausti per il lavoro che sono stati costretti a fare.
Apri, o Sempre Eterno, il tuo paradiso ai vergini e ai bambini innocenti, dai loro la gioia di partecipare alla tua Mistica Cena.
Dà consolazione, Signore, ai genitori che piangono i loro figli che hai chiamato a te e quelli che non hanno ricevuto la grazia di portare al mondo dei figli e non hanno una loro famiglia che prega per loro. E fai, Signore, che i loro peccati siano cancellati dallo splendore della tua gloria e dall'abbondanza della Tua misericordia.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 9
invia su di noi, Signore, dei segni che ci permettano di vedere la fine della nostra vita in modo da preparare noi stessi attraverso il pentimento e la penitenza al nostro ultimo viaggio. Per la tua grazia, scompaiano in noi la vanità delle cose del mondo visibile, le passioni ei tormenti, e la mente disordinata comprenda e si plachi.
Si riveli la verità eterna e gli uomini, gravati dal peso dei loro peccati e dall’incredulità, confessino, sulla soglia della morte, la Tua esistenza.
E implorino la tua grande misericordia, cantando: Alleluia!


Stanza 10
O Signore, Padre di ogni consolazione, tu che hai fatto il sole per illuminare il mondo, Datore di prosperità da tutti i frutti della terra, porta a coloro che ti amano e coloro che ti odiano gioia e speranza, con la dolcezza delle tue parole.
Crediamo, infatti, che, al di là del sepolcro, la tua infinita misericordia accoglierà tutti i peccatori e perfino quelli abbandonati e respinti da tutti.
Il nostro cuore è nel dolore, quando vediamo i malvagi sfidare la tua Santità per la loro abominevole voglia di sacrilegio; Tuttavia, Signore, salvali comunque dal loro abbassamento verso la tua santa volontà, per la pienezza di tua misericordia.
Concedi il perdono, Signore, a coloro che sono morti senza essersi pentiti dei loro peccati. Ricordati anche di coloro che, in un momento di incoscienza, hanno volontariamente finito i loro giorni. Fa' che la fiamma che brucia i loro peccati si estingua nell'oceano della tua misericordia.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 11
L'oscurità che ha colpito le anime lontane da Dio ci fa rabbrividire di terrore, sono terribili il tormento e il rimorso che straziano la coscienza, i gemiti, lo stridore di denti e la sofferenza di coloro che sono immersi nelle fiamme eterne dell'inferno.
Tremo a conoscere un simile destino, e come io prego per me, io prego per coloro che soffrono i tormenti terribili dell'Ade.
Signore fa che la nostra preghiera scenda su di loro come la rugiada del mattino scende sulla terra; e a Te cantiamo con piena voce: Alleluia

Stanza 12
La tua luce rifulge, o Cristo Dio nostro, presso tutti coloro che giacciono nelle tenebre terrificanti dell'Inferno dalle quali ti invocano.
Ma Tu, Signore, che volontariamente sei sceso nell'Ade per abbattere le sue porte, libera i tuoi figli che sono separati da Te a causa delle colpe che hanno commesso, ma che, nonostante i loro errori, non hai rinnegato.
Poiché la loro sofferenza è immensa, abbi misericordia di loro, o Signore, i loro peccati non sono certo pochi, ma sappiamo che la Tua misericordia è senza limiti. Concedi così questa misericordia infinita a queste anime miserabili e reprobe, separate da Te dalla morte a causa del peccato.
Abbi pietà di quelli che, non avendo conosciuto la tua verità hanno perseguitata la tua santa Chiesa; il tuo amore, Signore, muti il fuoco che li consuma in un paradiso refrigerante.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 13
Possiamo aiutare i tuoi servi defunti, se ci aiuti tu stesso, o Signore, per le nostre lacrime. Illuminaci, tramite visioni soprannaturali, mostraci ciò che è opportuno dire e  fare perché le preghiere e le azioni che faremo siano per noi foriere di vita eterna.
E gridiamo a Te: Alleluia!

Stanza 14
La Chiesa Universale di Cristo nostro Dio canta continuamente a Te, o Signore, le preghiere e suppliche per coloro che si sono addormentati in Te e lasciato questa terra. Tutti i peccati del mondo sono stati redenti e annientati dal Sangue Divino che scorreva dalle sacre ferite della Passione.
Il potere di pregare per i defunti davanti all'altare di Dio, rende possibile per loro passare dalla morte alla vita, dalla  Terra al Cielo.
Fa’, o Signore, che le preghiere di intercessione che la tua Chiesa intona per i morti siano per loro una rapida Scala consentendo loro l'accesso al Paradiso. Abbi pietà di loro, Signore, per intercessione della Beata Madre di Dio e sempre Vergine Maria e di tutti i santi. Perdona i loro peccati, Signore, per preghiere e suppliche della tua Chiesa fedele che, per tutto il giorno e ogni notte, implora Te per la loro salvezza. Perché dei bambini innocenti, hanno i genitori misericordia; Con le lacrime le madri cancellano gli errori dei bambini; per le preghiere e il sangue dei martiri, perdona i peccatori e conducili a Te nella pietà. Accetta, o Signore, le nostre preghiere e suppliche così che completino le buone azioni che hanno compiuto coloro che sono giunti a Te, Padre Eterno e Filantropo.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 15
Il nostro intero pianeta è in qualche modo un’enorme tomba sacra e ovunque si trovano i resti dei nostri padri e dei nostri fratelli che popolano questo mondo, sin dal suo inizio. O Signore, il tuo amore per gli uomini è immutabile, Cristo nostro Dio,
e Te preghiamo: perdona tutti quelli che hanno vissuto su questa terra fin dall'inizio del Mondo e che ci hanno preceduto nella morte, in modo che in comunione di spirito e verità cantare a Te: Alleluia!

Stanza 16
Quando all'improvviso, come una fiamma divorante, salirà solenne e terribile giorno del giudizio nei Giorni Ultimi, dai libri che vengono trascritti dagli Angeli saranno aperti e tutte le azioni della nostra vita e tutti i segreti saranno evidenti a ogni uomo. "Sottomettiti dunque a Dio", ha detto l'Apostolo Giacomo.  "Riconciliati col fuoco temuto!" Accetta, o Signore, le preghiere e le intercessioni di vita che si possono portare a coloro che sono addormentati, come viatico mancante per accedere al tuo Regno. Concedi , Signore, che il suono delle trombe angeliche per loro sia l'annuncio del loro saluto e che, al momento del tremendo Giudizio, siano tra coloro che troveranno misericordia. Corona di gloria, Signore, coloro che durante la loro vita hanno sopportato la sofferenza a causa del tuo nome e riempi della tua grazia i difetti di coloro che, per debolezza, hanno commesso il peccato.
Signore, Tu che sai di ognuno il nome, mostra misericordia per tutti, monaci, monache, a tutto il clero e alle loro famiglie.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 17
Benedici lo scorrere del tempo, poiché ogni ora che passa, ogni momento che passa ci avvicina alla nostra eternità. Ogni nuova frase, ogni capello bianco è un messaggio del mondo per noi e ribadire che tutta la vita sulla terra è corruttibile ed effimera.
Questi messaggi ci confermano che tutto quello che viviamo sulla terra scomparirà e
tuttavia ci avvicina al Regno dei Cieli.
Questo ci avvicina al Regno dei Cieli: luogo ove non ci sono tristezza o dolori, ma dove sempre risuona la canzone di gioia: Alleluia

Stanza 18
Come gli alberi perdono le  foglie, quando la stagione finisce, così i giorni della nostra vita stanno scemando con il tempo fugace.
L'usura ci raggiunge, giorno dopo giorno, la fiaccola della gioia in noi si consuma. I nostri amici e parenti stanno raggiungendo la terra. Dove sono tutti coloro che, nella gioia, vivono la loro bella gioventù? I loro resti mortali sono silenziosi, ma la loro anima è nelle tue mani, o Signore. E immaginiamo che essi vedono occhi, quelli che già sono nel mondo immateriale della divina gloria. Signore, Tu sei il Sole il cui splendore inimmaginabile illumina e riscalda il luogo in cui si trovano coloro che sono morti. O Dio, che dopo un tempo breve di amara separazione, dacci, o Signore, la gioia di vederli un giorno nel tuo Regno.
Concedi, Signore, che possiamo essere uno in Te. Fai, o Signore, che coloro che sono entrati nell’eternità, abbiano la purezza dell'infanzia e la bellezza dei giovani; fa’ che la loro vita nell'Aldilà sia per loro una eterna Pasqua.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 19
Mentre silenziosamente piangiamo sulla tomba dei nostri cari, preghiamo pieni di speranza il Signore Dio nostro che mandi una rivelazione soprannaturale che ci rassicuri sul loro Destino. Dicci che hai perdonato i loro peccati per noi cosicché, gioiosi, cantiamo a Te: Alleluia!

Stanza 20
Quando rifletto e vedo il mio passato e il percorso delle vie nella mia vita, una folla di uomini, dai miei primi anni fino ad ora hanno lasciato questa terra, il loro ricordo riaffiora in me. Molti di loro erano buoni con me e mi hanno fatto del bene.
 Sento profonda gratitudine verso di loro e dico: Ai miei genitori, alla mia famiglia, a tutti coloro che mi hanno soccorso nella mia infanzia e che mi hanno guidato nella vita, a loro concedi, Signore, il riposo eterno e la gioia senza fine.
Glorificano il Signore, e stanno dinnanzi a lui prima dei santi angeli, quelli che mi hanno insegnato la Tua parola di verità, o Dio, mi hanno mostrato il tuo sentiero, mi hanno insegnato il Bene con l'esempio di una vita virtuosa.
 Addolcisci, Signore, la sofferenza di coloro che, durante i miei giorni di tristezza e di sconforto mi hanno dato quello che mi serviva, come hai fatto Tu, una volta, con gli Ebrei nel deserto, inviando loro la Manna dal Cielo affinché si nutrissero.
Premia, Signore, tutti coloro che materialmente e spiritualmente mi hanno fatto sentire bene nell’arco della mia vita.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 21
 O morte, dov'è il tuo dardo? Dove sei, cupo corteo di paura e oscurità? Noi ci aspettiamo e ci auguriamo che  la morte ci unisca a Dio! Sei diventato per noi l’infinito misterioso settimo giorno cui il Signore ha conferito il suo sigillo quando la creazione è stata completata. “Voglio morire per essere con Cristo” ha esclamato un apostolo. E sappiamo che la morte è il passaggio alla vita eterna, così diciamo nella gioia e nella attesa: Alleluia!

Stanza 22
I morti risorgeranno, quelli che sono nelle tombe usciranno dai sepolcri e gloriosamente trasfigurati gioiranno sulla Terra. Nella valle delle ossa secche in attesa della parola del Signore: " Così ha detto il Signore Iddio a quest’ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito, e voi riviverete; e metterò sopra voi de’ nervi, e farò venir sopra voi della carne, e vi ricoprirò di pelle; poi metterò lo spirito in voi, e riviverete; e conoscerete che io sono il Signore."
Alzati quindi, il tempo è venuto, i peccati sono stati espiati dal Figlio di Dio, il Quale con la sua morte, hanno donato la vita, alzati, e la potente luce della Risurrezione Cristo ci trasfigura.
Mostra loro, Signore, ora, la pienezza della tua perfezione, tu che brilli su di loro come sfolgora la luce del sole e della luna, e concedi loro di vedere i volti luminosissimi delle sante potenze incorporee. Come hai mostrato loro la splendida illuminazione del Cielo, mostra loro come la luce senza fine della tua gloriosa divinità.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 23
 La nostra natura umana, la nostra carne e il nostro sangue non possono, in quanto tali, ereditare il Regno di Dio; Finché vivremo nella nostra carne, noi rimarremo separati da Cristo nostro Dio. Tuttavia, mentre torniamo al nulla, vivremo per sempre. Carne e sangue mortali, inevitabilmente destinati alla distruzione, non possono essere distrutti, poiché ci sarà l’immortalità alla luce immutabile del giorno senza tramonto, e il canto infinito sarà: Alleluia!

Stanza 24
 Pieni di fiducia nella Sua promessa, aspettiamo il momento beato e solenne quando saremo innanzi al nostro benedetto Dio e Salvatore nostro. Attendiamo la luce dell'alba del Giorno della Resurrezione, il tempo sublime e meraviglioso quando tutti i nostri genitori, tutti quelli che ci sono stati parenti, tutti quelli che abbiamo conosciuto e che ci conoscevano, scavalcheranno le loro tombe per cantare con noi un inno di lode al Signore Onnipotente. Siamo in attesa, piena di speranza, del momento benedetto della trasfigurazione dell'umanità e, in anticipo, ti benediciamo, Signore, che un giorno creerai per noi ancora, per un'eternità di meraviglie.
Signore Dio, Tu hai creato tutte le cose per il mondo e la bellezza e la gioia prevarranno. Tu che dal nulla ci hai condotto alla Santità; Te noi preghiamo, concedi a chi si è addormentato in Te, di vivere gloriosamente nella vita nuova; Fa’ che i sapienti celesti splendano il giorno del loro trionfo e che Tu, l'Agnello di Dio, sia per loro luce del immutabile Giorno senza crepuscolo e senza fine.
Tu, o Signore, donaci di celebrare con loro la gioia dell’eterna Pasqua e di rivedere tutti coloro che abbiamo incontrato, vivi e morti, in una felicità senza fine.
Signore Dio d'amore indicibile, abbi pietà dei tuoi servi che sono dipartiti.

Stanza 25
O Signore, nostro Dio, Padre Eterno,  infinitamente misericordioso, Tu che per la Salvezza del mondo, inviasti il tuo Unico Figlio alle anime in difficoltà hai diffuso su di loro il tuo Spirito Vivifico, abbi misericordia e concedere la Redenzione ai nostri genitori, ai nostri parenti, a tutti coloro che si sono addormentati in Te, a partire dall'inizio del Tempo. Attraverso la loro intercessione, abbi pietà di noi, e uniscici a coloro che in vita ci hai fatto incontrare così che in una gioia pura cantiamo Te, Dio Salvatore, questa canzone di gloria trionfante: Alleluia!

Si ripete ancora tre volte la stanza 3. Poi si ripete la Stanza 1 e la stanza 2.

Preghiera per i defunti.
Dio degli spiriti e di ogni carne, tu che hai calpestato la morte, distrutto l’esistenza del Male e hai dato al mondo la Vita, Tu, Signore, Dio nostro, concedi il riposo eterno all'anima dei tuoi servi che sono morti: ai santi patriarchi, ai metropoliti, arcivescovi e vescovi, al clero e agli ordini monastici, a coloro che hanno contribuito alla costruzione di questo santuario e ai nostri antenati, ai genitori, fratelli e sorelle che giacciono qui e in qualsiasi luogo del mondo, ai soldati che hanno dato la vita per la fede e la patria, ai nostri fratelli cristiani morti in guerre civili o sommosse, annegati, bruciati, congelati, ai morti in miseria, agli uccisi da bestie feroci, a coloro che sono morti improvvisamente senza confessione, senza aver avuto il tempo di rivolgersi a Te, alla tua Chiesa, o agli uccisi dai propri nemici. Dà anche la pace e il riposo a coloro che, in un momento di follia, hanno volontariamente privato se stessi della vita, e quelli che non hanno nessuno che preghi per loro, a tutti i defunti cristiani senza funerale e soprattutto i tuoi servi e serve [...] che hanno chiesto di essere ricordati nelle preghiere, mentre noi siamo indegni di farlo.  Concedi a tutte e tutti, Signore, il riposo eterno in una sala nella tua Dimora, un’aula di luce, refrigerio, riposo e la pace, nella quale sono assenti il dolore, la tristezza e le lacrime.

AMEN

 

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