Prot. 13/15
Prot. Pers. 10/2015
Mons. Luigi Negri
Per Grazia di Dio e della Sede Apostolica
Arcivescovo di Ferrara -Comacchio
Abate di Pomposa
Dall’inizio del mio ministero episcopale presso
di voi, molteplici sono state le occasioni
ordinarie e straordinarie in cui ho potuto celebrare il Santo Sacrificio della
Messa nella nostra Basilica Cattedrale di Ferrara, nella Basilica Concattedrale
di Comacchio, nell’Abbazia di Pomposa, nella Basilica di San Giorgio fuori le
Mura, come in tante altre bellissime chiese che rendono a Dio il culto Suo
proprio ed impreziosiscono il territorio e la fede della nostra gente.
In quanto direttamente responsabile della
santificazione del popolo a me affidato come guida e pastore, partecipo a tutti
voi, la mia personale e pastorale preoccupazione nel rilevare nella nostra
società, e non di meno nella nostra amata diocesi, il rischio sempre maggiore
della perdita del senso del sacro con tutte le sue drammatiche conseguenze, non
solo religiose ma anche etiche e sociali.
I l Concilio Vaticano II individua nella
Liturgia la fonte primaria attraverso cui l’azione di Cristo, tradotta in azione della Chiesa, restaura l’uomo in Uomo. Nella Sacrosantum
Concilium infatti
al n. 14 della Liturgia si ribadisce che essa «è la prima e indispensabile fonte
dalla quale i fedeli possono attingere il genuino spirito cristiano, e perciò i
pastori d'anime in tutta la loro attività pastorale devono sforzarsi di
ottenerla attraverso un'adeguata formazione […] non si può sperare di ottenere
questo risultato, se gli stessi pastori d'anime non saranno impregnati, loro
per primi, dello spirito e della forza della liturgia e se non ne diventeranno
maestri[…]».
In ottemperanza quindi al Concilio e al
Magistero della Chiesa Cattolica e ben conscio del mio Ministero presso di voi
intendo accogliere con forza l’indicazione conciliare corroborato pienamente
dal prezioso Magistero di Papa Benedetto XVI circa la Buona Liturgia come
motore propulsivo del corretto credere e come tale necessaria per la
ri-formazione dell’ Uomo secondo il cuore di Cristo.
É particolarmente nella Santissima Eucaristia, infatti, che
tale azione di Cristo si fa presente, permanente ed efficace perché in essa «è contenuto l’intero bene spirituale
della Chiesa, ovvero Cristo stesso, nostra Pasqua, fonte e culmine di tutta la
vita cristiana» (Redemptionis
Sacramentum, n. 2).
In molte delle nostre celebrazioni ho notato
che il rischio di non garantire la massima cura per le Specie Eucaristiche è
non solo ipotetico ma reale. Provvidenzialmente la Santa Chiesa come madre
amorosa ci dona tutti gli strumenti per sfuggire tale rischio e per onorare il
Corpo e il Sangue del Signore che ci è donato per la Vita Eterna. Essi sono i
documenti del Magistero (1), l’Institutio
Generalis Missalis Romani; l’insegnamento dei Romani Pontefici –
soprattutto San Giovanni Paolo II (2), Papa Benedetto XVI (3) e Papa Francesco
(4) –; la guida dei Pastori e principalmente quella del Vescovo primo e diretto
responsabile della Liturgia.
* *** *
Con questi sentimenti di obbedienza a Cristo
Signore, di amore alla Santa Chiesa Cattolica e di paterna cura per il popolo a
me affidato
RIBADISCO
i seguenti articoli dell’ Ordinamento Generale del Messale
Romano secondo la Editio
Typica Tertia, oggi in vigore, ed approfonditi dal più recente
documento disciplinare Instructio Redemptionis Sacramentum (5) promulgato dalla Congregazione per
il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti6 durante il Pontificato di San
Giovanni Paolo II:
160.
[…]Non è permesso ai fedeli prendere da se stessi il pane consacrato o il sacro
calice,
tanto meno passarselo di mano in mano. I fedeli si comunicano in ginocchio o in
piedi, come stabilito dalla Conferenza Episcopale. Quando però si comunicano
stando in piedi, si raccomanda che, prima di
ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse
norme.
Cfr. anche R.S.
n. 90.
161. Se la Comunione si fa sotto la sola specie del pane, il
sacerdote eleva alquanto l'ostia e la presenta a ciascuno dicendo: Il Corpo di
Cristo. Il comunicando risponde: Amen, e riceve il sacramento in bocca o, nei
luoghi in cui è stato permesso, sulla mano, come preferisce. Il comunicando,
appena ha ricevuto l'ostia sacra, la consuma totalmente[…]
Cfr. R.S.
n. 91:
«Non è lecito,
quindi, negare a un fedele la santa Comunione, per la semplice ragione, ad
esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio oppure in piedi».
Cfr. R.S.
n. 92:
«Benché ogni
fedele abbia sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in
bocca, se un comunicando, nelle regioni in cui la Conferenza dei Vescovi, con
la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere
il Sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra ostia. Si badi,
tuttavia, con particolare attenzione che il comunicando assuma subito l’ostia
davanti al ministro, di modo che nessuno si allontani portando in mano le
specie eucaristiche.
Se c’è pericolo di
profanazione, non sia distribuita la santa Comunione sulla mano dei fedeli».
118. Si preparino pure:[…] il
piattello per la Comunione dei
fedeli; inoltre il necessario per
lavarsi le mani. Il calice sia lodevolmente ricoperto da un velo, che può
essere o del colore del giorno o bianco.
Cfr. R.S.
n. 93
150. Poco prima della consacrazione, il ministro, se è opportuno,
avverte i fedeli con un segno
di campanello. Così pure suona il campanello alla presentazione al popolo
dell' ostia consacrata e del calice secondo le consuetudini locali.[…]
* *** *
Considerato quindi il reale pericolo di
profanazioni e tenuto conto delle norme vigenti
DECRETO
1) Che dalla
prossima Domenica e per tutta la durata del Tempo di Quaresima, prima della
distribuzione della Comunione, nella chiesa Cattedrale come in tutte le altre
chiese dell’Arcidiocesi, in
ogni Santa Messa Domenicale e prefestiva venga
letto il seguente messaggio:
«QUANTI RICEVONO IL SIGNORE SULLA MANO LO FACCIANO CON DEVOZIONE,
SIANO ATTENTI A NON DISPERDERE ALCUN FRAMMENTO E ASSUMANO SUBITO L’OSTIA
DAVANTI AL MINISTRO.
SI RICORDA AI FEDELI CHE LA COMUNIONE SI RICEVE IN GINOCCHIO O IN
PIEDI; IN QUEST’ULTIMO CASO SI RACCOMANDA CHE, PRIMA DI RICEVERE IL SACRAMENTO,
I FEDELI FACCIANO LA DEBITA RIVERENZA ALMENO CHINANDO IL CAPO (7).
SI RICORDA INOLTRE CHE QUANTI INTENDONO COMUNICARSI AL CORPO E AL
SANGUE DI CRISTO,DEVONO ESSERE NELLE CONDIZIONI DI POTERLO FARE:
- SAPPIANO CHE RICEVONO IL SIGNORE GESÙ PRESENTE IN CORPO, SANGUE,
ANIMA E DIVINITÀ;
- NON SIANO IMPEDITI DAL DIRITTO CANONICO;
- NON SIANO IN STATO DI PECCATO MORTALE, POICHÉ IN TAL CASO È
NECESSARIO RICEVERE PRIMA L’ASSOLUZIONE NEL SACRAMENTO DELLA CONFESSIONE».
In
tutte le chiese il suddetto
messaggio dovrà rimanere affisso in luogo adatto e ben visibile ai fedeli. A discrezione
del parroco o del rettore della chiesa, è bene che tale messaggio sia riletto
una volta ogni tanto anche fuori della domenica (almeno una volta al mese)
durante la Messa con partecipazione di popolo, soprattutto nelle occasioni di
maggiore afflusso di fedeli anche oltre il tempo della Quaresima.
2) Lì dove sia possibile si dovrà usare il piattello per le comunioni dei fedeli perché
siano evitate le indesiderate dispersioni degli inevitabili frammenti del Corpo
di Cristo. Al termine dell’uso, lo stesso sia poi purificato con cura insieme
agli altri vasi sacri.
3) Si
ritorni ad usare in tutte le chiese, specialmente quelle con maggiore afflusso
di fedeli e/o turisti, il campanello per richiamare al raccoglimento, nel
momento della consacrazione, quanti non dovessero prestare la dovuta attenzione
al mistero celebrato.
* *** *
Inoltre, considerato il documento della CCDDS, Tabula
in Medio Ecclesiae, recentemente ribadite dalla Conferenza
Episcopale Italiana attraverso l’Ufficio Liturgico C.E.I. e al fine di
recuperare la inscindibilità della dimensione sacrificale della santa Messa da
quella commensale e comunitaria,
RIBADISCO
che circa la corretta modalità di predisporre la chiesa o il
presbiterio in occasione del conferimento della Prima Comunione ai fanciulli o
in occasione della Messa In Coena Domini per la memoria dell’Ultima Cena, ci si
deve attenere alle norme liturgiche e pastorali vigenti, secondo le quali è
fatto divieto di allestire uno o più tavoli oltre la mensa dell’altare, in quanto risulta
«simbolicamente una
ripetizione, pedagogicamente una distrazione e pastoralmente qualcosa di
inconsistente, poiché distrae il popolo dall’altare, turba la percezione
dell’importanza dei singoli elementi dell’architettura della Chiesa e non
favorisce affatto la partecipazione dei fedeli» (8).
* *** *
Circa la corretta modalità da utilizzarsi nello
scambio liturgico della Pace, poiché quando
«i fedeli non comprendono e
non dimostrano di vivere, con i loro gesti rituali, il significato corretto del
rito della pace, si indebolisce il concetto cristiano della pace e si
pregiudica la loro fruttuosapartecipazione all’Eucaristia» (9), si
rimanda alla Lettera Circolare della CCDDS pubblicata nella Solennità di
Pentecoste l’ 8 giugno 2014, dal titolo L’Espressione Rituale del dono della
Pace nella Messa. In modo particolare
RIBADISCO
N° 6.A: «Se si prevede
che lo “scambio della pace” non si svolgerà adeguatamente a motivo delle
concrete circostanze o si ritiene pedagogicamente sensato non realizzarlo in
determinate occasioni, si può omettere e talora deve essere omesso. Si ricorda che la ribrica del Messale
recita: “Deinde, pro opportunitate, diaconus, vel sacerdos, subiungit: Offerte vobis pacem”. ».
N° 6.C: «Sarà necessario
che nel momento dello scambio della pace si evitino definitivamente alcuni
abusi come:
1- L’introduzione di un “canto per la pace”,
inesistente nel Rito romano.
2- Lo spostamento dei fedeli dal loro posto per
scambiarsi il segno della pace tra loro.
3- L’allontanamento del sacerdote dall’altare per
dare la pace a qualche fedele.
4- Che in alcune circostanze, come la solennità di
Pasqua e di Natale, o durante le celebrazioni rituali, come il Battesimo, la
Prima Comunione, la Confermazione, il Matrimonio, le sacre Ordinazioni, le
Professioni religiose e le Esequie, lo scambio della pace sia occasione per
esprimere congratulazioni, auguri o condoglianze tra i presenti»
* *** *
Seguendo il luminoso esempio di Papa Francesco;
considerato il Decreto per la Menzione del Nome di San Giuseppe nelle Preghiere
Eucaristiche II, III e IV del Messale Romano emanato il 1 maggio 2013 dalla
CCDDS e volendo incentivare la grande devozione a San Giuseppe, patrono della
Chiesa
RIBADISCO
che la Santa Sede, nel suddetto documento, ha definito le seguenti
formule che spettano al nome di
San Giuseppe:
1) nella Preghiera eucaristica II: "insieme con la Beata
Maria, Vergine e Madre di Dio, con san Giuseppe, suo sposo, con gli
apostoli..."
2) nella Preghiera eucaristica III: "con la beata Maria,
Vergine e Madre di Dio, con San Giuseppe suo sposo, con i tuoi santi
apostoli..."
3) nella Preghiera eucaristica III: "con la beata Maria,
Vergine e Madre di DIo, con San Giuseppe suo sposo, con gli apostoli..."
CONTRARIIS
NON OBSTANTIBUS QUIBUSLIBET
TEXTUS
ABROGATUS
EX AEDE ARCHIEPISOPALI FERRARIENSIS
DIE 18 MENSIS FEBRUARII A. D. MMXV
f.to + Luigi Negri
Arcivescovo di Ferrara - Comacchio
Abate di Pomposa
don Enrico D'Urso
Notaio di Curia
_______________________________
note
1 soprattutto la Istruzione della Congregazione per il Culto
Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Redemptionis
Sacramentum del 25 Marzo 2004
2 soprattutto la Lettera Enciclica, Ecclesia de Eucharistia, 17
aprile 2003
3 soprattutto la Esortazione Apostolica Post Sinodale, Sacramentum
Caritatis, 22 febbraio 2007
4 Cfr. Decreto per la Menzione del Nome di San Giuseppe nelle
Preghiere Eucaristiche II, III e IV del Messale Romano, voluto da Benedetto XVI
e confermato il 1 maggio 2013 da Papa Francesco poco tempo dopo la Sua
elezione; Cfr. anche la Lettera Circolare dal titolo L’Espressione Rituale del
dono della Pace nella Messa,dell’8 giugno 2014, che la CCDDS ha inviato per
conto del Santo Padre
5 Da ora R.S.
6 Da ora in avanti CCDDS
7 Nel caso di grandi celebrazioni in cui è previsto un grande
numero di fedeli, si aggiungerà, in questo punto, la seguente frase: "VISTA LA NUMEROSA PARTECIPAZIONE DI
FEDELI A QUESTA GRANDE CELEBRAZIONE, SI SUGGERISCE CHE L’EUCARISTIA SIA
RICEVUTA IN PIEDI, FATTA SALVA LA LIBERTÀ DEI SINGOLI ".
8 Cfr. Tabula in Medio Ecclesiae della CCDDS e ribadita
dall’Ufficio Liturgico Nazionale della C.E.I.
9 Lettera Circolare L’Espressione Rituale del dono della Pace
nella Messa, n°5. Da ora in avanti “Lettera Circolare”