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venerdì 29 maggio 2015

martiri Sisinio, Martirio e Alessandro

29 MAGGIO
SANTI MARTIRI D’ANAUNIA
E SAN VIGILIO
secondo l’eucologia ambrosiana





ANT. D’INGRESSO    Cfr. Ap 12, 11
Questi santi hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello, hanno disprezzato la vita fino a subire la morte e regnano con Cristo in eterno.

ALL'INIZIO DELL'ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio forte ed eterno, che nel cuore dei santi accendi la fiamma della tua carità, sull'esempio del vescovo Vigilio e dei martiri Sisinio, Martirio e Alessandro donaci di tendere a quella passione d'amore che arriva a sacrificare generosamente anche la vita. Per il nostro Signore…

DOPO IL VANGELO
Voi siete l'ornamento della casa del Signore, splendidi come l'oro,  
perché avete consacrato a Dio con gioia la vostra vita per sempre.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Si allieti, o Dio, la tua Chiesa per l'unica corona di gloria che unisce fraternamente i santi Sisinio, Martirio e Alessandro e il vescovo Vigilio che li ha inviati; la loro testimonianza accresca la nostra fede e conforti la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI         Scenda la tua grazia, o Padre, sui nostri doni, e l'offerta di questo sacrificio ravvivi nei cuori il fuoco dell'amore per te che consentì al vescovo Vigilio e ai suoi discepoli Sisinio, Martirio e Alessandro di superare con coraggio ogni tormento. Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
  E’ veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
   Cristo, tuo Figlio unigenito,
é l'Agnello vincitore che regna nell'alto dei cieli
e chiama i martiri a condividere il suo destino di gloria.
   Corroborati dal suo sangue,
Vigilio, Sisinio, Martirio ed Alessandro
hanno reso al mondo una splendida testimonianza di fede
e, dopo molti tormenti, hanno subito la morte;
ora stanno, o Padre, davanti al tuo trono
nella candida schiera di coloro
che, avendo affrontato animosamente il martirio,
hanno lavato le loro vesti nel sangue dell'Agnello.
   Dal loro volto ora tu astergi ogni lacrima,
ora estingui la loro sete di te alle acque della vita
e doni ai tuoi servi di gloriarsi del nome di Cristo
nella luce della Gerusalemme eterna.
   Alle loro voci uniamo con gioia le nostre
e con tutti gli angeli a te eleviamo la lode: Santo, Santo, Santo, ...

ALLO SPEZZARE DEL PANE    Lc 22, 28-50
«Voi mi siete rimasti vicini nell'ora della prova, e io preparo un regno per voi  - dice il Signore  - perché possiate mangiare e bere alla mensa del mio regno».

ALLA COMUNIONE       Questi santi, attraverso il martirio, sono divenuti amici perfetti e fedeli di Cristo. Rinunziamo alla vita mondana per seguire Cristo Signore e non perdere la vita eterna a causa della gloria che passa.


DOPO LA COMUNIONE  Nutriti del Pane del cielo e lieti nel ricordo di questi santi, ti eleviamo, o Padre, la nostra supplica: confermaci nel tuo amore per sempre e donaci di camminare nella giovinezza della vita rinnovata. Per Cristo nostro Signore.

sabato 25 febbraio 2012

Preghiera dei fedeli

Preghiere dei fedeli:

le preci "Divinae pacis" della liturgia Ambrosiana


 

Chi vuole conoscere con certezza le "preghiere dei fedeli" del III secolo, cioè nella loro forma pre-costantiniana, deve solo ascoltare le preci che nella Prima, Terza e Quinta domenica di Quaresima si cantano nelle chiese di rito ambrosiano. Preghiere semplici, tutte cantate con un semplice modulo, e corredate di una risposta che richiama il Kyrie, eleison orientale: Domine, miserere. La loro antichità è mostrata anche dalle richieste: per i perseguitati per la fede in carcere e "ad metalla", una pena che fu eliminata dai romani dopo il 220 d.C e qui è ancora menzionata! Interessante anche la preghiera per gli indemoniati,

Si vede a prima vista la parentela strettissima di queste preci con quelle della divina liturgia di San Giovanni Crisostomo, con le quali hanno ovviamente un'origine comune. 
Nel rito antico ambrosiano esse sono cantate all'inizio della Messa, nel rito "riformato" prendono spesso il posto delle preghiere dei fedeli vere e proprie. Naturalmente è questo il modello che Paolo VI, già arcivescovo di Milano, aveva in mente quanto pensava a restaurare la "prece universale" nel rito Romano, non gli sproloqui "con attualizzazione" che ci tocca sorbire da certi ignobili foglietti o peggio autoprodotte da parrocchiani volenterosi quanto liturgicamente ciarlieri. 

Perché non utilizzarle? Dopotutto non possono che essere amate, da chi vuole l'archeologia, perché sono un pezzo di antiquariato liturgico di tutto rispetto, da chi vuole la semplicità e la dignità, perché sono testi di incomparabile sapienza e umiltà, come si addice alla preghiera cristiana (che non dice a Dio come fare ciò che gli si chiede di fare....). Ve ne posto due esecuzioni, una preconciliare e una attuale.






PRECI LITANICHE (Domenica I, III e V di Quaresima)


Divinae pacis, et indulgentiae munere supplicantes, ex toto corde, et ex tota mente, precamur te. Domine, miserere.

Pro Ecclesia tua sancta catholica, quae hic, et per universum orbem diffusa est, precamur te. Domine, miserere.

Pro Papa nostro N., et Pontifice nostro N., et omni clero eorum, omnibusque sacerdotibus, ac ministris, precamur te. Domine, miserere.

Pro pace ecclesiarum, vocatione gentium, et quiete populorum, precamur te. Domine, miserere.

Pro civitate hac, et conversatione ejus, omnibusque habitantibus in ea, precamur te. Domine, miserere.

Pro aerum temperie, ac fructuum foecunditate terrarum, precamur te. Domine, miserere.

Pro virginibus, viduis, orphanis, captivis, ac poenitentibus, precamur te. Domine, miserere.

Pro navigantibus, inter agentibus, in carceribus, in vinculis, in metallis, in exiliis constitutis, precamur te. Domine, miserere.

Pro his, qui diversis infirmitatibus detinentur, quique spiritibus vexantur immundis, precamur te. Domine, miserere.

Pro his, qui in sancta tua Ecclesia fructus misericordiae largiuntur, precamur te. Domine, miserere.

Exaudi nos, Deus, in omni oratione, atque deprecatione nostra, precamur te. Domine, miserere.

Dicamus omnes: Domine, miserere. Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
Favoriti dal dono della pace e della misericordia divina, supplichevoli, con tutto il cuore e con tutta l’anima, noi ti preghiamo: Signore, abbi pietà.

Per la Chiesa tua santa, cattolica, che si è diffusa qui da noi e per l’universo orbe, noi ti preghiamo. Signore, abbi pietà.

Per il nostro Papa N. e per il nostro Arcivescovo N., per tutto il loro clero e per tutti i sacerdoti e ministri, noi ti preghiamo. 
Signore, abbi pietà.

Per la pace tra le Chiese, la vocazione delle genti, la tranquillità dei popoli, noi ti preghiamo. Signore, abbi pietà.

Per questa città e per la sua conservazione, e per tutti quelli che vi abitano, noi ti preghiamo. Signore, abbi pietà.

Per la clemenza del tempo e la fecondità della terra, noi ti preghiamo. Signore, abbi pietà.

Per le vergini, le vedove, gli orfani, gli schiavi ed i penitenti, noi ti preghiamo. Signore, abbi pietà.

Per i naviganti, i viandanti, i carcerati, per coloro che si trovano in catene, nelle miniere, in esilio,  noi ti preghiamo. Signore, abbi pietà.

Per coloro che sono afflitti da infermità o vessati da spiriti immondi, noi ti preghiamo. Signore, abbi pietà.

Per coloro che nella Chiesa tua santa dispensano con larghezza frutti di misericordia, noi ti preghiamo. Signore, abbi pietà.

Ascoltaci, o Dio, in ogni orazione e supplica nostra, noi te ne preghiamo.
Signore, abbi pietà.

Diciamo unanimi: Signore, pietà. Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.



Testo preso da: Cantuale Antonianum http://www.cantualeantonianum.com/#ixzz1nOlXh39q
http://www.cantualeantonianum.com